Escursione alla Cima Sud Argentera, 3297 m – Valle Gesso

È giunto il momento di descrivere la montagna regina delle Alpi Marittime. L’Argentera non ha bisogno di presentazioni. Da Cuneo, se si volge lo sguardo verso sud-ovest, è la cima più alta che si intravede. È stata scalata per la prima volta il 18 agosto 1879 dal reverendo William Auguste Coolidge passando dal canalino di Lourousa. L’attuale via normale lungo la parete est è stata scoperta il 16 agosto 1882 da G. Dellepiane, U. Ponta, R. Audisio.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.550 metri circa
  • Distanza: 14,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.740 metri
  • Altitudine massima: 3.297 metri
  • Difficoltà: PD- (Poco Difficile-)
  • Sul percorso: Passo, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Solo su una porzione del percorso
  • Partenza: Indicazioni stradali

Mercoledì 24 agosto 2011, ore 21:00 mi sento con Riccardo; due minuti di consulto telefonico bastano per deciderci per la Sud dell’Argentera. L’appuntamento è per l’indomani mattina presto.

Alle 6:30 di mattino di giovedì 25 agosto parcheggiamo l’auto al Pian della Casa del Re. Iniziamo subito la marcia verso il rifugio Remondino. Già dopo alcune svolte nel vallone di Assedras notiamo che qualche nuvola sta impadronendosi della parte alta del massiccio dell’Argentera. Speranzosi che siano solamente nuvole passeggere, non ci facciamo troppo caso e percorriamo velocemente il tratto che sale al rifugio.

Appena prima della deviazione per il Remondino troviamo le prime tacche rosse che, con alcuni ometti, danno l’idea di un certo itinerario da seguire nella lunga pietraia che si mantiene sulla sinistra delle ripide pareti della Nasta. In ogni caso puntiamo lo sguardo verso il centro del vallone, dove è chiaramente visibile un poggio erboso da risalire. Oltre il poggio, la marcia prosegue il suo corso nell’infinita pietraia e va a costeggiare, dopo un po’, il canalone che scende tra le Cime Paganini e Nasta. Una conca al fondo, con dei residui nevosi, segna l’inizio della ripida rampa che ci condurrà al Passo dei Detriti (3122 m). Sono circa 500 metri di dislivello di salita ininterrotta.

Al centro della foto (ingrandirla con un click) si noti la traccia di salita che conduce al Passo dei Detriti (foto dalla Nasta).

Armati di santa pazienza la percorriamo portandoci, appena passate le 9:00, sul colletto che ci divide dall’altipiano del Baus.

Dal Passo dei Detriti appena raggiunto, sguardo verso il rif. Remondino

Dal passo, vista su Cima Paganini e Nasta

Bello spettacolo sul lago del Chiotas, 1150 metri più in basso, sulla vicina Nasta, ma lo sguardo va a cercare immediatamente la Cima Sud che si erge maestosa a nord del passo.

La Cima Sud Argentera (al centro della foto) vista dal passo

La sola vista incute già un pò di timore, ma soprattutto desta apprensione vedere alcune persone impegnate sulla stretta cengia ascendente che taglia trasversalmente tutta la parete est. Cengia da percorrere con calma e quando la roccia è ben asciutta.

Superato un piccolo poggio che ci divide dall’attacco, scendiamo nella parte opposta lasciando lì zaini e bastoncini per non avere ingombri che possono provocare sbilanciamenti e per una più agile salita. Alcune lapidi esposte in vari punti ci inducono alla prudenza. Dopo aver sommariamente esaminato il tratto da percorrere, ci incamminiamo in leggera discesa. Nei tratti più esposti della cengia, sono stati fissati alcuni spezzoni di corda. Incontreremo sul nostro cammino due coppie di persone che stanno procedendo in senso inverso.

