Escursione alla Cima Pian Ballaur, 2603 m – Valle Ellero

Collocata sul confine con la valle Tanaro, la cima Pian Ballaur è posta sulla linea che collega la Cima delle Saline al Marguareis, a metà strada tra il lago Ratavuloira e il vallone delle Masche.
Accesso in auto: Per raggiungere la base di questa escursione occorre, da Cuneo, pervenire a Chiusa Pesio. Dopo la salita al Mortè, si scende sulla strada di Villanova. Alla rotonda di Roccaforte Mondovì si svolta a destra (chi arriva da Mondovì svolta a sinistra) seguendo le indicazioni per Prea, poi per Rastello. Dal paesino la strada asfaltata si inoltra per svariati chilometri nella valle Ellero (segnalazioni). Dopo aver superato prima il ponte del Sale (976 m) e poi il ponte Murato (1224 m) si prosegue su strada, a tratti sterrata ed in pessimo stato, fino all'ingresso di Pian Marchisio. Per percorrere l’ultimo tratto, piuttosto sconnesso, è consigliato avere un fuoristrada. Noi abbiamo lasciato l'auto circa due chilometri prima del pian Marchisio.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.100 metri circa
  • Distanza: 20,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.520 metri
  • Altitudine massima: 2.603 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Bella e piacevole escursione effettuata in zona carsica, tra pareti bianchissime e prati verdissimi.

Luglio 2015. Raggiungiamo il pianoro dal quale compaiono, come sulla tela di un pittore, la Punta Havis de Giorgio (2203 m), la rocca di Maraquaià (2401 m) e, in mezzo alle due, la cima delle Saline (2612 m).

Pian Marchisio

Percorriamo il tratto di sterrata sulla destra del greto del torrente Ellero che in poche decine di minuti ci conduce nei pressi del rifugio Mondovì (1761 m). Torniamo sempre volentieri a goderci la tranquillità e la bellezza di questo posto, inimmaginabile quando lo si raggiunge per la prima volta percorrendo dal basso lo stretto vallone di accesso. Oggi al rifugio ci sono anche gruppi di francesi e tedeschi. Sul retro del rifugio (palina) seguiamo il sentiero (G5) che prosegue per il colle del Pas, Porta Sestrera e rifugio Garelli.

Dopo qualche centinaio di metri di salita il sentiero piega verso sinistra e percorre, tra rododendri ed altri arbusti, una valletta chiusa al fondo da uno sbarramento naturale. Dopo un tratto su falso piano, il sentiero risale lo sbarramento innalzandosi a zig-zag fino all’intaglio nella roccia, denominato “Porta Biecai”.

Al fondo, lo sbarramento naturale e la Porta Biecai

Subito dopo ci troviamo in un ampio e verdeggiante vallone sospeso chiuso al fondo dal Colle del Pas, delimitato ad est dalle rocche Biecai e dalla Cima Pian Ballaur, e ad ovest dai Rastelli del Marguareis e dalle cime di Serpentera.

Inizio del vallone sospeso (in fondo a sinistra si nota il Colle del Pas)

Il sentiero scende per qualche metro, prosegue poi verso destra lasciando in basso alla nostra sinistra il lago Biecai, in secca in questo periodo per la conformazione carsica del sottosuolo. Poco più avanti lasciamo a destra una deviazione per il lago delle Moie e, proseguendo tra piccoli avvallamenti, tagliamo pendii in leggera ascesa con le curve che seguono le rientranze e sporgenze della montagna.

Percorso su prati

Arrivati ad un ripiano, seguendo una traccia che si sposta verso levante, abbandoniamo il sentiero che si innalza verso Porta Sestrera e il rifugio Garelli e, risalendo piccole balze tra pietre ed erba, raggiungiamo il bel laghetto Ratavuloira (detto anche Rataira) incastonato su un pianoro a 2171 metri di quota. Ci fermiamo un momento per fotografarlo e per ammirare gli Eriofori (fiori bianchi simili a batuffoli di cotone), largamente presenti sulle sponde melmose del lago in questo periodo.

