Tour del Pic d’Asti con salita al Pan di Zucchero (3208 m) e al Pic Brusalana (3170 m) – Valle Varaita

Le cime che andremo a conoscere oggi sono poste al termine della Valle Varaita, sulla destra del Colle dell’Agnello (2748 m), uno dei colli più alti d’Europa. Quello attorno al Pic d’Asti è un tour molto interessante che si sviluppa sul confine italo-francese, ed è inserito in ambiente di grande bellezza panoramica. Per raggiungere la base di partenza abbiamo percorso tutta la Val Varaita fino a Chianale. Proseguendo poi in direzione del Colle dell’Agnello ci siamo parcheggiati presso un laghetto a due chilometri dal confine.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.050 metri circa
  • Distanza: 9,8 km circa
  • Altitudine partenza: 2.587 metri
  • Altitudine massima: 3.208 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Il tempo in questi giorni sembra mantenersi al bello ed in questo caso conviene “battere il ferro finchè è caldo”. Più in là potremmo pentirci di non averne approfittato. Gelu propone un bellissimo anello, tutto in quota e senza un grosso dislivello di salita. Il tour si svolge attorno al Pic d’Asti (3219 m), splendida montagna che vista dal versante italiano ricorda la forma di una punta di parmigiano. Per arricchire un pò questo tour, suggerisco anche la salita al Pan di Zucchero e al Pic Brusalana, visto le ottime previsioni del tempo.

Martedì 30 agosto 2011. Dopo circa 88 chilometri di strada, verso le 7:30 ci parcheggiamo dal laghetto (2587 m) posto circa due chilometri prima del Colle dell’Agnello. La giornata è ideale. Costeggiando il piccolo laghetto sulla sinistra (che qui ha nome lago del Pic d’Asti), risaliamo un piccolo panettone erboso e seguendo l’andamento successivo del vallone su tracce di sentiero, ci portiamo alla sinistra del Pan di Zucchero verso la cresta di confine.

Sbuchiamo nei pressi del Colle dell’Agnello Vecchio. Svoltiamo subito a destra andando a cercare le tracce che di lì a poco iniziano ad inerpicarsi ripide sullo spallone ovest del Pan di Zucchero. La salita, benchè un pò faticosa, è semplice e conduce velocemente alla Cima. Verso le 8:50 ci troviamo già su questa panoramica punta di 3208 metri. Nell’ultimo tratto di salita abbiamo aiutato una coppia di giovani francesi, bloccati e ormai decisi a tornare indietro quando erano a soli cinquanta metri dalla croce di vetta. Dalla Cima, ottima panoramica sul Pic d’Asti e sul Monviso, poco distante, sul Queyras ma anche sui lontani Monte Bianco e Rosa.

Sulla vetta del Pan di Zucchero

Pic d’Asti al centro e Viso sullo sfondo

Croce di vetta del Pan di Zucchero

Dopo aver goduto lo splendido panorama, dalla cima scendiamo ora sul lato nord in direzione del lago Foréant (2618 m), che spicca al centro del vallon de Bouchouse tra il Pic de Foréant (3081 m) e la Crête de la Taillante (3197 m). Dovremmo scendere al Col Vieux (2806 m) per trovarci sul sentiero che porta alla Brèche de Ruine (2908 m) nostro prossimo punto di arrivo, ma ai piedi del Pan di Zucchero troviamo il modo di non perdere troppo dislivello tagliando diagonalmente verso destra. (Avremmo anche potuto, dal Pan di Zucchero, ritornare sui nostri passi fino al bivio del sentiero di salita, poi svoltare a destra verso il Col Vieux).

In discesa verso il Lac de Foréant

Possiamo ammirare ora la bellissima Crête de la Taillante (3197 m), dal nome quanto mai appropriato.

Crête de la Taillante (3197 m)

Con un pò di cammino ed una leggera salita raggiungiamo la Brèche de Ruine, specie di forcella che divide due valloni, dalla quale ridiscendiamo un ripido canalino per una trentina di metri di dislivello; svoltiamo quindi a destra sotto ripide pareti continuando sul sentiero che, più avanti, attraversa una corta pietraia per approdare sulle rive del Lac d’Asti. Bello specchio d’acqua situato in luogo poco frequentato, al centro di un magnifico valloncello sotto le ripide pareti della Rocca Rossa (3185 m).

In cammino dopo la Breche verso il Lac d’Asti

sulla riva del Lac d’Asti

Riprendiamo la salita sulla sua riva orientale e in una mezz’oretta ci portiamo alla Sella d’Asti (3123 m). Dalla sella parte anche l’ultimo tratto di salita della via normale al Pic d’Asti.

