Escursione al Viso Mozzo – 3015 m – Valle Po

Il Viso Mozzo è una montagna di tremila metri posizionata a nord-est del Monviso. L’escursionista che dal Pian del Re sale verso il rifugio Quintino Sella, a tre quarti della salita se lo trova sulla sinistra ed è obbligato a fiancheggiarlo per raggiungere il rifugio.

Difficoltà: per escursionisti. Il tratto di salita dal Colle del Viso alla cima, essendo privo di un vero e proprio sentiero, è più indicato ad escursionisti esperti; da evitare in caso di nebbia.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.040 metri circa
  • Distanza: 15,8 km circa
  • Altitudine partenza: 2.000 metri
  • Altitudine massima: 3.015 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Oggi, venerdì 23 settembre 2011, abbiamo intenzione di cambiare vallata e spingerci un po’ più lontani da casa nostra. La meta sarà il Viso Mozzo che ci dovrebbe offrire la possibilità di ammirare da molto vicino il Monviso.

Il Monviso (a sin.) visto dal Pian del Re

Partiamo dal parcheggio Pian del Re (seguendo il sentiero V13) intorno alle 8:10. Aggirati alcuni steccati transitiamo vicino al grande masso dove sgorgano le sorgenti del Po. Subito dopo iniziamo la salita verso sud andando a raggiungere in pochi minuti il bel Lago Fiorenza (2113 m).

La giornata è splendida ed il Monviso rispecchia tutta la sua mole nelle limpide acque del lago che andiamo a costeggiare alla sua sinistra. Al termine dello specchio lacustre, lasciato a destra il sentiero per il rifugio Giacoletti, iniziamo una salita in serpentina tra massi e erba che in breve ci conduce ad un varco.

Il Monviso rispecchiato nel lago Fiorenza

A sinistra (in ombra) la sagoma del Viso Mozzo

Si presenta una grande vista sul lato triangolare del Viso Mozzo che spicca verso sinistra. Ripreso il cammino sotto una massicciata rocciosa, passiamo nei pressi di alcuni roccioni su cui sono state affisse delle lapidi, lasciando a destra un nuovo sentiero (V14) per il rifugio Giacoletti; poco dopo arriviamo in vista del Lago Chiaretto (2261 m) dallo splendido colore turchese.

Lago Chiaretto

Ora il sentiero prosegue eseguendo un lungo semicerchio, dapprima perdendosi su terreno pietroso, reso disastrato dalla grande frana del ghiacciaio di Coolidge scaricatasi in una notte del 1989, poi in leggera salita sotto le grandi pietraie del Visolotto (3348 m), quindi risaliamo un tratto più ripido sotto le rocce della Rocca Trùne (2590 m).

attraversamento del tratto disastrato

Lago Chiaretto da un’altra angolatura

Nei pressi della Rocca Trunè

Ora entriamo in una lunga zona caratterizzata da un ammasso disordinato di rocce rotte e grandi pietre accatastate a casaccio. Con attenzione seguiamo quel pò di traccia visibile lasciandoci guidare dalle tacche bianco/rosse, infilandoci nell’ampio avvallamento inserito tra la parete est del Monviso e il Viso Mozzo.

Il paesaggio che ci lasciamo alle spalle

Verso il Colle del Viso

Dopo un lungo spostamento raggiungiamo il Colle del Viso (2650 m). Siamo ormai in prossimità del Rifugio Quintino Sella, e lo vediamo poco distante al termine della stradina. Poco oltre il Colle troviamo alla nostra sinistra, l’indicazione per il Viso Mozzo.

in salita dal Colle del Viso con alle spalle il lago Grande di Viso

Con un’inversione di marcia iniziamo immediatamente verso nord la salita su traccia; evitati alcuni roccioni alla nostra sinistra, proseguiamo la salita che si mantiene costantemente ripida seguendo le tracce visibilsu strati di rocce rotte, poi su lastroni e sfasciumi.

Durante la salita ci sono svariate possibilità di fotografare la parete est del Monviso che appare slanciata e inaccessibile. Ne approfitto anch’io perchè, nel frattempo, si sta addensando la nebbia che poco alla volta avvolgerà il Monviso e non ci permetterà più di fotografarlo.

