Escursione alla cima Auto Vallonasso, 2885 m – Valle Maira

L'escursione parte dal bivio per le grange Mazzegliera, poi si sposta nella valle Enchiausa e la percorre in direzione del bivacco Valmaggia. A un bivio segue per un tratto il sentiero diretto al colle di Enchiausa, poi devia sulla destra nel vallone limitrofo. Salendo a sinistra di un roccione raggiunge la prateria soprastante e l'antecima sud-est. Un percorso più esposto, su rocce friabili, porta infine alla cima Auto Vallonasso.

Da Dronero percorrere tutta la valle Maira fino alle porte di Acceglio. Di fronte al cimitero svoltare a sinistra per entrare nel vallone di Unerzio. A un bivio tenere la destra e superare, senza raggiungerle, le borgate di Chialvetta, Pratorotondo e Viviere. Il tratto d’asfalto termina in un tornante (1813 m) al bivio per il monte Estelletta, dove è possibile trovare parcheggio.

  • Ascesa: 1.100 m circa
  • Distanza: 11,0 km circa
  • Altitudine massima: 2.885 m
  • Difficoltà: F (Facile)
  • Sul percorso: grangia, rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Dei numerosi cartelli indicatori presenti seguiamo quello che ci guida verso i passi Escalon e Scaletta. Dopo circa 250 metri abbandoniamo la sterrata che prosegue al prato Ciorliero deviando sul sentiero a destra (sentiero S9 – colle di Enchiausa e Feuillas) inoltrandoci in un bel boschetto di larici, raggiungendo in poco tempo la conca con la grangia Gorra (1914 m).

Seguendo la mulattiera che l’aggira a destra entriamo gradualmente nel lungo vallone di Enchiausa. Le tacche bianco/rosse del sentiero GTA e quelle rosso/blu del sentiero Cavallero ci accompagnano in salita lungo i prati erbosi trapuntati da rocce affioranti, ma appena oltre, con disappunto, notiamo che il sentiero di salita verso il bivacco Valmaggia è stato danneggiato dalle abbondanti piogge della scorsa primavera, con profonde fenditure nel terreno ghiaioso.

Lungo la salita, passato un roccione, perveniamo a un bivio, lasciando a destra il sentiero Cavallero che conduce al Colletto (2631 m) e in seguito alle sorgenti Maira.

Aggirando invece verso sinistra una parete rocciosa proseguiamo con un traverso lungo una pietraia e andiamo a raggiungere poco sopra il bivio (S30) per il bivacco Valmaggia e il colle di Enchiausa (S9).

Proseguendo verso il colle di Enchiausa ci innalziamo sulla sinistra orografica del vallone, costeggiando ampie praterie, lasciando dalla parte opposta il bivacco Valmaggia eretto su un poggio erboso.

Quando, più avanti, il sentiero volge a sinistra per deviare nel vallone di Enchiausa, lo abbandoniamo entrando in quello limitrofo a destra in direzione di un roccione che pare sbarrare la strada a metà del vallone.

Non ci sono tracce evidenti, ma ogni tanto qualche ometto ne indica il percorso. Puntando alla sinistra dell’ammasso roccioso, man mano che saliamo la salita si fa più ardua per il terreno reso sdrucciolevole dalle piogge.

In ogni caso, dopo averlo superato, perveniamo su un’ampia pendice erbosa che occorre risalire faticosamente raggiungendo la cresta a destra di una serie di rocce.

All’arrivo, impressiona il paesaggio che si presenta nel versante opposto: pareti scoscese e franose.

Da qui è già possibile notare verso nord-ovest l’arrotondata cima dell’Auto Vallonasso, che spicca cinquecento metri davanti a noi.

Fatti pochi passi a sinistra, raggiungiamo in pochi minuti la facile anticima sud-est (2883 m).

Spettacolare la vista sulla vicinissima cima Oronaye (3100 m). Da questo punto la prosecuzione diventa più seria (F).

Dopo una breve discesa in cresta, il percorso passa principalmente sulla sinistra della stessa (qualche ometto), dove occorre superare a circa metà del tragitto un passaggio esposto su sfasciume. Qui molliamo gli zaini (scordando all’interno il GPS, che quindi non ci registrerà fino in punta). Poco oltre diventa più facile servendosi ancora dell’aiuto delle mani. Verso il fondo le difficoltà si attenuano.

La salita sul panettone finale non presenta più problemi fino all’arrivo alla croce di vetta (2885 m). Il panorama si estende con vista mozzafiato sui laghi Visaisa e d’Apzoi

Tornati sull’anticima sud-est troviamo un buon posto per fare la pausa pranzo.

Il ritorno lo facciamo nuovamente scendendo a vista le pendici erbose fino al roccione. Diversamente dall’andata, per evitare scivolamenti sulle pendici instabili e detritiche non scendiamo a destra ma a sinistra (ometto e traccia). La traccia procede in discesa e conduce verso est su prati erbosi. A vista decliniamo verso il basso senza alcun difficoltà raccordandoci col sentiero che porta al colle di Enchiausa.

Svoltando a sinistra e ripreso il sentiero dell’andata proseguiamo la discesa a valle.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (4)


  1. Che bel giro! Sono stato nel Vallone di Unerzio quando sono andato sullo Scaletta, e sono stato ai laghi Visaisa e Apzoi quando sono andato al Colle delle Munie, ma non avevo mai considerato quanto fossero vicine le due vallate. Molto affascinante


  2. Fanrastico !!

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