Escursione alla cima Viglino, 2910 m – Valle Roya

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

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La cima Viglino è situata a sud della valle Gesso a confine con la valle Roya (Francia) ed è posta ad est del monte Clapier (3045 m) ad una distanza in linea d’aria di circa 600 metri. Raggiungibile da entrambe le vallate, regala paesaggi magnifici a 360 gradi sulle valli Gesso, Roya e Gordolasque.

Accesso in auto:

Scendendo dal colle di Tenda, a San Dalmazzo di Tenda svoltare a destra (Casterino) e percorrere la lunga strada asfaltata D91 di circa 12 km che porta a Casterino. Dal paesino, superato un ponticello in legno, procedere in direzione nord-ovest verso un parcheggio gratuito, denominato "Portes du Parc" (1719 m), posto a circa due chilometri, dove dipartono strade e sentieri che conducono a Fontanalba, al rifugio Valmasque o alla baisse de Peïrefique.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.220 metri circa
  • Distanza: 17,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.719 metri
  • Altitudine massima: 2.910 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, passo, rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Partiamo dal parcheggio Portes du Parc (1719 m) intorno alle 7:30 sotto un cielo nuvoloso. Le parti alte delle montagne circostanti sono tutte avvolte nella nebbia ma, senza dirlo, ognuno di noi in cuor proprio rimane ottimista per un cambiamento repentino del tempo: la giornata è lunga e tutto può ancora succedere.

Percorriamo la strada ex militare che si inoltra verso il refuge de Valmasque costeggiando il torrente incassato lasciando a destra, dopo circa due chilometri, il sentiero che su passerella conduce al lac de l’Agnel (2431 m).

Proseguendo sulla sterrata raggiungiamo più avanti la Vastière de Valmasque. Un sentiero (palina) abbandona la strada per inoltrarsi su un ripiano verso sinistra.

Proseguiamo poi tra rocce montonate e larici dai colori già autunnali affiancando, più avanti, anche due piccole cascate visibili tra le rocce, quindi ritroviamo nuovamente la stradina che ricompare poco prima della ripida salita a serpentina che ci conduce al bivio per il refuge de Valmasque (balise 98).

Lasciato a destra il percorso per il rifugio, svoltiamo a sinistra (baisse de Fontanalba) sulla mulattiera lastricata raggiungendo un punto panoramico sul lac Vert che a noi oggi è precluso per la nebbia persistente.

La mulattiera scende qualche metro proseguendo verso il lac Noir. Poco prima dello sbarramento la abbandoniamo per seguire un sentiero che va a superare l’emissario del lac Noir e che poi prosegue innalzandosi a serpentina sulle ripide pendici della sovrastante cime Chamineye (2921 m).

In salita dal lac Noir…

Molto più sopra, il sentiero si sposta leggermente verso destra puntando in direzione di un canalino pietroso regalandoci, ora che la nebbia si sta finalmente diradando, stupendi panorami sui lac Vert e Noir.

…verso il canalino pietroso (al centro della foto)

Pian piano le nubi lasciano trasparire i laghi

In basso i lac Vert e Noir finalmente allo scoperto

Tagliata una pietraia ci portiamo a destra dei contrafforti rocciosi della cime Lusière e, mantenendo la sinistra, ci affacciamo nella conca pietrosa lasciando incassato e un po’ nascosto a destra il lac de la Lusière.

Lac Gelé a sinistra e lac de la Lusière

Per la salita al pas de la Fous ci vengono ora in aiuto alcune tacche rosse e ometti. Svoltando leggermente a sinistra iniziamo a risalire una pietraia.

Poco più in alto, deviando verso destra ci avviciniamo alle pareti di roccia che superiamo (con l’aiuto delle mani in un paio di punti) con un traverso diagonale.

Dalle pareti di roccia

Più in alto il sentiero piega nuovamente a destra dirigendosi con alcuni zig-zag verso il pas de La Fous (2828 m) che raggiungiamo al termine della salita.

Salendo al passo con la visuale sui lac Gelé e de la Lusière

Il passo mette in comunicazione la valle Roya con la valle Gordolasque e il vallone adiacente conduce verso il rifugio Nizza.

Di fronte a noi compare il monte Clapier (3045 m), più a destra la cima Asquasciati (3010) e poi la cima Viglino (2910 m).

Dal pas de la Fous, veduta sul monte Clapier

Volgendo quindi a destra ci avviciniamo alla base del monte Viglino per poi iniziare a vista la salita alla cima.

