Escursione alla Cima di Nasta – 3108 m – Valle Gesso

La Nasta è una cima importante. Salendo verso il Rifugio Remondino è quella imponente montagna che gli sta alle spalle. Posta a confine tra il Vallone del Gesso della Valletta e la Valle della Rovina contorna a sud il Massiccio dell’Argentera. Sul sito della provincia di Cuneo si trova una mappa del percorso.

Difficoltà: dopo il Rifugio Remondino (2465 m) il percorso si svolge quasi esclusivamente su pietraia e, a causa della mancanza di un vero e proprio sentiero, è adatto ad escursionisti esperti. Dal Colletto della Forchetta richiede anche un po’ di esperienza per alcuni passaggi alpinistici (I°/II°-). Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.360 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.742 metri
  • Altitudine massima: 3.108 metri
  • Difficoltà: F (Facile)
  • Sul percorso: lago, passo, rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Solo su una porzione del percorso
  • Partenza: Indicazioni stradali

Con Valerio lasciamo la macchina alle 8:30 di sabato 30 agosto 2008 alla partenza del Piano della Casa del Re (1750 metri circa). La prima parte del tragitto, fino al lago di Nasta (2809 m), è analoga a quella già descritta nell’escursione al Baus (3072 m).

Dal lago, per attaccare la parete abbiamo due alternative: la prima si presenta ben visibile da questo punto di osservazione e consiste nel risalire direttamente la pietraia per portarsi alla base della parete sud e attaccare la fenditura che porta, con qualche strozzatura, dritti verso la punta centrale della Nasta; la seconda, forse leggermente più facile, consiste invece nell’aggirare il lago sulla sinistra per poi risalire il canalone ben visibile a destra della parete, per portarci in cima al Colletto della Forchetta (3005 m). Noi preferiamo quest’ultima.

La cima di Nasta vista dal lago omonimo

La salita lungo il canalone prima del colletto della Forchetta

Dal colletto della Forchetta verso il lago di Nasta

Raggiungiamo quindi il colletto della Forchetta dove, sbucati sull’altipiano del Baus, percorriamo alcuni metri verso sinistra in direzione di una cengia ascendente individuabile solo facendo un po’ di attenzione.

La base della cengia ascendente

Saliamo quindi per tracce facendo attenzione ai passaggi più esposti (e consigliati solo ad escursionisti esperti).

Alcuni momenti della salita

Intorno alle alle 11:30 raggiungiamo la vetta (3108 m), dove incontriamo alcuni altri escursionisti già sul posto.

Il tempo è magnifico e da qui possiamo ammirare pienamente la Cima Sud dell’Argentera (3297 m) che ci pare quasi di toccare con mano. Trecento metri sotto di noi abbiamo il lago di Nasta che avevamo da poco costeggiato con la sua forma caratteristica di fungo rovesciato. Si scorge anche molto bene il lago del Chiotas e la diga dell’ENEL, poi, verso ovest, il rifugio Remondino. La vista spazia a 360°, ma, per problemi di foschia verso sud, non riusciamo a vedere il golfo di Antibes. Ci spostiamo spesso dalla cima centrale alla cima sud-est (avente la stessa altezza: 3108 metri) per cambiare punti di osservazione.

La cima centrale (3108 m)

La cima Sud-Est (3108 m), il Gelas (3143 m) e il Baus (3072 m)

Le cime della Nasta

Il rifugio Remondino visto dalla vetta

Il panorama verso le altre cime della Valle Gesso

Verso le 12:30 decidiamo di scendere ripercorrendo la medesima cengia fino al colletto della Forchetta. Da qui scegliamo un percorso diverso per tornare al Remondino e, costeggiando a nord la cima di Nasta con alcuni saliscendi tra rocce e detriti, ci portiamo al colle di Nasta (2939 m), ubicato tra la cima omonima e la cima Paganini, per lo spuntino del pranzo.

La discesa verso il Remondino la facciamo percorrendo il franosissimo e infinito canalone che dal colle di Nasta scende verso il sentiero che conduce al passo dei Detriti. Il percorso non è agevole: ogni masso è malfermo e bisogna fare sempre attenzione a non far scivolare giù pietre su chi ci precede. Piuttosto consigliamo di ripetere lo stesso percorso fatto all’andata.

Il franoso canalone del colle di Nasta

Riusciti in qualche modo ad arrivare in fondo, non ci rimane che un po’ di discesa, su sentiero e pietraia più stabile, verso il Remondino e più giù fino al Piano della Casa.

Il Rifugio Remondino e, sullo sfondo, la balconata dei laghi di Fremamorta

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Rifugio Regina Elena

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Rifugio Remondino

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

Disponibile a 10,00

Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)


  1. Gita bellissima e cime da me davvero molto amate; sono salito su Nasta nel 2006 dalla parete sud e disceso sul colle delle Forchette.Avete trovato una giornata stratosferica e le foto sono davvero molto belle.alla prossima gita …ciao.

  2. cuneotrekking


    La Nasta, con le condizioni di tempo trovate da noi, è veramente una cima che quando la conquisti ti appaga: per l’ambiente di alta montagna in cui si trova e per lo spettacolo di cime che la contornano.
    Ciao e grazie per il tuo commento.

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