Escursione alla Cima Corborant – 3010 m – Valle Stura

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Il Corborant, con i suoi 3010 metri di altitudine, è la seconda cima delle Alpi Marittime occidentali. Esso ha una caratteristica forma a piramide, ed è rinomato per il panorama che offre dalla vetta. Il Corborant può essere raggiunto dal Vallone dell'Ischiator o dal Vallone di San Bernolfo. Per questa escursione noi siamo passati da San Bernolfo, superando un dislivello di 1308 metri.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.310 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.663 metri
  • Altitudine massima: 3.010 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

– Cosa facciamo domani?

– Mah, guardiamo prima le previsioni.

– Sì, danno proprio bello.

– Dove andiamo?

– Beh, potremmo andare sul Corborant; tu non ci sei ancora mai andato. Cosa ne dici?

– È difficile?

– Difficile non direi. C’è il passaggio della “tana della marmotta”, ma sono pochi metri, e poi un po’ di arrampicata appena più in su, ma nulla di complicato.

– Ok, allora va bene. A che ora partiamo?

– Non dopo le 7:00 da casa: ci vuole almeno un’ora e un quarto per arrivare alla partenza.

È con queste poche parole che con mio figlio ho organizzato per sabato 13 ottobre l’escursione alla Cima Corborant. L’esperienza mi insegna che quando si organizza all’ultimo minuto una gita, chissà perché, risulta più bella.

Forse perché non hai davanti tutta quella attesa spasmodica per l’incognita del tempo, o perché una volta presa la decisione non si hanno più scuse per non andare, o forse perché la cosa è talmente vicina e reale, senza intoppi, che la stai già vivendo fin da subito.

Alle 8:08, prima del previsto, siamo pronti per partire a piedi da San Bernolfo (1666 m). La giornata non è perfetta come dicevano le previsioni: il cielo è un po’ velato, e si scorgono parecchie striature di aerei, ma il morale è alto.

Ci incamminiamo di buon passo lungo la strada sterrata del Vallone di San Bernolfo. L’aria è fresca e ci fa muovere in fretta. Ad un certo punto dobbiamo addirittura infilarci i guanti. Il sole sta illuminando le vette e buona parte della valle sulla nostra destra.

Il percorso lo conosco bene: appena una settimana fa ero salito alla Cima di Collalunga e per un po’ avevo già seguito questo sentiero. Finita la strada sterrata ci innalziamo decisi per i tornanti (scorciatoie) che in poco tempo ci portano sotto le rocce del Becas del Corborant. Si arriva così ad un bivio. Il cartello della deviazione, purtroppo, non è in buono stato, ma so che a sinistra conduce verso il Passo di Barbacana.

Noi deviamo a destra con percorso in leggera salita e saliamo lungo il vallone, finalmente ben soleggiato, che va in direzione dei laghi Lausfer. Ammiriamo qua e là dei bei cespugli di mirtilli di un colore rosso acceso.

Più su, finalmente, scorgiamo per la prima volta il maestoso Corborant, accompagnato, alla sua destra, dall’aguzzo “gendarme”. E’ proprio nell’insenatura tra i due che troveremo la “tana della marmotta”. Ma prima abbiamo ancora parecchio dislivello da colmare.

Proseguiamo il cammino attraversando un ruscello e ci innalziamo, tra rocce montonate, fino a raggiungere il bel lago inferiore del Lausfer, posto a quota 2511 metri di altitudine. Sono le 9:50. Facciamo 15 minuti di pausa per scattare alcune foto e mangiare un po’ di frutta. Notiamo, sorpresi, che l’acqua del lago è di circa una cinquantina di centimetri sotto al livello abituale.

Lago Lausfer Inferiore

Il Lago Lausfer inferiore e, sullo sfondo, il Corborant

Dopo la pausa proseguiamo in direzione del lago superiore. Non c’è nessuno e regna una pace assoluta. Ci voltiamo indietro per ammirare la cima di Collalunga solcata da numerose scie d’aerei. La temperatura ora è più calda. Scattiamo parecchie foto mentre ci innalziamo sulla pietraia a monte dei laghi. Ora si scorgono anche quelli più piccoli, che prima non avevamo visto. Col riflesso del sole sembrano pietre preziose.

Giunti nella balza superiore continuiamo la salita zigzagando per un bel tratto su sentiero, fino a quando alla nostra destra notiamo un caratteristico “ometto” di pietre. A questo punto saliamo rapidamente verso destra su pietre e magra erba in territorio privo di sentiero.

Grazie al prezioso aiuto di tacche rosse ben visibili ci portiamo prima verso destra sotto una bastionata, e poi verso sinistra lungo l’insenatura dove si trova il passaggio chiave: ora, una trentina di metri sopra di noi, ci appare la famosa “tana della marmotta”.

