Escursione al Monte Bersaio – 2386 m – Valle Stura

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Splendida montagna dolomitica collocata a ridosso dell’abitato di Sambuco, il Monte Bersaio (2386 m), con i suoi torrioni, affascina e stupisce il viaggiatore che transita verso il Colle della Maddalena.

Così come ogni monte dall’aspetto inaccessibile presenta un lato debole, anche il Bersaio lo si può raggiungere aggirandolo.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.230 metri circa
  • Distanza: 14,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.184 metri
  • Altitudine massima: 2.386 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dopo il sentiero delle pecore non poteva mancare questo monte, lungamente ammirato dalla base salendo i versanti solatii che da Sambuco ci portavano alla borgata di Moriglione. Da un po’ di tempo ce l’avevo in mente ma, essendo una montagna di altezza media, l’avevo lasciata da affrontare più in là, quando le cime più alte cominciano ad imbiancarsi e conviene scendere un poco.

Combinata la gita, con i fidati compagni Gelu e Valerio ci troviamo giovedì 29 ottobre a Sambuco (1184 m). Dal solito parcheggio della piazzetta del Municipio torniamo indietro per un centinaio di metri verso est e inforchiamo la stradina (palina con indicazioni), inizialmente asfaltata, che si inoltra a sinistra nel Vallone della Madonna.

Dopo le prime case l’asfalto cede il posto allo sterrato; ignorando il primo ponticello in legno che, sulla destra, va verso S. Anna e il Colle Ciardoletta, continuiamo fino ad un bivio successivo. Lasciata ora la strada che prosegue diritta ci dirigiamo a destra (palina) e, attraversato pochi metri dopo un ponticello, passiamo sulla sinistra idrografica del vallone dove un bellissimo sentiero, sapientemente tracciato in ambiente splendido, inizia ad inerpicarsi a zig-zag tra pini e larici nel suggestivo e incassato Vallone della Madonna.

Dopo un buon tratto ci troviamo ad attraversare un piccolo rio laterale che proviene dalla Comba Sapet, riprendendo poi immediatamente a salire per un bel po’ nella pineta sotto le alture della Cordiera fino a sopraelevarci sotto le incombenti Rocce Bianche. Tra ciuffi di lavanda e larici, ci portiamo nei pressi di alcune suggestive cascate d’acqua che traggono origine da una impressionante e profonda strettoia, scavata negli anni dal torrente della Madonna.

Cascatelle d’acqua

Proseguendo facciamo ingresso nel Vallone degli Spagnoli, dove il sentiero piega a destra sul suo lato ombroso; qui, nel tratto che conduce verso il Gias Murè (1831 m), calpestiamo la prima neve. Arrivati ad un bivio lasciamo il sentiero che continua verso i Colli della Bandia e del Mulo per superare, su alcune travi in legno a sinistra, un rio e iniziare un lungo percorso che taglia trasversalmente il versante assolato del vallone dirigendosi ad ovest verso le alture del Bersaio.

Nel vallone degli Spagnoli

In salita

A sinistra si delinea la sagoma del Bersaio

Il sentiero, in continua ascesa, ne incide prati e piccoli valloncelli laterali affacciandosi, verso quota 2000, su un piccolo pianoro dove troviamo adagiate due vecchie trune in pietra; da questo punto la neve non ci abbandonerà più fino alla cima. Aggiratele sulla destra, senza punti di riferimento e guidati dall’istinto, puntiamo a guadagnare la cresta seguendo un logico itinerario in direzione della cima che immaginiamo un po’ spostata sulla sinistra.

In cresta verso il cippo di pietre

Raggiunto il displuvio si apre improvvisamente davanti a noi l’arco di montagne che abbraccia la parte ovest delle Alpi Marittime e Cozie. Rivedo, davanti a me, il Monte Bodoira che con Massimo avevo raggiunto questa primavera.

Continuando la salita sul displuvio tra i due valloni, ci apprestiamo a raggiungere un grande cippo di pietre. Da questo punto la nostra meta appare ormai molto vicina. Con faticoso percorso (neve dai 20 ai 40 cm circa) raggiungiamo la spaccatura della roccia che precede la cima, dove sorprendiamo tre stambecchi accovacciati. Verso le 11:30, finalmente, posiamo i nostri piedi sulla vetta.

Arrivo al Bersaio

L’ultimo tratto visto dalla vetta

Dalla cima verso Sambuco

Il nostro sguardo va immediatamente nella direzione del precipizio strapiombante su Sambuco, 1100 metri a picco sotto di noi, per poi percorrere a 360° ogni singola vetta da noi conosciuta. Dal Bodoira (2747 m) a Rocca la Meja (2831 m) fino al Nebius (2600 m); dal Corborant (3010 m), Ischiator (2996 m) alle Cime di Vens. Paesaggi innevati stupendi. Ci fermiamo un bel momento su questo meraviglioso balcone panoramico. La giornata è bella e non fa neanche tanto freddo.

La croce di vetta

A sinistra il Bodoira (2747 m), a destra Rocca la Meja (2831 m)

Quando ormai siamo quasi decisi a fermarci in punta per il pranzo, Gelu individua, con la telecamera, un branco di stambecchi che sta pascolando nei pressi del colle Piconiera; li vuole assolutamente riprendere prima che se ne vadano ed allora non ci rimane altro che assecondarlo e scendere nella direzione del colle (2256 m) dove ci fermeremo anche a pranzare proprio in vista del Vallone degli Spagnoli per affrontare, al termine, una discesa a picco che ci condurrà verso il Gias Murè.

In discesa verso il Colle Piconiera

Discesa nel vallone degli Spagnoli

Da qui ridiscenderemo nella strettoia del Vallone della Madonna ripercorrendo il tratto, finalmente al sole, che ci ricondurrà a Sambuco.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

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Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (3)


  1. CIao Elio,questo e’ un itinerario che mi affascina abbastanza ma che tipo di motivazione possiamo accostare alla difficolta’ “EE”?!grazie


    • Ciao Claus. La motivazione dell’EE è strettamente legata alla giornata in cui abbiamo effettuato l’escursione quando cioè, nell’ultimo tratto, la presenza di neve ha cancellato il sentiero costringendoci a salire ad istinto fino alla cima.
      E’ una bella escursione e ti piacerà. Ciao


  2. grazie per la risposta,a presto buon lavoro ciao

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