Escursione al rifugio don Barbera e al colle dei Signori, 2111 m – Valle Tanaro

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

16,00€ (spedizione gratuita)
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L’escursione si svolge all’interno del Parco Naturale del Marguareis e raggiunge da Carnino il rifugio Don Barbera e il vicino colle dei Signori sul confine francese con la valle Roya. Il luogo incantevole è base per numerosi trekking nella zona carsica del Marguareis.

Accesso in auto:

Per raggiungere la base di partenza, usciti dall’autostrada a Ceva percorriamo la strada statale n. 28 fino a Ponte di Nava. Qui, svoltando sulla strada Provinciale n. 154, imbocchiamo i rimanenti 16 km che ci separano da Carnino (comune di Briga Alta). Superato Viozene, circa 5 km dopo, ad un bivio seguiamo la strada verso destra che conduce alle borgate di Carnino, parcheggiandoci alle porte di Carnino Superiore.

Dati tecnici

  • Ascesa: 760 metri circa
  • Distanza: 12,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.391 metri
  • Altitudine massima: 2.144 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, rifugio
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Il paese custodisce ancora alcune case in pietra con tetti di paglia di segale a falde inclinate per favorire lo scivolamento della neve, racchiuso tra i frontespizi da due cordoli in pietra, determinando la tipica struttura del “tetto racchiuso”.

5 febbraio 2016. Partiamo da Carnino (1397 m) poco dopo le 9:00. Sia passando dall’interno della borgata, che dall’esterno, il sentiero si ricongiunge e prosegue oltre lasciando poco dopo, a sinistra, quello che conduce ad Upega e al passo del Lagarè (palina).

Uscendo tra le case di Carnino

Nel primo tratto superiamo una cascatella ed un rio su un ponticello in legno, dirigendoci nel vallone Carnino a zigzag su una bella mulattiera lastricata tra file di frassini, betulle, ciliegi selvatici e altri arbusti.

La cascatella

Più avanti perveniamo alla fontana dei Giraudi dove riforniamo le borracce di buona acqua. La mulattiera prosegue il suo corso innalzandosi nel piano Ciucchea, lasciando in basso a sinistra un canyon sempre più marcato.

Nel pian Ciucchea

Verso quota 1700 metri (tacche e ometto) lasciamo a destra il sentiero che si dirige al passo delle Mastrelle (2023 m) e al rifugio speleologico Saracco Volante (2209 m).

Proseguendo tra roccette e pini mughi il sentiero si avvicina sempre più a ripide pareti calcaree scostandosi poi leggermente per riprendere quota, con corti zig zag, verso la stretta e suggestiva gola della Chiusetta.

Verso la gola della Chiusetta

All’interno di questa, ben visibile su un grande masso, è posta una piccola croce in ferro, esattamente nel luogo in cui il 9 dicembre del 1990 perirono, sotto una enorme slavina, sulla via del ritorno verso Carnino, 9 speleologi genovesi, torinesi, imperiesi dopo aver concluso un’esplorazione in grotta (leggi l’articolo originale).

Solo tre, facenti parte del gruppo, furono i sopravvissuti. A ricordo perenne è stato posto all’entrata di Carnino inferiore, nel dicembre del 2011, un cippo in pietra con i loro nomi affinché questa tragedia non venga dimenticata.

Passaggio nella gola

Croce a ricordo della tragedia del 1990

Il termine della gola ci conduce all’inaspettato, quanto piacevole, pianoro erboso della Chiusetta, racchiuso all’interno di conformazioni calcaree, con bella veduta sul Corno di Mezzavia (2162 m) che si pronuncia verso nord-ovest.

Nel pianoro della Chiusetta

Pianoro della Chiusetta e il Corno di Mezzavia

Al fondo del pianoro riprendiamo la salita passando a sinistra di una bella cascatella di ghiaccio su parete di campi solcati, oltre la quale perveniamo tra i ruderi del rifugio Selle di Carnino e altri casolari, agli inizi della cosiddetta valle dei Maestri. Spostata lateralmente a sinistra è visibile anche la graziosa chiesetta in pietra dedicata a Sant’Erim (1913 m) che visiteremo al ritorno.

Cascatella di ghiaccio al termine del pianoro

Entrando nel vallone dei Maestri

Dall’alto delle costruzioni si apre una bella visuale sulle conformazioni calcaree gibbose verso ovest, sul tratto rimanente di salita al rifugio Don Barbera e al colle dei Signori.

Conformazioni calcaree nel vallone dei Maestri

Riprendendo il cammino sinuoso procediamo a mezza costa sul fianco destro dell’avvallamento con continui saliscendi verso il rifugio Don Barbera.

A sinistra dell’ometto, il colle dei Signori

In salita verso il rifugio

In prossimità del rifugio lasciamo a destra il sentiero (palina) che stacca verso il colle del Pas (2340 m) e la capanna Saracco Volante (2209 m) per raggiungere prima la costruzione metallica gialla del vecchio rifugio e subito dopo il nuovo Don Barbera (2079 m).

