Escursione al Rifugio Genova – 2010 m – Valle Gesso

All’interno del Parco Naturale delle Alpi Marittime, su un bel poggio che divide il Bacino del Chiotas dal lago Brocan, è situato il rifugio Genova. Trovandosi in una posizione centrale, può diventare un punto d’appoggio intermedio per chi si accinge a fare trekking nella Valle Gesso, oppure essere un’ottima base di partenza per l’escursionista che vuole raggiungere le cime dell’Argentera (3297 – 3286 m), il bivacco del Baus (2688 m), i Colli di Fenestrelle (2463 m), Brocan (2892 m) e della Rovina (2724 m).

La base di partenza di questa facile escursione si raggiunge percorrendo, da Borgo San Dalmazzo, il tratto della valle Gesso fino a Valdieri. Un chilometro dopo circa, alla rotonda, si svolta per Entracque. Dopo alcune centinaia di metri, a destra, si seguendo le indicazioni per san Giacomo. Dalla diga si prosegue ancora, ed al bivio successivo si abbandona la strada per san Giacomo deviando ancora a destra per raggiungere le sponde del lago della Rovina.

  • Ascesa: 480 m circa
  • Distanza: 8,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.535 m
  • Altitudine massima: 2.010 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: lago, rifugio
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Venerdì 9 settembre 2011. Viste le previsioni favorevoli, con Marina decido di tornare a far visita al rifugio Genova. Ci rechiamo in macchina fino al lago della Rovina (1535 m) dove, all’arrivo, è possibile parcheggiare all’esterno oppure, a pagamento, all’interno di un’area attrezzata. Siamo pronti alla partenza qualche minuto dopo le 9:00. Costeggiato il lago fino al termine strada e raggiunti i cartelli indicatori per l’escursione, abbiamo la scelta tra due possibilità per raggiungere il rifugio Genova.

La prima (km 5,250), più facile ma anche più lunga, inizia con un traverso verso sinistra, in moderata salita, che va a costeggiare tutta la sponda est del lago procedendo poi con alcuni tornanti che si sviluppano al di sotto di pareti rocciose. Alcuni punti, un po’ franati o più ripidi, sono stati dotati di corde fisse per agevolare il passaggio che per il resto procede in modo tranquillo, senza strappi, intersecandosi con alcune vallette laterali. Il tutto porta al raggiungimento di una sterrata ai margini della diga.

La seconda (km 3,5), più corta, è più indicata per chi non teme le salite ripide. Parte alla sinistra del baretto che si trova in fondo all’area e si inerpica in direzione sud in una gorgia laterale sotto una linea elettrica, su una ripida mulattiera. Lungo il cammino alcuni tratti con scalini in ferro e relativo corrimano rendono più sicuro il tragitto sulle rocce che potrebbe diventare pericoloso in caso di pioggia o umidità. Anche questo percorso si ricongiunge alla sterrata che sale a fianco della diga del Chiotas.

Esiste anche una terza opzione (valida solamente nei mesi di luglio e agosto): una navetta, (costo € 5,50 a tratta per persona) trasporta, chi non se la sente, dal lago della Rovina alle sponde del Bacino del Chiotas attraverso una strada privata di proprietà ENEL.
Oggi vogliamo provare le prime due alternative. Cominciamo con la strada più lunga, ovvero salendo dal lungo traversone; con tranquillità e senza intoppi raggiungiamo la sterrata e, subito dopo, il bivio del percorso più diretto.

Procedendo in salita per un breve tratto, incrociamo la strada privata dell’ENEL che proviene da un lungo percorso in galleria. Poco più avanti svoltiamo a sinistra (cartelli indicatori per il rifugio Genova) costeggiando per un tratto il canale di scarico della diga fino al raggiungimento delle sponde del Bacino del Chiotas, in questo momento semivuoto a causa lavori di manuntenzione della diga. Da questro punto il rifugio Genova è già visibile, adagiato un po’ oltre la sponda opposta, ma il nostro sguardo viene soprattutto attratto dalle cime che fanno corona al Bacino, ossia dal Baus, dalla Nasta, dalla Cima Paganini e dalla sud e nord dell’Argentera.

Piegando nuovamente a sinistra saliamo un dosso poi, in discesa, ci avviciniamo al bivio per il Colle di Fenestrelle che lasciamo a sinistra. Ancora un pezzo di strada per cincumnavigare una parte del bacino, un ultimo corto tratto di salita ed eccoci arrivati al rifugio. Questo luogo in estate è solitamente molto affollato.

Oggi, forse perchè siamo già in settembre, non c’è molta gente, nonostante la giornata sia splendida. Dal rifugio ci spostiamo poi sulle rive del vicino lago Brocan anch’esso momentaneamente povero d’acqua e lì ci fermiamo per mangiare e prendere un po’ di sole. Passo il tempo seguente divertendomi a salire sui cucuzzoli che circondano il lago per ammirarlo dalle varie angolature.

Prima di iniziare il ritorno al lago della Rovina ci trasferiamo su un’altura in vista del bacino del Chiotas. Quindi ci apprestiamo a ripercorrere a ritroso il tratto che ci riporta nei pressi del canale di scarico, poi al bivio (segnalato) per la discesa.

Il ritorno questa volta lo faremo con tutta calma scendendo dalla parte più corta, ma anche più ripida, fino a raggiungere la sponda del lago della Rovina. Una bella fontana che scaturisce dalla roccia ci restituirà un po’ di energia.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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