Escursione al Pelvo d’Elva – 3064 m – Valle Maira

Il Pelvo d’Elva sorge sullo spartiacque tra le valli Maira e Varaita. Con il Monte Chersogno e la Rocca Marchisa forma la splendida triade di montagne superiori a tremila metri poste ad ovest di Elva.

Difficoltà: F nella scala alpinistica per la presenza di un ripido canalone roccioso con passi di I e II e per la possibilità di caduta pietre.

Dati tecnici

  • Ascesa: 790 metri circa
  • Distanza: 17,3 km circa
  • Altitudine partenza: 2.274 metri
  • Altitudine massima: 3.064 metri
  • Difficoltà: F (Facile)
  • Sul percorso: Lago, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Escursione fatta con Valerio e Gelu.

Per raggiungere la base di partenza abbiamo scelto di salire la Val Varaita fino a Sampeyre. Dal centro paese seguiamo la direzione “Colle di Sampeyre” (lato destro orografico della valle) su strada asfaltata; dopo 19 km circa raggiungiamo il colle (2284 m) sul displuvio con la Valle Maira.

Ulteriori 6 km di sterrata ci attendono per portarci alla base di partenza situata al Colle della Bicocca (2285 m). Di questi 6 km ne percorriamo solamente 3,5 perchè ci risulta che nei giorni precedenti un’acquazzone abbia rovinato un pò la strada.

Lasciamo quindi la macchina in uno slargo circa 2 chilometri e mezzo prima del colle. In verità ci accorgeremo che la nostra preoccupazione è stata eccessiva; avremmo benissimo potuto arrivare e parcheggiare al Colle della Bicocca.

Dal Colle della Bicocca in salita verso la base del Pelvo d’Elva

Raggiunto il colle, partiamo in leggera discesa. Lasciamo più avanti ad un bivio la strada a sinistra (la stessa su cui faremo ritorno) che arriva dal lago di Camoscere. Seguiamo il sentiero, ben marcato, che sale con tratti ripidi mantenendosi sul displuvio tra la val Maira e la val Varaita. Questo primo percorso, che si rivela abbastanza lungo, ci porta ad attraversare alcuni bei praticelli che andranno a raggiungere lo zoccolo iniziale del Pelvo.

Lasciato un sentiero sulla destra che scende nel vallone di Camoscere, siamo sull’inizio di un percorso più alpinistico (tacche gialle) che va ad incidere verso sinistra lo zoccolo iniziale. Dopo qualche decina di metri una traccia verso sinistra ci trae in inganno; la seguiamo per circa duecento metri accorgendoci più in là che non porta da nessuna parte. Fatto dietro-front torniamo sui nostri passi riprendendo il percorso lasciato in precedenza. Ora andremo ad attraversare un tratto di rocce misto ad erba che taglia diagonalmente, verso sinistra, buona parte della parete est; raggiungiamo un saltino di roccia posto sulla direttrice di un canalone roccioso, da superare con un tratto attrezzato di corda e catena.

Gelu ad inizio canalone

Valerio nel tratto attrezzato

Sempre più su

Oltre, continuiamo su salita a zig-zag sul pendio ripido e ghiaioso. Raggiunta la parte superiore, spostandoci un pò verso sinistra ci attende un grande cippo in pietre che segna l’inizio del pietroso versante sud-est. Da questo punto non si ha che salire verso la croce di vetta che si staglia al fondo della pietraia.

Dalla grande e bianca croce in ferro posta sulla sommità possiamo finalmente davvero dominare un esteso panorama caratterizzato, a sud, dallo svettante Monte Chersogno e dalla grigiastra Rocca Marchisa a sud-ovest.

Purtroppo manca il sole che darebbe più colore a quest’insieme di rocce di granito grigio. Ci fermiamo un bel momento a contemplare il grandioso paesaggio, oltre che per fissare qualche istantanea sulla macchina fotografica.

In cima al Pelvo

Per la discesa scegliamo un percorso più lungo ma anche più bello e vario. Vogliamo ora costeggiare la Cima Camoscere e scendere in direzione del lago e del bivacco Bonfante per tornare infine, con un itinerario circolare, al Colle della Bicocca.

Col senno di poi posso consigliare, prima di intraprendere la discesa dalla cima, di osservare dall’alto attentamente la traccia (molto ben visibile) e memorizzarla bene, perchè oltre il Colle Camoscera non sarà così facilmente individuabile. Dalla croce di vetta scendiamo quindi verso nord mantenendoci sulla sinistra del filo di cresta.