Nel tratto iniziale della cengia

Un passaggio attrezzato

Verso il termine della parte più esposta la cengia si restringe e, con salita più accentuata, si introduce in una ripida spaccatura della roccia, attrezzata con una corda nodata che può certamente essere molto utile in caso di roccia bagnata.

 

Salita verso la spaccatura della roccia

Poco prima del passaggio attrezzato

In salita nel tratto roccioso

Riccardo in azione

Al termine del tratto, superiamo facilmente le ultime asperità, oltre le quali si accede in breve alla vetta.

È un vero peccato che la nebbia non ci abbandoni neanche un istante, non permettendoci lo spettacolo che ci saremmo aspettati di vedere. Riusciamo ogni tanto, a mala pena, a intravedere la cima nord, a poche decine di metri di distanza. Con una giornata più limpida, avremmo potuto scorgere bene la baia di Antibes e magari anche la Corsica. Pazienza, il tempo non si comanda. Ci promettiamo di ritornarci presto per fotografarla con un’altra luce.

Ultimi metri poco prima della Cima

Autoscatto dalla croce di vetta

Tra la nebbia spunta la Cima nord (3286 m)

In ogni caso siamo felici di aver nuovamente raggiunto questa punta che sentiamo anche un pò nostra, visto che apparteniamo alle Marittime. Dopo una mezz’oretta di sosta riprendiamo la discesa che non presenta problemi di sorta.

Nel ritorno verso il passo

Al Passo dei Detriti troviamo un gruppetto di quattro persone che si stanno preparando per la salita. Velocemente ci portiamo alla base del conoide e, dopo aver ripercorso a ritroso il tratto accidentato nel vallone, raggiungiamo il Rifugio Remondino per rifocillarci. Nei pressi del rifugio ci fa tenerezza vedere un cucciolo di stambecco appena nato, ancora tutto arruffato, seguire costantemente ogni movimento della madre.

Al Remondino il tempo è decisamente migliore

Cucciolo di stambecco con la madre

Al termine, ci facciamo fare un buon caffè dai gestori del rifugio accompagnato da una fetta di crostata. Poi giù in discesa fino al Pian della Casa del Re dove la nostra auto è rimasta ad aspettarci.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Tour del Pic d'Asti con salita al Pan di Zucchero (3208 m) e al Pic Brusalana (3170 m) - Valle Varaita

Precedente Escursione alla Tête de l’Homme (Brec de l’Homme) – 3202 m – Valle Maira

Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (17)

  1. Michelangelo


    Ciao, bellissima la foto del piccolo stambecco. Quest’estate seguendo le vostre orme ho fatto delle belle foto agli stambecchi del passo lausfer e sul colle San Giovanni nella zona della lombarda / santuario di sant’anna.


  2. Che belle le foto … ci sono stata lo scorso anno sull’Argentera, non vedo l’ora di tornarci …
    Serena/ Genova

    • cuneotrekking


      Ciao Serena, quest’anno mi sono proprio divertito a fare l’Argentera. Mi sarebbe piaciuto trovare una bella giornata per la vista che la Cima offre.
      Ciao, Elio


  3. Finalmente una bella recensione di questa splendida escursione. Da anni cercavo, senza mai trovarla, una descrizione dettagliata e accompagnata da foto abbastanza evocative soprattutto della famosa cengia. Come sempre il vostro splendido sito di cui mi sono già servito in passato non delude mai. Unica domanda, che grado di allenamento occorre per farla nel tempo che avete impiegato voi?! Ho letto altrove che qualcuno preferisce addirittura farla in due giorni.

