Escursione alla Cima Est del Monte Matto – 3088 m – Valle Gesso

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Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Il Monte Matto è una cima importante e, per la notevole altezza, molto ben visibile da Cuneo e dalla sua pianura. Il suo massiccio è composto da quattro punte: Cima Est (3088 m), Cima Centrale (3097 m), Cima Bobba (3079 m) e Cima Verani (3020 m), ed è ubicato sulla sinistra orografica del Gesso della Valletta in posizione frontale rispetto all’Argentera. La salita non pone difficoltà alpinistiche ma va affrontata in condizioni di tempo e visibilità buoni; per la lunghezza e il dislivello è consigliata solo ad escursionisti ben allenati.

Accesso in auto:

Da Borgo San Dalmazzo occorre seguire la strada SP22 che conduce nella valle Gesso. SuperatI i paesi di Andonno e Valdieri, poco dopo di quest'ultimo si lascia a sinistra il bivio per Entracque. La strada prosegue per Sant'Anna di Valdieri dove, al termine del paese, si posa l'auto nel parcheggio sotto i pini (paline per rif. Livio Bianco).

Dati tecnici

  • Ascesa: 2.260 metri circa
  • Distanza: 30,8 km circa
  • Altitudine partenza: 978 metri
  • Altitudine massima: 3.088 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Solo su una porzione del percorso
  • Partenza: Indicazioni stradali

Era da molto tempo che desideravo fare questa escursione in giornata, ma non avevo ancora trovato il coraggio di mettermi alla prova, dato il notevole dislivello (più di 2200 metri) e lunghezza del tragitto da affrontare (più di 30 km).

La spinta me l’ha data l’amico Massimo (alias Massimo66) che sabato 1 agosto l’ha provata; appena me l’ha comunicato ne sono rimasto immediatamente contagiato e, alla prima giornata libera, tre giorni dopo, mi sono deciso a partire.

Il tragitto da me effettuato parte da Sant’Anna di Valdieri (978 m), sale fino ai 3088 m della Cima Est e ritorna, in giornata, a Sant’Anna di Valdieri.

Martedì 4 agosto  verso le 5:45 lascio l’auto nel parcheggio sotto i pini in cima all’abitato e mi incammino tutto solo, perché gli amici lavorano o sono in ferie, nel lungo vallone di Meris.

Con passo buono ma non deciso, vista la lunghezza del percorso, risalgo i primi boschi di faggi. Passando nelle vicinanze di alcuni valloni laterali è ancora ben visibile, e lo sarà per lungo tempo, il disastro delle nevicate di quest’anno.

Tratto di sentiero dissestato fotografato al ritorno

Quando raggiungo il pianoro del Gias del Prato (1529 m) vengo raggiunto dai primi raggi di sole; stranamente non incontro alcun camoscio, molto comuni in questa zona. In compenso, nel pianoro successivo delle ex case Reali del Chiot, trovo cinque cavalli che consumano tranquilli la loro “colazione”. Con un ultimo strappo raggiungo il lago Sottano della Sella. Guardo l’orologio che segna le 7:35.

Non passo dal Rifugio Livio Bianco (1917 m) per non perdere tempo e proseguo sul sentiero che s’innalza alla destra del lago in direzione di quello Soprano della Sella. Superate le prime rocce lisciate in tempi remoti da un ghiacciaio, mi affaccio in una verde conca dove un gregge di pecore sta pascolando. Il sentiero riprende sul lato opposto con alcuni tornanti che mi portano ai piedi della cascata proveniente dal lago Soprano.

Cascata d’acqua sotto il lago della Sella Superiore

Ad un bivio lascio, a destra, il sentiero che porta al Colle della Valletta (2488 m) e, guadato il rio che scende dal lago, proseguo verso sinistra con un lungo tratto di sentiero misto ad erba che sale sotto la bastionata rocciosa in cui è posto il lago.

