Escursione alla Cima Mongioia (Bric de Rubren) – 3340 m – Valle Varaita

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.490 metri circa
  • Distanza: 16,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.852 metri
  • Altitudine massima: 3.340 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Sabato 8 settembre 2007. Le previsioni sono ottime per l’escursione che ci prepariamo a fare. Con Valerio mi sono impegnato a non partire a piedi dopo le 7 di mattina. Per fare questo devo mettere la sveglia alle 4:45 di mattina. Partiamo in macchina alle 5:30, perché da casa nostra a S. Anna di Bellino dobbiamo percorrere un’ottantina di chilometri. Come arriviamo sul piazzale compare ad est un bellissimo sole.

La giornata è splendida e, credo, unica, anche perché durante tutta la giornata non vedremo una nuvola a 360 gradi. Ci eravamo portati l’acqua da casa, ma scopriamo che proprio sul piazzale sterrato, 20 metri a sinistra, c’è un’ottima fontana di acqua freschissima. E’ la prima volta che andiamo sul Mongioia; ne abbiamo tanto sentito parlare, sappiamo che è una gita abbastanza lunga, con un dislivello di circa 1500 metri.

Ci incamminiamo alle 7:07 attraversando un ponticello su per l’ampia strada. Dopo un po’, troviamo un bivio con un segnavia e prendiamo la stradina lastricata a destra; arriviamo ad un piccolo gruppo di case e proseguiamo oltre. Ora la stradina diventa sentiero, e noi lo percorriamo costeggiando la bella Rocca Senghi.

Oltrepassiamo il Varaita su un ponticello di legno e ci portiamo, alla sua destra idrografica, nell’ampio vallone di Rui, salendo in direzione di alcune grange.

Vallone di Rui

Ne troveremo altre più avanti. Più su il vallone si allarga e per un lungo tratto diventa pianeggiante. Si intravede in fondo a destra la Cima Salza (3326 m). Il Mongioia è ancora del tutto nascosto. Il posto, con tutta l’erbetta rasa, è fiabesco. Passando vicino a caratteristiche malghe in pietra si incontrano delle mandrie di mucche e cavalli al pascolo.

Arrivati verso la cima del vallone teniamo la sinistra. Ora il sentiero si fa più ripido e salirà, in direzione nord-ovest, fin nelle vicinanze del Bivacco Boerio. Salendo cominciamo ad intravedere la sagoma del Mongioia. Nei pressi del passo si scorge il bivacco che si rivela una bella sorpresa. Ce lo immaginavamo fatto come quelli della Val Gesso, invece è caratteristico per la sua forma ottagonale, ed è situato in un posto strategico alla bella quota di 3089 metri.

Oltre, qualche metro sotto, c’è il bellissimo lago Mongioia di colore verde-blu. Arriviamo qui alle ore 9:50, vale a dire 2h38’ dalla partenza. Ci fermiamo per scattare foto e ammirare il paesaggio fino alle 10:15.

Bivacco Boerio

Ripartiamo incontrando un gruppo di 3 simpatici giovani di Mondovì e, per tracce, saliamo lungo le pendici del Mongioia che ora è tutto davanti a noi. Arriviamo in punta alle 10:50.

Arrivo in vetta

Sulla vetta del Mongioia

Il paesaggio che si presenta è grandioso. Dalle Marittime alla Val d’Aosta, col Monviso in primo piano, è uno spettacolo indimenticabile. Ammiriamo a sud L’Aiguille ed il Brec du Chambeyron e i vari tremila della Val Maira.

Brec du Chambeyron

A nord, oltre al lac de Longet spicca il Roc della Niera, il Pan di Zucchero ed il Pic d’Asti. Più a nord vediamo il Monte Bianco, il Cervino ed il Rosa. Riusciamo a intravedere verso sud, un po’ più in basso, anche la Bisalta. Non ci teniamo e saliamo su una catasta di pietre vicina alla croce di vetta, sulla quale è situato un punto trigonometrico, sulla cui base piazziamo il cavalletto ed iniziamo a scattare foto panoramiche a 360 gradi.

Ogni tanto mi viene in mente il mio amico bovesano “Gelu” che per suoi impegni non ha potuto venire, e mi dispiace abbia perso questa bella occasione, soprattutto per le condizioni metereologiche favorevoli, ma mi prometto di venire su con lui appena possibile.