 

Sulla pietraia che sale al Viso Mozzo

Le nubi cominciano a ricoprire il Monviso

Poco prima della vetta

Dopo circa 35 minuti di cammino dal Colle raggiungiamo la sommità del Viso Mozzo.

Ci attende una croce bianca stilizzata, in acciaio, con una targhetta lasciata dai giovani delle ACLI intitolata a Piergiorgio Frassati, morto nel 1925 con la scritta “Ogni giorno m’innamoro sempre più delle montagne e vorrei, se i miei studi me lo permettessero, passare intere giornate sui monti a contemplare in quell’aria pura, la grandezza del creatore”.

 

Ecco la croce di vetta

Sulla cima

Veduta del paesaggio sottostante

Dalla cima si vede il lago Chiaretto, il Fiorenza ecc…

Riusciamo a intravedere dalla cima parte del tragitto che abbiamo percorso all’andata, ma verso il Viso la nebbia continua ad addensarsi. Dopo una mezz’oretta riprendiamo la discesa che ci porterà al rifugio Quintino Sella, scelto da noi quale luogo per il pranzo. Ci troveremo tra escursionisti ed alpinisti di diverse nazionalità, venuti fin qui per ammirare le nostre splendide montagne.

Ci lasciamo alle spalle il rifugio Quintino Sella

Avvolti nella nebbia riprenderemo più tardi la via del ritorno al Pian del Re.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

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Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (15)


  1. Giovedì 12 giugno 2014 , si parte per la val Po. Al pian del RE solo altre due auto ,nessuna riscossione di parcheggio. Salita agevole fino al lago Fiorenza e poi al Chiaretto , ove inizia la neve. Il traverso è insidioso ,utili i ramponi , che sono a casa all’asciutto in garage… Decido di salire a dx per pietraia al dritto in direzione del Canalone Coolidge. Arrivato su devio a sud in direzione del colle di Viso in falsopiano e lo raggiungo dopo lungo avvicinamento.. Penso che data la consistente neve dovrò rinunciare e invece al centro del versante che dovrei salire una ‘striscia’ di rocce asciutte, che come una spina dorsale, raggiunge quasi la vetta. La risalgo con fatica ed attenzione e raggiungo la cima del Mozzo. Ove trovavo tracce del percorso segnalato ho ricostruito parecchi ometti. Ottimo panorama ,peccato per le nebbie che nascondono il Viso . Bella gita al cospetto di Sua Maestà il Re di Pietra.


  2. Complimenti come al solito per la bella descrizione! Vorrei fare questa escursione in settimana se il tempo sarà clemente almeno per un giorno. Avrei una domanda: non mi ritengo un “Escursionista Esperto” ma nel corso degli ultimi due anni ho raggiunto il Monte Losetta, la cima di Fremamorta, il Monte Meidassa e la Tete de la Frema. Pensate che questa cima sia alla mia portata? Grazie!


    • Ciao Claudio, grazie per l’apprezzamento! Non c’è nulla di difficile in questa escursione. La mancanza di un vero e proprio sentiero dal Colle del Viso alla cima (troverai però delle tracce) e la possibilità di trovare nebbia sul percorso ci ha indotti a mettere l’escursione adatta ad escursionisti esperti. Buona gita!


