Escursione al Mont du Grand Capelet, 2935 m – Valle Roya

Il Mont du Grand Capelet è situato sul confine tra la Vallée des Merveilles e la Vallée Gordolasque ed è la cima più alta che si affaccia sul vallone delle Meraviglie. Dalla vetta si possono ammirare i numerosi i laghi racchiusi all'interno del Parc National du Mercantour e le cime più alte della Valle Gesso.
Accesso in auto: Base di partenza dell'escursione è Casterino che si raggiunge, scendendo dal Colle di Tenda, svoltando a destra a San Dalmazzo di Tenda. La deviazione (D91) percorre la lunga strada asfaltata di circa 12 km che porta a Casterino. Dal paesino, superato un ponticello in legno, si procede in direzione nord-ovest verso un parcheggio gratuito, denominato "Portes du Parc" (1719 m) posto a circa due chilometri, dove dipartono strade e sentieri che conducono a Fontanalba, al rifugio Valmasque o alla Baisse de Peïrefique.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.320 metri circa
  • Distanza: 23,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.719 metri
  • Altitudine massima: 2.935 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Il Grand Capelet visto dalla Cime des Lacs

Ottobre 2014. Dal parcheggio, superata la sbarra seguiamo l’ex strada militare che va in direzione del rifugio Valmasque. Dopo circa due chilometri lasciamo, a destra, il sentiero che sale al Lac de l’Agnel e proseguiamo ancora per un lungo tratto fino ad incrociare, a sinistra, una scorciatoia (palina) che si infila nel bosco di larici e mantenendo la destra idrografica attraversa la Vastière des Dragons andando a raggiungere nuovamente la stradina ex militare che di lì prosegue a tornanti verso il rifugio di Valmasque.

Dopo aver superato un ripido tratto, si perviene ad un bivio. Lasciato a destra il sentiero che porta al rifugio, teniamo la sinistra per salire oltre la balconata rocciosa che nasconde il bellissimo Lac Vert (2221 m). Vicino all’emissario, in ottima posizione, è collocato il rifugio di Valmasque.

Lac Vert con il rifugio Valmasque

Ora il nostro cammino volge verso sud con uno spettacolare itinerario che ci porta ad affiancare tre splendidi laghi.

Con andamento altalenante proseguiamo sulla riva sinistra del Lac Vert seguendo la mulattiera che percorre la parte sinistra del lago con piccole salite e discese scavalcando le rocce montonate che lo racchiudono. Al termine di un’altra piccola salita raggiungiamo le sponde del secondo lago, detto Le Lac Noir (2278 m), leggermente più piccolo del primo, che aggiriamo a semicerchio protetti dalle Rochers du Basto.

Lac Noir

Infine risaliamo un tratto che conduce all’inizio dello sbarramento che contiene il Lac du Basto (2341 m), il più grande dei tre, che si sviluppa verso sud, le cui rive terminano su una lunga spianata prativa.

Lac du Basto

Non rimane che procedere ora verso sud lasciando poco più avanti, a sinistra (palina), il sentiero che conduce alla Baisse de Fontanalba (2568 m). Durante la salita lasciamo ancora a destra il sentiero che, in senso inverso, porta verso la Baisse du Basto e al rifugio Nizza. Quindi, seguendo un tratto di tornanti più ripido, raggiungiamo la Baisse de Valmasque (2549 m), oltre la quale ha inizio la Vallée des Merveilles.

Visuale dalla Baisse de Valmasque

Il Grand Capelet è la cima che si vede in secondo piano a sinistra del torrione centrale

Per la salita al Grand Capelet, dalla baisse de Valmasque si svolta a destra (ovest) e si procede a destra di un enorme torrione di roccia nera. Il sentiero salendo si destreggia tra i massi e, a zig-zag, si innalza fino ad una spalla. Oltre, scende leggermente compiendo un semicerchio sotto ripide pareti rocciose.

La salita riprende poco dopo erta verso sinistra, supera un tratto di rocce rotte e va a raggiungere un colletto inserito a destra di una piccola punta. Durante quest’ultimo tratto è spettacolare la vista che si presenta verso i tre laghi che avevamo superato e le cime confinanti con la Valle Gesso, tra cui Maledia (3061 m) e Clapier (3045 m).

