Escursione al Monte Sautron – 3166 m – Valle Maira

Il Sautron è posto a confine tra la Valle Maira e la Vallée dell’Ubayette. Massicio imponente di rocce dolomie è molto ben visibile dalla borgata di Saretto. Dalla cima si gusta un grandioso spettacolo su tutte le cime della Valle Maira.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.620 metri circa
  • Distanza: 14,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.686 metri
  • Altitudine massima: 3.166 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Su invito di Gianni che possiede una casa in Alta Valle Maira ci troviamo con Gelu e Riccardo a Chiappera per affrontare la salita al Monte Sautron. La partenza ha inizio intorno alle 7:30 di mattina dalla Piana di Stroppia (1686 m). Lì si trovano ampi spazi per parcheggiare.

È una magnifica giornata; ci mettiamo in movimento seguendo Il sentiero Dino Icardi per il primo tratto di percorso. Un’ora dopo, con un balzo di 550 metri circa, ci troviamo di fronte al rifugio Stroppia (2230 m).

Arrivo al rifugio Stroppia

Imprudentemente, convinti di trovare acqua al rifugio, non abbiamo riempito le nostre borracce alla partenza, ed ora rimaniamo annichiliti nel trovarci di fronte ad una fontana asciutta. Non disperiamo ancora perchè appena sopra c’è il lago Niera che ce ne potrà fornire un pò, ma al nostro arrivo lo troviamo completamente in secca. Questo inferisce un colpo mortale al nostro morale. Gianni è ancora convinto di trovarne più su, ma la conformazione calcarea del terreno mi convince che sarà improbabile.

Ad ogni modo, dopo il lago Niera, seguiamo il sentiero per qualche centinaio di metri lungo il Vallone di Stroppia ed al primo bivio (palina Colle della Portiola) prendiamo a sinistra addentrandoci nel lungo vallone laterale dove, al fondo, si inizia già ad intravedere la sagoma piramidale del Monte Sautron. Dopo un primo tratto in leggera salita il sentiero tende ad accentuare maggiormente la pendenza.

Più avanti dobbiamo scegliere tra alcune diramazioni. Prendiamo quella di sinistra (scopriremo che è meglio mantenersi su quelle più a destra) e ci inoltriamo in un vallone accidentato che ci porta a superare un tratto misto a rocce ed erba. Le diramazioni confluiranno poi in un’unico sentiero. Più avanti una mulattiera verso sinistra ed un colletto ci indicano che ci troviamo nelle vicinanze della Forcellina ma noi proseguiamo sul sentiero che ci fa superare una bella conca erbosa poi, su leggera salita a mezza costa, andiamo a raggiungere un poggio dove troviamo la segnalazione per il Colle della Portiola.

In salita nel vallone laterale

L’ardita vetta della Rocca Blancia

La conca erbosa

A sinistra la vetta piramidale del Monte Sautron

Ora il sentiero si perde definitivamente ma, tacche rosse sulle pietre aiutano a trovare la giusta direzione. Scavalcando alcune conformazioni rocciose puntiamo in direzione del Colle.

Attorno alla quota 2800 m, ai bordi di un nevaio, sentiamo scorrere acqua. Non avremmo mai creduto che un minuscolo rigagnolo d’acqua facesse tornare il sorriso e il buon umore a tutti noi; possiamo permetterci di riempire le borracce vuote e soddisfare, finalmente, Riccardo arso dalla sete. Da questo punto, mirando a sinistra, potremmo salire lungo il crinale fino alla Cima ma la conformazione franosa del terreno ci consiglia sia meglio raggiungere il Sautron dal Colle della Portiola (2899 m).

Qui, sotto il severo sguardo dell’imponente ed ardita Rocca Blancia (3193 m), possiamo finalmente lanciare lo sguardo dalla parte francese dove, in lontananza, scorgiamo la Tête de Viraysse.

Nel tratto privo di sentiero

Sempre più su, mentre compaiono le prime nuvole

Finalmente un pò d’acqua da bere

Arrivo al Colle della Portiola (2899 m)

Dopo l’attraversamento di un ripido nevaio ghiacciato alla nostra sinistra, seguiamo il percorso di cresta, abbastanza erto, costituito da rocce rotte e malsicure e, con un balzo di 167 metri, ci portiamo sulla cima. Arriviamo intorno alle 10:50. Troviamo ad accoglierci un francese intento a curiosare il libro di vetta.

Finalmente ora potremo godere del panorama che da quassù spazia l’intero Vallone di Stroppia con, al fondo, le cime del Brec e dell’Aiguille de Chambeyron. E’ visibile pure il lago di Vallonasso di Stroppia (2809 m) dove è situato il Bivacco Barenghi (2815 m). Dalla parte opposta, spicca imponente l’Oronaye e, ai suoi piedi, il lago d’Apzoi. Rivediamo, in lontananza, l’Albrage ed il Cervet.

