Escursione al Monte Bellino, 2942 m – Valle Varaita

Il Monte Bellino è situato sul confine tra le valli Maira e Varaita e divide il vallone dell’Autaret (Varaita) dal vallone di Traversiera (Maira). La posizione staccata ne fa un ottimo punto d’osservazione sulle cime delle Alpi Cozie.

  • Ascesa: 1.090 m circa
  • Distanza: 16,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.843 m
  • Altitudine massima: 2.942 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Oggi, 27 luglio 2012, è nostra intenzione recarci al Monte Bellino, un facile… “quasi” tremila. Posiamo l’auto a Sant’Anna di Bellino, nel piccolo parcheggio situato al termine della borgata.

Varcato il ponticello ci dirigiamo nel vallone avendo la Rocca Senghi di fronte. Qualche centinaio di metri dopo la partenza lasciamo sulla destra la stradina che dalle grange Cruset conduce verso il Mongioia (3340 m) e il Fiutrusa (3103 m) e proseguiamo sulla sterrata fino al Pian Ceiol. Dal pianoro, dove termina la sterrata, con un semicerchio verso sinistra andiamo a scavalcare il rio Autaret che proviene dalle ripidi pendici dell’omonima cima e ci immettiamo nel canalino infossato delle Barricate.

La mulattiera sale sulla sinistra del rio con numerose giravolte affacciandosi, al termine, su un grande pianoro erboso nei pressi di un grazioso casolare. Nel vallone di sinistra possiamo scorgere al fondo il Monte Faraut (3046 m).

Proseguendo sul sentiero che si allunga verso destra continuiamo salendo a zig-zag sotto le pendici ghiaiose del Buc Faraut (2914 m).

Il tratto successivo ci vede proiettati su un secondo pianoro erboso tagliato al centro dal rio a sinistra delle belle grange dell’Autaret (2540 m).

Poco più avanti, alla palina segnaletica (sentiero U-28, Colle di Bellino) si segue il sentiero verso sinistra risalendo un tratto su erba e terreno detritico. Una ventina di minuti dopo lasciamo a sinistra (palina) il sentiero che porta alla Colletta e al rifugio Carmagnola.

Deviando invece a destra risaliamo gli ultimi pendii in vista dell’evidente Colle di Bellino che raggiungiamo dopo una mezz’oretta dalle grange dell’Autaret.

Il vallone opposto scende verso Chiappera lasciando più in basso verso destra la Valle del Maurin. Dal colle, una buona traccia sale a sinistra e va ad aggirare gli ultimi ghiaioni portandosi in vista dell’ampio vallone di Traversiera, poi piegando ulteriormente verso sinistra raggiunge in breve la croce di vetta.

Molto bello il panorama a sud-est con il vicinissimo Monte Albrage (2999 m) e il Cervet (2984 m) un po’ più distante. Spostato verso sinistra vediamo il Monte Faraut (3046 m) e il rifugio Carmagnola in basso a sinistra; più a destra, il Pelvo d’Elva (3064 m), al fondo fa capolino il Monviso mentre a sud-ovest domina l’importante cerchia di montagne che racchiude l’alta Valle Maira, con il Brec e l’Aiguille de Chambeyron in primo piano, la Tête de l’Homme (3202 m), la Tête de la Frema (3142 m) e il Ciaslaras (3005 m). Verso nord-ovest si distende il Monte Maniglia (3177 m).

Dopo una mezz’oretta trascorsa a contemplare ogni cima, ridiscendiamo al Colle di Bellino per recarci all’ingresso delle due evidenti gallerie, opere militari conficcate nel grande roccione a nord-ovest del Colle. Nel frattempo altri escursionisti provenienti dalla Valle Maira ci raggiungono.

Ricominciamo la discesa che ci porterà alla sosta del pranzo presso le grange Autaret. Poi le condizioni del tempo mutano rapidamente, inducendoci ad iniziare subito la discesa durante la quale ci beccheremo anche un po’ di pioggia nel tratto tra le Barricate e Sant’Anna di Bellino.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (12)

  1. Maurizio Famoso


    Bellissimo ! Certo che la scelta non manca !
    Maurizio


  2. Bravissimi , siete sempre molto bravi nel descrivere le gite che fate. é un vero piacere leggervi. grazie. Roberto


  3. La Val di Bellino mi piace molto,un paio di anni fa’ ho fatto una ciaspolata notturna partendo dal Rifugio Meleze e facendo un giro ad anello siamo arrivati su un bel pianoro,vin brule’ e cielo stellato hanno reso la serata indimenticabile…

