Escursione al Lago di Valcuca – 2180 m – Valle Gesso.

Il lago di Valcuca è collocato agli inizi e a sinistra del pianoro del Valasco. Trovandosi in una zona molto appartata delle Marittime, chiusa tra la Cima di Valcuca (2605 m) e la Rocca Soprana di San Giovanni (2635 m), rimane una perla nascosta poco frequentata .
Accesso in auto: La base di partenza sono le Terme di Valdieri che si raggiungono da Borgo San Dalmazzo seguendo la strada provinciale 22 dopo aver superato i paesi di Valdieri e Sant'Anna di Valdieri.

Dati tecnici

  • Ascesa: 800 metri circa
  • Distanza: 9,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.385 metri
  • Altitudine massima: 2.180 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Solo su una porzione del percorso
  • Partenza: Indicazioni stradali

Da qualche tempo mi ero proposto di andare a scoprire, ancor prima della venuta dell’estate, questa piccola perla d’acqua appartata della valle Gesso, poco conosciuta e ancor meno frequentata.

Oggi, lunedì 30 maggio, ne ho l’opportunità. Le previsioni danno tempo variabile per la mattinata e qualche possibilità di pioggia nel pomeriggio. Penso di riuscire a compiere questa escursione con la mezza giornata che ho a disposizione.

Raggiunte le Terme di Valdieri, alle 7:40 sono pronto per la partenza. Seguendo la strada sterrata che conduce al Valasco approfitto di alcune scorciatoie, dopo il primo chilometro, per salire più velocemente.

Verso le 8:20 raggiungo il pianoro. Purtroppo la giornata non è delle migliori; guardando verso dove mi dovrò dirigere si sta radunando un po’ di nebbia. Ormai sono qui per questo e il tentativo lo farò ugualmente. Passato il ponticello in legno che conduce alla cascata mi dirigo sulla destra del grande prefabbricato metallico del Parco delle Marittime.

Superati i primi praticelli erbosi un viottolo mi conduce sulla sinistra (destra orografica) della Valle di Valcuca all’imbocco di un tratto ripido di salita. Il canalone è ancora tutto innevato ma il sentiero si tiene poco distante alla sua sinistra. Alcune sbiadite tacche rosse ne indicano frequentemente il percorso. La salita è ripida e si svolge su roccette miste a erba, tra rododendri che stanno fiorendo e qualche rado larice.

Verso quota 1915 metri mi trovo addossato alla parete: un traverso verso sinistra taglia un roccione portandosi più verso levante. Ora anche alcuni ometti (che mi premuro di risistemare) contribuiscono a rendere la traccia più evidente.

Durante la salita

La salita continua per un po’ e raggiunge un secondo traverso in piano che mi sposta nuovamente sulla destra (quota 2000 circa). Proseguo per un buon tratto tra i larici insinuandomi su una grande lingua di neve terminante nella depressione della conca lacustre.

Alle 9:11 raggiungo il lago di Valcuca. Una parte del lago è ancora occupata da neve e ghiaccio che piano piano sta sgelando. Per fortuna il tempo qui non è poi così male anche se un po’ di nebbia, ogni tanto, si fa presente oscurando Il sole.


Ultimi metri sul nevaio che porta alla depressione lacustre

Ecco come appare il lago di Valcuca al mio arrivo

Approfitto di ogni momento buono per scattare qualche foto al lago. A tratti è molto suggestiva la vista su Rocca di Valminana e il Monte Matto.

Dal lato sud del lago, vista verso Rocca di Valmiana e Monte Matto

Vista verso il Torrione di Valcuca (2600 m)

Lago visto da est

Stranamente non sento e non vedo nessun camoscio od altri animali. Rimango comunque più di un’ora a godermi la pace e la solitudine di questo luogo meraviglioso.

Di fronte a tanta bellezza mi viene spontaneo intonare quella bella lode che dice: ”Lodate Dio, cieli immensi ed infiniti…”

In discesa verso il Valasco. Si scorge, in basso a sinistra, la casa di caccia del Re.

