Escursione al Rifugio Morelli Buzzi (2351 m) e al Colletto di Lourousa (2551 m) – Valle Gesso

Il rifugio Morelli Buzzi, costruito nel 1931, è il più vecchio rifugio del CAI di Cuneo. Ubicato al termine del vallone di Lourousa è un importante punto d’appoggio per le escursioni alla Cima nord dell’Argentera (3296 m), al Monte Oriol (2943) e al Monte Stella (3262 m) ed è situato sulla via di transito per trekking che collegano il rifugio Genova con il rifugio Questa. Aperto da metà giugno a metà settembre ha una capacità di 40 posti letto (per prenotazioni tel. 0171/97394).

Il Colletto di Lourousa, situato ad est del rifugio sulla via di accesso alla Cima dell’Oriol, divide il vallone di Lourousa dal vallone Laitous.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.200 metri circa
  • Distanza: 18,6 km circa
  • Altitudine partenza: 1.355 metri
  • Altitudine massima: 2.551 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: lago, passo, rifugio
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Anche per oggi le previsioni non sono il massimo. Dopo le 14 sono previsti forti temporali. Decido, con Valerio, di fare in mattinata un mordi e fuggi al rifugio Morelli che non frequento da alcuni anni e che lui non ha mai visto.

Verso le 7:00 di martedì 16 luglio 2013 ci troviamo alle Terme di Valdieri. La partenza dell’escursione è ubicata appena varcato il ponte di accesso alla località Terme. Svoltando immediatamente a sinistra, sulla stradina in discesa, si accede al parcheggio posto più in basso (1355 m).

Da lì ha inizio il sentiero che, dopo poche decine di metri, scavalca un piccolo ponticello sul rio in discesa dal Vallone di Lourousa. Al di là ha inizio un lunghissimo percorso a zig-zag che mantiene la destra orografica del vallone inoltrandosi fin da subito in un folto boschetto di pini e faggi.

Il percorso si svolge su sentiero molto bello, con facile salita. Più avanti, almeno in questa stagione, si transita sotto frequenti cascate di gialli maggiociondoli (Laburnum anagyroides) che si mischiano al verde della vegetazione creando scenari suggestivi con visuali sull’opposto vallone del Valasco.

Sul sentiero di salita sotto cascate di maggiociondoli (laburnum anagyroides)

Il vallone del Valasco,  purtroppo tra le nuvole

Qua e là, tra l’erba, anche il giglio di San Giovanni fa la sua comparsa.

Giglio di San Giovanni (lilium bulbiferum)

Si entra poi in un lussureggiante boschetto di larici uscendone, dopo innumerevoli giravolte, costeggiando a sinistra le prime pietraie. Dopo alcuni tornanti, transitiamo nei pressi del gias Lagarot (1917 m) con ricovero in pietra.

Oggi il tempo non offre una buona visibilità altrimenti, in giornate soleggiate, da questo punto comparrebbe nella sua grandiosità il ripidissimo Canalino di Lourousa, posto tra il Monte Stella (3262 m) e il Corno Stella (3050 m) che diventa in tarda primavera una pista di discesa per espertissimi sciatori.

Verso il Lagarot (al fondo a destra si può notare il canalino di Lourousa)

Poco prima del Lagarot

Il Lagarot

Una leggera salita ci porta infine a scavalcare un dosso che ci immette sul pianoro del Lagarot di Lourousa (1965 m) col suo minuscolo laghetto. Sull’ampia conca di destra, tinteggiato di rosso ed in posizione più elevata, è anche visibile il bivacco Varrone (2250 m), punto d’appoggio per la salita al canalino.

Al centro si intravede, tra le nuvole, la sagoma del Corno Stella e all’estrema destra il bivacco Varrone

Poco dopo il sentiero transita nei pressi di un grande masso di gneiss costellato da numerose lapidi a ricordo di tante giovani vite lasciate per lo più lungo il canalino di Lourusa o sul Corno Stella.

Proseguiamo sul fianco sinistro del pianoro con a fianco il rio andando poi a superare una pietraia che ci immette su un secondo pianoro. Continuiamo la salita sulla destra orografica del vallone superando un ultimo sbarramento pietroso che ci immette in vista del Morelli.

Ultimo tratto verso il Morelli

È un rifugio che rivedo sempre con molto piacere (proprio qui avevo avuto il primo incontro con quella che poi è diventata mia moglie).