Dal lago Ratavuloira

Particolare degli Eriofori

Riflessi sul lago

Partenza dal lago per il colle del Pas

Con uno strappo riprendiamo il percorso verso destra in direzione del Colle del Pas tagliando le pendici di Punta Emma (2527 m). Purtroppo la giornata, molto promettente dal punto di vista meteorologico al mattino, non lo è più in questo momento per una nebbia improvvisa che sta salendo. Arriviamo sul colle (2342 m), a cavallo tra le valli Ellero e Tanaro.

Per la salita alla cima proseguiamo sul crinale verso est, poi aggrediamo il dorso del monte con una salita poco accentuata, tra lastre di roccia affioranti e tanti fiori, tra cui le stelle alpine.

Sul crinale che ci divide dalla val Tanaro

Stelle alpine

Lago di Ratavuloira, salendo verso la cima

Lungo quest’ultimo facile tratto molti ometti segnano il percorso che termina presso una stele collocata sulla cima più alta.

Verso la cima

La stele nel punto più alto

Siamo a due passi dalla cima delle Saline, situata poche centinaia di metri più ad est, che rimane divisa solamente dal paesaggio lunare del “vallone delle masche” (da noi percorso durante la discesa dalla cima delle Saline).

Dalla cima, il vallone delle Masche

Le nuvole presenti non concedono molta visibilità sulle cime circostanti, specialmente verso il Mongioie (est) ed il Marguareis (ovest).

Durante la discesa

Dopo una permanenza di circa 15 minuti riprendiamo la discesa verso il lago Ratavuloira, dove abbiamo individuato un ottimo punto di ristoro. Ai primi tuoni riprendiamo la strada del ritorno facendo tappa al rifugio Mondovì, in compagnia dell’attore comico Renato Pozzetto, giunto oggi fin qui per trascorrere una bella giornata.

La macchia verde al fondo ha preso possesso del lago

Immagini di discesa verso la Porta Biecai

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione al Colle Est di Rocca la Paur, 2890 m – Valle Gesso

Precedente Traversata Piano della Casa del Re - Colli del Mercantour, Ghiliè – Rifugio Remondino – Valle Gesso

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Cartoguida n. 2, 1:25.000

Cartoguida n. 2, 1:25.000

Blu Edizioni

Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro

Bibliografia

Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri)

Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri)

