Escursione al Monte La Bianca, 2744 m – Valle Maira

Il monte La Bianca è posto in un vallone laterale della valle del Preit ed è dislocato sulla cresta che dal monte Giobert prosegue in direzione sud. Il versante opposto alla cima guarda nel vallone di Marmora. A giudicare dall'assenza di un sentiero che porta in quella direzione sembra non sia molto frequentato.

Da Cuneo raggiungere Dronero. Imboccata la strada per la valle Maira superare diversi paesi tra cui Cartignano, San Damiano e Macra. All'altezza di Ponte Marmora svoltare a sinistra per Canosio e proseguire ancora fino a Preit (1541 m). Seguire per un paio di chilometri la strada asfaltata che continua fino al colle del Preit e parcheggiare l'auto nei pressi del ponte che precede la grangia Selvest.

È possibile abbreviare il percorso se con l'auto si percorre tutta la sterrata, in buono stato, fino alla grangia della Valletta.
  • Ascesa: 1.090 m circa
  • Distanza: 14,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.661 m
  • Altitudine massima: 2.744 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: grangia, lago, passo, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Oltrepassato il ponte della grangia Selvest (1661 m), svoltiamo a sinistra per percorrere la lunga sterrata che sale in direzione del lago Nero e della grangia della Valletta.

Costeggiamo le falde del monte Baret e, dopo aver superato un rio, affianchiamo alcune baite. Proseguiamo con alcuni tornanti lasciando, a sinistra, lo sterrato che porta alle grange Convento e alla Sousto de Cesi.

Proseguendo tra i larici nel vallone Valletta, il percorso si stringe un po’ tra la Rocca Balenera e il monte Baret innalzandosi sempre più con tornanti che diventano più ripidi man mano che ci avviciniamo al bivio per le grange della Valletta e il lago Nero.

Per accorciare un pochino il percorso lasciamo la strada che, a destra, prosegue al lago Nero preferendo passare dalle grange (2070 m) che raggiungiamo sul bel pianoro (tratto che si può evitare se si prosegue ancora sulla strada lasciando poco più avanti a destra il bivio per il lago Nero).

Dopo la grangia scavalchiamo il rio sottostante per seguire un tratturo che, poco dopo a destra, si infila tra larici e mirtilli andando nuovamente a raggiungere la strada lasciata in precedenza.

Poco più avanti la strada termina nei pressi di un vecchio casolare (2160 m). Attraversata tutta la piana sottostante, al fondo del prato svoltiamo verso sinistra e, senza alcun sentiero (motivo per cui abbiamo valutato l’itinerario EE), risaliamo la valletta, sede dell’omonimo rio, su prati erbosi che si stanno ingiallendo.

Poco più su, tenendoci leggermente a sinistra, approdiamo ad un piccolo pianoro, dove giacciono due minuscoli laghetti che d’estate fungono da abbeveratoio alle mandrie di mucche.

Proseguendo ora con breve flessione verso destra, in costante salita andiamo a raggiungere il colletto (2531 m) posto a destra della sagoma del monte La Bianca.

Dal colletto possiamo notare, in basso, la lunga strada asfaltata che perviene da Marmora e sale al colle d’Esischie (2366 m).

Svoltando ora verso sinistra (nord) ci apprestiamo a salire la ripida e lunga schiena erbosa che ci condurrà sull’anticima (2687 m).

Il monte La Bianca si trova ora di fronte a noi.

Dopo una breve flessione lo risaliamo fino alla cima (è possibile salirlo su rocce oppure tenendosi leggermente sul lato sinistro).

Avremmo desiderato trovare una bella croce in vetta, ma al posto è stata sistemata una campanella appoggiata a una struttura in ferro che gli “amici della montagna” hanno posto nel 2005. C’è anche una targhetta che recita: “Ad ogni rintocco di campana un bel ricordo di voi”.

Facciamo ancora una capatina sulla seconda punta, pochi metri oltre, dove è collocata una piccola croce in legno.

Il panorama è dominato a sud ovest dalla mole di Rocca la Meja (2840 m) e dal Becco Grande (2775 m) mentre a nord-est dalla Punta Tempesta (2679 m) e dal Tibert (2648 m), ma il panorama spazia anche sul pianoro della Gardetta e ben oltre fino a raggiungere le montagne della Valle d’Aosta.

Il bel tempo ci permette di fare una lunga sosta su questa cima ammirando tutte le vette e vallate conosciute prima di riprendere il sentiero di discesa al colle.

Lì possiamo concederci la pausa pranzo, di fronte ad una splendida Rocca la Meja.

Al termine riprendiamo la via del ritorno scendendo nuovamente ai due laghetti poi, con piccola flessione verso destra, ridiscendendo nell’avvallamento sottostante.

Da lì possiamo riprendere a ritroso il percorso sulla sterrata scendendo alle grange Selvest.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (2)


  1. complimenti per la stupenda descrizione dell’escursione di luoghi bellissimi. Emerge dalla visione delle inquadrature e di tutta la descrizione del tragitto la grande bravura dell’escursionista e redattore.


    • Grazie Pietro. Cerco di fare del mio meglio e se qualcuno, come te, apprezza mi fa felice. Ciao e ancora Grazie!

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