Escursione al Monte Meidassa, 3105 m – Valle Po

Il monte Meidassa (3105 m) è una cima tronca, situata nelle immediate vicinanze del monte Granero (3171 m), sui confini tra la valle Po e la val Pellice. Collocata a nord del Monviso (3841 m) offre, in giornate limpide, splendide vedute su tutta la catena del Monviso.

Il Pian del Re, base di partenza dell’escursione, si raggiunge da Saluzzo svoltando a ovest nella valle Po. Superati i paesi di Revello, Rifreddo, Sanfront e Paesana si perviene infine a Crissolo dove, a centro paese, si segue a destra la stradina asfaltata che sale al Pian Melzè e infine al parcheggio di Pian del Re (costo: 10,00 € per auto).

  • Ascesa: 1.100 m circa
  • Distanza: 11,0 km circa
  • Altitudine partenza: 2.010 m
  • Altitudine massima: 3.105 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Il meteo oggi prevede una giornata all’insegna di poca nebulosità. Tra le tante mete in previsione ne scegliamo una nel parco del Monviso (istituito solamente nel gennaio di quest’anno), da cui manchiamo ormai da parecchio tempo.

Partiamo da casa alle 6:00. Dobbiamo però ancora far rifornimento di pane pensando di trovarne sicuramente nei paesini della valle. Non abbiamo però previsto, e neanche lontanamente immaginato, che da queste parti i negozi hanno l’abitudine di aprire solamente alle 8:00 di mattina. Impensabile, visto che transitiamo in località molto turistiche, frequentate da tanti escursionisti.

Dopo parecchie fermate lungo la strada troviamo finalmente a Crissolo una panetteria aperta dalle 7:30. Il pane non è ancora uscito dal forno, ma almeno una focaccia sul banco è presente e per oggi può bastare.

Posiamo l’auto al pian del Re (5,00 € di parcheggio). La giornata si presenta variabile. Iniziamo la salita alle 8:00 sulla mulattiera che taglia il versante destro in direzione di pian Mait e colle delle Traversette (palina segnaletica ad inizio parcheggio).

Fatti pochi passi lasciamo a destra un sentiero (palina) che sale al colle della Gianna (2525 m). Pochi minuti ancora e tralasciamo a sinistra (palina) quello per il lago Superiore e il rifugio Giacoletti.

Entriamo ora nel vallone laterale delle Traversette percorrendolo per un tratto nella parte centrale; poi alcuni tornanti tra prati erbosi ci spostano verso destra.

Arrivati nel pianoro superiore (pian Armoine), lasciamo in una curva a destra il sentiero che porta al colle Armoine (2692 m).

Da qui un lungo traverso seguito da tornanti ci fa risalire un tratto accidentato fino ad un bivio dove troviamo numerose indicazioni alla base di un grosso pietrone.

Lasciamo comunque a sinistra l’indicazione per “il sentiero del postino” (che conduce ancora al rifugio Giacoletti) e continuiamo in salita verso il pianoro sconnesso superiore denominato pian Mait (2717 m). Superando alcuni residui nevosi ammiriamo alle nostre spalle, tra sprazzi di nebbia, le pareti del Monviso e del Viso Mozzo (3019 m).

Proseguiamo quindi la marcia per raggiungere la struttura di una ex casermetta che si nota già dal basso.

Dal decadente manufatto il sentiero riprende a salire verso sinistra al Buco di Viso (poche decine di metri più in alto), e al colle delle Traversette.

Noi non lo seguiamo ma, passando tra grandi matasse di filo spinato abbandonate sul posto da chissà quanto tempo deviamo verso destra seguendo un tratto più sconnesso che punta in direzione del passo Luisàs (3019 m).

La salita, tra grandi massi e rocce friabili, si fa più faticosa mentre seguiamo la rimanente traccia fino al passo posizionato tra il monte Granero (3177 m) e il monte Meidassa (3105 m).

