Escursione alla Cima Missun (Cime Missoun), 2356 m – Valle Tanaro

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Posta sulla dorsale che divide la val Tanaro dalla valle Roya, la cima Missun è situata sulla linea che dal monte Saccarello (2200 m) prosegue in direzione del monte Bertrand (2482 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.070 metri circa
  • Distanza: 18,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.297 metri
  • Altitudine massima: 2.356 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Guardiamoci intorno un attimo. Abbiamo un’infinità di luoghi ancora da scoprire: uno più splendido dell’altro; tra questi qualche perla nascosta alla quale non abbiamo mai prestato attenzione. Poi qualcuno ce la propone…

Era nell’aria. Un salto nell’alta val Tanaro dovevamo farlo già prima. Ne siamo rimasti alle porte tutto questo tempo per svariati motivi: la distanza da casa nostra, le montagne dietro l’uscio di casa, o semplicemente perché sulle Alpi Liguri incombe spesso la nebbia.

L’amico Michele P., che molto si prodiga per il turismo in questa splendida valle, ci ha sollecitati più volte a venirla a visitare. Siamo venuti, ne siamo rimasti affascinati e ci ritorneremo presto. Venendo sul posto abbiamo scoperto tanti altri itinerari di salita alle cime, e non solo, da descrivere prossimamente.

Raggiungiamo Upega intorno alle 9:00 del mattino. La temperatura è di 7° sotto zero. Nella notte precedente sono scesi due centimetri di neve, quel tanto che basta per dare tono al paesaggio. Ci parcheggiamo davanti alla locanda d’Upega e iniziamo la marcia attraversando il ponte, svoltando subito a destra in direzione della graziosa cappella della Madonna della Neve.

Ad un’indicazione per la cima Missun prendiamo la scorciatoia che evita il primo tornante. Tornati sulla strada decidiamo di proseguire sulla stessa senza seguirne altre fino al ponte Giairetto.

Sono oltre tre chilometri di percorso su asfalto che si snodano all’interno di una parte del grande bosco delle Navette che, esteso su una superficie di circa 4700 ettari, è costituito interamente da larici e abete bianco.

Una decina di metri prima del ponte del Giairetto, oltre il quale si entra in provincia di Imperia, proseguiamo sulla sterrata a destra penetrando all’interno di una zona di larici.

In salita tra i larici oltre il ponte del Giairetto

Numerosi tornanti in questa splendido lariceto ci conducono, dopo circa 2,5 chilometri, sulla strada ex militare Monesi-Limone (1900 m circa). Qui svoltiamo a destra e seguendola in leggera salita per circa trecento metri raggiungiamo alcuni cartelli e un punto panoramico.

È un colpo d’occhio meraviglioso. La visuale si apre a ventaglio a nord sulle maggiori vette delle Alpi Liguri: da sinistra il Marguareis (2651 m), la cima Pian Ballaur (2603 m), delle Saline (2614 m), del Mongioie (2630 m), Bric di Conoia (2521 m) fino al Pizzo d’Ormea (2480 m).

Colpo d’occhio sulle cime più importanti delle Alpi Liguri

Zoom sul Mongioie

Sulla cima di Pian Ballaur (a sinistra) e Saline (a destra)

Sguardo d’insieme dal Mongioie al Pizzo d’Ormea

Tra i vari cartelli esposti in questo punto, uno in particolare, decisamente singolare, ci informa che nonostante siamo in territorio italiano, di lì in avanti si attraversa per 6 km il territorio Navette, di proprietà dei cittadini di Tenda, come da lascito nobiliare dell’anno 1200 e che da più di 100 anni è soggetto a caccia severamente controllata.

Svoltando a sinistra nel bosco andiamo ora a costeggiare dall’alto una zona dirupata (ometti).

Verso la cresta…

…con il monte Bertrand che si staglia sullo sfondo

Arrivo sulla cresta; al di là le alte cime della valle Roya

Il termine della salita porta sulla cresta che confina con la valle Roya, a circa metà percorso tra il monte Bertrand (2482 m), a destra, e la cima Missun (2356 m) a sinistra.

Seguendo il sentiero innevato di salita verso sinistra (via Marenca) raggiungiamo prima le falde di un’ anticima e, poco dopo, le propaggini della cima Missun.

