Escursione al Pelvo di Chiausis, 2732 m, e al Monte Pence, 2832 m – Valle Varaita

Mentre il Pelvo di Chiausis si trova sulla sinistra orografica del vallone laterale di Traversagne, il Monte Pence è situato sulla destra orografica della Valle Varaita all’altezza di Sant’Anna di Bellino. Tutte due le cime offrono viste incomparabili, a giro d’orizzonte, sulla maggior parte dei tremila delle Alpi Cozie.

Superare gli abitati di Sampeyre e Casteldelfino. Poco dopo quest’ultimo paese si prende la deviazione a sinistra per Bellino. Superate alcune graziose borgate, dopo qualche chilometro si raggiunge la frazione Sant’Anna (1840 m). Qui termina la strada asfaltata. Si posa l’auto nel parcheggio sterrato a monte dell’abitato.

  • Ascesa: 1.200 m circa
  • Distanza: 16,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.840 m
  • Altitudine massima: 2.832 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Agosto 2014. Ci mettiamo in moto seguendo, appena prima del ponte, la carreggiata (sentiero U29) che sale a sinistra nel Vallone di Traversagne.

Dopo i primi tornanti approdiamo ad una conca superiore lasciando, a sinistra, il sentiero per la Costa Sturana; al termine della conca riprendiamo, verso destra, una seconda serie di tornanti che ci trasportano alti sul lungo pianoro di Traversagne. Questo luogo, bellissimo, è reso ancora migliore dalla sapiente mano dell’uomo che, nei tempi passati, ha collocato qua e là nel verde una miriade di stupendi casolari che sembrano uscire da una tavolozza di un pittore. La vista viene attratta, immediatamente, dalla Rocca Marchisa (3072 m) che si staglia grigia al fondo; la strada prosegue per un lungo tratto snodandosi, in leggera salita, sulla sinistra orografica del vallone.

Pochi metri prima di raggiungere il ponticello in legno che taglia il rio (purtroppo non c’è un minimo segnale che indichi la deviazione), abbandoniamo la carrareccia che continua a sinistra verso altre grange per seguire, a destra, la stradina che prosegue verso la grangia Pra Carlevars (2387 m) posizionata poco più in alto.

Senza raggiungerla, deviamo sul sentiero che prosegue verso destra in direzione di un rudere risalendo, poco dopo, sui prati superiori. Dal pianoro proseguiamo ora verso sinistra (sud-ovest) sul fianco di un rio incassato al margine inferiore di una pietraia, acquistando via via dislivello verso le erte pendici erbose che si insinuano a sinistra del Pelvo di Chiausis.

La ripida salita termina sul panoramico Colletto del Chiausis (2690 m).

Volgendo ora lo sguardo a destra, compare la rocciosa cima del Pelvo di Chiausis (2732 m) con in evidenza la sua croce di vetta. Superato un piccolo dosso, ci portiamo verso le asperità della base e, contornandola verso sinistra, andiamo a raggiungere l’ultimo strato di rocce che superiamo utilizzando le mani.

La cima, panoramicissima, è situata proprio al di sopra, ed a picco, del pianoro di Traversagne.

Tornati in seguito al colletto del Chiausis, ci dirigiamo sul sentiero che prosegue in leggera discesa (nord-ovest) nell’avvallamento, passando nei pressi di una ex caserma diroccata.

Poco dopo raggiungiamo un bivio: il sentiero di sinistra (tacche rosse) si innalza verso il Colletto Balma, quello di destra prosegue per il Monte Pence. Alcuni bunker, posizionati sul colletto, attirano la nostra attenzione. E’ ancora presto e prima di proseguire per la seconda meta possiamo ancora fare una scappata fin lassù. La curiosità ci fa fare questa deviazione non preventivata senza, peraltro, farci perdere troppo tempo. Sul Colletto Balma (2787 m) troviamo un bunker fatto saltare dalle bombe. Abbiamo però una bella veduta a sud sul monte Faraut (3046 m), quindi sul vallone Autaret e sul vicino Monte Gabel (2873 m).

Torniamo immediatamente sui nostri passi andando a raggiungere, più in basso, il sentiero che verso nord, e con percorso a semicerchio in leggera discesa, taglia le pendici del Monte Gabel. Prima di svoltare sul versante opposto si riprende  bruscamente con un’impennata. Superata la spalla si distende con un lungo traverso sui fianchi del Monte Gabel tra pietraie alternandosi a tratti misti ad erba. Nell’avvicinamento alla cima il sentiero riprende a salire bruscamente e passa in punti leggermente esposti pieni di stelle alpine.

Nell’ultimo tratto, dopo essere passati sul fianco di una grotta, raggiungiamo le asperità rocciose del Monte Pence, dominato da una vistosa croce. Splendido il panorama a giro d’orizzonte che si sviluppa dal Pelvo d’Elva (3064 m) alla Marchisa (3072 m), dal Faraut (3046 m) al Monte Maniglia (3177 m), dall’Autaret (3015 m) al Pelvo di Chiabrera (3152 m), dal Mongioia (3340 m) al Salza (3326 m), dal Fiutrusa (3068 m) al Monte Ferra (3094 m).

Siamo proprio sopra Sant’Anna di Bellino che vediamo posta sul fondovalle circa un migliaio di metri più in basso.

Purtroppo dopo un po’ di permanenza sulla cima dobbiamo abbandonare questa magnifica postazione e riprendere il sentiero di discesa che ci riporterà al Colletto di Chiausis, luogo da noi scelto per il pranzo.

Infine, sul sentiero del ritorno, raggiungiamo nuovamente il pianoro di Traversagne e Sant’Anna di Bellino.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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