Escursione al Monte Savi, 2615 m – Alpi Cozie – Valle Stura

Salendo da Demonte lungo il Vallone dell’Arma, alcuni chilometri oltre San Giacomo la vallata si divide in due diramazioni: quella di destra prende il nome di “Cavera”, quella di sinistra “Serour”. In testa a quest’ultimo ramo sorgono numerose cime. Da destra a sinistra si possono notare: la cuspide arrotondata del Monte Omo (2615 m), la Cima di mezzo, due guglie (gendarmi), Rocca Salè (2569 m), Monte Salè (2630 m) e il Monte Savi (2615 m), che è sul divisorio tra il Vallone del Serour e quello del Nebius.

Noi decidiamo di raggiungere questo monte con un percorso diverso, un po' più lungo, partendo dalla borgata di Neraissa (Vinadio).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.120 metri circa
  • Distanza: 10,6 km circa
  • Altitudine partenza: 1.520 metri
  • Altitudine massima: 2.615 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Testa del Vallone del Serour (foto scattata d’inverno dal gias Viribianc sup.)

Giovedì 17 maggio 2012. Superata Neraissa Inferiore ci godiamo lo spettacolo di un giovane cervo chesi ferma nel mezzo di un verdissimo prato spostandosi qualche attimo dopo, con incredibile leggerezza, sulle pendici boschive.

Posata l’auto nel praticello (con fontana) posto all’entrata della borgata di Neraissa Superiore (1520 m) ci incamminiamo nel verde retrostante per andare a riprendere a sinistra, poco più in alto, la strada sterrata che sale verso il rifugio Nebius (1597 m). La giornata è bellissima ma molto fredda.

Una decina di metri prima del rifugio, sul lato opposto di una cassetta di derivazione dell’ENEL, svoltiamo su un accenno di sentiero che prosegue verso destra e va a superare il rio retrostante. La traccia prosegue per un po’, poi si perde, ma la si ritrova al di là di alcuni alberi abbattuti dalle slavine. Al termine di queste prime balze il sentiero si fa molto ripido e va ad affiancare il filo della riva destra (sinistra idrografica) del vallone Nebius.

In salita da Neraissa superiore

In salita sui fianchi del franoso vallone

Il terreno su cui muoveremo i prossimi passi è di natura arida, dal suolo sottile, con poca vegetazione. Il ruscellamento delle acque meteoriche ha provocato su tutto il primo tratto la formazione di calanchi creando, con la forte erosione, quei fenomeni tipici, ma anche molto belli da vedersi, delle piramidi di terra sormontete da un cappello che i francesi chiamano “demoiselle coiffée”.

Parte delle “Demoiselle coiffée” che si notano nel primo tratto di salita

Alcuni punti del sentiero passano sul filo dell’erosione ed occorre prestare un po’ di attenzione. Cammin facendo rimaniamo stupiti nel vedere che lungo tutto il percorso del torrente principale, ma anche dei secondari, sono stati eseguiti in tempi non troppo recenti arditi e faticosi lavori di sbarramento per rallentare il fenomeno inarrestabile dell’erosione, che danno origine in vari punti a cascatelle d’acqua.

Man mano che proseguiamo la pendenza rimane sostenuta e rallenta solamente in prossimità di un gias (2074 m) con l’abitazione del margaro. Oltre, il sentiero prosegue verso il centro del vallone fino a raggiungere alcuni resti in pietra di un rudere. Poi si perde nell’avvallamento.

Nel tratto privo di sentiero

Durante la salita al Colle Moura delle Vinche, veduta sul Monte Savi

Gli ultimi ripidi tratti prima del Colle

Proseguendo ancora centralmente, lo ritroviamo sotto la ripida rampa finale. A zig-zag risaliamo gli ultimi pendii che portano al visibile Colle Moura delle Vinche (2434 m) dove si prospetta un grandioso panorama verso nord-ovest su Rocca la Meja (2831 m) e il Monte Salè (2630 m), sempre splendidi visti da quest’angolatura.

Dal colle, se si prende a sinistra (ovest) si può raggiungere il vicino Monte Nebius (2600 m), mentre il Monte Savi rimane sul lato opposto.

Rocca la Meja (al centro) vista dal colle

Saliamo su uno spesso labbro di neve reso duro e compatto come il marmo dal gelo di queste ultime fredde notti spostandoci nella direzione est. Oltrepassato un leggero cucuzzolo, perdiamo qualche metro di quota per puntare alla base del Savi.

Veduta sul Colle e parte del Nebius

Al centro, il Monte Salè

Verso il Monte Savi

Sul cucuzzolo che precede il Monte Savi

Ultimi tratti di salita

Superata qualche lingua di neve, gli ultimi metri li percorriamo su roccette rotte e friabili che conducono alla sommità. Ci attende una piccola croce lignea.

Lo scenario che si gode da questa cima è veramente importante e domina tutte le Alpi Marittime e Cozie.

 

Sulla Cima

Tratto della cresta

Spostandoci qualche metro più avanti sulla cresta, restiamo affascinati dallo stupendo panorama che propende verso il verdissimo Vallone dell’Arma. Lì riconosciamo tutte le vette solcate in inverno: Gorfi, Peracontard, Borel, Punta dell’Omo, il Bram, la Testa Gardon.

 

Veduta sul Vallone dell’Arma

Non sono ancora le 10:30. Siamo veramente soddisfatti di trovarci a quest’ora in cima a questa panoramico monte in una giornata così limpida.

Mezz’ora più tardi riprendiamo la strada del ritorno fermandoci solo al gias nei pressi della capanna del margaro per uno spuntino, tornando infine sui nostri passi soddisfatti della giornata trascorsa.

Iniziamo la discesa

Graziose abitazioni poste tra Neraissa e il rifugio Nebius

Ritorno a Neraissa Superiore

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Escursione alla Pointe des Trois Communes, 2080 m – Valle Roya

Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)


  1. Fatta oggi.. bellissima gita, una punta relativamente bassa ma bellissima. Neve ormai praticamente assente (02/06/2012), incontrato un po’ di nebbia al ritorno. Grazie per averci permesso di conoscerla, e continuate così col blog, definirlo perfetto è riduttivo. Grazie!

    • cuneotrekking


      Grazie Marco per gli apprezzamenti. Noi siamo soddisfatti quando i lettori apprezzano, come te, le escursioni che pubblichiamo. Ciao e buone gite!!!


  2. Io ci sono stata lo scorso anno…Avevo “concatenato” Monte Omo, Monte Nebius, Monte Savi e Monte Salé. Una gran giornata…..

    • cuneotrekking


      Ciao Serena, avevi fatto una bella tirata quel giorno. Sarà anche per il fatto che provieni dalla Liguria e se trovi il momento buono ne approfitti… Ciao.

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