Escursione al monte Rubbio, 1591 m – Valle Maira

Il monte Rubbio è uno sperone roccioso composto da due cime situato sulla sinistra orografica della valle Maira a 3,4 chilometri in linea d’aria a nord-ovest di San Damiano Macra. Giungendo a San Damiano dalla strada provinciale lo si vede spiccare alto sul lato destro della vallata.

Da Cuneo occorre raggiungere Dronero, porta della valle Maira. Si percorre la vallata sulla strada provinciale 422 fino a San Damiano Macra. Lasciare l'auto sul lato sinistro della strada pochi metri prima della curva del ponte in uscita dal paese.

  • Ascesa: 840 m circa
  • Distanza: 12,0 km circa
  • Altitudine partenza: 740 m
  • Altitudine massima: 1.590 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Inaspettatamente splendida escursione su una cima nei dintorni di San Damiano.

Dal parcheggio situato sul lato sinistro della strada raggiungiamo, dopo una quindicina di metri, il ponte in curva che attraversa il rio di Pagliero. Sulla destra c’è una antica panetteria con forno a legna, ora rimodernata, che chiude il lunedì pomeriggio e il martedì e produce ottimi dolci e focacce.

L’escursione inizia proprio da questo forno percorrendo la strada asfaltata che si infila nel valloncello (direzione nord) e, poco più avanti, superando su un ponte il rio Pagliero raggiunge la piccola e graziosa borgata Rio (758 m).

L’itinerario prosegue oltre le case lungo la strada, ora sterrata, costeggiando estesi terrazzamenti erbosi. Al fondo di una leggera salita alcuni tornanti, svoltando a sinistra, ci conducono al bivio per la borgata Grangette (909 m) che lasciamo alla nostra destra.

Dal curvone successivo si presenta subito una buona veduta sulla nostra meta finale, che da qui appare ancora lontana.

La strada passa vicino ad una casa poi, più avanti, si addentra in una pineta con prevalenza di pini silvestri e prosegue sul versante del vallone Droneretto.

In questo periodo le larve della processionaria stanno scendendo in lunga fila indiana dai loro bozzoli bianchi, avvinghiati ai rami dei pini, per cercare un luogo dove interrarsi mutandosi in seguito in farfalle.

Lungo il cammino abbiamo l’opportunità di fare parecchi incontri con questi terribili bruchi che possono essere molto pericolosi per l’uomo (attenzione maggiore per i bambini, ma anche per gli animali).

Ricoperti da migliaia di microscopici peli uncinati e urticanti, questi vengono rilasciati nell’aria anche solo sfiorandoli. Il contatto diretto con i peli (o con quelli rilasciati nell’aria) può determinare reazioni cutanee, alle mucose, agli occhi e alle vie respiratorie, specialmente in soggetti sensibili o per inalazioni massicce.

Proseguendo sulla sterrata, poco oltre quota 1100 metri lasciamo a destra un sentiero che si infila nel bosco e scende nel vallone Droneretto (sarà la nostra via del ritorno) e, verso quota 1200 metri, la abbandoniamo per seguire un vecchio sentiero sulla sinistra che sale tra muretti in pietra e, tagliando alcuni tornanti, conduce direttamente alle belle baite della borgata Rubbio inferiore (1238 m).

Dalle case, riprendiamo la stradina e la seguiamo ancora per qualche tornante poi, quando questa inizia la discesa finale verso la borgata di Rubbio Superiore (1295 m), svoltiamo a destra sulla radura (segni gialli su una pietra).

Pochi metri dopo abbandoniamo il sentiero che punta verso il bosco e il vallone Droneretto per svoltare invece a sinistra sulla mulattiera protetta da muretti di pietra che taglia obliquamente i prati e che si dirige alle ripide pendici del monte Rubbio.

Dopo aver superato una breve pietraia e, in seguito, un tratto roccioso, alcuni zig-zag ci trasferiscono su una sella.