  3. Salita oggi sul Viso Mozzo.. splendido panorma ed ottima temperatura se pensiamo che è il 19 ottobre!!


  4. Ciao a tutti voi.
    Oggi la nostra giornata all’insegna della montagna ci ha portato nuovamente in Valle Po’, una vallata che a me ed a Silvia ci sta piacendo sempre di più.
    La nostra destinazione è appunto il Viso Mozzo.
    Arriviamo al Pian del Re alle 8:00, la giornata si presenta davvero splendida a parte un caldo davvero inusuale per l’altitudine ed il periodo.
    C’è già molta gente.
    Subito dopo aver lasciato alle spalle le sorgenti del Po’ il sentiero inizia a salire con una serie di tornanti, il percorso è molto ben segnato.
    Arriviamo agevolmente al Lago Fiorenza, in quel punto la mole del Monviso e delle vicine montagne si presenta a noi con la sua imponenza, così come la nostra destinazione.
    Proseguiamo attraverso la salita che ci avrebbe portato al Lago Chiaretto, qui iniziamo a sentiero un po’ il caldo ma almeno ci sono diverse zone d’ombra.
    Il sentiero continua ad essere ben tenuto ed attraversa stupendi paesaggi.
    Arriviamo al Lago Chiaretto con la sua inconfondibile forma ed il suo incredibile colore turchese (di cui non so spiegarmi l’origine).
    La mole del Monviso si presenta sempre più possente assieme al vicino Visolotto e Punta Gastaldi, in un piccolo momento di sosta ne approfitto per osservarlo meglio: noto la piccola eppure così appariscente struttura rossa del bivacco Falchi Villata di fianco al Ghiacciaio Coolidge, accesso Nord per la vetta del Re di Pietra.
    Lungo la nostra via moltissimi escursionisti di tutte le età, compresi bambini davvero piccoli, hanno deciso di affrontare lo stesso percorso, d’altronde lo sapevamo che il sentiero verso il Quintino Sella è tra i più conosciuti della Provincia e non.
    Ed eccoci affrontare la pietraia che ci avrebbe portato al canalone per il Colle di Viso e qui incontriamo la neve in moltissimi punti ma il suo attraversamento viene affrontato in sicurezza: ormai si è ampiamente compattata dal passaggio degli escursionisti precedenti.
    Il panorama del canalone è lunare, una sterminata insenatura di rocce franate che sembra rendere inospitale una qualsiasi forma di vita ed invece no.
    Proprio in quel punto compaiono gli stambecchi: per la precisione due branchi di una decina di esemplari, di cui uno ci attraversa davanti a pochi metri di corsa dai pendii del Viso Mozzo in direzione di quelli del Monviso, uno spettacolo incredibile degno di un documentario naturalistico.
    E poi sentiamo “la voce della montagna”: continue piccole frane di roccia si staccano dalla Parete Est del Re di Pietra ed il loro suono riecheggiano per il vallone.
    Nel canalone il tempo inizia a peggiorare: dove prima c’era una giornata perfettamente serena ora le prime nuvole iniziano ad addensarsi.
    Iniziamo a patire un po’ il calore della giornata, specialmente Silvia che non riesce mai a digerire bene le temperature odierne, la cosa inusuale è che manca anche il vento se non in sporadiche soffiate fresche ogni tanto.
    Così dopo quasi 3 ore dalla partenza (si, c’è la siamo presa un po’ comoda) arriviamo al Passo di Viso e ci compare davanti a noi il grande Lago Grande di Viso ancora un po’ congelato e, alla sua sinistra in alto il Quintino Sella.
    Decidiamo se procedere o meno verso il Viso Mozzo ma alla fine decidiamo di non andarci perché il tempo continua a peggiorare e le nuvole iniziano a scendere dalle vette, troppo rischioso su un sentiero che Silvia non ha mai affrontato.
    Sarà per un’altra volta, da li non scappa…
    Così puntiamo al rifugio, dove ci fermiamo per un po’ per mangiare pranzo e riposare.
    Ci commuove un po’ questa visita al Quintino Sella: per me erano quasi 20 anni che non ci mettevo piede, l’ultima volta quando ero piccolo con mio nonno alpinista, mentre per Silvia il Quintino Sella è stato il primo rifugio a cui era andata in vita sua.
    Quando i bei ricordi vengono a galla fanno brutti scherzi…
    Il tempo però peggiora: oramai siamo circondati dalla nebbia ed inizia a fare freddo.
    Decidiamo di entrare nel rifugio a prendere qualcosa di bere prima di iniziare il percorso di discesa verso il Pian del Re.
    Durante la discesa ancora tanti escursionisti in salita, forse molti si fermeranno al rifugio per la notte.
    Arriviamo dalla macchina dopo poco più di due ore dalla partenza dal Quintino Sella.
    Bella escursione, famosa in tutto il Piemonte Occidentale con la conseguenza del tanto traffico di persone sul sentiero, che attraversa bellissimi posti e ci mostra il lato più duro della montagna fatto di pareti verticali e rocce sporgenti e poi il Re di Pietra è sempre un piacere vederlo così da vicino
    Ci torneremo ancora, il Viso Mozzo ci aspetta ancora li.
    Un saluto da Mattia e Silvia.


    • Ciao Mattia. Spiace non aver potuto completare l’escursione che avevate scelto ma, come dici tu, il Viso Mozzo da lì non scappa. Avrei detto che la giornata si sarebbe mantenuta splendida per tutto il tempo, ma in montagna bisogna sempre aspettarsi di tutto. Quando leggerai la nostra prossima escursione ne avrai conferma.
      Ciao a te e Silvia.