Gabriele Gallo

Daniela Piazza Editore, 2013

Vedi su Amazon

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi è stata pensata sul momento, durante l’avvicinamento verso un’altra destinazione.
    Per iniziare oggi ho deciso di concedermi un escursione in solitaria, erano mesi che non ne facevo una e quindi mi sono preso una pausa dai miei colleghi di lavoro e da Silvia per stare a tu per tu con la montagna.
    L’idea era di andare alla Cima delle Saline.
    Grazie ed un Pandino 4×4 prestatomi da un parente ecco che riesco ad arrivare all’imboccatura di Pian Marchisio.
    Sono le 07:15 quando intraprendo la via, il sole non è ancora sorto e fa freddo.
    Davanti a me due escursionisti che puntano anch’essi verso il Passo delle Saline.
    Alla vista della cima ancora innevata mi scattano i dubbi, proseguendo noto che il vallone è ancora abbastanza innevato.
    Non ho proprio voglia di trovare neve…
    Così cambio destinazione e decido di provare a fare le Cime di Serpentera esposte al sole, di conseguenza punto verso il Rifugio Mondovì e intraprendo il sentiero verso il Lago Biecai.
    Nel valloncello prima dello sbarramento del Biecai la fioritura è letteralmente esplosa, specialmente i rododendri, e nell’aria c’è un piacevolissimo profumo di fiori.
    Mentre risalgo lo sbarramento il sole sorge e mi investe come un camion: con c’è vento e il sole batte già molto forte.
    Qui ho un piccolo calo fisico e sono costretto a fare qualche fermata di troppo per prendere fiato, ho sempre un po’ patito il caldo umido che in questi giorni martella la nostra zona.
    Raggiungo la Conca del Biecai e punto verso la Porta Sestrera, alla mia sinistra il Lago Biecai è già sparito come il suo solito proseguendo verso l’estate.
    Tra i vari sali e scendi arrivo all’incrocio con il Colle del Pas e vedo la zona di avvicinamento a questo colle: è quasi sgombra di neve.
    Qui mi viene un’illuminazione e decido di cambiare nuovamente destinazione, decido di puntare verso la Cima Pian Ballaur, non so perché ho cambiato ho seguito l’istinto che forse sarebbe stata più appagante rispetto alle Cime di Serpentera.
    Così punto verso Sud in direzione del Colle del Pas.
    Il sentiero qui si confonde un po’ con l’ambiente e bisogna un po’ prestare attenzione a non perdersi, seguendo i vari ometti di pietra si prosegue senza problemi, basta prestare un po’ di attenzione in più.
    Improvvisamente a sinistra mi compare il Lago Rataia e lo trovo davvero bellissimo, sembra così alieno in un contesto carsico in cui l’acqua nella maggior parte delle volte scarseggia, dopo qualche fotografia allo specchio d’acqua proseguo.
    Nell’ultima parte della salita trovo un po’ di neve che rende un po’ difficile proseguire per la pendenza del versante, la temperatura alta la rende molle e fortunatamente non così difficile d’affrontare, inoltre la pendenza del sentiero è abbastanza sostenuta.
    Arrivo al Colle del Pas dopo quasi due ore di cammino, mi compare davanti la zona carsica Piaggia Bella con la rossa Capanna Saracco-Volante, qui due ragazzi saliti dalla Valle Tanaro proseguono verso la mia mia stessa destinazione.
    La Cima Pian Ballaur è davanti a me, ultimi sforzi.
    Ho un po’ patito la salita verso la vetta per la costante pendenza e per il sole che continua a martellare costantemente, oggi poi nemmeno una nuvola in cielo, cosa abbastanza inusuale per le Alpi Liguri.
    Comunque poco prima della vetta un tratto di qualche decina di metri sulla neve e poi ecco la stele di pietra nel punto più alto.
    Eccomi arrivato alla Cima Pian Ballaur dopo 2 ore e mezza dalla partenza ed il panorama è stupendo a parte il mare e la pianura cuneese nascosti dalla cappa di calore: le montagne della zona del Don Barbera, le montagne della Valle Roya, il Massiccio del Marguareis, le Cime di Serpentera, Cima Cars, il Mondolè, la vicina Cima delle Saline ancora abbastanza innevata ed il Mongioie.
    I due ragazzi incontrati dal Colle del Pas stanno già salendo verso le Saline, intanto arriva in cima anche un cacciatore di scatti di animali che sta esplorando la zona alla ricerca di camosci da fotografare, ci scambiamo quattro chiacchiere prima della sua ripartenza.
    Resto in cima per quasi un’ora dove mi concedo al mio pranzo, scatto numerose fotografie e mi godo il silenzio che la montagna mi sta regalando.
    Durante la discesa incontro diversi escursionisti in procinto di raggiungere il Colle del Pas.
    Dopo un’ora e venti sono al Rifugio Mondovì dove mi fermo qualche minuto per dissetarmi prima di tornare alla macchina.
    Un’escursione che mi ha molto soddisfatto per aver scoperto una vetta che non conoscevo, sono tornato a quote più elevate dopo i mesi invernale e primaverili trascorsi a quote più basse, l’essere da solo poi mi ha permesso di riscoprire appieno la montagna mi ha fatto vedere e sentire quei particolari con non noti quando sei in comitiva.
    In futuro torno poi sulla Cima delle Saline quando sarà sgombra di neve e proverò il Mongioie dalla Valle Ellero (l’ho sempre fatto dalla Valle Tanaro).
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Tra le cime Serpentera e il Pian Ballaur preferisco anch’io quest’ultimo, anche perché con l’avvicinamento arrivi al lago Rataira, sempre molto bello. In estate poi la cima è piena di stelle alpine. La cima delle Saline la puoi fare dal Passo delle Saline, con un bel percorso. Ciao e alla prossima!

Il tuo commento