Dopo circa un’oretta di permanenza sulla punta ci apprestiamo a scendere, anche perché Valerio comincia ad avere fame e vuole mangiare nei pressi del lago. Verso le 14:00 ci incamminiamo per la discesa.

Discesa dal Mongioia

Consiglio a tutti questa gita per la vastità del panorama e la bellezza dei luoghi.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione al Baus - 3072 m - Valle Gesso

Strutture di appoggio nei dintorni

Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

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Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Blu Edizioni, 2012

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Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

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Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (36)


  1. Sono andato a vedere il tuo Sito,é molto bello e interessante, continua così.
    Un suggerimento: nelle fotografie panoramiche, vedi se ti è possibile inserire i nomi delle vette più significative, così sarebbe più facile orientarsi.
    Ciao Silvio.

  2. cuneotrekking


    Ciao Silvio, grazie per gli apprezzamenti! In effetti la tua mi sembra un’ottima idea, e da questa sera stessa cominceremo a metterla in pratica!


  3. Ciao! Sono stata in cima al Mongioia due estati fa con mio fratello e i miei cugini… tutti appassionatissimi della montagna e innamorati del MOnviso e delle sue valli. E’ stato bellissimo e condivido con voi questa gioia. grazie. Luigina

  4. cuneotrekking


    Ciao Luigina, grazie per la visita al nostro sito, e grazie per il tuo commento, che oltretutto ci ha permesso di scoprire il tuo bel sito, che consigliamo anche agli altri visitatori: http://www.vallevaraita.eu/ .

    A presto!


  5. domenica 21 sett sono andato al mongioia. che fatica arrivare al passo e tornare al piano gaveot. il sentiero non e’ segnalato ed e’ franato in molti punti. io ed altri due incerti incontrati sul posto siamo saliti al colle risalendo una cresta di massi . al ritorno il sentiero non visibile ci ha costretto a scendere a vista con molta fatica. spettacolo pero’ stupendo.

  6. cuneotrekking


    Ho cercato di studiare un pò la situazione. Il sentiero passa sulla sinistra del Pian Gaveot e sale su ripidi pendii erbosi. Probabilmente siete andati oltre e non l’avete incontrato.

  7. massimo musso


    ciao ragazzi è stupenda questa escursione è da tanto che la voglio fare e quest’anno è sicuramente la volta buona. c’è qualcuno che potrebbe solo darmi qualche informazione in più sul pernottamento al bivacco boerio? qualcuno l’ha anche fatta partendo dalla borgata di genzana?

  8. cuneotrekking


    Ciao Massimo, il Bivacco Franco Boerio ha una capienza di 10 posti letto. Non è gestito ed è sempre aperto. Occorre sicuramente evitare i momenti di grande affollamento, specie d’estate, per trovare posto da pernottare. Non l’abbiamo mai raggiunto da Genzana, ma penso che il miglior modo per raggiungerlo sia partendo da S. Anna di Bellino 😉
    Ciao.

  9. massimo musso


    un particolare grazie agli amministratori del sito che con le indicazioni del percorso mi hanno reso agevole l’ascesa,è stata un emozione bellissima mi son mancate per poco le lacrime agli occhi per la bellezza mozzafiato del posto, un particolare che può servire ad altri persone per escursioni future: quando si è terminato il tratto del gelas del buch des sparvieres dove sono ubicate le tante baite mozzafiato, si vira a sinistra e si inizia l’ascesa al bivacco boerio, nella zona della cascata più in vista nel pomeriggio in fase di discesa abbiamo avvistato uno splendido gipeto, tenete d’occhio quindi quel tratto di montagna potreste godere anche voi di questo spettacolo cui ho beneficiato io, vorrei ancora sottolineare l’efficenza e la bellezza del bivacco, non è assolutamente una struttura abbandonata a se stessa, per l’ascesa al mongioia dal bivacco boerio la via più semplice è la cresta di sinistra la facciata ve la sconsiglio scarica molti detriti di piccole dimensioni e molto instabili ciao a tutti

  10. cuneotrekking


    Grazie a Massimo Musso per le ulteriori precisazioni sul raggiungimento del bivacco Boerio e della cima Mongioia. Meraviglioso se si ha la fortuna di avvistare il raro Gipeto.