Sulla destra si può accedere ad un belvedere (ci andremo al ritorno). Svoltando invece a sinistra (ignorando poco dopo un sentiero che prosegue a destra) ci apprestiamo a risalire in faggeta i ripidissimi pendii finali che conducono sulla cresta tra le due cime.

Dalla cresta svoltando ora verso sinistra, in leggera discesa arriviamo al cippo in pietra e alla susseguente croce di vetta (1548 m). L’ultimo tratto è protetto da una fune in acciaio. E’ anche presente, dall’estate 2018, un libro di vetta.

È un vero peccato che, proprio al nostro arrivo, una velatura ci privi parzialmente di una visuale davvero notevole verso la bassa val Maira e le cime di cresta della val Grana.

Dopo le foto della cima torniamo indietro un tratto per proseguire (nord-ovest) sul crinale verso la seconda punta, meno panoramica ma di una cinquantina di metri più elevata (1590 m) situata poco più avanti. La raggiungiamo tra i faggi dopo alcuni minuti di percorso.

Anche qui troviamo un grande cippo in pietre. Infine torniamo indietro e ripercorso a ritroso il tratto ripido ci portiamo sul belvedere roccioso lasciato precedentemente in disparte.

Ridiscesi sulla radura ci fermiamo presso il nucleo di case della borgata Rubbio Superiore (1295 m) che ci colpisce per la bellezza.

Superato un ristrutturato pilone votivo del 1885, una breve discesa tra muri di pietra ci conduce verso un’ottima fontana con una piccola vasca d’acqua adiacente.

Risalendo nuovamente il viottolo al primo bivio svoltiamo verso destra per compiere un bel percorso tra frassini e muretti in pietra finendo tra le case di Rubbio inferiore (1238 m).

Riprendendo la scorciatoia la ridiscendiamo fino a ricongiungerci con la sterrata.

La percorriamo in discesa fino a quota 1110 metri circa dove, a sinistra, troviamo un sentiero segnalato che taglia obliquamente il bosco scendendo infine sulla strada asfaltata nel vallone Droneretto.

Prendiamo poi una breve scorciatoia per vedere due splendidi ponti in pietra sul rio.

Proseguendo la discesa ci agganciamo poco dopo alla strada di Pagliero che scende verso San Damiano ed infine al parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (10)


  1. Ciao, gita molto interessante. È ciclabile in MTB il percorso?
    Grazie
    Fabio


    • Ciao Fabio. Fino un po’ dopo le borgate Rubbio è ciclabile. Oltre no perché c’è solamente una traccia molto molto ripida.

  2. donatella biffignandi


    Mi attira moltissimo questa gita ma ho letto con preoccupazione della messa in guardia contro le processionarie (ho un cane… molto curioso). C’é una stagionalità per questi insetti? Adesso (maggio inoltrato) il pericolo è lo stesso di quando siete andati voi? Si tratta di una zona particolarmente infestata?
    grazie,
    donatella


    • Ciao Donatella. In genere occorre prestare attenzione nel periodo primaverile che si protrae fino a fine maggio. Sicuramente quando siamo andati noi era nel pieno dello sviluppo. Ora dovrebbe decrescere. Ciao e buona escursione!


      • L’ho fatto sabato con il cane e posso dirti di andare serena perché non ho visto tracce di processionaria!

  3. Elsa pepino


    Fatta oggi. ..veramente molto bella….e molto ripido l’ultio tratto. Torneremo x fare il giro delle 20 borgate. Grazie…come sempre!!!