Un gruppo di stambecchi ha preso abitudine a soggiornare nei pressi del rifugio. Tra questi anche un piccolo appena nato, non più grande di un gatto, che ci fa molta tenerezza. In questo momento, a parte il piccolo, sono tutti intenti a leccare il sale depositato sulle pietre.

Arrivo al rif. Morelli (sulla destra del tetto si noti il “Sigaro”)

Piccolo di stambecco non più grande di un gatto

Salutati i gestori del rifugio, ripartiamo per il Colletto di Lourousa seguendo la mulattiera che svolta dietro al rifugio stesso. Verso sinistra, in lontananza, si evidenzia il cosidetto “Sigaro”, torrione in pietra con quella forma e, più a destra, la Cima Mondini.

Seguendo alcuni ometti in pietra ci dirigiamo verso est e, tra le pietraie, saliamo per raggiungere una conca che racchiude un minuscolo specchio d’acqua.

Il laghetto che si contorna salendo al Colletto di Lourousa

La mulattiera lo contorna e, aggirandolo a sinistra, volge in direzione del colletto. Qui ci imbattiamo in un secondo gruppo di stambecchi maschi dalle corna possenti, intenti a brucare tra i rododendri.

Fioritura tardiva di rododendri

Al centro, il Colletto di Lourusa

Senza disturbarli li lasciamo intenti al loro lavoro raggiungendo, tra erba e massi, un ripido nevaio posto prima del colle. Superato il nevaio siamo al Colletto di Lourousa (2551 m). Purtroppo oggi non c’è una gran vista dalla parte opposta, ma ci consoliamo vedendo almeno trasparire, alla nostra sinistra, l’Oriol tra le nuvole.

Arrivo al Colletto

Valerio al Colletto. Sullo sfondo la parete del Monte Stella

Tra le nuvole, la Cima dell’Oriol

Dopo le consuete foto ridiscendiamo al rifugio e poi giù per un piccolo spuntino anzitempo al Lagarot.

Tornando verso il rifugio Morelli

Infine il ritorno alle Terme senza neanche beccarci una goccia d’acqua.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Casa Savoia

Rifugio Casa Savoia

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Rifugio Morelli Buzzi

Rifugio Morelli Buzzi

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (13)


  1. Magari faccio lo stesso percorso lunedi, sperando in una bella giornata!
    Bravi e, come sempre, grazie!


  2. Anche questo mi manca ma se tutto viene confermato giovedi vado nella stessa zona…Rifugio Bozano !…prima o poi saranno tutti miei!!!:-)…grazie.

    • Cuneotrekking


      Ciao Claus, dal rifugio Bozano c’è una bella traversata che vorrei fare prossimamente…
      Buona gita!!!


      • Escursione bella e nemmeno tanto faticosa,ho visto che volendo si puo’ fare la traversata per andare al Rifugio Remondino ma c’era scritto ore 3,30 e la mia tempistica sforava un po’,cmq il tipo del rifugio mi ha detto che in questo istante si puo’ fare e c’e’ solo qualche lingua di neve non pericolosa!

  3. SERGIO BOLLA


    Ciao, è da qualche anno che vi seguo e siete veramente veramente bravi. Sovente prendo spunto dalle vostre escursioni per andare in montagna con mia moglie. Vorrei fare il giro dell’Argentera andando a dormire al Morelli e poi salendo al passo dei detriti e scendere al Remondino. Non è che per caso avete una traccia gps per il Garmin?
    Grazie ancora.


    • Ciao Sergio, grazie per i complimenti e soprattutto perché ci segui. Purtroppo ci dispiace ma non abbiamo la traccia della parte centrale del percorso che volete fare, cioè dal Morelli al passo dei Detriti. Abbiamo quella che dalle Terme porta al Morelli e quella che dal Pian della casa sale alla cima Sud dell’Argentera, passando per i Detriti. Sicuramente passerai dal Passo del Porco per portarti fino al bivacco del Baus e da lì ai Detriti. Dovrebbe comunque essere tutto segnalato. A questo punto ti converrebbe chiedere informazioni al gestore del Morelli per quel tratto centrale. Ciao


      • Grazie per la celerità. Dovremmo andare nei prox giorni. Se tutto procede bene vi inoltro la traccia a “futura memoria”.
        A presto,
        sergio


        • Grazie Sergio, ci faresti un enorme piacere. Buona camminata con tua moglie!