Inserita nel giro del Marguareis e raggiungibile dalle valli Tanaro, Pesio, Roya, la nuova struttura del rifugio, in pietra e legno, è dotata di 45 posti letto in camere e camerate e viene normalmente tenuta aperta da metà giugno a metà settembre (tel. (+39) 0174/542802).

Il nuovo rifugio Don Barbera

Proseguendo alle spalle del rifugio raggiungiamo il sovrastante colle dei Signori (2111 m), crocevia di strade e sentieri provenienti sia dalla valle Roya (vallon de Malabergue) che dalla Liguria (Monesi) e da Limone Piemonte.

Colle dei Signori

Veduta verso la Valle Roya

A nord la strada si dirige verso il plan Ambreuge (territorio francese) e, successivamente, verso la capanna Morgantini (2219 m). Verso nord-est spicca la bianca cresta a schiena d’asino del Marguareis.

La strada che conduce verso Limone e la capanna Morgantini

Al fondo, la cresta del Marguareis

Proseguendo per un centinaio di metri in direzione del Marguareis raggiungiamo un poggio panoramico (2144 m) su cui spicca una croce in ferro dipinta di giallo, ammirando il paesaggio circostante. Da lì ridiscendiamo al rifugio trovando un posto per la pausa pranzo.

Il rifugio e, al fondo, la cima Pertega (2404 m)

Scendendo più tardi lungo il vallone dei Maestri, facciamo una breve tappa presso la piccola cappella di Sant’Erim prima di ridiscendere nuovamente al pianoro della Chiusetta e far ritorno tra le belle case di Carnino.

Ritorno nel vallone dei Maestri

La piccola cappella di Sant’Erim

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Locanda d’Upega

Locanda d’Upega

Upega

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Bibliografia

Nel cuore delle Alpi Liguri

Nel cuore delle Alpi Liguri

Andrea Parodi et al.

Andrea Parodi Editore, 2012

Disponibile sul sito dell'editore
Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri)

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Gabriele Gallo

Daniela Piazza Editore, 2013

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (9)


  1. Sarebbero utili i tempi di percorrenza, anche se sono sempre soggettivi ovviamente


  2. Che dire..felicissimo del vostro ritorno in Valle Tanaro! bellissima descrizione.
    Il Marguareis,Cima Saline,Cian Ballaur,il Mongioie (d’estate) ,il Pizzo d’Ormea (tarda primavera) e molto altro ancora, vi aspettano per completare un’ideale cammino tra le più belle cime delle Alpi Liguri! A presto e grazie!


    • Ciao Michele, ci abbiamo preso gusto! Lo sapevamo da tempo che questi luoghi sono meravigliosi, bisognava solo cominciare. Ora che abbiamo fatto la loro conoscenza, abbiamo già un un lungo elenco di escursioni in programma. Gran parte è merito tuo. Avrò ancora bisogno delle tue consulenze. Ciao, a presto!

  3. ClaudiaMattiauda


    Ciao, accolgo anche io con molto piacere queste vostre escursioni in Valle Tanaro! Una valle che conosco molto bene essendo la più vicina a casa mia. Ho fatto la mia prima salita al Don Barbera molti anni fa (non c’era ancora la nuova struttura), proseguendo poi oltre il rifugio fino alla Cima Marguareis.
    Complimenti per le bellissime foto che completano come sempre la precisa descrizione.
    Ciao, spero di leggervi presto
    Claudia Mattiauda


    • Ciao Claudia. Abbiamo fatto, per il momento, due escursioni più che altro conoscitive della valle Tanaro, ma non è che l’inizio. Grazie all’amico Michele P. che ci ha instradati la stiamo scoprendo poco alla volta rimanendone affascinati. Ti ringraziamo per i complimenti. Continua a seguirci. Ciao e buone escursioni!


  4. Buongiorno Elio,

    complimenti per questo bel sito, che virtualmente ci fa ripercorrere e rivivere con occhi altrui alcune delle escursioni che abbiamo fatto nelle bellissime (e per noi lontanissime) Alpi Marittime e nel contempo ce ne propone di nuove.

    Colgo l’occasione di questa tua salita in zona Upega, per segnalarti un bel giro circolare nelle gole delle Fascette.

    Noi ci siamo stati a inizio Luglio 2011: la portata del torrente non era forte e questo ci ha permesso di infilarci in alcune delle enormi marmitte dei giganti.

    E’ poco segnalata e presenta tratti delicati (classificabile EE+) : partenza dall’abitato di Upega con rientro dalla strada, a valle di Upega per un paio di km

    La gita è magica e di breve durata (al max 3 ore) , ma che si prolunga piacevolmente andando a sbirciare in ogni possibile anfratto.

    Buona montagna!