  4. Mattia Bertero


    Ciao a tutti.
    L’escursione di oggi è questo famoso Monte Rubbio, tra l’altro non ho mai avuto l’occasione di salirci.
    In quota c’è vento forte quindi ho deciso fin da subito di andare qui, è perfetta come escursione nelle mezze stagioni.
    Ma a differenza di altre volte, non sono da solo, con me oggi c’è mia madre, che vuole tornare a cimentarsi in montagna dopo anni e anni di “abbandono” dopo una giovinezza fatta di molte salite.
    Alle 9:00 siamo a San Damiano Macra e prendiamo la stradina asfaltata che porta alla Borgata Rio, dopo diventa sterrata e s’innoltra nei boschi in direzione Nord-Ovest in direzione del Rubbio, non ancora visibile.
    La giornata è stupenda: sereno, con raffiche di vento non troppo freddo ogni tanto, e temperature primaverili.
    Non abbiamo fretta, anche perchè mia madre non è allenata a fare escursioni in montagna nonostante si mantenga in forma, per di più deve farsi 850 m di dislivello, però se la cava bene.
    Lungo la sterrata i prati ancora secchi intorno a noi sono invasi dalle primule e delle viole, e sugli alberi tanti uccelli canterini.
    La Primavera è sbocciata.
    Il Rubbio ci compare dopo il bivio con la borgata Grangette, mia madre nutre dei dubbi vista l’altezza e le pareti rocciose che gli si presentano davanti, la tranquillizzo dicendo che lo si prende da Est per sentiero.
    Saliamo con un buon passo, a volte sono costretto a controllare la mappa nei bivi che incontriamo perchè la via non è segnata se non più avanti con le palline del Percorso Occitano e del GTA.
    Noto che sui larici c’è una bella infestazione della processionaria, quindi bisogna fare attenzione ai bambini ed a portare i cani.
    Dopo un’ora e dieci, passando anche per un paio di scorciatoie, arriviamo a Rubbio Inferiore.
    E’ bellissima, posizionata in una radura sotto il Rubbio con vista sul Chialmo e Cernauda.
    Continuiamo e poco dopo arriviamo alla Borgata Superiore, molto bella e caratteristica anch’essa, qui il Rubbio si presenta in tutta la sua magnificenza.
    Decido di fermarci qualche minuto per riprendere bene fiato in previsione del’ultimo ripido tratto su sentiero.
    Il posto è davvero bello anche per la presenza di questi muretti che aggiungono quel tocco in più.
    Il sentiero si presenta davvero ben tenuto, pulito di recente sale a tornanti aggirando a destra le pareti del Rubbio, le ultime due salite sono ripidissime e procediamo lentamente.
    Ad ogni modo arriviamo sulla cresta tra le due cime.
    Sono le 11:00 e siamo arrivati.
    Procediamo ancora verso la croce e il panorama che si apre davanti a noi, solo la pianura è coperta da una cappa di smog molto pesante, il resto si vede tutto: la Bassa Valle Maira con più in alto le Alpi Liguri e Marittime sull’orizzonte, l’altro versante della Bassa Valle Maira, la zona del Birrone.
    Avrei voluto proseguire verso la croce ma con una mamma apprensiva, quando vede un tratto di alpinismo elementare con una corda a strapiombo, non si discute giustamente.
    Mangiamo pranzo all’arrivo del sentiero sulla cresta all’ombra degli alberi, nel frattempo arrivano una coppia di Verzuolo con cui scambiamo qualche minuto di conversazione generale.
    Mia madre è un pò provata, alle 12:00 decidiamo di scendere.
    Lungo la via troviamo parecchia gente che sta salendo, alcuni anche con bambini al seguito.
    Decidiamo di non affrontare il tratto che ci avrebbe portato nella zona di Pagliero per completare un anello come in questa pagina di Cuneotrekking, meglio fare meno strada possibile.
    Comunque senza nemmeno accorgersene arriviamo alla macchina alle 13:40.
    Bella gita, in un posto che ci è piaciuto tantissimo come sentiero e panorama.
    Il Rubbio mi ha molto soddisfatto, da rifare in futuro.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, faccio i complimenti a te per questa escursione ma specialmente a tua mamma che, seppure senza allenamento, è salita tranquillamente fino in cima. Bravi a tutti e due.

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