  11. Salita in solitaria questa splendida e panoramica vetta l’11 settembre 2010. Il lungo avvicinamento prevede un ottimo allenamento, e poi bisogna ricordarsi che quando sei in cima nn sei arrivato , ma si è a metà percorso!! Ricordarsi sempre che bisogna ritornare a valle! Consiglio dal bivacco di salire il versante sud-est , quello di sinistra guardando la cima. Non ha esposixzione ed è facilissimo e ti permette di ridiscendere dalla vetta al bivacco in 20 minuti o poco più. Gita consigliatissima. Nel cielo volteggiava un’aliante, che silenzioso sembrava volesse accompagnarmi nella salita.

    • cuneotrekking


      Ciao Guido. Le tue ultime parole sono una poesia. Mi piace immaginarmi su quella splendida montagna mentre, solo, sto risalendo gli ultimi pendii accompagnato da un angelo custode silenzioso che guarda e vigila i miei passi.


  12. Partenza ore 8:00 arrivo alle 19:00.
    Bellissima camminata, bello il bivacco e bellissimi i panorami questa è la prima volta che arrivo a fare una cima.
    Arrivati in vetta io e il mio babbo abbiamo visto una leggera nevicata peccato per la discesa che e stata tutta pioggia.
    Une emozione che resterà indimenticabile
    Saluti Emanuele

    • cuneotrekking


      Caspita!!! Per essere la tua prima cima ne hai scelta una niente male. Complimenti Emanuele, sei stato davvero in gamba. Peccato che la pioggia, che a quelle altezze può dare davvero fastidio, abbia guastato un pò la festa. Spero che questo sia solamente l’inizio della tua carriera di …alpinista.
      Ciao e ancora complimenti. Elio.

      • Battista Gallian


        Sono il propietario dell’ ultima baita di quel meraviglioso vallone che è il vallone di Rui. Da piccolo, già all’ età di sei mesi ho iniziato a stare in questi alpeggi custoditi dai nonni. Non vi dico che rimpianti per quei bellissimi momenti, quando finite le scuole a Torino si tornava su a Bellino ed a fine luglio si poteva andare su a Rui…sono passati tanti anni!!, ma i ricordi del Mongioia mia accompagneranno sempre

        • cuneotrekking


          Ciao Battista. Sarebbe bello poter ascoltare dal vivo i tuoi racconti di vita veramente vissuta tra le baite e gli alpeggi dello splendido vallone di Rui. Anche se non tutto sarà stato semplice, perchè la vita lassù non era delle più facili, noi immaginiamo che tu debba avere dei ricordi d’infanzia bellissimi ed incancellabili che hanno contribuito alla formazione di tutta la tua vita.
          Ciao e grazie per questo splendido commento.


  13. Salve, quest’estate mio cugino mi ha proposto questo percorso. Non essendo un esperto alpinista, secondo voi verrò dallaxcalabria per lasciarci le penne? Grazie

    • cuneotrekking


      Ciao Andrea. Se tuo cugino te l’ha proposto, vuol dire che almeno una volta l’avrà salito. Non è un’escursione difficile, è indicata per escursionisti esperti. Se hai voglia di camminare e hai un pò di preparazione atletica ce la puoi fare. Tutt’al più ti puoi fermare al bivacco Boerio che ne vale già la pena. Cercate di andarci con una giornata sicura e soleggiata e tutto sarà più bello e facile. Ciao e buona gita!!!


  14. Noi si va di nuovo su questa domenica, si dorme al Boerio e lunedi mattina ahime per lavoro a TO 🙁
    Volevo solo dare un piccolo suggerimento, anzi due 🙂 per chi non lo sapesse beninteso, la rocca Senghi impossibile da non vedere 🙂 nasconde una ferrata, sono 40 50minuti di avvicinamento e poi si ci deve portare l’artezzatura per tutto il resto del giro…però se a qualcuno piace fare ferrate, farla la in mezzo al nulla è molto particolare e poi è poco affollata, ci sono un sacco di gradini che “locciano” ma non si sfilano trq 🙂 è una ferrata da 30 40 minuti, due percorsi per esperti e meno esperti, ma molto…andrenalinica per l’esposizione, occhio però perchè ci sono dei tratti verticali in cui per la distanza dei fix sul cavo si potrebbe, in caso di caduta, arrivare a 5 6 di fattore caduta 🙁
    Sempre sulal Senghi, anzi DENTRO, c’è l’importantissima opera del vallo alpino 213, una galleria da fare assicurati interna e molto altro…chi ama questo genere di cosa inoltre li attorno, guardando BENE, troverò molto pane peri suoi denti…
    buona montagna signori 🙂