Panoramica verso il Colle della Valletta

Al termine, abbandonata definitivamente la vista sui laghi Sottano e Mediano della Sella, supero un colletto entrando, in leggera discesa, nella zona ombreggiata dalla mole dell’Innominata (2796 m). Il sentiero, alternandosi a discese e salite, taglia alcuni nevai e si porta in direzione del Colle di Valmiana (2922 m). Verso la fine del lago, che da qui non è ancora visibile, raggiungo una grande pietraia dove, su un masso, sono fissate le indicazioni per il Monte Matto e il Colle di Valmiana.

Indicazioni per Matto e Valmiana

Abbandonato del tutto il viottolo principale che continua per il Colle di Valmiana inizio il percorso su pietraia. Qui seguo gli “ometti” di pietra che indicano, ad intermittenza, il giusto tracciato che prosegue nell’avvallamento alla sinistra di un grande roccione e continua, sempre su pietraia, verso l’alto sino ad incontrare una stupenda perla di lago semi ghiacciato (2538 m), sbarrato a monte da imponenti rocce.

Lago sottano del Matto

Tenendomi un po’ staccato sulla sinistra e seguendo qualche flebile traccia taglio in diagonale una china di erba e pietre sbucando su un ripiano superiore dove risiede un secondo lago di dimensioni più ridotte (2653 m).

Lo aggiro a nord e salgo verso destra una cordonata rocciosa; da questo punto intravedo, più in basso e a sinistra, un terzo laghetto.

Risalendo una lingua di neve supero al suo termine un ripido tratto di rocce che vanno a sbucare sul nevaio antistante la Cima est che ora inizio ad intravedere più prossima.

Da questo punto s’intravedono la cima Est e la cima Centrale del Matto

Percorsa una prima parte su nevaio, individuo il punto debole del castello sommitale affrontando d’impeto un primo tratto di sfasciumi per poi guadagnare le rocce che lentamente risalgono fino al raggiungimento, poco prima delle 10:45, del punto trigonometrico posto sulla vetta.

Punto trigonometrico posto sulla Cima Est

Oh, bene! Sono arrivato sulla Punta Est del Monte Matto e ora mi posso finalmente rilassare ammirando intorno, con un tempo magnifico, uno splendido paesaggio di montagne. Mi affaccio sul versante opposto dove la parete precipita a est per circa 1700 m; poi alzo lo sguardo per ammirare il vallone di Lourousa col rifugio Morelli visibile al fondo. Appena più a destra è ottima la visuale sul canalino di Lourousa e il massiccio dell’Argentera. Poi la punta centrale del Matto (3097 m) e il Colle di Valmiana (2922 m) lì a due passi con la sua Rocca (3006 m); appena più in là Rocca la Paur (2972 m). L’immancabile Viso e, in alto Piemonte, la Cima del Monte Rosa. Spostatomi di pochi metri a nord mi trovo affacciato sul precipizio che, al fondo, racchiude il lago inferiore del Sella col rifugio Livio Bianco.

Dalla Cima verso il vallone di Lourousa e l’Argentera

La Cima centrale del Monte Matto vista dalla Cima Est

Panorama verso Malinvern e Valmiana

Dalla Cima verso il lago sottano della Sella

Rimarrei quassù ad ammirare il paesaggio ancora per ore ma, verso le 11:30, mi decido a scendere anche perché vorrei sostare per il pranzo al Rifugio.

Dopo aver sceso il primo tratto fino al nevaio sottostante, per mio errore o, più probabilmente, per colpa di alcuni “ometti” di pietra che portano in altra direzione, mi sposto verso sinistra.

Scendo un tratto di pietraia e quando avvisto in lontananza il lago del Claus mi avvedo che sto sbagliando percorso. Risalgo diagonalmente un tratto per tagliare una bastionata rocciosa ma mi ritrovo su rocce troppo ripide.

Non mi rimane che tornare sul nevaio e puntare più a nord dove finalmente ritrovo il giusto itinerario che mi riporterà verso il Rifugio Livio Bianco.