          • Ciao. Venerdì 12 e sabato 13 abbiamo effettuato la traversata dalle Terme di Valdieri, rifugio Morelli, colletto del Chiapous, passaggio del porco, altopiano del Baus, passo dei detriti e scesi al rifugio Remondino.
            Ho tracciato tutto con il mio garmin fenix 3. Come faccio a trasmettervi le tracce? Sicuramente sono da “sistemare”. Se mi rispondi via mail provvedo al più presto a trasmettervele e a commentare il giro.
            Grazie, sergio

          • Valerio Dutto


            Grande Sergio! Scrivici su info@cuneotrekking.com così poi lo mettiamo a disposizione di tutti. Grazie!

  4. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di ieri con Silvia ci ha portati in uno dei rifugi più famosi della provincia.
    La mia morosa ha scelto la destinazione osservando vari siti tra cui l’articoli di Cuneotrekking “15 splendidi rifugi e bivacchi” e la sua scelta è caduta sul Morelli-Buzzi.
    Ha voglia di mangiarsi una polenta, idea non affatto malvagia 🙂
    Così alle 7:35 siamo alle Terme di Valdieri (parcheggio a pagamento) ed intraprendiamo il sentiero N8 GTA per il Colle del Chiapous.
    Inizialmente il sentiero molto ben tenuto sale con infiniti tornanti in un bosco di faggi che si sostituiscono più in alto con boschi di larici.
    La pendenza è regolare e non molto marcata ma si presenta davvero lunga…
    All’altezza del Gias Lagorot il panorama si apre nel Vallone di Lourousa, il Massiccio dell’Argentera si mostra in tutta la sua imponenza, sotto di lui il Canale di Lourousa con il ben visibile BIvacco Varrone.
    Alcuni escursionisti percorrono la stessa via, alcuni camosci pascolano nelle nostre zone.
    Il paesaggio diventa sempre più selvaggio fino a che all’altezza del Gias Rosa il canalone diventa tutto pietroso, il sentiero si presenta come una strada militare lastricata in molti punti.
    Il tempo è sereno ed il Sole picchia e non c’è un filo di vento.
    La fatica si fa sentire, il cammino è lungo.
    Il Morelli-Buzzi si presenta in alto a sinistra, lo raggiungiamo alle 11:03.
    Che salita ragazzi…
    Qui facciamo amicizia con due tizi di Alessandria e con una famiglia di Torino, insieme decidiamo di proseguire fino al Colle del Chiapous lasciando le nostre donne ed i nostri zaini al rifugio.
    La via verso il colle sale a tornanti con punti anche ripidi, sempre su un terreno pietroso.
    Dopo 40 minuti siamo al colle: davanti a noi il Colle delle Finestrelle ed oltre il Gelas svetta sulle cime vicine.
    I due di Alessandria scendono verso il Rifugio Genova e il Bacino del Chiotas mentre io scendo con il padre ed il figlio della famiglia di Torino verso il Morelli-Buzzi a riunirci con le nostre donne.
    Al rifugio le donne hanno prenotato un tavolo dentro per il pranzo a base di polenta.
    Qui una famiglia di stambecchi, con adulti e piccoli nati da poco, pascolano nei dintorni del rifugio a pochi metri da noi e non sono affatto spaventati.
    Qui ho una piacevolissima sorpresa: il gestore del rifugio è un mio vecchio amico delle scuole dell’obbligo erano anni che non l’ho rivedevo!!
    Mai avrei creduto di trovarlo qui…
    La polenta è abbondante e ottima, l’acqua scarseggia un po’.
    Il mio amico gestore mi spiega che, se non piove abbondantemente entro breve, devono chiudere anzitempo il rifugio perché rischia di rimanere senz’acqua (l’acqua la prendono dal laghetto sovrastante che i ragazzi di Cuneotrekking hanno fotografato, è praticamente quasi secco…).
    Alle 13:55 riprendiamo la via del ritorno con la famiglia di Torino.
    La polenta si fa sentire, personalmente ho faticato un po’ a scendere, lo stomaco aveva da lavorare…
    Alle 16:50 ritorniamo al parcheggio alle Terme di Valdieri.
    Una bella escursione, l’avevo già fatta in passato ma non mi ricordavo che era così lunga, il pranzo è stato ottimo ed abbiamo passato la giornata con delle bellissime persone, ed ho rivisto un mio vecchio amico.
    Un saluto da Mattia e Silvia.


    • Bravi Mattia e Silvia. Il rifugio Morelli è uno dei primi rifugi costruiti in Valle Gesso ed è sempre un piacere ritornarci. Se poi ci metti in mezzo una buona polenta preparata da un amico ex compagno di scuola, anche la fatica si attenua un pochino. Bravi ancora!

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