Abbandoniamo il Lac d’Asti (al fondo, visibile la Crête de la Taillante)

in salita verso la Sella d’Asti, al fondo a sinistra del Pic

Al centro della foto (verso est), il Pic Brusalana

Il Pic Brusalana è lì vicino (ad est) e sarebbe sciocco non salire sulla sua cima per vedere cosa c’è oltre. Lo spostamento non richiede molto tempo, così percorriamo un tratto sotto cresta raggiungendo in poco tempo la cima sormontata da un cippo in pietre. Ci troviamo di fronte all’Aguillette (3298 m), al Monte Losetta (3054 m) ed al Monviso (3841 m) appena più in là.

Monviso visto dalla vetta del Pic Brusalana

Foto dalla cima del Brusalana. Pic d’Asti a sinistra, Rocca Rossa a destra

Gelu sta per raggiungere il Brusalana

Ritorniamo sui nostri passi per andare a riguadagnare la sella, posta sotto l’incombente Pic d’Asti, che svetta con la sua grande croce bianca un centinaio di metri più su di noi.

Pic d’Asti visto dalla sella. E’ possibile notare la croce bianca sulla cima

In discesa dalla sella

Creste di confine

Scendendo, ultimo sguardo al Pic d’Asti

Dalla sella non ci rimane che scendere il ripido sentiero dapprima su sfasciumi poi su pietraia per cercarci, più in basso nel verde, una sosta per il pranzo. Al termine, l’ultimo tratto di discesa prendendo nel finale il sentiero che si tiene a destra delle Rocche Blent ed approdare in breve sulle rive del lago dove ritroviamo l’auto parcheggiata.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Escursione alla Cima Sud Argentera, 3297 m – Valle Gesso

Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

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Bibliografia

I più bei sentieri della provincia di Cuneo

I più bei sentieri della provincia di Cuneo

Carlo A. Mattio

Blu Edizioni, 2009

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (16)

  1. Lorenzo Bonino


    Bell’itinerario che da più senso all’ascesa del Pan di Zucchero, di per sé un po’ corta per giustificare tutto quel trasferimento in auto!

    • cuneotrekking


      In effetti il gioco non varrebbe la candela: un lungo spostamento per una punta così vicina. Col lo spettacolare tour intorno al Pic d’Asti ne vale la pena.


  2. Bellissimo itinerario, seguito con un amico giovedì. L’ultimo pezzo della salita al Pan di Zucchero tutto su lastroni non è stato il massimo del confort, così come i pezzi più esposti sul Brusalana… però i paesaggi sono davvero suggestivi, sia il Pic d’Asti che la Crête de la Taillante lasciano senza fiato!
    Avvistati decine di camosci, anche se un po’ lontani verso Soustra, e uno strano rapace, non un aquila ne un gipeto… direi un grifone al 100% non fosse che da noi non dovrebbero esserci… domani invierò le foto a un amico falconiere per sapere di cosa può trattarsi!

    • cuneotrekking


      Può essere che sulla salita al Pan di Zucchero ti sia tenuto un pò sulla destra, e lì sicuramente hai trovato i lastroni. Sulla sinistra non ho avuto di questi problemi. Discorso analogo anche per il Brusalana


  3. Per salire al Pan di Zucchero (quasi) senza fatica è sufficiente lasciare l’auto appena oltre il confine, percorrere il comodo sentiero quasi fino in vista del Lac Foreant e poi salire dal versante dietro che è assai più comodo, percorso in estate da comitive di turisti !

    • cuneotrekking


      Ciao Giorgio, hai ragione, ma noi abbiamo preferito cominciare il nostro anello dal laghetto sottostante che ci ha permesso un ritorno tutto in discesa.


  4. Questo giro ve l’ho copiato lo scorso agosto….però l’ho fatto al contrario, salendo prima al Pic Brusalana e poi al Pan di Zucchero..

    • Cuneotrekking


      E’ veramente un bell’anello, quello che si sviluppa attorno al Pic d’Asti, ed il lo trovo stupendo. Ciao, Elio


  5. ma per farel’anello, quanto tempo avete impiegato?
    Grazie

    • Cuneotrekking


      Ciao Erika, sono andato a rivedere i tempi dati dal GPS. Il tempo di solo cammino (escluse le soste) è stato di 3 ore e 21 minuti per tutta l’escursione. Non li scriviamo più perché ognuno può conoscere i propri che si possono ricavare dalla lunghezza dell’itinerario e dal dislivello.

      Ciao e buona escursione!!!


  6. Ma il tempo è per l’anello completo?
    Se non ho capito male non siete saliti al Pic d’Asti o sbaglio?
    Ho fatto due gite al momento (Anello Laghi di Fremamorta e Laghi di Vens) per cui non dovrei aver problemi a fare anche questa vero?

