Escursione al lago Reculaye, 2502 m – Val de l’Ubayette

Il lago Reculaye è situato in territorio francese nelle vicinanze del colle delle Munie (val Maira – Saretto). È ubicato in splendida posizione in una conca verdeggiante sotto le pendici del monte Soubeyran (Tête de l’Alp). Meno conosciuto e frequentato rispetto ai più blasonati laghi Roburent è una validissima alternativa per chi cerca pace e tranquillità.

Per raggiungere la partenza dell’escursione, da Borgo San Dalmazzo occorre seguire per sessanta chilometri la SS21 fino al colle della Maddalena (col de Larche). Scendendo circa un chilometro in direzione di Larche, si svolta sulla prima stradina sterrata a destra dove si posa l’auto pochi metri più sopra.

  • Ascesa: 610 m circa
  • Distanza: 13,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.910 m
  • Altitudine massima: 2.563 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: lago, passo
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Iniziamo la salita sulla destra idrografica del torrente Oronaye arrivando in breve ad una piccola croce.

Il sentiero prosegue a serpentina sui declivi meridionali del bec du Lièvre passando poi vicino ad un piccolo casolare forse adibito a rifugio del margaro.

La giornata fresca e meravigliosa odierna ha convinto numerosissimi escursionisti ad uscire di casa e sul sentiero se ne vedono decine e decine, quasi tutti in direzione dei più blasonati laghi Roburent.

Salendo nel vallone, compaiono al fondo le punte dentellate del massiccio dell’Oronaye e poi la sagoma dell’omonimo monte. Poco prima di incrociare il vallone trasversale dell’Oronaye, ci teniamo verso sinistra, in direzione di alcuni grandi massi, perché l’itinerario da seguire sarà quello.

Raggiunta la parte centrale del vallone (palina), lasciamo a destra il lungo avvallamento che sale in direzione dei laghi Roburent dirigendoci, a sinistra, verso l’intaglio del col de la Gipière de l’Oronaye, posto tra il bec du Lièvre (2770 m) e la cima delle Manse (2727 m).

Passiamo sulla destra di un gias risalendo alcune lievi balze, raggiungendo in breve il col de la Gipière de l’Oronaye (2482 m).

Ancor prima di sbucare compaiono già le ardite sagome della Meyna (3067 m) con la tête de Viraysse (2772 m), del Vallonasso (3034 m) e del Sautron (3166 m).

Con lo sguardo rivolto verso nord nella nuova valle possiamo ora scorgere, in lontananza, la nostra meta.

Il sentiero prosegue a destra articolandosi a semicerchio sotto le pendici della tête de Platasse (2706 m) e la cima delle Manse (2728 m) rivelandosi più lungo del previsto perché ci impone di superare con saliscendi altalenanti alcuni brevi rilievi in direzione del colle delle Munie (2531 m).

Poco prima dell’ultimo strappo verso il colle, pieghiamo a sinistra seguendo una traccia che porta nella direzione del lago già visibile.

Il tratto, immerso nel verde delle praterie, prosegue con brevi sali-scendi fino a raggiungerne la sponda meridionale.

Su queste sponde, in totale saremo non più di una decina di persone nella tranquillità più assoluta. Ovviamente ci fermiamo per pranzare godendoci questo momento di tranquillità.

Il ritorno lo facciamo contornando la sponda est del lago, seguendo il sentiero Roberto Cavallero (tacche rosso/blu) che passa poco più in alto, sotto le pendici del monte Soubeyran (2701 m).

Una breve salita finale ci conduce sul colle Aguya (2561 m), displuvio con la valle Maira, regalandoci una superba visuale sul colle di Enchiausa (2740 m) posto tra le cime dell’Autovallonasso ((2885 m) e del monte Oronaye (3100 m).

Da lì, seguendo la cresta, raggiungiamo in breve il colle delle Munie (2531 m, col des Monges per i francesi), dove scende in val Maira il sentiero che porta ai laghi d’Apzoi e Visaisa, per poi ricongiungerci nuovamente in territorio francese sul sentiero percorso all’andata.

Sul sentiero altalenante torniamo nuovamente al col de la Gipière de l’Oronaye volgendo un ultimo sguardo sulle cime de la Meyna e sul forte della tête de Viraysse.

Uno sguardo d’obbligo verso l’Oronaye e lo splendido vallone che ora ripercorreremo in discesa fino al bivio centrale per poi deviare a destra verso lo stradone del colle della Maddalena.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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