 

Nei primi tratti di discesa dalla cima

Sul sentiero di discesa verso il lago Camoscere

Nel tratto che porta al colle Camoscera. Veduta su Chersogno a sinistra e Marchisa a destra

Tutto facile fino al Colle Camoscera (2899 m). Qui tralasciamo un sentiero che scende in Val Varaita ed, in salita, continuiamo il percorso aggirando qualche tratto roccioso portandoci alla base di una parete di massi accatastati. Continuando poi su terreno meno impervio raggiungiamo la base del Monte Camoscere (2984 m). Tralasciando a sinistra la traccia che lo risale seguiamo verso destra alcuni ometti tra le rocce che portano, più avanti, ad una sella erbosa dalla quale prende inizio la discesa al lago Camoscere ed al bivacco Bonfante.

In fondo a sinistra si vede la cima del Pelvo

Già nei pressi della sella erbosa

Dalla sella possiamo godere una superba vista sul lago, ma è soprattutto spettacolare quella sul Monte Chersogno. In poco tempo discendiamo i pendii erbosi, al termine dei quali ci accampiamo sulle rive del bel lago per rifocillarci. Nel frattempo un pò di sole fa capolino dando più colore al paesaggio circostante infondendo a tutti noi un pò di buon umore.

Ripreso un pò più tardi il cammino costeggiamo la vicina ex casermetta ormai diroccata.

Arrivo al lago Camoscere

Ciò che rimane della casermetta posta nelle vicinanze del lago

Con una leggera deviazione di qualche minuto avremmo potuto passare dal vicino bivacco Bonfante, ma Valerio ha urgenza di tornare a casa. Seguiamo (deviazione) il percorso alternativo che con lungo cammino contorna i valloni laterali, dai quali si ha una diversa visione del Pelvo, riportandoci al Colle della Bicocca e, più in là, alla macchina.

In discesa con le Rocce Gialeo al fondo

Sul lungo sentiero del ritorno

Visuale sulla parte sud del Pelvo

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

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Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (7)

  1. Fabio Minetti


    Fatto lo stesso giro l’undici luglio… Splendido anello. Nel canale la catena serve a poco, nella foto, a sinistra della corda c’è una vera e propria scala!
    Complimenti per il sito, davvero bello e utile a noi amanti delle montagne cuneesi.

    • cuneotrekking


      Ciao Fabio, purtroppo la giornata grigia non ci ha permesso di fare foto migliori.Grazie comunque per i complimenti.


  2. Fatto lo stesso giro lo scorso anno………
    Molto bello.
    Divertente la scalata del canalino…

  3. Guido ‘sensafren’


    Percorso il 13 ottobre, complice una giornata bellissima, aria un pò fredda. La corda in quel tratto più ripido è consumata ed inutile, sarebbe da togliere. Percorso di salita evidente e segnalato da bolli gialli. Dalla cima panorama stupendo. Il Monviso domina e sembra invitarti a conquistarlo.Bellissimo il traverso che dal colle Camoscere porta alla sella erbosa sopra il lago! Il rientro al colle è lungo ma rilassante, in uno scenario bellissimo , circondati dai colori autunnali che chiedono spazio. Dal colle Bicocca alla colla di Sampeyre 6 km di strada da percorrere con prudenza,causa numerose buche (20 minuti), Si consiglia di scendere a Sampeyre, strada più larga e meno tortuosa. Escursione stupenda che richiede poco più di 4 ore di cammino effettivo( h 1.40 alla cima e h 2.30 per il ritorno). Appagante e degno finale di stagione…..o no? P.s. rifornirsi di acqua in valle perchè sù non si trova, a meno che uno non raggiunga il bivacco Bonfante e la vicina Fonte Nera.

  4. claudia mattiauda


    Ciao, oggi seconda giornata di un breve soggiorno in val Maira. Dopo la gita di ieri al lago Nero optiamo per il lago Camoscere. Purtroppo anche la giornata nuvolosa di oggi non ci ha permesso di vivere appieno la bellezza dei luoghi di questa escursione. Eravamo oramai nei pressi del lago quando ha iniziato a piovere e forse un po’ troppo affettatamente abbiamo deciso di tornare indietro. Stavolta è andata così ma ci torneremo perché anche se non l’abbiamo portata a termine la gita ci è piaciuta lo stesso … La vista spettacolare sul Monte Chersogno poi è davvero splendida.


    • A saperlo, bastava arrivare qui una settimana prima per trovare tempo bello. Comunque puoi sempre ritornare… Ciao


  5. Anch’io ho effettuato lo stesso itinerario il 01.08.2017 con 3 amici di caramagna Piemonte. Personalmente è stata un’esperienza meravigliosa che consiglierei a tutti coloro che amano la montagna.

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