Escursione al Monte Eighier, 2576 m – Valle Maira

Il monte Eighier è posto sulla sinistra orografica della val Maira ed è collocato a nord-est a circa 800 metri di distanza dalle rocche Provenzale (2402 m) e Castello (2452 m). Dall’arrotondata cima la vista spazia a 360° offrendo dall’alto, in particolare, una veduta di prim’ordine sulle due rocche e su tutte le cime dell'alta valle Maira.

Da Cuneo occorre raggiungere Dronero, porta della valle Maira. Si percorre tutta la vallata sulla strada provinciale 422 fino a Chiappera. Seguendo dopo il paese un tratto verso il campo base e le cascate di Stroppia, al primo ponticello si svolta a destra e si parcheggia l'auto dopo i primi due tornanti della sterrata dove c’è la palina segnaletica per i colli Greguri e del Rui.

  • Ascesa: 930 m circa
  • Distanza: 11,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.660 m
  • Altitudine massima: 2.576 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, passo, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

20 maggio 2016. L’escursione odierna al monte Eighier (il cui nome può significare “luogo abitato da uccelli rapaci o colore scuro delle rocce”) ci ha dato l’opportunità di incontrare in vari punti del percorso grandi branchi di stambecchi. Senza esagerare saranno stati almeno un centinaio quelli visti.

Il sentiero (T12) si inerpica verso la base sud della rocca Provenzale e inizialmente ricalca il giro del gruppo Provenzale/Castello.

Dopo un piccolo tratto iniziale si abbandona quello a sinistra diretto alla rocca; proseguendo verso destra andiamo a ricongiungerci un po’ dopo su quello proveniente da Chiappera. Svoltando verso sinistra (nord) lo seguiamo inoltrandoci nel vivo dell’avvallamento a levante delle rocche Provenzale e Castello.

La salita a tornanti offre, alle nostre spalle, grandiosi scenari che guardano verso sud la cima dell’Oronaye imbiancata di fresco. Stupendo lo sguardo nel verde fondovalle e sull’abitato di Chiappera che si distanzia sempre più.

Dopo un buon tratto raggiungiamo il bivio per il colle Greguri (2319 m), che lasciamo a sinistra. Proseguendo verso destra ci innalziamo invece sempre più sul sentiero T17 – colle del Rui che ci conduce a tornanti verso una caserma posta sulle pendici del monte Eighier e in seguito alla Colletta (2556 m).

Possiamo godere di ottime panoramiche a poca distanza sulle due rocche.

Arriviamo alla casermetta proprio nel momento in cui si sta svolgendo un grande raduno di stambecchi. Intere famiglie composte dai più piccini ai papà, dalle mamme fino ai nonni si sono dati appuntamento presso la grande struttura ricettiva di questa ex caserma.

Ne contiamo almeno una quarantina, ma sicuramente il numero è sottostimato.

Alcuni, probabilmente i meno interessati alla discussione, si distraggono osservandoci dalle finestre, dando nel frattempo un’occhiata ai più piccini che non litighino mentre giocano a rincorrersi sui prati.

Per non disturbare l’importante riunione ci teniamo a distanza proseguendo verso destra in direzione della Colletta (2556 m).

Un centinaio di metri più avanti abbandoniamo il sentiero per la Colletta e il colle di Rui (l’etimologia del nome sta a significare “rocce rossastre o pietrame rotto”) per tagliare obliquamente verso sinistra le chine erbose del monte Eighier che ci apprestiamo a raggiungere.

Un ultimo tratto su pietrame ci conduce sulla vetta.

Dall’arrotondata cima appena raggiunta lo sguardo si posa immediatamente al di là, sull’ampio vallone del Maurin e sulle tante cime poste ai suoi lati a noi note e già salite in altre occasioni: tête de la Frema (3142 m), tête de l’Homme (3202 m), Ciaslaras (3006 m), tête du Vallonet (2822 m), tête de Cialancion (3019 m), il monte Maniglia (3177 m) e, verso destra, l’Albrage (2999 m), il monte Freide (2967 m), il monte Cervet (2984 m), etc.

Spostandoci una trentina di metri in leggera discesa verso un rudere possiamo osservare, questa volta dall’alto, le rocche Provenzale e Castello.

Il posto è splendido e non andremmo più via da questo belvedere però, dopo un buon momento di permanenza, dobbiamo anche pensare alla discesa.

Pensiamo di percorrerla facendo un tour attorno alle due rocche, e per far ciò dobbiamo prima scendere al colle Greguri (2319 m).

Non ci va di tornare alla casermetta dove esiste un sentiero di collegamento al colle essendo ancora in corso la riunione degli ungulati. Scendiamo quindi ad un cippo situato sul declivio prospiciente il colle Greguri.

Da qui deviamo verso sinistra e poi nuovamente a destra per raggiungere il colle dopo una ripida discesa.

Arriviamo giusto in tempo per scorgere un altro branco di una ventina di stambecchi di guardia al bunker. Nel frattempo stanno anche raggiungendo il colle due escursionisti tedeschi coi quali scambiamo qualche parola.

Scendiamo nel vallone opposto alla ricerca di un posto per pranzare. Lo troviamo poco più a valle in una pietraia.

Più tardi riprendiamo la discesa proseguendo nell’ampia zona prativa che scende nel verde in direzione di alcune grange poste all’imbocco dell’ampio vallone del Maurin.

Raggiunta la sterrata scendiamo a sinistra verso le grange Collet (2006 m) e da lì proseguiamo sotto gli sguardi delle Rocche a ponente per raggiungere l’auto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (8)

  1. SERGIO BOLLA


    Ma quanto siete fantastici? Già sono appassionato di montagna, ma a ricevere le vostre news sono una volta di più invogliato a fare escursioni


  2. Bella escursione. Bravi!


  3. Altra interessante escursione,bravi ragazzi!!!:-)


  4. che ambienti!

    nonostante la quota modesta si respira già aria di alta montagna…bellissima

    Emanuela

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