La tana della marmotta

Mancano ormai pochi metri alla tana della marmotta

Con un po’ di attenzione, su sentiero detritico e franoso, la raggiungiamo. Avvicinandoci scopro con piacere che non esiste più la scaletta di corda malsicura e traballante che avevo trovato lo scorso anno, ma che questo tratto è stato perfettamente attrezzato con gradini e corrimano in ferro che rendono ormai agevole questo passaggio.

L'interno della tana della marmotta

L’interno della tana della marmotta, ora perfettamente attrezzato

Una volta superata la “tana della marmotta” ci troviamo sul displuvio che dà verso il Vallone dell’Ischiator. Veniamo sorpresi da una folata di vento gelido. Anche qua il percorso è perfettamente segnalato da tacche rosse. Saliamo, facendo attenzione, lungo alcuni lastroni inclinati.

Passaggi di semplice arrampicata

Ultimi tratti di leggera arrampicata poco sotto la vetta

Appena prima della vetta del Corborant

Il Becco Alto dell’Ischiator e il Monviso fotografati appena prima di arrivare alla vetta

Successivamente il percorso si fa più agevole: verso sinistra percorriamo l’ultimo pezzo in salita su pietre rotte fino alla vetta. Sono le 11:20 quando posiamo gli zaini per ammirare il grandioso panorama.

La vetta del Corborant

La vetta del Corborant (3010 m)

La vetta del Corborant

Scorgiamo parecchi bellissimi laghi. Verso la Francia spicca il grandioso Rabuons e più in alto il lago Chaffour e quello di Cimon. A destra del Becco Alto dell’Ischiator si notano i laghetti di Ischiator di mezzo. Nella valle si nota molto bene il Rifugio Migliorero.

Il paesaggio delle montagne è imponente: oltre allo svettante Becco Alto e, alla nostra destra, la Punta Gioffredo, scorgiamo, a nord-ovest, il Tenibres; più lontani l’Oronaye, il Salza ed il Mongioia, l’immancabile Viso e, in lontananza verso nord, Rocca la Meja (per chi è interessato abbiamo pubblicato una foto panoramica sulla quale abbiamo segnato i nomi delle principali vette). Lo sguardo giunge agevolmente fino al Rosa.

Scattiamo parecchie foto tra le due croci di vetta per immortalare questi splendidi paesaggi e poi decidiamo di scendere non dalla parte da cui siamo arrivati ma, con un percorso ad anello, di andare a riprenderci il sentiero dell’andata lasciato alla base del Corborant.

Così, dalla croce, percorriamo alcuni metri verso nord, e poi scendiamo verticalmente a sinistra (ovest) in territorio francese, facendo un po’ di attenzione perché il terreno è ripido e franoso. 85 metri sotto ci troviamo al passo Corborant.

Da qui rientriamo in territorio italiano e scendiamo con prudenza su pietraia instabile e franosa, cercando di costeggiare il più possibile la base della montagna a sinistra per poi raggiungere, più in basso, il sentiero percorso all’andata. Notiamo ora che il cielo si è ripulito totalmente. Ritorniamo, per il pranzo, ai Lausfer, per poi ripercorrere in discesa l’itinerario del mattino.

Lago inferiore di Lausfer

Lo splendido Lago Lausfer inferiore davanti alla Rocca di San Bernolfo e alla Cima di Collalunga

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

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Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (21)


  1. Complimenti ai carissimi amici Elio e Valerio per le ottime descrizioni delle gite e le belle foto inserite, la gita sul Corborant mi ha fatto venire voglia di partire subito. Va bè, magari il prossimo anno. Molto ben fatto anche il sito, si vede l’opera degli ingegneri informatici, bravi. Appena possibile veniamo a trovarvi e porto un pò di foto di quest’estate. Cordiali saluti a tutti. Ciaoo


  2. Ehehe!!! X i gradini al buco della marmotta si ringrazi il CAI Fossano e il sottoscritto!
    Ciao!!

    • cuneotrekking


      Come non approfittare dell’occasione? Grazie Francesco e grazie CAI di Fossano per l’ottimo lavoro, che permette a tutti gli escursionisti di superare in completa sicurezza quel tratto!


  3. Ciao a tutti!
    Ottima la descrizione della salita. Io ci sono stato con mio padre e mio fratello nel 1978, ma c’era la neve e non facemmo la tana della marmotta. Impiegammo 8 ore ad arrivare in vetta (partenza dal rifugio Migliorero alle 4 di mattina…) e nel canalone mio padre ci fece gli scalini nella neve. Giusto il tempo di firmare il diario e tornammo tra i fulmini al rifugio. Escursione indimenticabile!!!