    • ciao gheroppa,
      io sono già stato diverse volte sul mongioia, ma sempre solo gita del giorno. Sabato con un paio di amici vorremmo salire il pomeriggio, dormire al bivacco e ridiscendere la domenica. qualcuno però mi ha messo la pulce nell’orecchio che dormire in montagna è “pericoloso” se non ci si è abituati, per via sbalzo altitudine, ossigeno ecc… Mi piacerebbe conoscere dettagli tua esperienza

      • Cuneotrekking


        Ciao Giulio, chi ti ha messo la pulce nell’orecchio ha perfettamente ragione. L’adattabilità alle quote alte non è uguale per tutti gli individui. Bisogna esserci un po’ abituati. Diversi soggetti iniziano ad avere capogiri o cefalee a partire dai duemila metri e questo è già un primo campanello d’allarme. Altri sintomi possono essere nausea o vomito. Quando ciò succede, occorre ridiscendere immediatamente a quote inferiori. Ecco perché gli alpinisti himalaiani ripercorrono più volte, tra i vari campi, il loro tragitto impiegando anche più di un mese per acclimatarsi. Non è il caso vostro, ma se dovessero esserci questi sintomi non bisogna assolutamente sottovalutarli. Ciao


        • grazie x la risp velocissima. Già che ci sono vorrei sapere, se sai dirmi come funziona il bivacco, cioè chi prima arriva meglio è, oppure c’è la possibilità di riservare/conoscere in anticipo disponiobilità?

          • Cuneotrekking


            Il bivacco è una struttura di emergenza non custodita, eretta solitamente in punti strategici di un percorso. Il bivacco Boerio in questione ha una capacità di 10 posti letto dotato di coperte e null’altro. Non si può quindi pensare di occupare la struttura oltre il tempo necessario. Per la disponibilità vale il detto “chi tardi arriva, male alloggia”.

  15. chiotti livia


    era da tempo che volevo salire al lago più alto delle alpi cozie…sono salita in solitaria ,erano le 7,25 quando ho lasciato l’auto prima del ponte a sant’anna da Bellino…..alle 11 esatte ero al bivacco Boerio…poi il lago…ed un panorama mazzafiato!!!!!!!!!non una nuvola,silenzio rotto solo dal vento ………..e dai richiami delle marmotte…questo accadeva ieri mercoledì 25 settembre 2013

    • Cuneotrekking


      Ciao Livia. Complimenti per la bella escursione. Hai trovato sicuramente la giornata ideale per questa salita. A presto!

  16. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi dovevo andare a fare un 3000 metri con la mia morosa ma quest’ultima ieri non è stata bene e non se la sente di fare l’escursione, così mi da la giornata libera per un’escursione in solitaria da qualche parte, visto che conosce la mia immensa passione per la montagna. Cercavo lo stesso un posto da 3000 metri ma senza “bruciare” le possibili cime che vogliamo fare insieme (anche perché poi la mia compagna mi tira qualcosa dietro se lo faccio 🙂 ).
    Penso, penso ed infine mi balza alla mente il Lago Mongioia, 3074 metri, perfetto.
    Così mi sveglio molto presto ed arrivo tra i primi escursionisti della giornata a San’anna di Bellino, giornata stupenda senza nemmeno una nuvola in cielo.
    Devo dire che questo sentiero mi ha messo parecchio in difficoltà per via delle 4 rampe di salite molto ripide da affrontare alternate da piccoli settori di falso piano (a parte la prima che permette di raggiungere il Vallone di Rui dove si può riposare le gambe). Niente di grave sia chiaro, il sentiero è ben segnato e non presenta difficoltà, è stata la pendenza notevole in molti punti a rendermi la vita un po’ difficile, con l’aggiunta che durante la salita c’era poco vento a contrattaccare un sole che picchiava molto forte oggi.
    Ad ogni modo arrivo, piano-piano, al Bivacco Boero ed al Lago in 3 ore.
    La fatica che ho provato viene ampiamente ripagata: già nel vallone c’è una varietà enorme di fiori, poi il paesaggio quasi lunare intorno al Lago è stupendo, per non parlare del panorama circostante. Davvero un posto particolare che crea soddisfazione per il raggiungimento della meta.
    E finalmente esce il vento, quasi freddo in alcuni attimi, che attenua ulteriormente la stanchezza per le gambe provate.
    Molto bello e funzionale il Bivacco Boero, peccato per l’inciviltà di alcuni che hanno lasciato dentro la loro spazzatura.
    Volevo anche salire verso la Cima Mongioia ma le mie gambe avevano proprio finito il carburante, peccato sarà per un’altra volta, le montagne non scappano da li.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia. Anche solo arrivare al bivacco Boerio dà già molta soddisfazione e ripaga degli sforzi fatti fin lì. Ora che hai visto com’è il percorso preparati per lo sforzo finale: il Mongioia (oppure il Salza). Spero che la tua morosa si riprenda velocemente. Falle i miei auguri!!!
      Ciao e grazie per il commento interessante.


