Da San Michele di Prazzo al Monte Chersogno

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (12)


  1. Grande escursione! Grandissima montagna (che io preferisco, da sempre, al mare!)

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voli.
    Stamattina, approfittando della splendida giornata che le previsioni del tempo auspicano, ho affrontato in solitaria il Chersogno.
    L’ultima volta che sono salito su questa famosa montagna avevo 15 anni assieme a mio nonno alpinista (colui che in quei anni mi portava a destra e sinistra per i sentieri quasi tutte le Domeniche e mi ha trasmesso l’immenso amore per la montagna).
    Sono passato ormai 13 anni ed avevo voglia di ritornarci.
    Partenza da Mondovì alle 5:30, arrivo a destinazione alle 6:50.
    Però, a differenza vostra, sono partito da Campiglione, avevo notato che una strada asfaltata portava fin li ed era più vicino al monte rispetto a De Costanzi.
    Un paio di tornanti ed il sentiero si ricongiunge con quello che arriva dal vostro punto di partenza.
    Giornata splendida ma alcune piccole nuvole si muovono in fretta, questo mi fa presagire un qualcosa che racconterò in seguito.
    Bellissimo posto di partenza, i pascoli sono molto simili a quelli che sovrastano Elva, il Chersogno è una costante presenza lungo tutto il cammino, sembra quasi che ti sfida, le piccole borgate sono molto pittoresche.
    Ad ogni modo procedo di buona lena fino al Piano del Vallone dove vengo sorpreso da un fortissimo vento freddo che soffia a più non posso.
    In più il sentiero si fa più difficile: gli sfasciumi instabili mi rallentano non poco così come era successo a voi, inoltre il sentiero quasi scompare (forse lo scioglimento della neve ha fatto calare molti detriti), solamente grazie alla mia esperienza riesco a notare gli ometti di pietra e le tracce rosse sbiadite che indicano la via, in più il vento mi batte in direzione contraria rispetto alla mia.
    Arrivo al Passo Ovest di Chersogno e qui la forza del vento è inarrestabile, quasi mi sposta, tanto che ho perfino pensato di non intraprendere la vetta se la situazione non sarebbe migliorata.
    Fortunatamente il vento cala e così inizia l’ultima salita.
    Ed infine la vetta, dopo 2 ore e 55 minuti di salita (pause comprese).
    La montagna mi fa un regalo bellissimo: il vento forte ha spazzato via qualsiasi traccia di nebbia e riesco a vedere tutto: le montagne sopra Garessio (Brin Mindino ed il Galero), la montagna che uso per allenarmi (la Bisalta), il Massiccio dell’Argentera, il Gelas, le montagne della Valle Stura, noto il Tibert, la Rocca de Meja, le montagne dell’alta Valle Maira, naturalmente le altre montagne che sovrastano Elva (Il Pelvo, Cima Camoscera), la Conca di Elva, naturalmente il Monviso. Particamente quasi tutto l’Arco Alpino della provincia
    Tutto questo mi commuove, tra l’altro non ho incontrato nessuno che saliva, nessuno che scendeva ed ero solo sulla vetta, è stato un momento magico, molto intimo.
    Il vento però torna a farsi forte, così decido di scendere subito dopo aver scattato qualche fotografia.
    La discesa in quel canale degli sfasciumi rocciosi mi fa venire dei mezzi infarti per via del terreno altamente instabile, anche perché il vento mi soffia alle spalle e mi spinge verso il basso, solitamente non uso le racchette da escursionismo perché non mi ci sono mai trovato bene, forse in quel momento mi avrebbero aiutato non poco.
    Bellissima gita, bellissimo posto, bellissimo panorama.
    Non resta che portarci la morosa, sicuramente ci tornerò in futuro sul Chersogno.
    Sono stato un po’ lungo ma volevo condividere con voi la mia esperienza su questa magnifica montagna.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia. Il racconto, molto preciso, ci ha fatto vivere le tue stesse sensazioni. Ci è sembrato di essere lì con te a condividere e soffrire per il vento che ti sospingeva verso il basso. E poi, trovarti sulla cima da solo… che splendida sensazione!
      Grazie per questo tuo splendido racconto, che sicuramente farà vivere anche i nostri lettori e auguri per le tue future escursioni. Ciao.

  3. lucapeirone


    Ieri bella camminata sull’amato Chersogno con Stefano e Papà! Fortissimo vento in quota ma bel panorama nonostante le nuvole dense nel pomeriggio! La prossima volta saliremo più presto! Luca Peirone, Tino Peirone, Stefano Bocci da Boves CN.


    • Bravissimi, da dove siete passati? So che una volta lo avevate salito dal vallone di Traversiere (Acceglio)… Ciao

  4. Luca Peirone


    Ciao Elio, partiti dalla Borgata a sx del cartello dove voi avete preso per la Borgata Costanzi! Anche li divieto e a piedi per la Borgata Chiotti!!! Se si volesse fare la Marchisa si fa sempre dallo stesso punto di partenza?!


    • Ciao Luca, la Marchisa puoi anche farla da quel punto di partenza (io l’avevo fatta anni fa) oppure puoi partire da Sant’Anna di Bellino, attraverso il bellissimo vallone di Traversagn. La trovi descritta qua, dalla Val Varaita. Grazie Luca e buone gite!!!

  5. tinopeirone


    Una volta molti anni fa, quando ci eravamo trovati sulla cima eravamo partiti dal colle Bicocca, abbastanza lunga… Ciao Elio


    • Ricordo molto bene quell’escursione. Noi dall’alto del monte vi tenevamo d’occhio mentre salivate dal pianoro… Bei ricordi!