Promettendomi di tornarci presto, inizio la discesa verso il Valasco e proseguire infine alle Terme di Valdieri.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Bibliografia

In cerca dei fiori. 28 escursioni floristiche da Capo Noli al Monviso

In cerca dei fiori. 28 escursioni floristiche da Capo Noli al Monviso

Giorgio Pallavicini et al.

Blu Edizioni, 2017

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (13)

  1. Guido ‘sensafren’


    Quest’estate ,mentre seduto su una pietra al pian del Valasco, mi godevo il panorama e un gustoso panino, notavo delle persone che ,di fronte a me , scendevano da un ripido sentierino,. Da dove arriveranno? A casa subito iniziano le ricerche sul web e scopro questa relazione e la presenza di questo incantevole posto, che (perdonatemi) mi era ignaro. Decido di andarlo a visitare, oggi 24 settembre,complice lo smonto notte lavorativo. Dopo alcuni giorni belli mi attendono nuvole e nebbie che avvolgono le cime…pazienza ! Mi incammino e in 40 minuti raggiungo il Valasco. Sorpresa: le relazioni parlano di difficoltà a rintracciare il percorso e scarse tacche rosse. E invece il sentiero è tracciato per bene e ripulito in alcuni tratti e le tacche fresche sono numerossissime e molto evidenti (lavoro recentissimo, immagino). Un’ora di salita e mi trovo da solo in un posto incantevole ,avvolto da un silenzio mistico che dona al posto ancor più pregio e carisma. Pranzo , l’aria è fresca ma ti rivitalizza. Le cime intorno sembrano scrutare chi si è permesso invadere questo angolo di paradiso. Trovo pelli di salame per terra in riva al lago, la civiltà è passata di qui… Spero che questo angolo meraviglioso resti il più possibile incontaminato e poco frequentato e che quei lavori al sentiero non convincano troppe persone e raggiungereuno uno degli ultimi e selgaggi luoghi delle nostre montagne. In religioso silenzio ringrazio la natura di avermi donato tale splendore e ridiscendo a valle , ove mio malgrado mi ritrovo in mezzo ai pellegrini che numerosi salgono e scendono dal Valasco. Ritornerei indietro, a difendere a spada tratta le ‘mie’ montagne e la loro maestosa bellezza. Comunque consiglio di visitare il lago, a chi vive la montagna come una fede. Grazie al relatore della suddetta relazione per le precise indicazioni.

    • cuneotrekking


      Ciao Guido. Mi ha fatto piacere leggere il tuo commento perchè fatto da una persona che sa perfettamente apprezzare e affrontare nel modo giusto la montagna. Le tue parole piene di convinzione, che esprimono gioia e passione in quello che fai, possano essere da esempio guida a tutti i giovani che si cimentano per la prima volta sui sentieri delle nostre belle montagne.
      Mi fa anche piacere sapere che il sentiero è stato risistemato a dovere.
      Ciao e grazie. Elio.


      • Ho effettuato l’escursione ieri, 9 settembre 2012. Il sentiero non l’ho trovato ben tracciato e a volte non si sa che direzione prendere. Solo gli “omini” visibili più in alto danno la direzione. Il posto è difficoltoso da raggiungere e consigliabile ad “esperti” visti i passaggi e le pendenze. Il lago è particolare, in posto solitario ed ho notato numerosissime bollicine che venivano a galla da più punti. Qualcuno sa spiegarmi il fenomeno? Non ho visto pesci o tracce di animali all’interno del lago.
        Albino

        • cuneotrekking


          Ciao Albino, può darsi che nel frattempo le condizioni del sentiero siano variate un pò. Già quando ero stato io avevo dovuto sistemare alcuni ometti nel tratto più alto. Grazie comunque per l’aggiornamento che potrà servire agli escursionisti che saliranno prossimamente.
          Ciao, Elio.