    Emanuela & Fiorenzo (Bg)


    • Grazie Emanuela & Fiorenzo che ci leggete da Bergamo. Con molto piacere vi ringrazio per questa segnalazione perché ogni proposta è benvenuta. Come sapete, nonostante siamo molto più vicini di voi alla val Tanaro, la stiamo conoscendo solo ora e la vostra segnalazione è molto importante perché va a completare una serie di escursioni in programma nei prossimi periodi primaverili ed estivi in val Tanaro. Continuate a seguirci; rimaniamo in attesa se avete altre proposte da segnalare. Ciao, ancora grazie e… buona montagna anche a voi!

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi ha portato me e Silvia a fare questa classica delle vallate cuneesi, una gita che ci era sfuggita di mente nonostante l’avessimo in programma da anni e balzata in testa due giorni fa.
    Dopo una lungo percorso di avvicinamento da Mondovì a Carnino Superiore, alle 8:15 partiamo per il sentiero GTA verso il rifugio.
    Nonostante le previsioni che davano sereno, il tempo è molto variabile e ci sono 8 gradi di temperatura.
    Notiamo subito che in tanti punti del sentiero, specialmente in prossimità dei piccoli torrent,i ci sono i segni dell’alluvione avvenuta a fine Novembre dell’anno scorso: il ponte della fotografia ha le basi d’appoggio gravemente lesionati (ma è ancora sicuro), in altri il sentiero è danneggiato ed in altri ancora piccole frane di pietre hanno invaso il percorso.
    Niente di grave le indicazione ed il sentiero stesso è molto chiaro per tutta l’escursione.
    All’altezza della Gola della Chiusetta Silvia ha alcune difficoltà a salire il tratto ripido, sono mesi che non è più abituata a questi strappi, lentamente riesce a superarlo.
    Anche a noi siamo rimasti molto sorpresi del pianoro comparso all’improvviso oltre la gola: davvero un bellissimo ed ampio luogo, l’ambiente qui diventa decisamente carsico lo stesso torrente ogni tanto ha dei cali di portata lungo il suo percorso.
    Ed ecco che improvvisamente un fischio si propaga nell’aria: le marmotte finalmente sono uscite dal letargo e scorrazzano per tutta la valle.
    Oltre le Celle di Carnino il panorama si amplia notevolmente: scopriamo un bellissimo posto che ci meraviglia ad ogni passo affrontato.
    C’è la prendiamo comoda per tutta l’escursione, infatti arriviamo al rifugio Don Barbera dopo due ore e mezza dalla partenza, il rifugio è ancora chiuso.
    Silvia si ferma al rifugio (è un po’ provata dalla salita, gli manca un po’ d’allenamento) mentre io proseguo verso il Colle dei Signori.
    La neve è presente a macchie per tutta la zona, la temperatura è abbastanza alta ma persiste ancora un vento freddo proveniente dalla Francia, quando c’è il Sole fa caldo, quando viene coperto dalle nuvole fa freddo.
    Facciamo pranzo al rifugio ed entriamo nel rifugio invernale dove SIlvia si concede un bel riposo in un letto mentre io osservo la zona circostante.
    In realtà avevo quasi in mente di tentare la salita in solitaria al Marguareis ma valutando il tutto, decido di desistere dalla tentazione: c’è ancora neve sulla via, il tempo è molto variabile e avrei lasciato Silvia per troppo tempo da sola. La rimando verso Luglio o Agosto.
    Restiamo al rifugio per due orette poi vero le 13 abbiamo pulito e chiudiamo il rifugio invernale, lasciato due parole nel libro al suo interno e riprendiamo la strada del ritorno.
    Sul pianoro prima della Gola della Chiusetta il cielo si chiude ed inizia a cadere qualche goccia di pioggia, un po’ preoccupati acceleriamo il passo ma fortunatamente il tempo migliora leggermente e così arriviamo a Carnino Superiore alle 15:15.
    Un’escursione non troppo difficile anche se Silvia ha patito in alcuni punti, il paesaggio è stato stupendo ed il rifugio è davvero ben tenuto, ci torneremo.
    Di sicuro almeno io ci tornerò per fare il Marguareis, cercherò di convincere Silvia a venire con me, lei è originaria ed ha vissuto gran parte della sua vita a Chiusa di Pesio, oltre la Bisalta il Marguareis è la montagna simbolo della valle, è quasi un obbligo arrivare in cima almeno una volta…
    Un saluto da Silvia e Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Questa è sempre una bella escursione. Anche a me sono fin da subito piaciuti questi ambienti carsici, così diversi da quelli delle valli Gesso, Stura e Maira. Peccato per il tempo che non era il massimo. E’ il rischio che si corre quando si va nelle alpi Liguri, ma ne vale sicuramente la pena. La salita al Marguareis noi l’abbiamo fatta con un bell’anello. Se la fai dal rifugio Don Barbera è anche molto bella e da lì non ci impieghi più di tanto. Bravi a tutti due.

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