Monte Ferra

Commenti (10)


  1. Gran bella giornata e soprattutto gran bel brindisi al lago Reisassa…..e’ sempre meglio portarsi Gelu,che dallo zaino tira fuori sempre qualche bella sorpresa..Ciao a presto.

    • cuneotrekking


      Ciao Massimo, quello che dici è vero. Nelle nostre gite Gelu è un elemento indispensabile anche per questi motivi.
      Alla prossima…


  2. Salve,
    domani vorremmo ripercorrere la vostra gita al Monte Ferra fermandoci però al lago Reisassa che mi ha incuriosito per la forma a cuore che si vede dalle vostre foto. Mi sapete indicare quanto tempo occorre per raggiungerlo partendo da S.Anna di Bellino? Grazie mille e come sempre complimenti per il vostro sito!
    Buona giornata!
    Matteo

    • cuneotrekking


      Ciao Matteo. Innanzitutto ti ringrazio per i complimenti. Per raggiungere il lago Reisassa devi calcolare circa due ore da Sant’Anna di Bellino. Troverai un pò faticoso il primo tratto, ripido, ma più sopra sarà semplice. Ciao e buona gita!!!


  3. Domenica 17/7/2016 siamo saliti al lago Reisassa nella prima parte molto ripida sentiero inesistente probabilm ricoperto dal l’erba molto alta! Percorso fattibile con difficoltà in giornata di visibilità ottima. Che peccato! Un lago così particolare una meraviglia della natura !!

  4. marco craveri


    Saliti ieri in una giornata limpida .
    Effettuato alcune varianti: il tratto iniziale dal rifugio Melezè verso le Grange Cheiron, seguendo poi il sentiero che si ricongiunge alla vostre “orme”, calpestate fino in vetta; in discesa, dal lago (quasi in secca), seguito traccia verso sud, fino a grange Reisassa e poi scesi a Sant’Anna.
    Tutto bello. Ci ha negativamente colpito, però, la scarsa o inesistente tracciatura dei sentieri (a proposito, voglio ringraziare l’amico Garmin…) A chi compete la “pittura” delle rocce? Credo che le attività di ristorazione locali (rifugio, ristoranti, ecc) dovrebbero interessarsene: località amena e sentieri ben segnalati=tanti turisti affamati! O no?


    • Ciao Marco, sicuramente i gestori del rifugio, visto che sono i più diretti interessati, dovrebbero segnalare il problema a chi di dovere (comune, comunità montana, ecc.). La segnaletica dei sentieri è di primaria importanza se ci tieni ad attirare i turisti nelle tue valli.

