Monte Meidassa

Commenti (2)


  1. fà sempre piacere rivivedere con occhi altrui una salita fatta aaaaaaaannnni fà.
    ricordo una bellissima giornata tersa accompagnata da un vento gelido

    grazie
    Emanuela

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi è stata scelta in funzione della mia voglia di salire in ambienti selvaggi di alta quota, quindi decido di puntare su un 3000 m, e facendo ballare le varie cartine, ecco che mi spunta il Monte Meidassa.
    La scelgo subito: mi accorgo che non ci sono mai stato, una lacuna da rimediare.
    Già dalla partenza a Mondovì mi accorgo che nel cielo non brilla nessuna stella, verso Gaiola l’alba illumina il cielo e vedo che il tempo è molto nuvoloso.
    Inizio a perdere un po’ le speranze ma non demordo, molte volte il tempo visto in pianura inganna.
    Ed infatti a Sanfront ecco che mi accorgo che la zona del Monviso è totalmente sgombra da nuvole, le cime sono già illuminate dal Sole nascente.
    Si, la giornata pare salva.
    Alle 07:45 arrivo al Pian del Re, da quest’anno il parcheggio giornaliero costa 10 Euro invece che i 5 Euro precedenti, no per fare polemica ma questo prezzo è da ladri.
    Comunque parto e prendo il sentiero in direzione del Colle delle Traversette.
    Fin dalle prime salite mi accorgo che le gambe sono un po’ pesanti e faticano a carburare.
    Si, nella giornata di ieri sono andato alla Fiera del Santuario di Vicoforte a piedi da Mondovì andata e ritorno e sono 14 Km poi ho lavorato in casa, però credevo di recuperare meglio.
    E questa condizione me la porterò fino alla caserma al bivio con il Buco di Viso.
    Però non sono lento ed infatti riesco a salire abbastanza bene lungo il verde Vallone di Traversette, il tempo è sereno con una gradevole temperatura, ma le nuvole sulla pianura stanno risalendo la Valle Po.
    Per adesso non mi preoccupo e proseguo senza indugiare.
    Sono da solo sul sentiero a parte una persone più avanti.
    Supero agevolmente la zona del Pian Armione, il traverso sotto le rocche del Pian Mait, ed infine, con una svolta a destra entro, nel tratto finale del vallone.
    Qui incontro il primo nevaio facile da passare.
    Alle mie spalle la nebbia risale il vallone stesso me si disperde nel salire di quota, verso la pianura si estende un vasto oceano di nubi bianche, immagino già che dalla vetta vedrò qualcosa di spettacolare, il Monviso ogni tanto si nasconde, in altre si mostra, noto che sulla vetta c’è già un leggero strato di neve caduta di recente.
    I tornanti verso la caserma sotto Punta Traversette sono duri, arrivo alla caserma diroccata e mi fermo per 5 minuti.
    Il Meidassa mi sovrasta alla mia sinistra e mi compare la via di salita, molto ripida e fatta di sfasciumi rocciosi.
    Le mie gambe si riprendono grazie alla fermata e mi sento in gran forma, abbandonando il sentiero principale del Giro del Viso che porta al Buco di Viso, inizio a seguire le labili tacche gialle che mi avrebbero portato verso il Passo Luisàs.
    La salita è regolare con strattoni abbastanza ripidi e mi rallentano, ogni tanto mi fermo qualche secondo per riprendere fiato, la nebbia continua a restare più bassa rispetto a me, sopra di me il cielo è perfettamente sereno.
    All’altezza dell’attacco della via per il Granero incontro l’unica difficoltà reale del percorso, un nevaio che si posiziona sul sentiero.
    Decido di aggirarlo e punto verso la parete rocciosa, la salita di pochi metri risulta molto problematica per il terreno molto cedevole e di notevole pendenza, arrivo alla parete e trovo un corridoio tra essa e lo spesso nevaio.
    Dopo averlo attraversato e fatto qualche decina di metri fuori sentiero, ritorno sulla via e proseguo.
    Qui la pendenza si fa sostenuta ma arrivo al Passo Luisàs di buona lena, non mi fermo e punto verso la vetta, una facile scalata per mezzo di un sentierino e ometti di pietra.
    Arrivo alla croce di vetta verso le 10:00 dopo 2 ore ed un quarto dalla partenza al Pian del Re.
    Il panorama è quasi del tutto coperto dalle nuvole ma questo crea quel bellissimo effetto di un enorme oceano di nubi, le uniche vette visibili sono le più vicine a me.
    Sulla vetta faccio amicizia con Mauro, un escursionista di Moretta.
    Decidiamo di scendere subito per non giocare con la fortuna sul tempo: metti che la nebbia sale sul serio…
    Vogliamo arrivare alla caserma il prima possibile, lui parte con qualche minuto di vantaggio, io mi fermo ancora per fare qualche fotografia.
    Alla caserma, dopo una discesa fatta quasi di corsa, decidiamo di andare a fare una visita al Buco di Viso.
    Abbiamo fatto 30, facciamo 31.
    Ci arriviamo in fretta e lo percorriamo usando una torcia frontale.
    Il terreno all’interno della galleria è molto scivoloso per via delle numerose infiltrazioni d’acqua e l’accentuata umidità.
    Dopo due minuti siamo dalla parte francese dove incontriamo i primi escursionisti della giornata.
    A quel punto decidiamo di tornare in Italia di nuovo attraverso il tunnel: sarebbe stato bello fare il Colle delle Traversette ma siamo un po’ stanchi dalla discesa.
    Nuovamente in Italia prendiamo subito al strada del ritorno, incontrano tanta gente intenta a salire, tra cui molti giovani.
    Scendiamo nella foschia fino al Pian del Re dove arriviamo alle 13:00.
    Saluto Mauro che torna subito verso valle, io mi fermo ancora mezz’ora per mangiare pranzo e riposare.
    Una bella gita che non avevo ancora mai fatto, o meglio, fino al Buco di Viso ci ero già arrivato, mi mancava ancora il Meidassa, una simpatico e gran amante della montagna come compagno di discesa, il tempo sembrava volgere al peggio ed invece si è rilevato ottimo per buona parte, non posso chiedere di più oggi.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.

Il tuo commento