    • cuneotrekking


      Ciao Claus. Oltretutto offre innumerevoli possibilità di escursioni, tra cui moltissimi tremila, in ambiente montano di prim’ordine…


  4. Chiedo scusa mi hanno parlato del colle /passo del riasseto…. dalle parti di bellino…qualcuno da dirmi il sentieri per raggiungerlo????? Grazie in anticipo


  5. Ciao! Vorrei fare questa escursione questo finesettimana, qualcuno sa dirmi se c’è ancora neve o se è facilmente fattibile? Grazie 🙂

  6. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Nell’escursione di oggi sono presenti due miei colleghi di lavoro (Claudio e Simonetta) ansiosi di portarli in un bel posto dopo diversi rinvii e dopo tre escursioni già fatte insieme nel 2017.
    Sono persone allenate quindi decido di partire subito in quarta con loro, portandoli al Monte Bellino, ambiente in quota ma non difficile da raggiungere.
    Così eccoci a Sant’Anna di Bellino alle 8:05 dove partiamo per il sentiero U 27 verso il Colle di Bellino.
    Il tempo è sereno e il sole è già in procinto di picchiare duro sulle nostre teste.
    La prima parte fino all’entrata delle Barricate la si svolge tranquillamente, i miei due compagni di salita riescono a seguire il mio passo abituale.
    Lungo il sentiero che passa per la gola delle Barricate troviamo tanta gente intenta a salire, saranno stato quasi 15 persone che superiamo agevolmente essendo più lenti di noi.
    C’è ancora un po’ di neve sopra il Rio Autaret in quel punto ma il sentiero è perfettamente sgombro.
    Arriviamo nei pascoli del Vallone dell’Autaret dove il panorama si apre verso il Faraut e in fondo il Monte Maniglia, dietro di noi fa capolino il Monte Salza e più avanti la sagoma piramidale del Monviso ancora con tanta neve sulla via normale di salita.
    Si procede davvero bene e non ci fermiamo fino al bivio al Grange Autaret, dove sostiamo per riprenderci qualche minuto e mangiare uno snack energetico, qui incontriamo due escursionisti diretti verso il Faraut.
    Poi si riprende anche se a velocità più bassa di prima, le gambe iniziano ad essere affaticate.
    Il Sole martella come pochi ma almeno ha fatto capolino un bel vento fresco che ci ristora.
    La meta ormai è bella che visibile.
    Arriviamo in poco tempo al Colle di Bellino dove il panorama viene impreziosito dalle vette della Alta Valle Maira.
    Qui notiamo dei resti di un vecchio fortino militare, sparsi per i due versanti, la cosa c’incuriosisce un po’ visto che tutti gli indizi sembrano portare al fatto che il fortino è stato fatto saltare in aria o bombardato, troviamo anche l’entrata che sprofonda nelle profondità della terra.
    Ormai non ci resta che seguire l’evidente sentiero che passa tra sfasciumi di roccia fino alla vetta.
    Ci arriviamo alle 10:20.
    Siamo saliti come un treno ad alta velocità rispetto ai cartelli! E siamo saliti tranquillamente con i nostri passi.
    Il panorama è semplicemente stupendo: le montagne intorno si vedono tutte, inoltre la visuale verso le Alpi Marittime è sgombra, solo qualche nuvola nella zona del Monviso.
    Restiamo in cima per 40 minuti prima di scendere verso il Grange Autaret dove avremmo fatto pranzo, nel frattempo in vetta sono arrivati due ciclisti e due donne.
    Nella discesa ritroviamo prima del Colle di Bellino gli escursionisti che avevamo superato alle Barricate, intenti a salire, nel percorso dal cole fino ai grange incontriamo due ragazze che stanno salendo al Bellino di corsa.
    Dopo mezz’ora siamo nei pascoli del grange, restiamo li per mezz’ora per pranzare prima di prendere la via del ritorno.
    Alle 13:50 siamo dalla macchina a Sant’Anna di Bellino.
    Una giornata davvero stupenda, un caldo e un sole che ci ha bruciati, ma ci ha permesso di godere di un bellissimo panorama sulla vetta del Bellin, inoltre oggi ho avuto una bella compagnia.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Bella escursione in ambienti spettacolari. Bravo Mattia. Dovrò tornarci molto presto. C’erano tanti fiori sul percorso?

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        Si, c’è ancora una bella fioritura di varie specie appena usciti dalla Gola delle Barricate fino agli ultimi tornati sotto il Buc Faraut verso Grange Autaret.
        Una cosa strana. Abbiamo sentito e visto pochissime marmotte e nessun stambecco e camosci, mi ricordo che in quella zona era sempre pieno di questi animali.

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.