Escursione al Monte Ferra – 3094 m – Valle Varaita

Il Monte Ferra (3094 m), situato nella Valle Varaita, è un punto nodale che separa i Valloni di Reisassa, Bondormir e Varaita di Rui. La sua favorevole posizione, oltre alla ragguardevole altezza, garantisce una splendida vista sul gruppo Mongioia-Salza (rispettivamente 3340 e 3326 m), sul Monviso (3841 m) e le più alte cime delle Alpi Cozie.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.370 metri circa
  • Distanza: 9,6 km circa
  • Altitudine partenza: 1.852 metri
  • Altitudine massima: 3.094 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dopo essere salito solo ieri (30 settembre) sul Monte Scaletta (2840 m) con Riccardo, oggi in compagnia di Gelu e Massimo, con l’intento di approfittare delle belle giornate, proseguo con una nuova escursione che già avrei voluto affrontare questa primavera con le ciastre: il Monte Ferra.

La Valle Varaita offre un’infinità di belle cime. Abbiamo scelto il Monte Ferra innanzitutto per il panorama che regala verso le cime più importanti delle Alpi Cozie ed anche perché volevamo fotografare dall’alto il lago Reisassa con la sua caratteristica forma a cuore, cosa che non è possibile con la neve.

Veduta autunnale verso la Rocca Senghi

Giovedì 1° ottobre 2009. Ci troviamo a Sant’Anna di Bellino. Siamo pronti per la partenza verso le 9:20, un’ora insolita per i nostri canoni, abituati da sempre a partire ben più presto, ma la Val Varaita è lunga e qualche intoppo sulla strada non ci ha permesso di arrivare prima.

Inforcata la stradina che passa sulla sinistra della chiesa saliamo in mezzo alle prime case. Passiamo poi dietro un grande caseggiato che rammenta una colonia e risaliamo un sentiero che si snoda tra i casolari più alti diventando subito impegnativo. Alcune tacche rosse iniziali ci indicano il percorso che più sopra transita vicino ad casolare isolato. Superati alcuni recinti elettrici per le mucche ci troviamo vicini ad un secondo casolare che superiamo a sinistra. Una piccola frana ci fa perdere il sentiero (occorre attraversarla verso sinistra per ritrovarlo) e ci costringe a salire in verticale. Ritrovata la traccia più in alto, saliamo la parte ripida e quando comincia a degradare entriamo nel vallone Reisassa, dove si incomincia a intravedere in lontananza la nostra meta.

Inizio del vallone Reisassa

Al fondo il Monte Ferra (3094 m)

Il sentiero è ben marcato e sale tra bei prati verdi. Più avanti troviamo il bivio per il Colle Reisassetto (2743 m). Lo lasciamo a sinistra per proseguire lungo il nostro vallone. Poco dopo raggiungiamo alcune grange semi-diroccate (2385 m) dove pensavamo di trovare acqua. Non ne troviamo e così continuiamo il nostro cammino tenendoci al centro del vallone. Prima di raggiungere una balza, notiamo sulla destra un bel rigagnolo d’acqua che sgorga da un’ottima sorgente; ci troviamo a circa 2500 metri di quota.

Ne approfittiamo per bere e far rifornimento d’acqua onde affrontare tranquillamente il resto della gita. Ci riportiamo quindi verso il centro del vallone affrontando le rimanenti salite che conducono al lago Reisassa (2720 m), dalla caratteristica forma “a cuore”. Siamo purtroppo giunti in un momento in cui questo lago ha una parte in secca, quindi non possiamo goderlo come immaginavamo.

Il lago Reisassa

Salendo si può notare la caratteristica forma “a cuore” del lago

Ad ogni modo proseguiamo diagonalmente sotto le pendici del Ferra, sulla destra di un ammasso roccioso, per poi piegare nuovamente verso destra puntando in direzione di un avvallamento che notiamo in alto. Camminiamo su questo terreno pietroso fino a raggiungere una selletta sullo spartiacque Bellino/Chianale (3015 m) dalla quale si apre una gran bella visuale sul Monviso e la valle sottostante.

