Escursione al Monte Enciastraia (2955 m) e alla Rocca dei Tre Vescovi (2867 m) – Valle Stura

Il Monte Enciastraia e la Rocca dei tre Vescovi (Rocher des trois Évêques) si trovano sul confine italo-francese tra il Colle della Maddalena e l'Haute Tinée dove ha termine anche il Parc National du Mercantour.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.350 metri circa
  • Distanza: 17,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.769 metri
  • Altitudine massima: 2.955 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Ricevo una email da Massimo che mi comunica di avere, inaspettatamente, una giornata libera l’indomani. Telefono anche a Gelu, finalmente tornato dalla Sardegna, e in due minuti organizziamo l’escursione. Sono l’unico dei tre a non aver ancora salito l’Enciastraia e questa può essere la giornata buona.

Ci troviamo a Borgo alle 7:15 di giovedì 27 agosto 2009. Raggiungiamo insieme Argentera e posiamo l’auto al primo tornante, dopo l’abitato, lungo la strada che sale al Colle della Maddalena, nei pressi delle Grange (1769 m).

Alle 8:25 muoviamo i primi passi nel fresco vallone del Puriac. La sera prima qui deve essere piovuto perché l’erba è ancora bagnata. Ora mi dispiace un po’ di non aver portate le ghette, anche se i miei compagni d’avventura mi prendono in giro per questa mia mania di portarle anche in estate.

Saliamo sulla sinistra idrografica del torrente Puriac e dopo alcune centinaia di metri ci troviamo a passare sotto una malga, dove al nostro arrivo un asino “da guardia” lancia alcuni potenti ragli. Più avanti guadiamo il rio e ci portiamo sul lato opposto seguendo il sentiero sempre ben marcato. Arriviamo così nel punto in cui il vallone si restringe. Salendo lungo i fianchi alla sua sinistra ci portiamo su verso l’alto della gola dove il sentiero, meno evidente, diventa scosceso e franoso. Superato questo punto si entra in una zona prativa, con tanto di mucche al pascolo, di una bellezza straordinaria con magnifica visuale verso Cima delle Lose (2813 m) e la Bassa del Colombart (2461 m) a sinistra, e l’Enciastraia, sempre più evidente, a destra.

In salita sui grandi prati che precedono il Colle del Puriac

Rocca dei Tre Vescovi a sinistra e l’Enciastraia a destra

In fondo si intravede il marcato intaglio del Colle del Puriac (2506 m) non più molto lontano da qui. Lo si raggiunge superando, o aggirando, un rialzo e puntando poi in direzione del sentiero proveniente dalla Bassa del Colombart.

Panorama dal Colle del Puriac

Dal Colle del Puriac un sentiero scende in territorio francese costeggiando un piccolo specchio d’acqua. Noi seguiamo, invece, quello che prosegue in salita (10/15 metri sotto la cresta) sulla destra.

Più avanti, dopo aver attraversato un tratto di pietraia, ci inoltriamo nella valle chiusa dalle nostre due cime. Si sale ora attraversando un tratto di rocce sedimentarie fino ad un punto in cui il sentiero si divide. Tenendo quello in piano ci portiamo verso il centro della conca per poi iniziare un buon tratto di ripida salita tra rocce ed erba che aggira sulla destra la nostra meta.

Le rocce stratificate dell’Enciastraia

Panorama verso la Rocca dei Tre Vescovi (Rocher des trois Évêques)

),

Dal Passo dell’Enciastraia (2900 m) il percorso si fa meno ripido e, dopo un traverso a sinistra, raggiungiamo il punto trigonometrico e le croci di vetta. Sono le 11:05.

Veduta dalla cima Enciastraia

Una leggera nebbia, a tratti, nasconde la sottostante Rocca dei Tre Vescovi (Rocher des trois Évêques), ma non il panorama verso il vallone del Lauzanier, dove abbiamo visibili ben quattro laghi. Mi dispiace di non poter disporre oggi della mia macchina fotografica abituale ma di quella di scorta, meno buona per i panorami.

Dopo aver ammirato il bel paesaggio da quest’altura riprendiamo la via di discesa fino al bivio (2650 m) incontrato nella sottostante conca. C’è ancora il torrione della Rocca dei Tre Vescovi (217 metri di dislivello da questo punto) che ci attrae e che oggi proprio non possiamo lasciare inviolata. Gelu, che da poco è arrivato dalla Sardegna, vede in questa cima la somiglianza perfetta con un nuraghe. Anche se a noi non sembra proprio così, per non scontentarlo in quanto suscettibile quando si parla di Sardegna, dobbiamo dargli ragione per forza.