      • Non mancherò di leggerla come sempre.
        Infatti le previsioni mi davano un bel Sole tutto il giorno e speravo nella tenuta del tempo, ma già intorno al Monviso si fomano sovente dopo una certa ora le nuvole basse che avvolgono la zona…
        Ah, ho aperto un piccolo canale Youtube dopo posto dei video corti della visuale a 360° della destinazione in occasione di uno smartphone nuovo che ho comprato di recente, senza montaggi o musica in sottofondo, solamente il silenzio della montagna senza interruzioni.
        Il nome del canale è come il nome che uso qui: Mattia Bertero.
        Niente di che ma è una cosa carina.


        • Visto. Bravo Mattia, continua a farne altri! Non ho presente però dove sia la Cima le Conce. Ciao


          • Grazie Elio.
            La Cima Le Conce (2429 m) si trova tra la Serre della Para e la Costa Savaresch, sulla via per andare alla Punte Tre Chiosis, in Valle Varaita.
            Guarda la cartina n°106 che hai consigliato qui, a Nord di Castello.
            Ci si può arrivare sia con la seggiovia che parte da Pontechianale che porta al Rifugio Helios, sia dal Rifugio Savigliano dove si prosegue a piedi sulla sterrata che porta all’arrivo della seggiovia, passando per i molto belli ed esposti Pascoli della Grangia, sul versante Nord-Est della Valle di Chianale.
            Dall’arrivo della seggiovia li ci vuole un quarto d’ora su un sentiero in direzione Est molto ben visibile ma non segnato (la cima l’ho trovata grazie al cippo di pietra sulla cima quando sono arrivato sullo spartiacque del Vallone di Vallanta).
            Dalla cima, come hai visto, si ha una bella visuale del Monviso e del Vallone di Vallanta.
            Ti scrivo il link della pagina Facebook del profilo di Silvia della gita che mi ha portato in questa cima così ti fai un’idea del percorso a piedi dal Rifugio Savigliano.

            https://www.facebook.com/silvia.gastaldi/media_set?set=a.10210245830208523.1073741887.1423365907&type=3

            Un saluto.


          • Tutto chiaro. Grazie Mattia.


  5. Buona sera.
    Tempo permettendo,questo mese vorrei fare un escursione in questa zona Occidentale della Alpi.

    Arrivo da fuori,non conoscendo la zona,vorrei sapere: Per giungere a Pian del Re,in auto,e’ agevole la strada? E’ vero che e’ disponibile un servizio navetta? O parcheggio a pagamento?

    Ci sono ancora consistenti nevai,sui sentieri per il Colle del Viso? O eventualmente Viso Mozzo e Rifugio Quintino Sella?.

    Grazie! Zone stupende che vorrei visitare.
    Alessandro


    • Ciao Ale, Il pian del Re, base di partenza delle escursioni che vuoi fare, si raggiunge da Saluzzo svoltando a ovest nella Valle Po. Superati i paesi di Revello, Rifreddo, Sanfront e Paesana si perviene infine a Crissolo dove, a centro paese, si segue a destra la stradina asfaltata che agevolmente sale al Pian del Re. Lì si trova parcheggio (costo 5,00 € per la macchina). Esiste anche la possibilità della navetta, ma non so darti gli orari. Non dovresti più trovare neve nelle zone che mi hai indicato. Se hai pazienza, tra qualche giorno pubblicheremo due escursioni in quei luoghi stupendi. Ciao e buone camminate!


  6. Ciao…. A metà luglio vorremmo fare escursione al Viso Mozzo e dintorni fermandosi a dormire in rifugio. Leggo x il viso mozzo EE. Presenta difficoltà o tratti esposti?.Al Quintino Sella sono già stata….anche se molti anni fa. Grazie mille per le vostre pubblicazioni sempre ottimi spunti. Buon proseguimento!!!!


    • Ciao Elsa. Quando siamo saliti noi c’era un po’ di nebbia che andava e veniva che ha creato qualche difficoltà, ecco il motivo dell’EE (forse ho esagerato un po’). Per il resto non ci sono pericoli o tratti esposti. Ciao e buona escursione.

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