Escursione alla Cima Saben – 1670 m – Valle Gesso

Il Monte Saben è un cucuzzolo di roccia calcarea chiaramente visibile dalla pianura di Cuneo. Sovrasta l’abitato di Valdieri dividendo la Val Gesso dalla Valle Stura. La sua posizione staccata, rispetto al resto delle Alpi Marittime, lo rende ottimale per lo splendido punto di osservazione che spazia dalla Bisalta al Monviso. La sua Cima è anche raggiungibile, con percorso meno ripido, da Sant'Antonio di Aradolo (link).

Dati tecnici

  • Ascesa: 830 metri circa
  • Distanza: 5,6 km circa
  • Altitudine partenza: 845 metri
  • Altitudine massima: 1.670 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Raggiungo, con Riccardo, Valdieri. Saliamo un tratto verso la piazzetta antistante il Municipio. All’inizio della Piazza imbocchiamo, sulla destra, la strada lastricata denominata Via Principe Umberto, percorrendone un tratto. Verso il fondo, alla terza traversa (Via della Torre), giriamo a sinistra. Dopo due curve tra le case, termina l’asfalto.

Seguiamo ora la sterrata che sale a destra nel vallone e, mantenendo la sinistra, ci porta ad un minuscolo parcheggio dove sono installati due grandi tabelloni del Parco. Ci troviamo nella riserva naturale speciale “juniperus phoenicea”. Lì posiamo l’auto (845 m). Sono le 7,32 di martedì 19 ottobre 2010.

Con Riccardo inizio la marcia al centro del vallone Scumbes quando il sole comincia a fare capolino sui monti circostanti.

Il sole fa la comparsa sulla Cima del Lausetto (2687 m), a sinistra e sull’Asta (2950 m) al fondo a destra

Dopo un centinaio di metri percorsi sulla destra di un macereto incontriamo una prima palina che ci indica il percorso da seguire, percorso che d’ora in poi non smetterà più di salire. Affrontiamo, con una lunga serpentina, l’erto pendio su terreno calcareo in mezzo ad una vegetazione di querce, noccioli e ginepri fenici, andando a raggiungere, al termine, un sito denominato “Teit la Crava” (1237 m). Qualche metro avanti un “ometto” ci guida verso destra su un traverso obliquo nel bosco facendoci risalire, subito dopo, nei pressi di una seconda indicazione visibile un pò più in alto.

Palina di segnalazione

Le tracce si spostano sotto la parete rocciosa

A destra si continuerebbe verso un grande pannello ripetitore situato a 1306 metri di quota, ma noi proseguiamo verso Cima Saben obliquando verso sinistra e portandosi sotto le rocce che a picco incombono sul sentiero. Tenendoci grosso modo vicini alla parete rocciosa seguiamo le tracce che portano ad ovest in mezzo ad una vegetazione sempre più fitta che sta assumendo i colori autunnali.

Un altro lungo tratto di salita su traccia, ci conduce infine all’imbocco del canalone ghiaioso, da affrontare con un pò di cautela che taglia, verso destra, tutta la dorsale e in una quindicina di minuti ci porta in cresta.

Uno sguardo sulle montagne a sud

Caratteristico e artistico “ometto”

L’imbocco del canalone ghiaioso

Affacciati ora sul versante della pianura Cuneese ci troviamo a calpestare un po’ di neve, caduta ieri, che ci nasconde eventuali tracce di salita. Non è comunque difficile indovinare il percorso che si tiene appena al di sopra di un boschetto di faggi e taglia in obliquo la cupola sommitale.

Verso la cupola sommitale

Più su deviamo sulla sinistra portandoci sotto la cima che raggiungiamo dopo un’ora e 48 minuti di salita. Qui è collocata l’ormai famosa meridiana che, vista da lontano, ha una vaga somiglianza con un cilindro di preghiera tibetano. Tutt’intorno sono stati applicati piccoli cilindri in ferro che puntano in direzione delle vette principali.

Poco più in là, verso il versante della Valle Stura, è collocata una croce in ferro. Effettivamente da questo punto si ha una visuale totale pressochè perfetta su tutte le Alpi Marittime. Dalla Cima, a sud, lo sguardo domina l’abitato di Valdieri e tutte le cime della Val Gesso; ad ovest il panorama si espande sulla piana di Demonte arrivando via via al Monviso.

Riccardo a due passi dalla Cima

Sguardo a sud

Attimi di relax

Valdieri dalla cima

Verso la piana di Cuneo

La giornata è bella e ci fermiamo un bel momento ad ammirare il paesaggio. Riprenderemo più tardi, a ritroso, la discesa che ci riporterà, ben prima di mezzogiorno, alle nostre case.

A metà percorso in discesa

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)

  1. aldo casetta


    Purtroppo per vari motivi non posso più frequentare la Montagna con l’assiduità ed l’impegno di una volta, ma leggere le Vs. relazioni e vedere le Vs. foto è comunque una gioia. Molte delle Vs gite le ho fatte in passato e le rivivo con Voi con emozione. Comunque grazie e complimenti.

    • cuneotrekking


      Ciao Aldo. Ti ringraziamo di averci scritto. Non conosciamo i motivi per cui non puoi più frequentare la montagna con assiduità. Speriamo però sia solo un impedimento temporaneo. Faremo di tutto per renderti partecipe, facendoti vivere con noi tutte le nostre escursioni. Ciao e grazie.


  2. Ci sono stato un paio di anni fa con due miei amici di Cuneo passando per un sentiero dove c’ erano delle meridiane.

  3. PAOLO SILVESTRO


    Era da tempo che mi ero stampato questa gita ed oggi finalmente è arrivata l’occasione per provarla! E’ stata una bellissima escursione, non impegnativa e appagante..a 2 passi da Cuneo!

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