Un gruppo di ragazzi francesi, che fanno parte di una scuola di arrampicata, si stanno preparando con caschi, corde e moschettoni per la salita al monte Granero, da noi percorsa qualche tempo fa.

Li osserviamo nei preparativi, poi li lasciamo proseguire mentre svoltiamo a destra (est) in direzione dell’ultimo tratto di salita al Meidassa.

Raggiungiamo la cima (3105 m) pochi minuti dopo seguendo alcune tracce tra pietrame rotto e splendidi cuscinetti di silene acaulis.

Qui il tempo è migliore e dalla cima riusciamo anche a vedere il lago Lungo (2356 m) e il rifugio Granero nel versante a nord-ovest in val Pellice, ma la nebbia continua a persistere a sud, celando la visuale sulle creste del Monviso.

Lasciati gli zaini presso il grande cippo, ci spingiamo, su pietrame, fino ad una punta vicina (3098 m) trovando la compagnia di alcuni stambecchi.

Sperando in una sporadica apertura tra la nebbia rimaniamo quassù per almeno un’ora, fin tanto che tuoni in lontananza ci invitano a lasciar perdere.

Tornati al passo Luisàs riprendiamo il sentiero del ritorno fino al bivio per la salita al Buco di Viso. Saremmo tentati per una capatina lì e al colle delle Traversette ma il rombo dei tuoni in lontananza persiste.

Torniamo più in basso cercando, tra fiori e pietre, un luogo per pranzare in compagnia di un gruppetto di escursionisti francesi. La nebbia poi ci avvolge costringendoci infine a scendere al pian del Re.

Bellissima escursione, in ambiente spettacolare, nonostante la poca visibilità.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)


  1. fà sempre piacere rivivedere con occhi altrui una salita fatta aaaaaaaannnni fà.
    ricordo una bellissima giornata tersa accompagnata da un vento gelido