  6. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    A Ferragosto io e Silvia decidiamo di continuare ad andare in montagna così verifichiamo sulla mappa quale meta ci potrebbe andare ed ecco che spunta il Chersogno, già fatto nel 2015 ma totalmente inedito a Silvia.
    Aggiudicato.
    Così alle 8:15 siamo a Campiglione per intraprendere questo 3000 metri, la giornata è serena senza nemmeno una nuvola e la temperatura gradevole.
    Eccoci prendere la sterrata in direzione Grange Chiotti percorrendola senza problemi, le case della borgata sono tutte piene di turisti e di proprietari.
    Quando inizia il sentiero però Silvia inizia ad accusare un calo fisico non indifferente, il sole che batte in testa gli fa venire una mal di testa fortissimo.
    Piano piano proseguiamo verso il Colle di Chiosso e Silvia sembra davvero non farcela, non riesce a riprendersi.
    Mi dice di proseguire da solo in direzione della vetta che lei sarebbe rimasta li ad aspettarmi, non riesce proprio a riprendersi.
    Così la salita diventa una solitaria verso il Chersogno.
    Un po’ di nuvole iniziano a farsi vive sulle vette circostanti.
    In un ora riesco ad arrivare in vetta passando per il Piano Vallonello ed il canalino verso il Passo Ovest del Chersogno, qui il terreno è altamente instabile un tipo di terreno che personalmente chiamo “un passo avanti, due indietro”, grazie alle racchette arrivo al passo con relativa tranquillità.
    Diverse persone sono già li in attesa di compere l’ultima rampa verso la cima, qui patisco un po’ di dolori alle ginocchia: tra Venerdì sera e Sabato mattina della settimana scorsa ho fatto assieme ad alcuni colleghi di lavoro la camminata Busca-Sant’Anna di Vinadio, 70 km circa a piedi. Ho recuperato molto in fretta ma nell’ultima rampa sono tornati i dolori della lunga camminata.
    Sono in cima alle 12:00 circa.
    Il panorama è stupendo a parte la pianura coperta da una cappa di smog e di calore, tutte le vette circostanti sono visibili e si arriva fino alle lontane vette delle Alpi Marittime.
    Ci sono già una decina di persone intorno alla croce di vetta e continuano ad arrivare.
    Ci sto circa un’ora dove mangio anche pranzo prima di intraprendere la via del ritorno.
    Sulla discesa verso il Passo Ovest del Chersogno una sorpresa mi travolge: una coppia d’escursionisti incontrati in precedenza mi avvertono che Silvia sta salendo!!!
    Silvia!!!
    Osservando meglio mi accorgo che effettivamente Silvia sta salendo da sola, inizia ad intraprendere l’ultima rampa.
    Ha saputo orientarsi da sola su un posto che non conosceva per niente ed ha affrontato il canalino da sola!! Una cosa che non aveva mai fatto prima in solitaria.
    La incontro a metà strada.
    Mi dice che le forze gli erano tornate ed il mal di testa gli era passato ed si è messa in testa di arrivare in vetta costi quel che costi.
    Così faccio dietrofront e l’accompagno in vetta, ci arriva verso le 13:15.
    E’ stravolta ma felice, non ha un filo di forza rimasta nei muscoli, s’addormenta appena sdraiatosi sotto la croce.
    Si sveglia mezz’ora dopo e mangia pranzo.
    Sono le 14:05 quando decidiamo di tornare indietro, si è fatto davvero tardi ed il tempo sta peggiorando.
    Ci vogliono tre ore per tornare dalla macchina tra varie fermate e dolori persistenti da parte d’entrambi.
    Un’escursione che si è dimostrata più lunga e faticosa di quello che avevamo preventivato, qualche problema fisico di troppo però mi ha stupito la determinazione di Silvia nel proseguire da sola verso un 3000 metri, più che altro è stata una sorpresa ritrovarmela li a salire.
    Comunque anche il Chersogno è stato aggiunto alle nostre vette conquistate, ottimo.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.

  7. Alessandro Righetti


    Una bellissima escursione che mi ha regalato grande soddisfazione!
    Ho ripreso ad andare in montagna “seriamente” solo quest’anno e ho dedicato l’estate a seguire le guide di Elio, di cui lo ringrazio tantissimo.
    Ieri ho avuto la soddisfazione di vedere la mia prima croce di vetta proprio sul Chersogno con questo tragitto. Sono salito da solo (ahimè) con la mia cagnina, compagna di tutte le escursioni e grande amante della montagna. Lungo la salita abbiamo beccato tutto quello che può rompere le scatole in montagna: solleone all’inizio, pioggia più in alto, addirittura la grandine (!) sul tratto degli sfasciumi… ho pensato più volte di lasciar perdere e tornare indietro, ma non sentendo tuoni, ho deciso di provare a chiuderla lo stesso. Siamo stati fortunati: più sopra le nuvole cedevano il passo a un bellissimo azzurro e la vetta è stata una soddisfazione enorme.
    Benché stanchi, eravamo così entusiasti che al ritorno ci siamo concessi anche la deviazione per la Fonte Nera e il ritorno ad anello. Una giornata memorabile! Ringrazio ancora Elio e Cuneotrekking: voi non potete saperlo ma siete stati guide irrinunciabili per tutta l’estate, io e la mia fidanzata (e il nostro cane!) abbiamo camminato sempre con voi. Grazie!


    • Grazie Alessandro. Non sai quanto piacere mi fa il tuo scritto. Sono contentissimo che hai potuto compiere tutta l’escursione, anche a dispetto del tempo che si è messo di mezzo. Vi ringrazio (anche la tua fidanzata) che ci seguite, e questo è il premio per il nostro lavoro. Abbiamo pronte altre belle escursioni per voi. Un saluto anche da parte dei miei collaboratori. Buone escursioni!

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