Durante la discesa panorama sul Viso

Rocca La Paur

Lago soprano della Sella

Laghi mediano e sottano della Sella

Arrivo al rifugio Livio Bianco

Lì sosto, finalmente in compagnia di persone, una mezz’oretta per la pausa pranzo; sorseggio un ottimo caffè al bar del Rifugio e poi giù per il ritorno che si concluderà pochi minuti prima delle 16:00, a Sant’Anna di Valdieri.

Considerazioni: sono contentissimo di aver compiuto, grazie a Massimo, questa splendida escursione in ambiente solitario di alta montagna dove, dal rifugio Livio Bianco in poi, non ho incontrato anima viva. Naturalmente, se non si vuole richiedere troppo a sè stessi, è possibile prevedere un pernottamento, all’andata o al ritorno, presso il rifugio Livio Bianco.

 

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Livio Bianco

Rifugio Livio Bianco

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

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Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (23)


  1. Come al solito sei un mito….mi sembra gia’ di aver visto qui luoghi,,,,Complimenti per foto e relazione,aspettata da tempo…ciao.

    • cuneotrekking


      Ciao Massimo, dobbiamo organizzare quell’escursione di cui parlavamo venerdì alla Meja. Cerca di prenderti un giorno di ferie. Ciao.


  2. Questa settimana nulla,vediamo piu’ in la’,,,,devo anche lavorare qualche volta…ah aha ah ciao


  3. un consiglio per la meja… Non andate nel week end… c’è più gente li che ad un mercato tunisino!
    questo fa perdere un sacco di tempo sia in salita che in discesa!
    Bellissima escursione comunque

    • cuneotrekking


      Ringraziamo Matteo per il consiglio, ma sulla Meja ci siamo stati venerdì scorso facendo anche il tour. A giorni pubblicheremo l’escursione che è stata meravigliosa. Ciao, Elio.

  4. Marco Billo’


    Grazie per la dettagliata relazione della salita al Matto in giornata, che e’ una cosa che vorrei fare da un sacco di tempo! Quest’anno non ce la faro’ piu’ (al mattino c’e’ troppa poca luce per partire veramente presto…), ma spero l’anno prossimo.

    Volevo segnalare un’altra gita da 2000 metri che si puo’ fare nelle nostre montagne, che mi e’ piaciuta tantissimo. Sono partito da Prazzo inferiore (1010 mt) e salito al Chersogno
    (3026mt), seguendo per tutta la prima parte la vecchia strada per San Michele e poi per la borgata Campiglione, poi la sterrata fino a Grange Chiotti, infine il sentiero usuale. Nonostante la parte su strada, e’ un’escursione bellissma, anche il passaggio nelle varie splendide borgate aggiunge (a mio avviso) interesse. E’ un po’ lunga (circa 17 km la salita), ma la prima parte sale dolcemente.
    La parte finale e’ ben nota e frequentata perche’ e’ una gran bella montagna
    Saluti e complimenti (per le gite e per il sito)

    Marco

    • cuneotrekking


      Ciao Marco, grazie per i complimenti e per il suggerimento. Peraltro, in queste ultime settimane siamo andati a fare per ben due volte il sentiero Gino Gertosio, il tour intorno a Rocca la Meja, di cui ci avevi parlato anche tu. Un giro bellissimo, che presto descriveremo anche qua su Cuneotrekking.


  5. La salita al Monte Matto era da un po’ di giorni che mi stuzzicava l’appetito, e vedere una relazione così dettagliata mi fa ben sperare. Mi spaventava un po’ perchè sulle cartine in mio possesso non è segnato nessun sentiero. Ma con un po’ di “ometti” e creatività ho visto che ce la si può fare!
    Ancora complimenti, oltre alle numerose camminate che avete fatto siete riusciti a fare un sito dettagliato, pulito e molto interessante.
    Buon proseguimento. Paolo

    • cuneotrekking


      Grazie Paolo per gli apprezzamenti. Per quanto riguarda la salita al Monte Matto troverai sentieri fino al bivio per il Colle di Valmiana. Da lì in poi tracce e ometti, uniti al senso di orientamento, ti porteranno facilmente in cima. Cerca di trovare una bella giornata. Ciao e buona gita.