    • cuneotrekking


      Ciao Marco. Sicuramente non hai potuto fare la tana della marmotta perchè sei salito dal vallone opposto, e il canalone che hai fatto con tuo padre ti ha portato proprio sopra la tana. Per fare il nostro percorso devi salire da San Bernolfo.
      Comunque puoi sempre ritornare provando dal nostro tragitto. Ciao e buone gite!!!


  4. Volevamo andarci la scorsa settimana ma poi non siamo riusciti…
    Peccato……ci torneremo il prossimo anno, per quest anno non so se riusciamo…
    Io volevo passare dal Migliorero….
    Non riesco a capire quale sia il modo più facile per arrivare in vetta..

    • cuneotrekking


      Ciao Serena. Da dove sei passata? non hai trovato le tracce?
      Per quanto mi risulta, il percorso più facile per raggiungere il Corborant è quello dai laghi Lausfer. Passando dal Migliorero troveresti un canalino ripido dal quale si possono scaricare pietre. Ciao.

  5. Guido ‘sensafren’


    Quando ,tantissimi anni fa, volevo disegnare una montagna la mia fantasia partoriva attraverso la punta della matita quella classica forma triangolare, credo comunque cosa comune per tantissimi scolari. Ebbene , perchè non poteva esistere veramente , perchè non cercarla e salirla? Questo mi ha fatto venire in mente il Corborant ,stuzzicando i miei ricordi , quando l’ho visto in foto e le mie fantasie giovanili si sono avverate appena esso ti compare alla vista , una volta raggiunto il lago del Lausfer. Sempre guidato dalla relazione di questo sito ( ormai è ‘il mio vangelo’) mi dirigo verso quel disegno che si è materializzato. Incantevole la conca con i laghi, non c’è nessuno e la salita che mi porta al buco nero , già visibile , è tutta per me . Ripristino come al solito parecchi ometti , ormai è un mio vizio . Grazie Francesco per quei gradini , artifizio che comunque nulla toglie allo stile alpino che ti conduce alla vetta. In attesa delle prossime nevicate il Corborant già indossa le catene , ma secondo me quelle facili e invitanti placche meritano il contatto epidermico e così mi diverto con lo ‘scrambling’. In vetta ,che dire , meraviglia! Quel classico panino con il prosciutto mangiato a tremila metri acquista un valore particolare, anche se il nutrimento migliore lo ricevono i miei occhi ,il mio spirito. Si scende al passo Corborant, prestando attenzione, vista l’esposizione e la franosità della traccia. Trovo dei francesi e iniziamo la discesa nel canale insieme , una ragazza tribola parecchio , è sempre ferma. Li lascio mi sposto a sinistra e in breve ritrovo il sentiero. Mi volto ma non li vedo più , poi uno compare ma vedo che è completamente fuori strada. Lo chiamo con il fischietto e gli indico il sentiero e vedo che si sposta verso di me. Proseguo la discesa ,sperando che gli altri lo abbiano visto e raggiunto. Ai laghi ora c’è gente,riempio la borraccia e poi giù, sfruttando tutte le scorciatoie. Bellissimo giro in ambiente alpino e suggestivo. E un’altra croce raggiunta si aggiunge alla mia collezione di cime.

    • cuneotrekking


      Come ci ha ormai abituati, Guido ci fa rivivere sensazioni importanti che si provano solamente frequentando ambienti solitari come questi.
      Grazie e… alla prossima!!!


  6. Ciao,
    il percorso è ben segnalato o comunque facile da individuare?
    Grazie


    • Bisogna porre attenzione per trovare la deviazione che conduce al buco della marmotta (ometto a destra del sentiero). Molta attenzione e prudenza se scegli di scendere dalla parte opposta del Corborant.


  7. intendi dire fare il giro del corborant anzichè riscendere dalla grotta della marmotta?tempo totale?


    • Sì, però se non torni dalla grotta della marmotta devi fare attenzione al tratto di discesa che raggiunge il Passo del Corborant. Per il tempo totale calcola all’incirca 5/6 ore.


  8. Ieri ho tentato di salire, ma causa nebbia mi sono fermata ai laghi. Che peccato..speriamo sia per la prossima volta


  9. buongiorno! ma quindi se si sale dal migliorero si arriva a un colletto appena sopra il buco della marmotta? nel caso si volesse fare ad anello e ridiscendere verso san bernolfo, sarebbe lì il bivio? grazie!


    • Esatto. Se sali dal Migliorero, quando arrivi al laghetto del Corborant devi salire un canalino a sinistra, posto tra il gendarme del Corborant e la Cima. Nei pressi trovi il buco della marmotta che potrai fare in discesa per scendere a San Bernolfo. Ciao


  10. perfetto! vediamo di provarlo in agosto! grazie mille!!


  11. Vorrei sapere se avete la traccia gps


    • Ciao Fabio, purtroppo non ce l’abbiamo. Mi sono ripromesso di tornarci su qualche volta e di tracciarla.

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