Escursione al Rifugio Gardetta – 2335 m – Valle Maira

Il rifugio Gardetta si trova sull’altipiano della Gardetta, riconosciuto nel 2001 come Patrimonio Geologico Italiano. Negli anni dell’ultima guerra mondiale tutta l’area circostante venne inserita nella realizzazione della grande opera difensiva denominata Vallo Alpino con la costruzioni di bunker e casermette.

Dati tecnici

  • Ascesa: 450 metri circa
  • Distanza: 8,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.900 metri
  • Altitudine massima: 2.335 metri
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Escursione facile facile, quella che mi appresto a fare con Marina oggi, lunedì 11 luglio 2011, al Rifugio della Gardetta. Il dislivello è contenuto e i panorami, inseriti in ambiente di grande interesse paesaggistico, sono notevoli. Gita consigliata anche con bambini al seguito.

Dopo aver percorso tutta la Valle Maira fino a Canosio, raggiungiamo la borgata del Preit. Proseguiamo con l’auto sulla strada asfaltata che sale al Colle del Preit (2083 m). Come per le altre volte, avremmo potuto lasciare l’auto in basso dalle grange Selvest, ma oggi vogliamo prendercela comoda, preferendo salire un pò più su, parcheggiandoci due tornanti sotto il colle, nei pressi di una truna in stile moderno.

Sono le 8:45. Il GPS dice che ci troviamo a 1900 metri circa di quota.

Sul tratto asfaltato. Stiamo per raggiungere il Colle del Preit

Seguiamo la strada asfaltata che sale in direzione del Colle portandoci velocemente in vista dell’agriturismo La Meja, dove si possono acquistare burro e formaggi.

In vista del colle, poco prima della discesa all’Agriturismo La Meja

Senza scendere verso la struttura riprendiamo, verso ponente, la salita sulla sterrata. Dopo qualche curva preferiamo seguire alcune scorciatoie (tacche gialle) che ci fanno percorrere un bell’itinerario, lontano dalla strada, più verso destra e in mezzo a splendidi prati in fiore.

Il poco dislivello di questa escursione ci permette di godere al meglio tutte le meraviglie offerte dalla natura. Sui verdissimi prati, dove le marmotte si rincorrono, possiamo notare le specie di fiori più diverse: dall’arnica alla campanula, dalle genzianelle alle stelle alpine, dai garofanini alle anemoni. Sarebbe veramente bello essere in compagnia di un botanico, conoscitore dei fiori di montagna per poterne apprezzare al meglio ogni variante.

Sentinella tra i fiori

Oltre a tanta flora siamo circondati da un paesaggio di montagne molto piacevole; Rocca la Meja, splendida montagna dolomitica alle nostre spalle, ha la prevalenza su tutte le altre, il bric Servagno, il Monte Bodoira (che avevo salito qualche tempo fa con le ciastre), la Rocca Brancia (2814 m) ed il Monte Cassorso (2776 m).

Laghetto e Rocca la Meja

Breve tratto sulla sterrata

Nei pressi del rifugio

In poco tempo, con l’ultimo tratto di salita, raggiungiamo una barra che preclude l’accesso ai veicoli motorizzati. Saliamo la stradina che passa oltre, avvicinandoci ad un muro di rocce violacee e, proseguendo in salita sul prato pieno zeppo di genzianelle sfiorite, sfociamo alti in prossimità del Rifugio.

Sono le 10:00 circa. I primi esseri viventi che vediamo questa mattina sono: un cavallo, due asini, un maiale ed una capra, che soggiornano qui, facendo una vita da veri pascià.

Il rifugio, di proprietà del CAI di Cuneo ha una capacità di 45 posti letto ed è aperto dal 15 giugno al 15 settembre. Per prenotare si può telefonare allo 0171/946219.

Ecco il rifugio Gardetta

Ci spostiamo un pò oltre

Non ci fermiamo subito al rifugio, ma proseguiamo ancora qualche decina di metri per salire la collinetta alle spalle di esso, anche per avere un punto panoramico maggiore e lì ci fermiamo aspettando l’ora del pranzo per ammirare ogni particolare dell’altipiano e dei monti circostanti.

Dalla collinetta, sguardo verso la Rocca Brancia

Momento magico per la fioritura

A sinistra il colle della Gardetta

Più tardi scenderemo al rifugio, raggiunto nel frattempo da altri escursionisti, per un buon caffè e pian piano faremo ritorno alla nostra auto con gli occhi ancora pieni di meraviglie.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

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Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

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Bruno Rosano

1:20.000

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)


  1. Sono d’accordo, è una passeggiata davvero adatta anche ai bambini. Mia figlia si è divertita molto, soprattutto all’arrivo al rifugio dove ha trovato asini, capre, maialino vietnamita, cavallo e due cani giocherelloni ad aspettarla. Le marmotte poi sono davvero tante! Ci ritorneremo, questa volta magari da un accesso diverso da quello di Preit.


    • Ciao Cris, il posto lassù è davvero bello. Non ci saranno più tutti i fiori che abbiamo visto noi in luglio, ma questo percorso è davvero una bella passeggiata nel verde, adatta ai bambini e con stupendi paesaggi attorno.
      A proposito, avete visto anche voi le stelle alpine sulla collinetta oltre il rifugio?
      P.S. Se volete tornare lassù con un accesso diverso, potrete salire, con percorso più impegnativo, dal Vallone di Unerzio.
      Ciao e buone passeggiate!!!


  2. Il vallone dell Unerzio è solo impegnativo nella prima parte;
    Il tratto di sentiero dopo le fortificazioni è molto bello anche se un breve tratto, essendo calcareo, in presenza di forte umidità risulta scivoloso.Cmq una camminata superlativa !!


  3. ciao Elio, finalmente sono riuscito a capire che percorso ho fatto circa 27 anni fa con il mortaio sulle spalle. (106^ compagnia mortai). Siamo partiti in marcia da Demonte ed abbiamo bivaccato a metà del percorso. Ricordo un paesaggio lunare che m ha fatto dimenticare il fardello. Comunque non siamo tornati indietro, abbiamo continuato sulla sinistra ove si poteva ancora vedere la traccia di una strada militare colma di sfasciume. Dopo un breve tratto abbiamo imboccato un sentiero che ci ha condotto crca nei pressi degli impianti di salita dell’Argentera(metro più, metro meno). Sapresti indicarmi se nelle escursioni da te censite ce n’è una che percorre il tratto finale che ho descritto? P.S. nel tratto finale abbiamo incontrato un laghetto contornato dalle stelle alpine. Grazie per le risorse che metti a disposizione sul sito.


    • Ciao Carlo. Se siete tornati verso gli impianti di Argentera è possibile che il ritorno lo abbiate fatto dal vallone dell’Oserot, dove c’è il bel laghetto omonimo. Prova a guardare il percorso che ti allego, da me fatto proprio partendo dagli impianti di Argentera. Spero di esserti stato di aiuto. Ciao
      /2012/11/19/escursione-ad-anello-al-lago-oserot-2308-m-valle-stura/

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