  6. Eraldo Pellegrino


    LUNEDI 15 AGOSTO 2011
    salita al Matto cima EST da VALASCO
    PARTENZA ORE 6.30 da Terme
    Valasco bivio VALMIANA ORE 7.05
    ARRIVO al bivio per Passo CABRERA ore 8.50 ( salita fatta di corsa e su pietraia- no sentiero)
    Discesa EE nella valletta CABRERA e salita al passo : ore 9.25
    PER CORTESIA SAPRESTE INDICARMI COME SUPERARE LA BASTIONATA da Passo Cabrera ???
    ho trovato ometti sia a dx che a sx e dopo alcuni tentativi sono sceso dal passo verso i laghi pietraia-nevaio-pietraia sabbiosa e poi sono risalito dal lago.
    A metà salita in prossimità del nevaio circa 10 minuti di camminata su neve , sulla destra guardando la cime centrale del MATTO , si presenta un altipiano lastroso rossiccio che sembrerebbe riportare verso passo CABRERA riducendo enormemente il tempi.
    Mi è mancato il tempo per percorrerlo ed andare a controllare.
    SE QUALCUNO MI SA DIRE COME SALIRE DA PASSO CABRERA VOGLIO RIPETERE L’ASCESA.
    Alla fine discesa sempre di corsa dalla Cima EST fino a Sant’Anno passando dal Livio Bianco , poco meno di 3 ore

    • cuneotrekking


      Ciao Eraldo. Sono stato sul Matto parecchie volte ma sempre passando dal Livio Bianco. Speriamo che qualcun altro ti sappia dare una risposta precisa. Nel frattempo mi informerò e se saprò qualcosa in più ti contatterò.
      Ciao, Elio


  7. Anche noi siamo saliti in giornata…direi tre anni fa.
    Ci tenevo tanto a salire in giornata.
    Purtroppo il meteo non era proprio dei migliori quindi è stato veramente faticoso. Tutto di corsa, poche soste e, inoltre, vista dalla vetta non proprio soddisfacente.
    Rientro all’auto quasi col buio …volevamo fermarci a dormire al Livio Bianco ma lo abbiamo trovato chiuso..
    Anche io vorrei ripetere la salita dal Passo Cabrera, non l’ho ancora fatto perchè non sono sicura che sia facile…..

    • cuneotrekking


      Non sono ancora salito al Matto dal Passo di Cabrera.Ci sono alcuni punti non proprio facili.
      Certamente se l’avessi salito in giornata serena ti saresti divertita molto di più, perchè il paesaggio da lassù è fantastico.


  8. Buongiorno a tutti!!!
    Sono salito al Matto passando per la bastionata per il Passo di Cabrera la scorsa estate; valutabile poco più che EE, solo un pò esposto ma per brevissimo tratto; sono 20 metri in cui si deve salire al meglio sfruttando piccole cenge e canalini quasi sempre coperti, si sale dritti o leggermente a destra del crinale del passo, una volta oltrepassata la zona ripida, si fanno largo piccole chiazze erbose che portano ad un primo altopiano di rocce montonate con 3 piccole pozze d’acqua; dalle pozze in poi la direzione è evidente; seguire sempre gli ometti presenti che evitano inutili divagazioni e portano un salto dopo l’altro a raggiungere il nevaio superiore del Matto!! comunque tutto incantevole, aspro e solitario.