  2. Splendida gita anche se breve e posto incantevole effettuata ad agosto senza incontrare anima viva anche se tutto il mondo sembrava essersi concentrato nel sottostante pian del Valasco. E’ mia intenzione tornarci provando a raggiungere la Rocca Soprana di S.Giovanni. Un progetto che mi affascina, ma non ho trovato riscontri, se fosse possibile trovare una via d’accesso escursionistica ( non sono un alpinista ) scollinando per giungere al sentiero che dal Lago inf. di Fremamorta giunge alla Vallemorta; a questo propostito ogni informazione è gradita.

    • Cuneotrekking


      Ciao Giuseppe. Il lago di Valcuca è poco frequentato e per questo è una gita da buongustai.
      Per quanto riguarda la Rocca Soprana di San Giovanni devo dirti che non ci sono mai stato. E’ raggiungibile passando dal lago di Valcuca e puoi trovare la descrizione della gita sul libro di Michelangelo Bruno “In Cima 90 normali nelle Alpi Marittime” (Volune II). Presenta una difficolta F+ nell’ultimo tratto.
      Ciao e fammi sapere se ci sarai stato. Elio


      • tornato a inizio ottobre per godere dei colori autunnali, purtroppo le previsioni davano un peggioramento dal primo pomeriggio cosi ho dovuto rinunciare per la Rocca Soprana. La traccia per arrivare al lago è sempre ben visibile. esaminando alcune immagini con Terraexplorer, avrei individuato una traccia che sale lungo la dorsale che divide la Vallemorta dal Pian del Valasco, questi i dati per poterla individuare, ( 2317 mt) Long 7°14’9.923″ Lat 44°11’25.536″ qualcuno la conosce

        • Cuneotrekking


          Ciao Giuseppe, non conosco quella traccia che dici, ma cercherò di informarmi se porta alla Rocca Soprana.
          Elio


          • Grazie per la risposta, ma la traccia individuata sale dalla Vallemorta e giunge sulla cresta opposta alla Rocca S.Giovanni. La mia era solo un’informazione da portare a conoscenza di chi come me cerca nuove vie escursionistiche. Potrai individuarla bene accedendo da questo link
            http://streamer3d.arpa.piemonte.it/SkylineGlobe/WebClient/PresentationLayer/home/index_risknat.aspx . Salendo dal Valasco prima di giungere al bivio per Fremamorta, il sentiero ha due bruschi tornanti, a questa altezza e a monte di una pietraia il pendio è erboso ed è qui che esce fuori la traccia.
            Ciao e grazie per l’attenzione

  3. Claudio Di Flumeri


    Sono andato oggi, bellissimo il laghetto. Sentiero poco frequentato e lago non “pubblicizzato” su nessun cartello, immagino per la difficoltà del percorso, in modo che gli escursionisti della domenica non ci si avventurino. In ogni caso la traccia è sempre ben visibile e la presenza di svariati ometti aiuto l’orientamento (poi, ovviamente, con un GPS è tutto più facile). Certamente bisogna fare attenzione, soprattutto in discesa, ma lo sforzo è ripagato!


  4. Domenica 25 settembre, con la complicità’ di un cielo azzurro che piu’ azzurro non si poteva, io e mio marito ci siamo avventurati sulla salita che porta al lago Valculca. I numerosi “ometti” presenti ci hanno consentito di seguire costantemente la traccia, con la gioia di poter raggiungere questo luogo così tanto decantato, senza dare troppo ascolto alla fatica che la salita ci imponeva. Giunti al lago, in estrema intimità e solitudine, abbiamo potuto goderlo appieno. Nel corso di qualche ora il suo colore è’ mutato da verde smeraldo ad azzurro e le numerose bollicine che lo caratterizzano, presenti su tutta la sua superficie, ci hanno dato la sensazione di vederlo respirare. Ringraziamo Elio per avercelo fatto scoprire. Agnese e Franco


    • Grazie Agnese che mi fai nuovamente rivivere questo luogo magico, stranamente così poco conosciuto e frequentato. Le tue parole mi hanno fatto venire la voglia di andarlo a rivedere molto presto. Ciao.

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