Sulla cima del Sautron

Dalla cima sguardo verso Saretto

Il vallone di Stroppia dalla cima

La cima

Il tempo sta variando velocemente e la temperatura è polare. Nella notte era scesa un pò di neve. Indossiamo pile, giacche a vento e guanti per ripararci da un vento, molto forte, che a tratti sembra ci voglia scalzare dalla croce. Il panorama è troppo grandioso e non abbiamo alcuna intenzione di andarcene via, resistiamo quindi stoicamente alle raffiche per una quarantina di minuti.

Il ritorno lo facciamo senza tornare alla Portiola ma tagliando dalla cima in diagonale verso il nevaio che ci aveva fornito l’acqua da bere. Continuiamo la discesa fermandoci per il pranzo, riparati dal vento da alcune rocce, nella bella conca erbosa.

In discesa sulle pietraie nel tratto diagonale

Rocca Castello e Provenzale in primo piano e, al fondo, l’Albrage e Cervet.

Riprenderemo più tardi la discesa verso il lago Niera, quindi al sottostante Rifugio Stroppia per concludere la nostra escursione, in picchiata, verso la Piana di Stroppia.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Campo Base

Rifugio Campo Base

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

Carta n. 111, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

Disponibile a 10,00
Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (12)


  1. Il vallone di Stroppia è uno dei più bei valloni selvaggi delle nostre valli. Credo, ma non sono sicuro, che ogni anno si celebri una messa su quella cima! Io non ci salirò mai ma penso che il colle della Portiola sia alla portata delle mie…vertigini.
    O no?
    Saluti. Osvy.

    • cuneotrekking


      Ora che mi dici questo, anche a me pare di aver sentito parlare della messa sulla cima. A meno che non ci confondiamo con quella che ogni anno celebrano alla lapide degli alpini periti sotto la valanga al Preit. Quanto al vallone di Stroppia hai pienamente ragione a dire che è uno dei più selvaggi in assoluto, ma è anche di grande pregio paesaggistico. Ciao, Elio


  2. La messa di cui parlate si celebra alla Forcellina (quasi sempre) in memoria di Roberto Cavallero a cui e’ anche intitolato il trekking dell’alta valle Maira, tutto segnalato in rosso e blu. Ciao e complimenti per le sempre belle foto.

    • cuneotrekking


      Grazie Klaus per averci tolto ogni dubbio. I commenti servono proprio per questo. Grazie anche per i complimenti. Ciao.


      • A parte la messa che si celebra alla Forcellina, TUTTI gli anni e SEMPRE la seconda domenica di luglio, si celebra la messa sulla vetta del Sautron.
        Pur essendo cattolico, avrei comunque preferito sul Sautron una croce meno “ingombrante”…
        Ciao Elio!

        • cuneotrekking


          Ciao Bruno, ti ringrazio per questa ulteriore e preziosa informazione. Anch’io la penso come te per le croci. Una più piccolina ti dà più senso di intimità. Che dire allora di quella gigantesca posta sul Chersogno?
          Mi fa piacere sapere che un maestro di grande esperienza come te viene anche a vedere il nostro blog.

          Sperando di incontrarti prossimamente su qualche cima ti saluto. Elio


  3. Grande Elio,vedo che davvero non ti fermi mai….non sai quanto mi mancano le gite fatte insieme a te e a Gelu…..il grande raccoglitore…..Salutoni e a presto.

    • cuneotrekking


      Ciao Massimo, è davvero tanto che non ci troviamo più insieme per una gita, ma spero ancora per poco. Ciao, Elio


  4. Confermo che nella seconda domenica di luglio del 2009 si celebrò una messa. Noi arrivammo in ritardo, e neppure raggiungemmo la vetta, a causa del terreno franoso della cresta. Mancavano i segnavia nel tratto finale


  5. Ieri Martedì 09 Agosto, siamo saliti sul Sautron nonostante le previsioni non fossero buone e quindi con l’animo non eccellente.
    Per tutto il percorso ogni tanto due gocce “grosse” ci hanno fatto decidere di coprire gli zaini anche se non è mai stato necessario (la prudenza ci ha insegnato che è meglio anticipare piuttosto di trovarsi in un improvviso nubifragio che non da tempo di riparare).
    In cima abbiamo visto anche due (2 e non 4) fiocchi di neve.
    Siamo partiti forniti d’acqua, per un bevitore come me, sono serviti 3750 g. di liquidi.
    500 g. di CocaCola salendo, 750 g. di sali minerali in cima e gli altri due litri e mezzo tra salita e discesa.
    Bello il percorso aspro con bei panorami, grande respiro in cima.
    le foto: http://bit.ly/2biFuWE
    Il percorso: http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=14306904

  6. Agostino Angeli


    Visto che si parla di Messe voglio segnalare che tutti gli anni la prima domenica di agosto viene celebrata una Messa proprio sotto il Sautron al bivacco Danilo Sartore in memoria di questo ragazzo che ha perso la vita su una parete di roccia in Valle d’Aosta. Si sale da Saretto – sorgenti Maira.

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