    • Cuneotrekking


      No, non siamo saliti. Per salire al Pic d’Asti occorre avere corde e imbragatura.
      Il tempo che ti ho dato è quanto abbiamo impiegato noi per il giro completo (senza soste)


  7. Fatto l’anello, senza salire le cime, bellissimo e panoramico.
    grazie come sempre per le vostre recensioni

  8. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di stamattina vede il ritorno di Silvia assieme a me ed ha in mente una meta precisa: il Pan di Zucchero.
    Vuole raggiungerlo a tutti i costi, vuole avere un 3000 m nella sua lista di escursioni fatti quest’anno.
    Inizialmente gli avrei proposto il Tour del Pic D’Asti ma credo che avrebbe avuto alcune difficoltà.
    Così alle 8:00 siamo al Colle dell’Agnello in partenza verso il ben visibile Pan di Zucchero, il cielo è perfettamente sereno ma fa già un po’ freddo a causa del vento.
    Prendiamo un piccolo sentiero che parte quasi dal colle che si unisce con il “sentiero ufficiale” verso il Col Vieux più avanti.
    Si procede spediti.
    Inizialmente la pendenza del Pan di Zucchero trae in inganno ma, man mano che ci si avvicina diventa sempre meno difficilmente accessibile visivamente parlando
    Dopo aver passato il Vecchio Colle dell’Agnello inizia la salita: in realtà ci sono talmente tante tracce diverse che rimango un po’ disorientato.
    Delle due vie principali di accesso alla vetta decido di prendere quella meno diretta che passa in direzione Est per un pezzetto sotto la Parete Nord del Pan prima che la salita inizi in un piccolo canalino in direzione Ovest che permette di passare un bastione roccioso, quello più diretto prende di petto la Parete Ovest e mi sembrava più difficile, pensando a Silvia.
    Si segue sempre gli ometti di pietra e alcune tacche rosse che però risultano un po’ difficile da seguire.
    Inizialmente c’è anche una traccia di sentiero ma ben presto si sale tra le rocce del Pan.
    Silvia se la cava egregiamente ma devo sempre dargli indicazioni su dove passare visto che sono secoli che non affronta un paesaggio così con questa pendenza.
    Ogni tanto perdiamo la traccia e le tacce e decidiamo di salire a stima.
    In procinto della vetta c’è il pezzo più difficile dove bisogna un po’ arrampicarsi su lisce paretine usando gli appigli, con la dovuta attenzione si affrontano con tranquillità, niente di preoccupante.
    Si arriva alla croce di vetta dopo un’ora e mezza dalla partenza e qui c’è una sorpresa: la croce metallica non c’è più, sostituita da una piccola croce di legno!!
    Inizialmente credo che la croce metallica si più avanti nella cresta sulla vetta, spostandomi mi accorgo che quella croce di legno è l’unica che c’è…
    Il panorama è stupendo e la giornata è perfettamente limpida a parte la nebbia di calore sulla pianura: le vette dell’Alta Valle Varaita sono tutte li a “farsi vedere” nella loro maestosità, per non parlare del vicinissimo Pic D’Asti, Monviso e la Creté de la Taillante, maestosi.
    Molta gente oggi, in realtà in quel momento in vetta siamo gli unici Italiani, tutti francesi di tutte le età!!
    Mangiamo pranzo in vetta, approfittando del fatto che non c’è quasi niente di vento e si sta davvero bene, qui riceviamo la visita di un passerotto particolarmente affamato che non ci mollerà per tutta la durata del pasto, avvicinandosi quasi da salirci addosso.
    Dopo qualche foto ed il mio ormai consueto video sul mio canale Youtube, iniziamo la discesa.
    Qui prestiamo tanta attenzione per la presenza e la difficoltà del percorso.
    Incontriamo i primi Italiani che salgono e che ci chiedono informazioni.
    Verso le 11:30 siamo sui prati ad Ovest della montagna, li ci stendiamo al sole per passare il primo pomeriggio.
    Tanta gente continua ad inerpicarsi sulle pareti del Pan di Zucchero, tanto traffico sul versante Ovest. Per non parlare del Colle dell’Agnello come sempre pieno di gente, tra cui tanti ciclisti e motociclisti.
    Bella gita per la nostra massima altitudine raggiunta (per ora) di quest’anno, affrontata con

    disinvoltura e con tranquillità, tanta gente ma lo sapevamo già, comunque sono sempre dei bellissimi e selvaggi luoghi che vanno sempre affrontati con attenzione.
    La prossima volta Silvia non ha scuse: si fa il Tour del Pic D’Asti completo :-).
    Un saluto da Mattia e Silvia di Mondovì.


    • Ciao Mattia. Complimenti a Silvia per il tremila. Ora è pronta per il giro del Pic d’Asti. Non avrà difficoltà in quel tour. Buona escursione!

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