Veduta dei tre laghi durante la salita

L’aguzza cima della Maledia ripresa col teleobiettivo

Di qua compare finalmente, oltre un avvallamento pietroso, la parete del Grand Capelet. Si svolta ora in leggera salita a destra poi, poco più avanti, si scende nell’avvallamento attraversandolo seguendo gli ometti e le tracce del sentiero. Dopo un tratto a zig-zag la traccia scompare nei pressi di una parete di rocce rosate (ometto). (Solo sulla strada del ritorno veniamo a scoprire che avremmo dovuto dar conto all’ometto e risalire, con diagonale verso sinistra, la paretina di rocce rosate).

Direzione di salita

Riprendiamo invece la salita nel canalino franoso verso destra, ai margini della zona rocciosa, risalendo faticosamente un lungo tratto di sfasciumi fino a raggiungere la cresta.

In salita verso la cresta

Svoltando ora a sinistra (sud), superiamo grandi massi posti in bilico sotto i grandi torrioni della cima. Proseguendo oltre ritroviamo finalmente alcuni ometti della via normale che ora, su terreno più abbordabile, ci guidano alla vetta.

Sulla cima del Grand Capelet

Raggiungiamo degli amici di Borgo che ci hanno preceduto e insieme contempliamo il vastissimo paesaggio a giro d’orizzonte. In lontananza, a sud, vediamo la Corsica.

Veduta verso il mare e la Corsica

Siamo completamente circondati dai numerosi laghi del Parco del Mercantour: ne contiamo una dozzina. Grandioso è lo spettacolo rivolto a nord. Lì ritroviamo tutte le splendide cime della Valle Gesso confinanti e non con la Francia.

Spettacolari come veduta sono: l’Argentera (3297 m), il Gelas (3143 m), l’aguzza Maledia, il Clapier ecc; sembra impossibile ma riusciamo anche a vedere la nostra Bisalta. Verso ovest sotto un impressionante strapiombo si nota invece la stupenda Valle Gordolasque.

La verde Vallée de Gordolasque

Veduta dalla cima verso Argentera, Gelas, Maledia e Clapier

La visuale spazia anche sul Mont S.te Marie  (2740), sul vicino Monte Bego (2872 m), considerato montagna sacra, e sulla Cime des Lacs (2510 m). La fortuna è anche l’aver imbattuto oggi una delle rare giornate senza una nuvola.

Nella zummata si intravede centralmente parte del lag Long

Mont Bego

Dopo una mezz’oretta di permanenza sulla cima decidiamo di scendere dal versante est seguendo alcune tracce che, con flessione verso sinistra, ci riportano alla base del canalino di sfasciumi.

Inizio della discesa

Ripresa la traccia seguita per la salita torniamo sui nostri passi per raggiungere la Baisse de Valmasque dove abbiamo intenzione di far la pausa pranzo con la visuale di alcuni laghetti nella sottostante Vallée des Merveilles.

Ritorno al lag du Basto

Costeggiando il secondo lago

Più tardi iniziamo la discesa che ci riporterà al parcheggio di Casterino.

Discesa tra i larici verso Casterino

Per il ritorno alle nostre case, per evitare i soliti problemi con il tunnel del Colle di Tenda, dal parcheggio abbiamo preso la strada (alcuni tratti asfaltati, altri su sterrato) che da lì sale alla Baisse de Peϊrefique. Dalla baisse abbiamo proseguito per il Colle di Tenda scendendo comodamente a Quota 1400. Non abbiamo avuto nessun tipo di problema con l’auto, benchè molto bassa.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Institut Geographique National

Vallée des Merveilles, Val Vermenagna

Carta 3841OT, 1:25.000

Carta 3841OT, 1:25.000

Institut Geographique National

Vallée de la Roya, Vallée des Merveilles, Parc National du Mercantour

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Commenti (2)


  1. Che bei ricordi a rivedere certi posti,quando ho fatto il Tour delle Valle delle Meraviglie avevo trovate giornate splendide proprio come queste!…complimenti e grazie


    • Ciao Claus, ricordo che ne avevi parlato e che ne eri rimasto entusiasta. Sono posti splendidi. Peccato che con i lavori del tunnel di Tenda non ci possiamo più andare come una volta…

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