    • cuneotrekking


      Grazie Luca per la precisazione che servirà a chi sale dal Passo di Cabrera.
      Ho avuto modo, anche in passato, di visionare ed apprezzare moltissime delle tue foto, specialmente quelle fatte sulla neve. Scatti eccellenti!!!
      Che sensibilità Iso usi sulla neve con una giornata solare?
      Grazie se mi vorrai rispondere.
      Continua così. Ciao, Elio


  9. Ciao Elio!! sono contento che i miei scatti ti siano piaciuti!! guarda…la passione per la fotografia la coltivo da tempo, anche se non sono un conoscitore eccelso in materia; tutto è frutto di tanta pratica e credo anche della fotocamera, già un pò attempata ma che mi continua a dare grandi soddisfazioni!! nelle belle giornate invernali spesso tra manuale ed automatico l’ISO adottato si attesta sempre sui 200; seguo spesso le vostre gite, fin dagli inizi, vedo che tante idee sono spesso condivise e tanti itinerari che fate li conosco bene!! spero di continuare a scoprire questo bellissimo angolo di montagne (che tanto angolo non è), questi luoghi mi hanno danno sempre tanto anche se di recente mi hanno lasciato un grande vuoto.
    Un saluto, a presto.

    • cuneotrekking


      Grazie Luca per l’informazione. Ho sempre cercato di mantenere gli ISO più bassi per il “rumore”, come si dice in gergo fotografico, ma ora proverò ad alzarli attorno ai 200 per vedere se mi avvicino un pochino ai tuoi scatti. Naturalmente non li potrò eguagliare perchè, per motivi di peso e trasporto, uso una compatta. E’ la scelta che ho fatto fin’ora. Vedrò, in seguito, se passare ad una reflex.

      P.S. Certo che le nostre montagne le conosci proprio bene; qualsiasi zona che visualizzo su google earth contiene qualche tuo bello scatto.
      Ciao e buona continuazione.


  10. Ciao Elio!! bene è un parolone;).. e pensare che prima del 2002 non conoscevo quasi nulla..tutto è cominciato quasi per caso in Val Maira…poi da questa meravigliosa valle a cui sono profondamente legato ho allargato i miei interessi alle valli vicine!!
    Viste le tue foto ritengo però che i risultati siano già eccellenti…hai molto occhio e la ricerca dei soggetti e delle inquadrature è sempre precisa!! e comunque ti assicuro che alla fine della giornata il peso della reflex lo senti e come!! però quando arrivo a casa e mi godo le immagini la stanchezza passa subito ed i dolori passano!! se vi capita la prossima estate fate qualche divagazione in Ubaye…la luce che c’è in quella valle è stupenda…gli spunti per chi ama le fotografie sono infiniti!!
    A presto…sperando magari di incontrarci!!


  11. Ciao Elio, complimenti come al solito per le descrizioni delle bellissime gite! Avevo una domanda su questa relativa alla cima est del Matto: avevo intenzione di farla in questo periodo (metà-fine agosto), per l’ultimo pezzo è necessario avere dei ramponi, considerando la poca neve di quest’anno? Grazie!


    • Grazie Claudio per i complimenti sempre molto graditi. Più che altro dai primi laghi del Matto in su dovrai camminare su piatraie. Sicuramente se troverai un po’ di neve potrai sempre tenerti ai bordi, ma penso non ci sia più il problema.
      Ciao e buona escursione!


  12. Gita fatta lunedì 21 agosto. Ovviamente molto faticosa partendo da Sant’Anna, ma il panorama dalla cima ed il tempo stupendo hanno mitigato gli sforzi! Il “problema” della neve come immaginabile non si è proprio posto, visto che non ce n’era neanche a cercarla. Per chi è interessato alla salita, segnalo che tutto il percorso su pietraia partendo dal bivio Matto/Valmiana è costellato di numerosi bolli BLU, quindi perderlo è davvero difficile. Per altro scendendo ho visto che ci sono anche le indicazioni per il Passo Cabrera, sempre con gli stessi bolli BLU. Alla prossima!


  13. Sono andato sul matto il 3 settembre 2017 dopo alcuni anni che supplicavo i miei amici ma senza risultato, parto da solo e a s. anna trovo dei ragazzi che si stavano avviando verso la cima. stupenda escursione giornata bellissima panorama mozzafiato. ringrazio i ragazzi che mi hanno permesso di aggregarmi a loro un caro saluto a tutti.
    Consiglio a tutti gli escursionisti di fare il matto almeno una volta nonostante la lunghezza e il dislivello, ne vale la pena!!! ciao a tutti

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