Escursione al Rifugio Bozano, 2453 m – Valle Gesso

Il rifugio Bozano è ubicato sulla destra orografica del Vallone della Valletta, al centro di una grande pietraia sotto il Corno Stella e le pareti dell’Argentera. In posizione severa ma con lo sguardo a ponente verso la cima e i laghi di Fremamorta, è solitamente una meta molto frequentata dagli scalatori che si accingono a scalare il Corno o le altre pareti del massiccio dell’Argentera. A me piace per la posizione solitaria e per il senso di montagna aspra che trasmette.

Dati tecnici

  • Ascesa: 860 metri circa
  • Distanza: 7,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.591 metri
  • Altitudine massima: 2.453 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Agosto 2014. Oggi mi sono preso il compito di accompagnare (per le ore 13:00) una persona alla piscina delle Terme di Valdieri. Poiché non sono molto amante dei bagni termali mi chiedo se, nel frattempo dell’attesa, posso approfittare del tempo a disposizione per fare un’escursione nelle vicinanze.

Mi viene in mente che da parecchio non faccio visita al Rifugio Bozano; non la ricordo come una gita troppo lunga. La meta mi pare azzeccata. Dopo aver lasciato la persona presso l’Hotel delle Terme di Valdieri mi sposto con l’auto nel vallone della Valletta, parcheggiandola nello spazio poco oltre il Gias delle Mosche (1591 m).

Sono le ore 13:00. Inizio i primi passi sulla mulattiera che parte subito con decisione in salita nella pineta, inoltrandosi nella Valle dell’Argentera (destra orografica del vallone della Valletta) sulla sinistra di un rio spumeggiante.

Il sentiero di salita

Dopo circa duecentocinquanta metri di dislivello esco fuori dal bosco e, a metà di una zona prativa, arrivo al Gias del Saut (1847 m).

Arrivo al Gias del Saut

Proseguo sul sentiero che riprende quota ed entra poi in un valloncello che, avvicinandosi al rio, man mano si restringe.

Verso il valloncello che si restringe

Più sopra, il vallone si amplia sotto le pareti dell’Argentera e lo risalgo per due terzi sulla destra orografica. La mulattiera riprende quota verso sinistra tagliando alcune ripide pendici e va a raggiungere una spalla rocciosa. Dopo un primo segmento tra le pietre, riprende quota verso destra risalendo al gias della Mesa (2070 m).

Sguardo alle mie spalle

Arrivo al Gias della Mesa

Più avanti stacca un sentiero, che lascio a sinistra, per il vallone del Souffi che conduce al Bivacco Varrone e al rifugio Morelli (palina a terra).

La mulattiera prosegue verso il rifugio attraversando una pietraia e raggiunge alcuni larici isolati.

Dal sentiero, sguardo verso i laghi di Fremamorta

Verso le cime della Gran Madre

Poi, a sinistra, lunghi traversi in pietraia risalgono le ripide pendici della Cima del Souffi portando verso destra in direzione di un enorme roccione scuro che si intravede guardando la base del Corno Stella.

Il rifugio, nascosto, poco alla volta compare appena al di là del roccione. Lo raggiungo verso le 14:30.

Arrivo al rifugio Bozano

Dalla fontana del rifugio

Non pensavo di trovare oggi tanta gente quassù; mi devo ricredere. C’è un folto gruppo di giovani francesi e parecchie altre persone.

Sul Corno Stella ci sono anche alcune cordate intente alla difficile scalata. Sono contento, soprattutto per i gestori del rifugio, che nonostante il tempo inclemente di questa estate gli escursionisti non si siano lasciati intimidire troppo.

Mi fermo a contemplare le montagne attorno fin verso le 15:15 poi riprendo, con tranquillità, la via del ritorno.

In discesa

Ancora uno sguardo verso i monti

Scendendo al Gias del Saut

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione al Pelvo di Chiausis, 2732 m, e al Monte Pence, 2832 m – Valle Varaita

Precedente Escursione alla Cima della Brignola, 2472 m – Valle Maudagna

Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Commenti (2)


  1. Bravo, come sempre; mi incuriosisce però, nel tracciato GPS, a circa metà, quell’andamento strano. Forse rimbalzo del segnale sulle pareti rocciose?

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