  17. Si può andare con il cane sulla cima?
    grazie


  18. sono stato sul mongioia nel 2008, 2014 e 2016. ogni volta una gran fatica soprattutto il ritorno. ma tutti gli anni volgio tornarci. in fondo e’ la cima piu’ alta dopo il viso, ma non e’ un viso di serie b. sono sempre 3341 metri.

  19. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Era il 2015 quando commentai in questa pagina la mia fallita ascensione al Monte Mongioia, oggi approfittando del periodo di ferie ho deciso di riprovare questa montagna, l’ultima volta era stato fermato dalla fatica del dislivello e dalle varie ripide salite.
    Così eccomi questa mattina alle 6:00 nuovamente a Sant’Anna di Bellino dopo 3 giorni dalla fallita escursione al Monte Faraut per maltempo, per oggi le previsioni dicevano che il cielo sarebbe stato sereno fino al tardo pomeriggio ed effettivamente nella zona di Bellino il cielo è perfettamente sgombro con la Luna che illumina ancora i profili delle montagne, fa freddo e soffia un leggero vento freddo.
    Assieme a me due signore partono dietro di me per la stessa mia destinazione.
    Tra l’altro oggi ho da testare un nuovo zaino Salewa 45+5 preso da poco.
    Inizio l’escursione girando introno alla Rocca Senghi ma già alla prima salita sento che le gambe non rispondono come dovrebbero, tendono ad rimanere inchiodate.
    Proseguo nella speranza che sia la classica condizione delle gambe non ancora al 100% ad inizio escursione.
    Ma questo problema prosegue e proseguirà purtroppo…
    Tra l’altro il giorno prima ha piovuto ed il terreno è scivoloso per quasi tutta l’escursione, un problema in più
    Arrivo al falso piano del Vallone di Rui dove posso far riposare le gambe, le cime delle montagne iniziano ad essere illuminate dal Sole albeggiante.
    Dopo il bivio non segnato per il Colle Fiutrusa iniziano le rampe di salita decisa verso il Mongioia.
    Le gambe rimangono sempre un po’ rigide, faccio 20 passi e mi fermo, ne faccio 30 e mi fermo, ne faccio 10 e mi fermo.
    Almeno le fermate durano solo una decina di secondi giusto il tempo di riprendermi per continuare.
    Un passo alla volta la meta si avvicina, spunta il Sole ma non scalda troppo, oggi sono vestito tutto lungo anche considerando che danno lo zero termico intorno ai 4000 m ed a 3340 m supposi che non facessi il caldo di questi ultimi tempi…
    Intano le due signore sono costantemente dietro di me, a volte compaiono altre volte spariscono dalla visuale.
    All’altezza del Piano Cavea sotto le pendici del Salza il mio fisico cede: le gambe si rifiutano di proseguire per più di pochi secondi, il mio stomaco non riesce a mettere niente dentro per lo sforzo, mi gira la testa.
    Ma non demordo mi convinco che anche questa volta al Bivacco Boero ed al Lago Mongioia voglio arrivarci per riprendere le forze per la discesa.
    Il tempo diventa eterno ma ogni passo compiuto è un passo in meno verso la destinazione.
    Non so quale santo mi ha tirato su ma arrivo al Bivacco Boero che mi sembra la cosa più bella che esista al mondo, il panorama è sgombro da nuvole nella parte francese mentre dalla parte italiana la nebbia inizia a salire dalla pianura, fortunatamente il vento soffia dalla Francia verso l’Italia e la tiene lontana dalla nostra zona.
    Il Mongioia ed il Salza svettano sopra di noi, sorprendentemente il Lago Mongioia, nonostante la siccità di questi tempi, è quasi al suo livello massimo.
    Entro nel bivacco e crollo su uno dei materassi, intanto mi costringo a mangiare una barretta proteica e un po’ di cioccolata extra fondente, noto che ci ho impiegato 3 ore e 15 minuti per arrivare fin li pensavo peggio sinceramente.
    Pochi minuti dopo arrivano le due signore.