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    E’ arrivato il tempo anche per quest’anno di iniziare a pensare di salire verso qualche 3000 metri, nel ricercare e visionare qualcuna di queste vette scelgo il Monte Ferra.
    Mi sono reso conto che non ci sono salito nemmeno una volta su quella cima, mi sono sempre fermato al Lago Reisassa.
    Non mi resta che prendere la macchina ed andare verso San’Anna di Bellino dove parto alle 7:30 in direzione del Ferra.
    Il tempo è sereno e ci sono 16 gradi di temperatura molto piacevoli.
    Come di consueto la prima parte di questo sentiero potrebbe far desistere molta gente nel continuare.
    Parte subito ripido dietro la colonia di Sant’Anna, e nel percorso tra i gias dei pastori si perde molte volte per la presenza di pascoli delle vacche che inevitabilmente cancellano la traccia.
    Qui bisogna prestare particolarmente attenzione.
    Dopo questo passaggio insidioso la pendenza cala e si sale verso il Vallone di Reisassa tramite tornanti, bello il panorama che si apre alla mia sinistra con il Vallone di Traversagn e davanti a me la maestosa Rocca Senghi.
    Incontro una signora che fatica a salire.
    La supero all’imbocco del verdeggiante vallone, il Ferra è davanti ai miei occhi e svetta sulle altre cime della zona.
    Devo dire che c’è poco vento ed il Sole batte molto forte ma almeno non si soffre di caldo da umidità.
    Il sentiero devo dire che non è molto segnato ed al volte si perde un po’ tra i prati, lo sconsiglierei in caso di nebbia o di maltempo, avrebbe bisogno di una sistemata.
    Fortunatamente ci sono molto ometti di pietra ad indicare.
    Svolto a destra all’incrocio nei pressi di Gias Reisassa lasciandomi a sinistra la via per la Colla di Reisassetto.
    Qui incontro una seconda signora che si rivela essere la compagna di quella incontrata in precedenza, troppa differenza di passo tra loro, comunicano tramite una radiolina.
    LA supero e proseguo lungo il sentiero.
    All’altezza della sorgente citata in questa pagina la via normale prende una piega verso destra per salire inspiegabilmente un pendio roccioso.
    Un giro inutile per arrivare al lago…
    Così punto direttamente verso il centro del vallone tenendo come riferimento il Ferra davanti a me, più in alto incontro alcune evitabili lingue di neve, con esse anche diverse traccie di sentiero sparse qua e la.
    Il Lago Reisassa mi compare improvvisamente alla mia destra quando sbuco nella conca dov’è situato.
    Con mio sommo piacere vedo che è al suo livello massimo, quindi posso godermi la sua particolare forma.
    Per farlo non mi resta che continuare verso il Ferra, qui la via si fa decisamente ripida tra sfasciumi di roccia, dopo pochi minuti mi fermo e mi giro.
    La forma di cuore del Reisassa è bellissima, al suo massimo splendore, scatto qualche fotografia per poi continuare.
    Qui, non so come ho fatto ma perdo il sentiero, successivamente al ritorno scopro che passa a sinistra di un balzo roccioso mentre io ho proseguito seguendo una inconcludente traccia che mi portava alla sua destra.
    Non conoscendo il posto oltre il lago…
    Memore che alla cresta spartiacque sopra di me ci arrivo in qualunque caso proseguo fuori sentiero attraverso sfasciumi di roccia a volte non proprio stabili, questo è l’unico punto in cui ho faticato non poco a tenere il mio passo.
    Solo dopo il balzo roccioso vedo il colletto dove sono diretto e mi dirigo verso di lui in diagonale, poco dopo ritrovo il sentiero che dovevo seguire fin dal lago.
    Al colletto il panorama si apre verso il Monviso, bellissimo anche se c’è una leggera nebbiolina di calore che da un minimo di fastidio.
    A sinistra l’ultimo balzo prima della vetta.
    Lo percorro facilmente, gli ultimi metri di deve destreggiare tra facilissimi passaggi tra le rocce.
    Alle 10:10 sono in vetta la Ferra, sono salito abbastanza in fretta, credevo di impegnarci di più.
    Il panorama è stupendo: tutta la zona dell’Alta Valle Varaita è perfettamente visibile, svetta il Monviso, svettano il Salza ed il Mongioia, svettano la Rocca della Marchisa ed il Pelvo D’Elva.
    Pochi minuti dopo arriva un signore di Fossano che arriva dal Fiustrusa e si è fatto la cresta fino al Ferra, vuole compiere un giro ad anello sfruttando in salita la via normale per il Fiustrusa ed in discesa quella che ho percorso in salita per il Ferra.
    C’è un vento freddo che, incredibile per le temperature alte che siamo costretti a subire in pianura, raffredda; in alcuni momenti ho avuto davvero freddo.
    Un freddo che sto rimpiangendo moltissimo a fronte dei 31 gradi che ci sono qui a Mondovì mentre sto scrivendo la mia escursione…
    Dopo una ventina di minuti arriva la prima delle due signore che ho incontrato in salita, la sua compagna non è nemmeno arrivata al lago, si parlano con la radiolina.
    Il signore di Fossano parte per la discesa, quando sono le 11:00 parto anch’io, non sarei più sceso da li…
    In discesa incontro diversi escursionisti, compresa la compagna della signora della vetta, che sta faticando non poco ma è determinata a continuare.
    Mi fermo la Reisassa per pranzare e ne approfitto per mettere i piedi a mollo nell’acqua.
    Il paradiso…
    Alle 12:15 riprendo la discesa, anche qui incontro altri escursionisti intenti a salire, la maggior parte vuole passare la notte in tenda sulle sponde del lago.
    Scendo velocemente ed alle 13:45 sono dalla macchina a Sant’anna di Bellino.
    Una gita che mi ha molto soddisfatto, in cui mi sono scoperto particolarmente in forma per avere fatto 1400 m di dislivello in 2 ore e 40 circa senza rendermene conto.
    Domani si va ai laghi di Fremamorta con Cuneotrekking Outdoor e completerà un bel weekend di montagna, tanto per cambiare :-).
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Bravo Mattia, ottima escursione quella che hai fatto. E’il momento giusto per gustare il lago Reisassa con la sua forma a cuore.

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