Verso la selletta

Verso il Monte Salza (3326 m)

La vetta del Monte Ferra dalla selletta

Gli ultimi metri che ci separano dalla cima li percorriamo verso sinistra, in cresta, su lastre e detriti fino alla piccola croce in ferro che raggiungiamo attorno alle 12:15. Ora il paesaggio si apre verso la vicina punta Fiutrusa ma, soprattutto, sulle cime più lontane di Mongioia (3340 m) e Salza (3326 m). A sud alcune nuvole nascondono a tratti il Pelvo d’Elva, la Marchisa e il Faraut che da questo lato appaiono discretamente imbiancate di neve.

Ci fermeremmo ancora un bel po’ quassù, ma alcuni banchi di nebbia stanno salendo dal basso e la fame si fa sentire.

Sulla cima

Dalla croce di vetta verso il Mongioia (3340 m) e il Salza (3326 m)

A sinistra il Monte La Vigna e il Colle del Reisassetto

Riposo sulla cima

In discesa verso la selletta

Ridiscesi al lago Reisassa ci sistemiamo su un comodo pietrone per pranzare, assaggiando poi un buon genepy offerto da Gelu. Ripercorrendo inversamente il sentiero dell’andata ridiscendiamo il vallone Reisassa fino alle case di Sant’Anna di Bellino.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

Disponibile a 10,00

Bibliografia

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Commenti (8)


  1. Gran bella giornata e soprattutto gran bel brindisi al lago Reisassa…..e’ sempre meglio portarsi Gelu,che dallo zaino tira fuori sempre qualche bella sorpresa..Ciao a presto.

    • cuneotrekking


      Ciao Massimo, quello che dici è vero. Nelle nostre gite Gelu è un elemento indispensabile anche per questi motivi.
      Alla prossima…


  2. Salve,
    domani vorremmo ripercorrere la vostra gita al Monte Ferra fermandoci però al lago Reisassa che mi ha incuriosito per la forma a cuore che si vede dalle vostre foto. Mi sapete indicare quanto tempo occorre per raggiungerlo partendo da S.Anna di Bellino? Grazie mille e come sempre complimenti per il vostro sito!
    Buona giornata!
    Matteo

    • cuneotrekking


      Ciao Matteo. Innanzitutto ti ringrazio per i complimenti. Per raggiungere il lago Reisassa devi calcolare circa due ore da Sant’Anna di Bellino. Troverai un pò faticoso il primo tratto, ripido, ma più sopra sarà semplice. Ciao e buona gita!!!


  3. Domenica 17/7/2016 siamo saliti al lago Reisassa nella prima parte molto ripida sentiero inesistente probabilm ricoperto dal l’erba molto alta! Percorso fattibile con difficoltà in giornata di visibilità ottima. Che peccato! Un lago così particolare una meraviglia della natura !!

  4. marco craveri


    Saliti ieri in una giornata limpida .
    Effettuato alcune varianti: il tratto iniziale dal rifugio Melezè verso le Grange Cheiron, seguendo poi il sentiero che si ricongiunge alla vostre “orme”, calpestate fino in vetta; in discesa, dal lago (quasi in secca), seguito traccia verso sud, fino a grange Reisassa e poi scesi a Sant’Anna.
    Tutto bello. Ci ha negativamente colpito, però, la scarsa o inesistente tracciatura dei sentieri (a proposito, voglio ringraziare l’amico Garmin…) A chi compete la “pittura” delle rocce? Credo che le attività di ristorazione locali (rifugio, ristoranti, ecc) dovrebbero interessarsene: località amena e sentieri ben segnalati=tanti turisti affamati! O no?


    • Ciao Marco, sicuramente i gestori del rifugio, visto che sono i più diretti interessati, dovrebbero segnalare il problema a chi di dovere (comune, comunità montana, ecc.). La segnaletica dei sentieri è di primaria importanza se ci tieni ad attirare i turisti nelle tue valli.

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