Deposti gli zaini alla base, sentendoci  leggeri come farfalle, iniziamo con agilità la ripida salita su pietrisco mobile. Mantenendoci poi sotto il costone destro, ne risaliamo le evidenti tracce che conducono alla cima. Quindici minuti dopo siamo alla croce di vetta. Lo spettacolo verso l’Enciastraia e sulle creste sottostanti che degradano verso il Colle del Puriac è stupendo.

Dalla Rocca dei Tre Vescovi verso l’Enciastraia

Cresta di confine e (in alto a sinistra) il Colle del Puriac

Lago del Lauzanier

Soddisfatti, possiamo riprendere la discesa verso il Colle, dove un buon pranzetto, a base di pecorino sardo e altri prodotti deliziosi della Sardegna, ci attende. La discesa ripercorre, al contrario, l’itinerario fatto al mattino.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (23)


  1. Gran bei ricordi di quella giornata, i pomodorini di Gelu e la bottiglia di vino che come sempre appare miracolosa all’ora di pranzo.Alla prossima gita……

  2. cuneotrekking


    Per non parlare delle tavolette di cioccolato che ci fanno concludere dolcemente… il pranzo. Ciao


  3. Non c’è che dire… Gita stupenda ma mamma mia lunga!
    Di quest’anno sarà difficile poterla fare… Ma la teniamo buna per l’anno prox…
    Complimenti ancora!

    • cuneotrekking


      sì, è stata davvero una bella gita specialmente per i bei paesaggi che si vedono attorno. Se tu andassi ora potresti trovare neve nei versanti poco soleggiati e, tutto sommato, forse fai bene a tenerla per il prossimo anno.
      Ieri sono stato al Monte Scaletta e mi sono ricordato, grazie ad un tuo consiglio, di portare la pila, senza la quale avremmo avuto difficoltà in galleria.
      Ancora grazie e ciao.


  4. Da sarda, nonchè nipote di Gelu, un appunto: nuragHE 😉
    Complimenti per il sito (e soprattutto complimenti per le foto!)… penso che da una NON appassionata di montagna valgano doppio.

    • cuneotrekking


      Ciao Simona, tuo zio mi dice che non sei neanche più sarda…. A parte gli scherzi abbiamo già provveduto, doverosamente, ad apporre la modifica sulla pagina incriminata. Ci fa molto piacere che anche dalla Svizzera ogni tanto visiti il nostro sito.
      Ciao e grazie


  5. Una domanda… Io vorrei salire solo la rocca dei tre vescovi…è fattibile portare anche il cane secondo voi?
    Grazie
    Matteo

  6. Guido ‘sensafren’


    Come non approfittare di una giornata con condizioni meteo così favorevoli ed essere fedele al fatto che per me il giorno di riposo equivale ad un’escursione in montagna ! E così martedì 10 luglio sveglia presto e partenza alla volta di Ferrere (il paese più bello del mondo !). Malgrado la Vostra relazione riporti la salita da Argentera , opto per questa soluzione , che mi sembra avere meno metri di dislivello. La salita alla Bassa di Colombart è agevole ed un ottimo riscaldamento, la solita suonata alla campana poi non può mancare ! Incontro 5 escursionisti ‘bovesan-francesi’ con cui praticamente mi accompagnerò fino in cima. Le marmotte , a decine mi accolgono e si mettono in posa , per nulla impaurite. Gli stambecchi ci ricevono al passo Enciastraia e uno che passeggiava sotto le rocce stratificate fa cadere una grossa pietra che si ferma a pochi metri da una delle persone che saliva con me ,rompendosi in mille pezzi , qualche attimo di terrore e poi si riprende. In cima un vento gelido ci accoglie, qualche foto , un veloce spuntino e poi ridiscendo anche perchè una più prolungata sosta avrebbe comportato l’uso della giacca e dei guanti . Un gipeto si lascia condurre dal vento e passa a pochi metri dalle nostre teste , meraviglia !! Discesa agevole , incontro parecchie persone che salgono, perlopiù francesi. Al bivio saluto i miei occasionali amici e salgo verso la Tre Vescovi. All’inizio dell’erto sentiero deposito lo zaino e alleggerito in poco tempo sono in cima , da solo. Panorama da brivido , Un’emozione cosa vedo intorno a me, come mi è capitato poche volte ( sul Mongioia, per es.) Non vorrei più scendere, sembra che una qualche forza misteriosa mi trattenga lassù. Mi decido ,scendo , con attenzione, il percorso non è difficile ma erto e friabile.
    Il ritorno è un pò lungo , ma il luogo ove avviene ti fa dimenticare la stanchezza. Due volte in cima nel giro di poco tempo , grande soddisfazione, posti meravigliosi. L’auto , la civiltà mi attendono , ma la mia mente è lassù, accompagnata dalla sinfonia del vento.

