Monte Faraut

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti.
    Oggi sono tutti indisposti così decido di farmi un’escursione mattutina in solitaria visti gli impegni del pomeriggio, voglio fare un Tremila metri facile e punto quindi sul Faraut.
    La strada da fare in macchina da dove abito però è lunga così parto alle 4:00 per essere a Sant’anna di Bellino alle 6:00 all’alba.
    Fa un bel freschetto e quanta differenza rispetto alla pianura, il tempo è variabile ma sommariamente più sereno che nuvoloso.
    Parto di buona lena procedo verso il Pian Ceiol ed intraprendo la gola tra le barricate agevolmente, mi sento molto in forma.
    E’ mattina molto presto e non ho ancora visto nessuno che sta salendo verso il Grange Autaret, mi sale la tentazione di salire sul Maniglia ma ho detto a tutti che vado sul Faraut quindi cambiare non sarebbe troppo saggio specialmente quando si parlano di altitudini rilevanti.
    Al Grange svolto a sinistra in direzione del Colle di Bellino, qui patisco un po’ la salita, intanto il sole ha fatto capolino oltre le vicine vette a Est; decido di seguire il vostro stesso percorso e quindi proseguo per il taglio sui sfasciumi in direzione della La Colletta e del Rifugio Carmagnola.
    Qui incontro uno stambecco che si dimostra abbastanza socievole e curioso.
    Oltre La Colletta vedo il Faraut e il sentiero ben evidenziato che permette di salirci, intraprendo questo sentiero in cui bisogna stare un po’ attenti per la natura del terreno un po’ mobile.
    Ma ecco che inizia il fattaccio…
    Alle mie spalle sento un tuono, mi giro e vedo che in direzione dell’Alta Valle Maira dei minacciosi nuvoloni neri si stanno avvicinando dove poco tempo prima il cielo era quasi sereno.
    Ho un brutto presentimento e decido immediatamente di abbandonare l’idea di arrivare alla croce del Faraut.
    Tornando indietro noto che vicino alla La Colletta parte un altro sentiero che aggira una casermetta e sale su un’altura, leggendo la cartina noto che è segnata come Buc Faraut, decido di salirci perchè richiedono pochi minuti di tempo. Sono passate due ore e mezza dalla partenza.
    Tra altri facili sfasciumi arrivo su questa vetta, il panorama è strepitoso con la vista di quasi tutte le principali vette della zona ma il cielo diventa sempre più minaccioso, il vento diventa impetuoso e soffia contro di me e posta le nuvole verso di me.
    Le previsioni davano tempo variabile si ma prevalentemente sereno…
    Non c’è più tempo e decido che non ho altra scelta di andare al Rifugio Carmagnola per cercare un riparo.
    E faccio bene: un paio di minuti dopo essere entrato nel rifugio diroccato arriva una vera e propria tempesta di pioggia e di grandine di violenza inaudita.
    La temperatura precipita, fortunatamente porto sempre con me del vestiario termico lungo per ogni evenienza, ho la speranza che la tempesta passa in fretta ma non è così: diminuisce l’intensità ma continua costantemente.
    Non posso rimanere lassù per tanto tempo, incomincia a fare freddo sul serio, mi metto il K-way ed esco in balia degli elementi.
    Per tutta la discesa fino a Sant’anna di Bellino la pioggia di bagna dalla testa ai piedi, il vento (freddo) è discontinuo: a volte è una brezza altre volte rischia di buttarti per terra. Inoltre il terreno bagnato non facilita la discesa.
    Con mia sorpresa vedo un bel gruppetto di escursionisti equipaggiati per la tempesta che vuole salire su nonostante la pioggia…
    Le ginocchia mi dolgono, l’acqua fredda mi finisce negli occhi e mi fa male, sono fradicio sulle gambe.
    Un passo alla volta arrivo finalmente a Sant’anna di Bellino in mezzo ad un grande fuggi-fuggi degli escursionisti presenti in zona, la pioggia è sempre violenta, sono le 11:15.
    Il tempo mi ha fregato questa volta: la tempesta in cui mi ci sono ritrovato in mezzo da solo mi ha fatto ricordare quanto può essere pericolosa la montagna; almeno su una vetta ci sono salito anche se non quella che avevo in mente.
    Sarà per un’altra volta.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Dopo tutto il bel tempo di questi ultimi periodi nessuno si aspettava di trovare una giornata così. Da quando vado in montagna nello zaino ho sempre con me indumenti impermeabili e quelli adatti a situazioni di freddo polare. Ti è andata bene trovarti vicino al malandato rifugio Carmagnola. Dispiace comunque per la levataccia che ti sei fatto per risolvere poco. E’ sempre meglio annotarsi qualche punto strategico nel caso di maltempo, perché in caso di temporale con fulmini
      è importante avere un buon riparo. Comunque sul Faraut ci potrai salire un’altra volta. Ciao e un grosso saluto.

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