    Alessandro

    • cuneotrekking


      Ciao Alessandro. Grazie per le tue gradite parole. Il nostro motto è quello di descrivere la gita pensando di metterci nei panni di chi si accinge a compierla senza conoscere l’itinerario, corredandola il più possibile con foto significative del percorso.
      Per passare al grado di allenamento, direi che una persona mediamente allenata riesce benissimo a compiere questa escursione in giornata senza sostare al rifugio. Ovviamente, chi vuole prendersela più con calma la fa in due giorni.
      Il tratto più stancante è quello che parte dal Remondino e sale ai Detriti. Nella parte della cengia occorre prendersela con un pò di calma, ma nulla di eccezionale.
      Ciao e grazie, Elio


  4. Bella recensione, scritta molto bene e semplice da capire, foto fantastiche, direi mozzafiato. Sono fortunato perche’ abito molto vicino all’ Argentera ma ho sempre avuto il timore di non farcela, e per questo motivo non sono mai andato in cima , perdendomi tuttto questo spettacolo. Vivo questi momenti condivisi da gente che, come voi ,ci regala questi veri e propri spettacoli della natura in attesa che forse un giorno prendero’ il coraggio e arrivero’ anch’ io fin lassu’. Per ora grazie a Voi per avermi fatto sognare ad occhi aperti!!!

    • Cuneotrekking


      Ciao Aldo, grazie per aver condiviso con noi questa bella escursione. L’Argentera è una bella meta, impegnativa, che bisogna affrontare senza fretta e in condizioni di tempo buono. Lo spettacolo che si ha dalla cima ripaga ampiamente ogni fatica fatta per raggiungerla. Auguro anche a te di poterla salire un giorno per poter godere questi fantastici panorami.


  5. Ciao! Ho letto il tuo articolo e mi è venuta voglia di fare questa bella escursione sull’Argentera, secondo te a giugno troverò del ghiaccio? Inoltre leggo che ci sono delle corde, io sono una buona camminatrice ma non ho mai fatto arrampicate di nessun tipo, troverò delle difficoltà? Grazie!


    • Quest’anno sulle nostre montagne è nevicato molto e la neve è persistente. Ho ragione di pensare che la ripida salita al Passo dei Detriti, nel mese di giugno, possa essere interessata da alcuni nevai. Se vuoi essere più sicura lascia ancora trascorrere un altro mese. Il tratto con le corde non presenta problemi; il problema può essere causato dall’esposizione della cengia, e poi potresti ancora trovare tratti ghiacciati. Non bisogna soffrire di vertigini. Ciao


  6. Ciao
    il tratto della cengia quanto sarà lungo?Ed il tratto roccioso dopo la cengia?
    Mi pare di aver capito che sono state posizionate delle corde fisse, per cui non è necessario essere legati o sbaglio? Bisogna comunque prestare molta attenzione


    • Ad occhio e croce tra i 300/400 metri; il resto non più di tanto. Ci sono delle corde nei tratti più esposti della cengia e nel tratto finale, comunque te la sconsiglio in caso di ghiaccio o roccia bagnata.

  7. giordano roberto


    salve, ho scoperto da poco il vostro sito che trovo molto bello e “facile” per chi come me non è certo un mago del computer. Ho scalato , da solo, la Sud dell Argentera il 2 agosto 2014 e come voi ho trovato una mattinata non proprio limpida ma la soddisfazione è stata ugualmente intensa. Un consiglio se posso ? Mettete nella lista delle prossime escursioni i monti della val Tanaro: sono Alpi vere con panorami stupendi. Cordiali saluti e complimenti.

    • Valerio Dutto


      Ciao Roberto, hai ragione, non abbiamo ancora descritto escursioni nella valle Tanaro. In tanti ce le avete già chieste e prima o poi riusciremo ad inserirne qualcuna perché effettivamente si tratta davvero di una bella zona 🙂


  8. Complimenti per il sito e grazie per le preziose info che ho usato per preparare la salita! Ecco il resoconto della mia gita:


    • Bravo Lorenzo. Molto bello il video. Beati voi che avete trovato tempo bello!
      Buone escursioni future! Ciao


  9. Sono salito sulla cima domenica 13 Agosto 2017. Ho seguito alla lettera il vostro itinerario, che ho trovato molto accurato, preciso e aggiornato.
    Ciao

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