Cima delle Giosolette

Commenti (1)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Finalmente riesco a fare un’escursione decente dopo vari maltempo e DPCM.
    Oggi come si sa il Burian russo sta sferzando in tutta Italia, facendo crollare le temperature, ma questo non mi demoralizza, anzi presumo che mi avrebbe compattato la neve scesa il giorno prima.
    La meta di oggi è Cima Giosolette, in Valle Vermenagna, novità assoluta per me in questa stagione.
    Ho percorso l’itinerario invernale che si differenzia rispetto a quello proposto da Cuneotrekking in questa pagina. La variante invernale procede per una via molto diretta da Limonetto, passando per Tetti Matlas e poi da puntare dritti fino alla vetta su pascoli e dopo su cresta divisoria.
    Alle 9:00 sono in partenza da Limonetto per percorrere questa via, la temperatura alla partenza sta a -12 gradi…
    Molta gente pronta a percorrere questo itinerario.
    Salita molto agevole verso Tetti Matlas e poi virata secca verso Ovest attraversando un bel bosco.
    In quest’ultimo il vento gelido ha congelato gli alberi, facendoli apparire come se fossero fatti di cristallo!
    Bellissimo!!
    La neve è formata da uno strato di neve nuova di pochi cm, con un sottile crosta non portante, sotto invece neve bella compatta.
    Si sale bene.
    Oltre il bosco si comincia con le rampe di salita perso la cima, in ambiente scoperto su pascoli in alta quota.
    La prima rampa ha una pendenza sostenuta (e continua) ma ancora accettabile.
    Farà freddo ma il sole scalda bene ed infatti devo svestirmi un po’.
    Tanta gente in salita, per lo più sciatori ma qualche ciaspolatore lo s’incontra.
    Arriviamo a quota 1900 metri circa quando ci si presenta davanti a noi un muro di ghiaccio, è un enorme dosso da passare per accede alla seconda rampa di salita.
    Qui la pendenza è molto sostenuta, sarà sui 40°.
    Molti decidono di desistere e tornare indietro.
    Io sono in dubbio se mettere i ramponi da ghiaccio oppure di tenere le ciaspole che hanno le lame per il ghiaccio. Decido di tenere queste ultime.
    Questa pendenza fa davvero paura con quella neve, marmo puro, gelata dal Burian…
    Ad ogni modo la supero ed arrivo alla seconda rampa di salita su cresta divisioria con il Vallone Matlas, con pendenza più morbida della prima ma sempre costante.
    Qui c’è da prestare attenzione alle cornici di neve.
    Il vento inizia a sverzare, la neve continua ad essere sollevata e mi finisce addosso.
    E’ talmente gelido da non farmi sentire più le parti del viso scoperte non esposte al sole ma, in compenso, non è forte e mi permette di continuare senza problemi.
    La parte finale della seconda rampa la pendenza torna ad essere prepotente, qui devo prestare attenzione al sottile strato di neve spostata dal vento, che crea uno strato cuscinetto tra la neve ghiacciata sotto e le mie ciaspole.
    Altri escursionisti rinunciano.
    Superato questo strappo, mancano poche decine di metri alla vetta: qui è un percorso un pelo esposto in cresta, da fare assolutamente con neve sicura, qui incrocio 4 persone con gli sci che scendono dalla vetta.
    Dopo 2 ore e pochi minuti dalla partenza sono in cima alla Giosolette.
    Il panorama TOGLIE IL FIATO: nessuna nebbia mi copre la visuale, le montagne vicine della vallata sono stupende, si vedono le montagne della Valle d’Aosta, la pianura Cuneese.
    Spettacolo…
    A togliermi il fiato però ci pensa anche il Burian russo, che sulla vetta è costante, senza tregua alcuna.
    Tempo di fare qualche fotografia ed il video per Youtube e subito inizio il ritorno.
    La discesa fino a metà escursione devo compierla con molta attenzione per via del ghiaccio e della neve portata dal vento per il problema che ho già scritto in precedenza.
    Se scivolo faccio un volo fino al sottostante Pian Madoro…
    Comunque tutto procede bene.
    Arrivato alla prima rampa la neve è un po’ cambiata ed è diventata più farinosa, perfetta per scendere in sicurezza e per divertirsi nel farlo.
    Al mio ritorno tanta gente che sale, questa volta più ciaspolatori rispetto alla mia salita.
    Senza nemmeno accorgermene sono alla macchina a Limonetto alle 12:30.
    Li nel parcheggio mangio pranzo e riesco a bere qualcosa, prima con quelle condizioni di temperatura e vento sono ci sono riuscito, anche per non raffreddarmi troppo stando fermo.
    Condizioni proibitive come temperatura ma una gita che ha meritato tantissimo, con una discreta neve ed ottimi paesaggio.
    Consiglio di intraprendere questa gita con neve sicura, in special modo per la seconda parte, e se si ha un buon allenamento per la salita, che in pratica non molla mai, con pendenze fino alla vetta con diversi gradi, alcune molto dure.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.

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