Salendo verso il monte Viglino. Si vede l’aguzzo dente della cime de la Fous

Il passo est del monte Clapier divide la cima Asquasciati (sinistra) dalla Viglino

Ci sono delle tracce visibili e seguendole, senza per forza transitare al passo est del monte Clapier, raggiungiamo la sommità rocciosa.

La cima Viglino è qualche decina di metri oltre e la si nota perché sormontata da un vistoso cippo di pietre. Poco oltre, a nord, spunta anche la cima Cossato.

Il vistoso cippo sulla cima Viglino

Spettacolare il panorama verso la valle Roya, con vista su sei laghi, tra i quali anche quello de l’Agnel.

Dalla cima è visibile il Clapier e ciò che resta del ghiacciaio, ben poca cosa rispetto alle foto scattate un centinaio di anni fa dai primi esploratori.

Monte Clapier e ciò che rimane del ghiacciaio

Il massiccio dell’Argentera spicca a nord-ovest e, in basso, si vede il prà del Rasur con il vallone di monte Colomb; a destra il monte Carbonè. Rivediamo anche il collet de la Charnassère, superato qualche giorno fa.

Bellissimo anche il paesaggio a sud-ovest nella valle Gordolasque, con le cime tra le nebbie e il dente roccioso di cima de la Fous.

Dalla cima, sguardo in direzione della valle Gordolasque

Dalla cima veduta sui laghi Gelé, Lusière, Vert e Noir

Dopo le foto di rito ridiscendiamo al pas de la Fous, quindi al lac de la Lusière.

Proseguiamo poi la discesa fino ad un punto panoramico di fronte al lac Vert dove ci fermiamo per pranzare.

Scendendo dal pas de la Fous

Lac Vert dalla roccia dove pranziamo…

…ma anche lac Noir e du Basto

Il ritorno avviene sul sentiero del mattino. Non abbiamo incontrato altre persone in tutto il giorno.

Ci soffermiamo nella parte più bassa del percorso per ammirare e fotografare il foliage dei larici, mirtilli e altri cespugli, questa volta con un bel sole.

Piccola cascata scendendo dal refuge de Valmasque

Altra cascatella

Scendendo nella Vastière de Valmasque

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio di Valmasque

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Cartografia essenziale

Carta 3841OT, 1:25.000

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Institut Geographique National

Vallée de la Roya, Vallée des Merveilles, Parc National du Mercantour

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (10)


  1. Spettacolo di gita !! Colori autunnali fantastici in basso e grandi panorami in vetta …Quindi l’ascesa alla Viglino non crea particolari difficoltà e si può non considerare alpinistica ?


    • Tranne quei due punti in cui si adoperano le mani non presenta particolari difficoltà. Attenzione solo nel caso di nebbia, perché le tracce non le ritrovi più.


      • Scusi sig.Dutto ma vorrei stare tranquillo. La foto dalle pareti di roccia, dove si usano qualche volta le mani, in caso di scivolo in salita o in discesa portano a reali pericoli o al massimo si scivola 1-2 metri col sedere? La ringrazio


        • Sono pochi metri di strapiombo, comunque ognuno deve poi valutare sul posto secondo le proprie capacità.


  2. Sempre complimentissimi ! Volevo solo chiedere dov’è indicata la data di effettuazione delle vostre escursioni. Certe volte è un dato utile. Grazie !


    • Ciao Adriano. Grazie per i complimenti! Questa l’abbiamo fatta martedì 10 ottobre. Non abbiamo più messo date perché ne abbiamo altre tre in coda che aspettano la pubblicazione. E’ vero che può essere utile come dato, comunque anche le prossime sono tutte riferite a queste ultime due settimane. Grazie ancora, sempre molto gentile. Ciao


  3. Solo una critica….sui dati tecnici secondo me,,sarebbe più completo dare i tempi in ore come si è sempre fatto e credo di non essere il solo a pensarla così. Tutto il resto bravissimi ! Grazie di tutto so long


    • Ciao Mario. Ci abbiamo già pensato tante volte perché non sei il primo che ce lo dice. Riteniamo che i tempi siano una cosa soggettiva, non valgono per tutte le persone, poi ognuno ha il proprio passo e in genere li può valutare considerando due cose: dislivello (generalmente le tabelle indicano 350 metri di dislivello l’ora) e lunghezza del percorso (calcola 4 km l’ora). Sul libro che abbiamo fatto, eccezionalmente li abbiamo indicati.


  4. Bellissima gita e bellissime foto, complimenti!

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