Escursione al Monte Pelvo (Pic de Caramantran) 3021 m – Punta dell’Alp 3031 m – e Rocca Bianca 3064 m – Valle Varaita

Questo gruppo di tremila è collocato su vari punti della cresta di confine italo-francese, esattamente tra il vallone di Saint Veran (italia) e quello di Aigue Blanche nel Queyras, alla sinistra (sud-ovest) del Colle dell’Agnello. La quota elevata di partenza ne riduce il dislivello offrendo, però, stupendi panorami.

Valicato il colle dell’Agnello scendere con l’auto fino alla prima baracca in legno collocata qualche tornante più in basso, lasciando la macchina nel parcheggio adiacente (2640 m).

  • Ascesa: 760 m circa
  • Distanza: 10,0 km circa
  • Altitudine partenza: 2.640 m
  • Altitudine massima: 3.064 m
  • Difficoltà: F (Facile)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Attraversato lo stradone, ci spostiamo sul sentiero di fronte che sale in direzione del Col de Chamoussière. La giornata è bella e lascia presagire l’esito di una piacevole escursione. Si perde inizialmente un po’ di quota, poi pian piano risaliamo il versante sud del vallone compiendo un ampio semicerchio per finire con qualche zig-zag al Col de Chamoussière (2884 m).

Dal Colle scende sulla destra un sentiero (G.R. 58) per il Tour del Queyras; un secondo sentiero conduce al Col di San Veran. Alcune tracce sulla sinistra, quelle che ci apprestiamo a seguire, portano alte verso la cresta.

A circa tremila metri di quota lasciamo sulla nostra destra il Pelvo (Pic de Caramantran per gli amici francesi), che ci riserveremo dopo, per recarci su una cima di uguale altezza, senza nome, caratterizzata da grossi cumuli di pietre con bandiere tibetane che proiettano la nostra visuale sul sottostante Vallon de l’Aigue Agnelle.

Per recarci sulla Punta dell’Alp scegliamo la via più impegnativa della cresta. Dopo qualche passaggio delicato scendiamo in un colatoio per aggirare alcuni roccioni divenuti franosi dopo un temporale della sera precedente.

Riguadagnamo più avanti quota portandoci di nuovo verso la cresta quindi, aggirati alcuni grandi roccioni finali, saliamo la Punta dell’Alp, dalla quale si estende un magnifico panorama verso il sottostante Colle dell’Agnello ma, soprattutto, il Pan di Zucchero, il Pic d’Asti e il più lontano Monviso.

Discesi dalla Punta dell’Alp, per risalire verso il Monte Pelvo eseguiamo un traverso su detriti che ci porta a guadagnare dapprima un colletto situato tra la cima senza nome e il Pelvo stesso. Svoltando nel finale verso sinistra ci troviamo in breve sulla cima in compagnia di un nutrito gruppo francese di escursionisti.

Per salire sull’ultimo tremila (la Rocca Bianca), dal Pelvo dobbiamo percorrere in discesa il crinale nord-ovest fino al panoramicissimo Col di San Veran (2848 m).

La discesa è semplice e non richiede più di una decina di minuti. Dal colle appena guadagnato si ha di fronte l’ardita e slanciata mole del Roc della Niera (3177 m) che spunta lontana alla destra della Rocca Bianca.

Ora dobbiamo dapprima risalire (verso sud) una china abbastanza ripida, poi scendere un avvallamento ed infine portarci nel tratto roccioso di massi accatastati che stanno alla base del castello sommitale della Rocca Bianca; lì termina la traccia. Risaliti con passaggi di II grado alcuni grandi massi, deviamo verso destra per superare uno stretto passaggio di rocce incastrate.

Poi verso sinistra (ometto) risaliamo un breve canalino, superato il quale si ridiscende un corto tratto. Di nuovo un tratto in salita poi la svolta a sinistra su enormi roccioni a strapiombo sui quali è collocata la prima croce di vetta. Panorama stupendo sulle montagne verso nord e sul Monviso.

Guardando l’ora (sono le 12:30); mi accorgo di non avere più tempo per gli ultimi metri della punta principale (cima sud-ovest), in quanto oggi pomeriggio dovrò ancora recarmi a Sant’Anna di Vinadio (mia moglie reclama, a ragione, la sua parte e vuole passare due giorni a gironzolare sulle alture di Sant’Anna).

Dover rinunciare alla cima principale, poco più alta, per questione di tempo mi costa veramente tanto. Pazienza, sarà un buon motivo per tornare una seconda volta.

Tornati alla base della Rocca Bianca ci dirigiamo nuovamente verso il Colle di San Veran, dove ci sistemiamo per lo spuntino del pranzo.

Riprendiamo quindi a salire un corto tratto in direzione del Pelvo, fino ad una deviazione sulla sinistra che ci ricondurrà al Colle di Chamoussière, dal quale ci riporteremo in breve alla nostra auto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (2)

  1. marco craveri


    Spero che in questi anni tu sia riuscito a raggiungere anche la cima più alta. Ieri, domenica, c’erano decine di escursionisti, grazie anche alla comodità del vicino colle dell’Agnello.
    Noi, per soffrire di più, siamo partiti dal parcheggio del sentiero del lago Blu (fa pure rima), risalendo poi il vallone di S.Vèran, molto bello. Il dislivello è circa 1200mt, ci siamo perciò “accontentati” di salire sulla R.Bianca, lasciando il Pelvo al futuro prossimo.


    • Ciao Marco, ero anch’io da quelle parti venerdì, scendendo dal Colle di St. Véran. Appena possiamo pubblichiamo l’escursione.
      Ciao

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.