    grazie
    Emanuela

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi è stata scelta in funzione della mia voglia di salire in ambienti selvaggi di alta quota, quindi decido di puntare su un 3000 m, e facendo ballare le varie cartine, ecco che mi spunta il Monte Meidassa.
    La scelgo subito: mi accorgo che non ci sono mai stato, una lacuna da rimediare.
    Già dalla partenza a Mondovì mi accorgo che nel cielo non brilla nessuna stella, verso Gaiola l’alba illumina il cielo e vedo che il tempo è molto nuvoloso.
    Inizio a perdere un po’ le speranze ma non demordo, molte volte il tempo visto in pianura inganna.
    Ed infatti a Sanfront ecco che mi accorgo che la zona del Monviso è totalmente sgombra da nuvole, le cime sono già illuminate dal Sole nascente.
    Si, la giornata pare salva.
    Alle 07:45 arrivo al Pian del Re, da quest’anno il parcheggio giornaliero costa 10 Euro invece che i 5 Euro precedenti, no per fare polemica ma questo prezzo è da ladri.
    Comunque parto e prendo il sentiero in direzione del Colle delle Traversette.
    Fin dalle prime salite mi accorgo che le gambe sono un po’ pesanti e faticano a carburare.
    Si, nella giornata di ieri sono andato alla Fiera del Santuario di Vicoforte a piedi da Mondovì andata e ritorno e sono 14 Km poi ho lavorato in casa, però credevo di recuperare meglio.
    E questa condizione me la porterò fino alla caserma al bivio con il Buco di Viso.
    Però non sono lento ed infatti riesco a salire abbastanza bene lungo il verde Vallone di Traversette, il tempo è sereno con una gradevole temperatura, ma le nuvole sulla pianura stanno risalendo la Valle Po.
    Per adesso non mi preoccupo e proseguo senza indugiare.
    Sono da solo sul sentiero a parte una persone più avanti.
    Supero agevolmente la zona del Pian Armione, il traverso sotto le rocche del Pian Mait, ed infine, con una svolta a destra entro, nel tratto finale del vallone.
    Qui incontro il primo nevaio facile da passare.
    Alle mie spalle la nebbia risale il vallone stesso me si disperde nel salire di quota, verso la pianura si estende un vasto oceano di nubi bianche, immagino già che dalla vetta vedrò qualcosa di spettacolare, il Monviso ogni tanto si nasconde, in altre si mostra, noto che sulla vetta c’è già un leggero strato di neve caduta di recente.
    I tornanti verso la caserma sotto Punta Traversette sono duri, arrivo alla caserma diroccata e mi fermo per 5 minuti.
    Il Meidassa mi sovrasta alla mia sinistra e mi compare la via di salita, molto ripida e fatta di sfasciumi rocciosi.
    Le mie gambe si riprendono grazie alla fermata e mi sento in gran forma, abbandonando il sentiero principale del Giro del Viso che porta al Buco di Viso, inizio a seguire le labili tacche gialle che mi avrebbero portato verso il Passo Luisàs.
    La salita è regolare con strattoni abbastanza ripidi e mi rallentano, ogni tanto mi fermo qualche secondo per riprendere fiato, la nebbia continua a restare più bassa rispetto a me, sopra di me il cielo è perfettamente sereno.
    All’altezza dell’attacco della via per il Granero incontro l’unica difficoltà reale del percorso, un nevaio che si posiziona sul sentiero.
    Decido di aggirarlo e punto verso la parete rocciosa, la salita di pochi metri risulta molto problematica per il terreno molto cedevole e di notevole pendenza, arrivo alla parete e trovo un corridoio tra essa e lo spesso nevaio.
    Dopo averlo attraversato e fatto qualche decina di metri fuori sentiero, ritorno sulla via e proseguo.
    Qui la pendenza si fa sostenuta ma arrivo al Passo Luisàs di buona lena, non mi fermo e punto verso la vetta, una facile scalata per mezzo di un sentierino e ometti di pietra.
    Arrivo alla croce di vetta verso le 10:00 dopo 2 ore ed un quarto dalla partenza al Pian del Re.
    Il panorama è quasi del tutto coperto dalle nuvole ma questo crea quel bellissimo effetto di un enorme oceano di nubi, le uniche vette visibili sono le più vicine a me.
    Sulla vetta faccio amicizia con Mauro, un escursionista di Moretta.
    Decidiamo di scendere subito per non giocare con la fortuna sul tempo: metti che la nebbia sale sul serio…
    Vogliamo arrivare alla caserma il prima possibile, lui parte con qualche minuto di vantaggio, io mi fermo ancora per fare qualche fotografia.
    Alla caserma, dopo una discesa fatta quasi di corsa, decidiamo di andare a fare una visita al Buco di Viso.
    Abbiamo fatto 30, facciamo 31.
    Ci arriviamo in fretta e lo percorriamo usando una torcia frontale.
    Il terreno all’interno della galleria è molto scivoloso per via delle numerose infiltrazioni d’acqua e l’accentuata umidità.
    Dopo due minuti siamo dalla parte francese dove incontriamo i primi escursionisti della giornata.
    A quel punto decidiamo di tornare in Italia di nuovo attraverso il tunnel: sarebbe stato bello fare il Colle delle Traversette ma siamo un po’ stanchi dalla discesa.
    Nuovamente in Italia prendiamo subito al strada del ritorno, incontrano tanta gente intenta a salire, tra cui molti giovani.
    Scendiamo nella foschia fino al Pian del Re dove arriviamo alle 13:00.
    Saluto Mauro che torna subito verso valle, io mi fermo ancora mezz’ora per mangiare pranzo e riposare.
    Una bella gita che non avevo ancora mai fatto, o meglio, fino al Buco di Viso ci ero già arrivato, mi mancava ancora il Meidassa, una simpatico e gran amante della montagna come compagno di discesa, il tempo sembrava volgere al peggio ed invece si è rilevato ottimo per buona parte, non posso chiedere di più oggi.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.

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