Escursione al Monte Rastcias – 2404 m – Valle Maira

Il Monte Rastcias, visibile bene dalla piana di Cuneo, è situato sulla lunga dorsale che divide la valle Maira dalla Varaita e posto tra il Monte Cugulet ad ovest ed il Birrone ad est.

Per raggiungere la base di partenza di questa escursione ci siamo recati a San Damiano Macra; verso il termine del paese abbiamo preso la deviazione per Pagliero. Ad un bivio abbiamo inforcato la deviazione a sinistra, direzione Borgata Fracchie. Dopo circa 2800 metri, in un curvone a gomito, abbiamo abbandonato la strada che proseguiva verso l’ormai vicina Fracchie per inoltrarci nel vallone laterale (indicazioni poco visibili per Droneretto) e percorrere la sterrata che in poco più di due km porta alla borgata.

Dati tecnici

  • Ascesa: 990 metri circa
  • Distanza: 7,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.414 metri
  • Altitudine massima: 2.404 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Già da qualche tempo avevamo in mente questa salita al Rastcias; dovevamo solamente attendere che si attenuasse il pericolo di slavine.

Sono le 8:25 di mercoledì 13 aprile 2011. Posiamo l’auto un pò sotto le case diroccate di Droneretto. Mi confronto con Gelu e Riccardo; alla fine solo io decido di caricare le ciastre sullo zaino; mi sembra, a giudicare dal basso, che la parte alta del tragitto sia ancora ben innevata. Iniziamo la salita lungo la sterrata che sale il vallone.

Venti metri dopo un tornante abbandoniamo la carrareccia per salire con decisione sul fianco di un boschetto di faggi.

In salita tra i faggi

Non vedendo indicazioni per un preciso itinerario, cercheremo di tenere un ipotetico tragitto mantenendoci a mezza costa sulla sinistra orografica del vallone, anche per evitare le slavine che più in alto occupano la parte centrale dell’avvallamento. Lungo il percorso passeremo accanto a numerosi cuscini di erica fiorita intervallati da piccole pietraie.

A mezza costa sul lato destro del vallone

Il Colle dell’Agnelliera (2059 m)

Poco prima del Colle dell’Agnelliera ci terremo più a destra per puntare decisamente verso l’alto dove passa la famosa strada dei cannoni. Vedremo un nutrito gruppetto di camosci percorrere un tratto di quella strada per poi sparire oltre la cresta. Tra lingue di neve, pietraie ed erica, raggiungiamo la quota 2186 m incrociando la strada che ci affaccia sul vicino Monte Cugulet (2494 m) preceduto dalla Cima Lubin (2431 m).

Tra lingue di neve sulla destra del Colle

Raggiungiamo così la “strada dei cannoni” (detta anche “strada alta”)

Il tratto rimanente da percorrere è un unico panettone di neve che il gelo della notte precedente ha reso duro e compatto. Ho le ciastre nello zaino ma non le uso; sembra comunque che lo scarpone riesca a “mordere” con sicurezza il manto nevoso. Così risaliamo gli ultimi 215 metri che alle 10:25 ci proiettano su questa gran bella Cima. Ottima vista sul versante opposto, dove notiamo adagiato sul fondovalle Sampeyre.

Dalla Cima Rastcias si vede (a destra) il Monte Cugulet

Sulla Cima Rastcias

Alla ricerca di grandiosi panorami

In contemplazione

Sul fondo del vallone si intravede Sampeyre e in alto a destra Testa di Garitta Nuova

Ci troviamo proprio di fronte la Cima di Crosa e Testa di Garitta Nuova salite qualche mese fa. Sul versante della Val Maira ritroviamo invece Costa Chiggia e, più a sinistra, La Piovosa, la Tempesta ed il Tibert.

E’ una bella giornata, nonostante le previsioni davano nuvole sparse sull’arco alpino. Contenti e soddisfatti di trovarci qui scattiamo un pò di foto e poi iniziamo la discesa verso il Colle Agnelliera (2059 m) per cercarci un posto riparato dal vento e per rifocillarci. Quando siamo in montagna non ci atteniamo troppo agli orari, per cui anche le 11:00 o le 11:30 vanno altrettanto bene per pranzare. E così facciamo. L’importante è stare bene in compagnia e mangiare di fronte ad un panorama grandioso.

Sulla strada del ritorno

Con tutta calma poi riprenderemo la discesa divertendoci a scivolare sulle slavine che occupano la parte centrale del percorso. Poco prima di raggiungere la borgata di Droneretto faremo l’incontro con un bel ramarro che se ne sta tranquillo tra le sterpaglie.

Ramarro tra le foglie

Poco prima di raggiungere Droneretto

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

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Commenti (3)


  1. Vorrei ripetere la vostra gita e sapere se la strada perduro etto è percorribile con una normale macchina o ci vuole i fuoristrada?
    Grazie
    Alberto


    • Ciao Alberto, scusa per il ritardo nella risposta. Sì è percorribile con una qualunque auto e non è necessario il fuoristrada.

      Spero di esserti stato di aiuto,

      Valerio.


      • Grazie per l’indicazione.
        Domenica alla fine ho scelto di andare sul Rastcias, passando da Chesta. Mi sembrava più semplice la strada. Era meglio se ti ascoltavo. L’itinerario è lungo e la strada dei cannoni non finisce mai e per la nebbia ho dovuto farla anche in discesa. L’itinerario che indichi tu, visto dall’alto era sicuramente più bello.
        Sei già stato al Cugulet e se si da dove?
        Ciao
        Alberto

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