Sulla via Marenca verso il Missun

Più avanti

Al fondo, la cima Missun

Nei pressi di un cippo di confine, appena il sentiero accenna la discesa verso il passo di Tanarello (2045 m), svoltiamo a destra per raggiungere in pochi minuti la croce di vetta.

Arrivo in vetta

La veduta dalla cima è spettacolare. A sud il mare, ad ovest le montagne innevate dell’alta valle Roya, tra cui il monte Bego (2872 m) e la cima del Grand Capelet (2936 m), e a nord le più importanti cime delle Alpi Liguri.

Sguardo verso il mare…

…e verso il monte Bego e il Grand Capelet

Oggi non si vede la Corsica per la presenza di una coltre di nubi lungo la costa. Ancora verso sud-est riconosciamo il monte Saccarello (2200 m) e la colossale statua del Redentore posta su un poggio naturale poco distante dal monte.

Zoom sul Saccarello e (a sinistra) sulla statua del Redentore

A malincuore dobbiamo tornare sui nostri passi per scendere nelle vicinanze della colla Rossa, a cavallo con la valle Roya, dove ci concediamo un veloce spuntino sotto la vista del monte Bertrand.

Inizio della discesa dalla croce di vetta

Verso la colla Rossa

Monte Bertrand

Dal punto di sosta, sguardo verso le montagne della valle Roya

Riprendiamo la discesa per tornare al punto panoramico.

Nuovamente in discesa…

…verso il punto panoramico

Da lì girando verso destra raggiungiamo il punto d’incrocio dal quale riprendiamo la strada di discesa tra i larici. Raggiunto il ponte Giairetto e la strada asfaltata torniamo in poco tempo tra le case di Upega, facendo sosta all’accogliente locanda di fronte al parcheggio, gestita da alcuni giovani volenterosi.

Parlando con i ragazzi abbiamo scoperto che la loro cucina casalinga, oltre all’immancabile polenta saracena, piatto tipico di questa zona, offre squisiti piatti di pasta fatta in casa tra cui gnocchi, tagliatelle e ravioli. Buon motivo in più per venire da queste parti (per prenotazioni tel. 0174/390401).

Ringraziamo l’amico Michele per le informazioni, la traccia precisa del percorso e la costanza nell’invitarci perché la valle Tanaro non diventi una valle dimenticata.

 

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Locanda d’Upega

Locanda d’Upega

Upega

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)

  1. Mattia Bertero


    Ciao ragazzi, finalmente la Valle Tanaro :-).
    Bellissima l’escursione che avete fatto che aggiungerò alle mia personale lista di posti da raggiungere della nostra provincia.
    Ci sono stato con Silvia poco tempo fa in Valle Tanaro, sul Monte Armetta.
    E’ una vallata che è davvero particolare, con i suoi ambienti carsici che si trovano da Carnino verso il Rifugio Don Barbera, con un po’ di alta montagna grazie al Pizzo D’Ormea ed la Mongioie, il Bosco delle Navette è stupendo.
    Poi ha quella vegetazione mista tra la macchia mediterranea ed alpina.
    Bravi e complimenti.
    Un saluto da Mattia.


    • Ciao Mattia. Dici bene. Anch’io sono molto attratto dagli ambienti carsici. Fanno parte di un territorio che mi piace tantissimo per il tipo di roccia calcarea mista a tratti di erba bassa, con una incredibile quantità di fiori nella stagione estiva.
      Ciao.


  2. Grazie veramente!! la mia costanza è stata premiata.Descrizione dell’itinerario impeccabile.Ero sicuro che la Valle Tanaro rivelasse tutto il suo fascino a chi avesse voglia di arrampicarsi in questo lembo incastonato tra la Liguria e la Francia.Molte persone, a cui ho segnalato questo bellissimo sito,sentivano però la mancanza di questa Valle; sono state accontentate.Alla prossima volta alla Locanda!!!
    Grazie ancora !!!


    • E grazie a te, Michele, abbiamo scoperto questo meraviglioso territorio che ci riserverà parecchie sorprese. Ne sono certo! Avrò ancora bisogno della tua consulenza e di qualche dritta per scoprire gli angoli meno conosciuti di questa valle. Naturalmente torneremo anche a trovare gli amici della locanda. Ciao, ancora grazie e… alla prossima!!!
      P.S. Per l’itinerario proprio non potevamo sbagliare…

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