Escursione alla Cima delle Giosolette, 2214 m – Valle Vermenagna

Conosciuta più che altro dagli scialpinisti, la panoramica cima delle Giosolette è situata sulla linea di cresta che dal Bec Baral prosegue verso il Monte Creusa e il Ciotto Mien, dividendo Limonetto da Palanfrè. “Giosolette” è il nome dialettale dell’allodola (Michelangelo Bruno).

  • Ascesa: 920 m circa
  • Distanza: 9,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.294 m
  • Altitudine massima: 2.214 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: grangia, passo, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Lasciamo l’auto nel primo, grande, parcheggio di Limonetto, nei pressi della Chiesa (1294 m).

Dai piedi del parcheggio seguiamo la stradina asfaltata che si inoltra al di sopra del paese pervenendo quasi subito ad un bivio. Lasciata a destra la strada che sale in direzione del bec Baral (2127 m) e del colle Arpiola (1700 m) svoltiamo a sinistra verso pian Madoro (1760 m) e passo di Ciotto Mien (2274 m).

Lunghi traversi tra bellissimi faggi, con vedute su Limonetto prima e sul monte Vecchio poi (1919 m), ci portano in quota. Al termine della faggeta, prima di un tornante, lasciamo proseguire dritto una sterrata che porta a verso l’Alpe di Limonetto e la rocca dell’Abisso (2756 m).

Dopo alcuni tornanti abbandoniamo la strada che si dirige ai tetti Virola e svoltiamo a sinistra (cartelli segnaletici) su un costone che divide due avvallamenti. Proseguiamo tra alberelli di betulle e faggi con la visuale aperta al fondo sulla rocca dell’Abisso (2756 m) e la rocca della Bastera (2614 m).

Poco più in alto deviamo verso destra per superare alcuni leggeri dossi pervenendo nei pressi del ciabot di Pedù (1679 m), piccolo gruppo di casupole che aggiriamo verso sinistra portandoci al di sopra.

Proseguiamo il cammino verso l’alto raggiungendo, poco sopra, il pian Madoro (1760 m).

Abbandonata la strada che gira a sinistra, ci inoltriamo nella conca del vallone trovando più avanti altri cartelli su un masso squadrato.

Senza tener conto delle indicazioni (Camossiero e Ciotto Mien), dal masso procediamo in salita verso destra in direzione di un alberello di betulla posto più in alto.

Lo raggiungiamo e superiamo procedendo con un traverso ascendente sulle pendici erbose puntellate di qualche arbusto ed estese sotto le ripide propaggini delle cime del monte Creusa.

Nel progredire in direzione nord-est, senza sentiero ma solo su esili tracce di animali, superiamo alcuni valloncelli longitudinali trasferendoci sempre più verso l’alto.

Sull’altro versante della valle, intanto, si evidenziano sempre più la cima della Fascia (2495 m) e del Marguareis (2651 m). Più a destra, invece, il forte Centrale (1928 m) e quello di Pepino (2284 m).

Superando più avanti la lunga china del monte Creusa, appare la cima delle Giosolette preceduta, a sinistra, dal colle omonimo.

La raggiungiamo portandoci alla sua base e salendone la cima tagliando a destra del colle. Nonostante dicembre inoltrato, troviamo qualche viola del pensiero fiorita al riparo dalle pietre.

Dalla cima, appena imbiancata di neve, ottimo è il panorama verso ovest, dove riconosciamo i monti Steirà (2496 m) ed Aiera (2713 m) e, in primo piano, la costa di Pianard (2306 m) seguita dalla rocca d’Orel (2440 m) e dalla cima Bussaia (2451 m).

A nord, a due passi da noi, il bec Matlas (2148 m) e il bec Baral (2130 m). La cima di Costa Rossa (2404 m) è leggermente più spostata a destra.

A sud-ovest c’è l’inconfondibile rocca dell’Abisso (2756 m) ed il monte Frisson (2629 m).

In basso, nel versante occidentale, è collocato il lago delle Giosolette, in questo momento ghiacciato.

La giornata stupenda favorisce la nostra permanenza in cima.

Solo più tardi riprenderemo la discesa a vista verso il basso con una taglio diagonale in direzione del ciabot di Pedù già localizzato dalla cima.

Poi giù sul percorso inverso fino a Limonetto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Puoi essere il primo a scrivere un commento.

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.