    Facciamo conoscenza e una di loro vuole salire sul Mongioia.
    Non so cosa è successo ma avere qualcuno che mi possa dare una mano durate la salita mi ridà un po’ di forze e decido di seguirla, non conoscendo bene la via per la croce di vetta mentre lei è esperta di questa montagna.
    Mi spiega che esistono due vie per il Mongioia: tutte e due sono segnate da ometti di pietra e una utilizza le tacche gialle ed è quella più semplice, sfrutta il versante posto sul confine, dove un esperienza di montagna da EE basta e avanza mentre l’altra è segnata con tacche rosse ma si prolunga sul versante italiano fino sotto la cima dove s’inerpica tra pareti rocciose direttamente verso la croce, qui occorre un esperienza di base alpinistica.
    Cerchiamo queste tacche gialle che non troviamo subito.
    Dopo qualche tratto di salita le troviamo e le seguiamo, c’è solo un piccolo passaggino di 4/5 metri d’altezza dove ci si deve arrampicarci, il resti bastano le gambe.
    Più saliamo e ci accorgiamo che il giorno prima dove a Bellino ha piovuto qui in quota ha nevicato e la neve si è ghiacciata proprio sulla via di salita!!
    Dobbiamo improvvisare.
    Comunque dopo mezz’ora dalla partenza la corce ci compare come una benedizione e corriamo verso di lei.
    Ed eccoci in cima al Monte Mongioia, purtroppo il panorama dalla parte italiana è quasi tutto coperto dalla nebbia mentre il lato francese è perfettamente visibile.
    Eccitazione è tanta, specialmente la mia: nonostante i problemi durante la salita al lago eccomi dove volevo arrivare e devo ringraziare Gabriella di Brossasco che mi ha portato in cima motivandomi a salire fino in cima.
    Facciamo tante foto prima di scendere verso il bivacco dove la seconda signora ci sta aspettando.
    Al Boero mangiamo pranzo, intanto arrivano 4 francesi dalla Francia.
    Il tempo però inizia a peggiorare: la nebbia sta salendo verso di noi, il vento è cambiato e ci spinge le nubi verso di noi.
    Io decido di scendere mentre le due signore rimangono li ancora un po’, dopo i saluti ed i ringraziamenti, eccomi ad intraprendere la discesa in solitaria.
    Purtroppo le gambe oggi continuano a darmi problemi: le ginocchia iniziano a farmi male e sono costretto numerose fermate; sul falso piano le nubi coprono il Sole definitivamente fa freddo ed è umido.
    Soffrendo un po’ arrivo alla macchina dopo due ore e un quarto dalla partenza dal bivacco.
    Diamine se oggi ho soffermo, ero in condizioni pessime, però alla fine non so come ma il mio obbiettivo iniziale è stato centrato e sono molto soddisfatto di questo.
    Oggi ho vissuto un’esperienza molto personale: ho conosciuto i miei reali limiti ed ho saputo soverchiarli, la mia forza di volontà è risultata talmente forte da spingermi sempre più su nonostante le gambe.
    Questo itinerario mi ha sempre dato problemi anche in passato quelle 4 volte che ho tentato a salire sul Mongioia fallendo, è la mia bestia nera.
    Nonostante gli allenamenti vari continua sempre a farmi patire.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Complimenti Mattia per essere arrivato in cima nonostante la tua poca forma fisica. Può capitare a tutti di non essere in piena forma, magari dovuta a qualche strano malessere occasionale. La compagnia, nel tuo caso, è stata fondamentale per la riuscita in quest’impresa e poi è anche servita a condividere tanta bellezza. Sei stato davvero tenace e bravo!


  20. Grazie a chi ha voluto regalarci la propria testimonianza nonchè saputo diffondere le utilissime rare e preziose informazioni sul bivacco Boerio. Prossimamente ci andrò pernottando proprio al Boerio… Buona montagna a tutti! Irene

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