    • cuneotrekking


      Ciao Guido. E’ sempre bello leggere le impressioni che hai avuto al ritorno da una tua gita in montagna. Dal modo poetico in cui descrivi le escursioni si nota subito che le vivi con molta intensità. Conosco un’altra persona piena di entusiasmo come te e per me è sempre un grosso piacere fare quattro chiacchiere quando la incontro. Non mi rimane che augurarti altre belle escursioni come questa. Ciao, Elio


  7. Oggi siamo saliti sulla cima dei Tre Vescovi. Abbiamo lasciato la macchina poco dopo la biforcazione con la strada che scende verso Ferrere.
    Un’ escursione bellisssima, qualcuno di voi ha idea di quanti potrebbero essere i km andata-ritorno ? Perchè la salita fino alla bassa di colombart (soprattutto la discesa a tornare alla macchina) sembra interminabile.

    • cuneotrekking


      Ciao Maurizio, sono all’incirca 14 km in totale. Poi, anche il dislivello ha sicuramente influito sulla lunghezza della gita.
      Ciao.


  8. Il tuo percorso GPX era un po’ pasticciato, con diversi Wp. che non erano inerenti al percorso.
    Io l’ho ripulito e salvato fino al compimento della salita e discesa delle due cime, poi lo rientro si effettua ripercorrendo l’itinerario di salita fino alla partenza.
    http://tinyurl.com/ncl4nr3


    • Ciao Danilo. Quando passiamo nei pressi di pareti rocciose il segnale va un po’ per conto suo. Grazie che lo hai ripulito. Ciao e buone gite!!!

  9. Claudia Mattiauda


    Cari amici di Cuneotrekking,

    ho letto la vostra relazione sulla salita al monte Enciastraia. Io vorrei salire questo monte il prossimo fine settimana, però ho visto un altro percorso che parte dl Gias Colombart. Sapreste dirmi per piacere le condizioni della strada sterrata che sale al Gias? Secondo voi è percorribile con una Punto o rischio di non farcela?


    • Ciao Claudia. La strada sterrata non è così brutta. No so però se ci sono divieti dal colletto in poi. Perché non andarci a piedi?


  10. Una cosa importante, mi sono dimenticato
    La strada percorribile, non arriva al gas, si ferma al bivio per Ferrere in alto, oppure a Ferrere.
    Circa 1,5/2 Km dal gias


  11. Ci sono stato un paio di mesi fa circa.
    La strada è percorribile fino al limite oltre il quale vi è un divieto.
    Il limite è posto oltre il bivio per Ferrere pochi metri dopo, vi è un parcheggio e da li si prosegue a piedi sempre sulla strada sterrata.
    Ho fatto questa escursione partendo dal due versanti ma tra tra le due ho preferito questo percorso descritto in calce

  12. Claudia Mattiauda


    Ciao, grazie per la risposta al mio quesito.

    Ieri siamo stati a Ferrere e la strada che sale al Gias di Colombart è vietata al traffico. Saremmo saliti comunque sul monte Enciastraia risalendo a piedi la Bassa di Colombar come tu ci hai suggerito. Ma la giornata non bella ci ha fatto rinunciare a malincuore alla salita che sicuramente riproveremo al più presto.

  13. Pandaproject


    Avevo provato a commentare due volte alla richiesta di Claudia ma il messaggio se pur partito non compariva in questa pagina.
    Volevo avvertirla del divieto a partire appena dopo il bivio di Ferrere.

    • Valerio Dutto


      Vero, vedo che per qualche motivo erano stati marcati come spam. Ho provveduto ad approvarli a mano. Grazie per la segnalazione!

  14. Claudia Mattiauda


    Ciao e grazie a tutti coloro che mi hanno dato le informazioni che avevo chiesto.

    Mi spiace che a causa del tempo, come ho già scritto, non ho potuto fare questa escursione. Mi è particolarmente dispiaciuto anche perchè ho soggiornato due giorni a Demonte ed era un’occasione anche per il fatto che abitando in Liguria mi risparmiavo cinque ore di viaggio in macchina tra andata e ritorno … e non è poco. Pazienza! mi sono consolata visitando Ferrrere che mi è piaciuto moltissimo, davvero un borgo delizioso. E ieri ho fatto i l giro dei laghi di Roburent e dell’Oronaye, meraviglioso!!!! Devo dire che la valle Stura è davvero incantevole.

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