Cima Pian Ballaur

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi è stata pensata sul momento, durante l’avvicinamento verso un’altra destinazione.
    Per iniziare oggi ho deciso di concedermi un escursione in solitaria, erano mesi che non ne facevo una e quindi mi sono preso una pausa dai miei colleghi di lavoro e da Silvia per stare a tu per tu con la montagna.
    L’idea era di andare alla Cima delle Saline.
    Grazie ed un Pandino 4×4 prestatomi da un parente ecco che riesco ad arrivare all’imboccatura di Pian Marchisio.
    Sono le 07:15 quando intraprendo la via, il sole non è ancora sorto e fa freddo.
    Davanti a me due escursionisti che puntano anch’essi verso il Passo delle Saline.
    Alla vista della cima ancora innevata mi scattano i dubbi, proseguendo noto che il vallone è ancora abbastanza innevato.
    Non ho proprio voglia di trovare neve…
    Così cambio destinazione e decido di provare a fare le Cime di Serpentera esposte al sole, di conseguenza punto verso il Rifugio Mondovì e intraprendo il sentiero verso il Lago Biecai.
    Nel valloncello prima dello sbarramento del Biecai la fioritura è letteralmente esplosa, specialmente i rododendri, e nell’aria c’è un piacevolissimo profumo di fiori.
    Mentre risalgo lo sbarramento il sole sorge e mi investe come un camion: con c’è vento e il sole batte già molto forte.
    Qui ho un piccolo calo fisico e sono costretto a fare qualche fermata di troppo per prendere fiato, ho sempre un po’ patito il caldo umido che in questi giorni martella la nostra zona.
    Raggiungo la Conca del Biecai e punto verso la Porta Sestrera, alla mia sinistra il Lago Biecai è già sparito come il suo solito proseguendo verso l’estate.
    Tra i vari sali e scendi arrivo all’incrocio con il Colle del Pas e vedo la zona di avvicinamento a questo colle: è quasi sgombra di neve.
    Qui mi viene un’illuminazione e decido di cambiare nuovamente destinazione, decido di puntare verso la Cima Pian Ballaur, non so perché ho cambiato ho seguito l’istinto che forse sarebbe stata più appagante rispetto alle Cime di Serpentera.
    Così punto verso Sud in direzione del Colle del Pas.
    Il sentiero qui si confonde un po’ con l’ambiente e bisogna un po’ prestare attenzione a non perdersi, seguendo i vari ometti di pietra si prosegue senza problemi, basta prestare un po’ di attenzione in più.
    Improvvisamente a sinistra mi compare il Lago Rataia e lo trovo davvero bellissimo, sembra così alieno in un contesto carsico in cui l’acqua nella maggior parte delle volte scarseggia, dopo qualche fotografia allo specchio d’acqua proseguo.
    Nell’ultima parte della salita trovo un po’ di neve che rende un po’ difficile proseguire per la pendenza del versante, la temperatura alta la rende molle e fortunatamente non così difficile d’affrontare, inoltre la pendenza del sentiero è abbastanza sostenuta.
    Arrivo al Colle del Pas dopo quasi due ore di cammino, mi compare davanti la zona carsica Piaggia Bella con la rossa Capanna Saracco-Volante, qui due ragazzi saliti dalla Valle Tanaro proseguono verso la mia mia stessa destinazione.
    La Cima Pian Ballaur è davanti a me, ultimi sforzi.
    Ho un po’ patito la salita verso la vetta per la costante pendenza e per il sole che continua a martellare costantemente, oggi poi nemmeno una nuvola in cielo, cosa abbastanza inusuale per le Alpi Liguri.
    Comunque poco prima della vetta un tratto di qualche decina di metri sulla neve e poi ecco la stele di pietra nel punto più alto.
    Eccomi arrivato alla Cima Pian Ballaur dopo 2 ore e mezza dalla partenza ed il panorama è stupendo a parte il mare e la pianura cuneese nascosti dalla cappa di calore: le montagne della zona del Don Barbera, le montagne della Valle Roya, il Massiccio del Marguareis, le Cime di Serpentera, Cima Cars, il Mondolè, la vicina Cima delle Saline ancora abbastanza innevata ed il Mongioie.
    I due ragazzi incontrati dal Colle del Pas stanno già salendo verso le Saline, intanto arriva in cima anche un cacciatore di scatti di animali che sta esplorando la zona alla ricerca di camosci da fotografare, ci scambiamo quattro chiacchiere prima della sua ripartenza.
    Resto in cima per quasi un’ora dove mi concedo al mio pranzo, scatto numerose fotografie e mi godo il silenzio che la montagna mi sta regalando.
    Durante la discesa incontro diversi escursionisti in procinto di raggiungere il Colle del Pas.
    Dopo un’ora e venti sono al Rifugio Mondovì dove mi fermo qualche minuto per dissetarmi prima di tornare alla macchina.
    Un’escursione che mi ha molto soddisfatto per aver scoperto una vetta che non conoscevo, sono tornato a quote più elevate dopo i mesi invernale e primaverili trascorsi a quote più basse, l’essere da solo poi mi ha permesso di riscoprire appieno la montagna mi ha fatto vedere e sentire quei particolari con non noti quando sei in comitiva.
    In futuro torno poi sulla Cima delle Saline quando sarà sgombra di neve e proverò il Mongioie dalla Valle Ellero (l’ho sempre fatto dalla Valle Tanaro).
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Tra le cime Serpentera e il Pian Ballaur preferisco anch’io quest’ultimo, anche perché con l’avvicinamento arrivi al lago Rataira, sempre molto bello. In estate poi la cima è piena di stelle alpine. La cima delle Saline la puoi fare dal Passo delle Saline, con un bel percorso. Ciao e alla prossima!

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