Escursione alla Cime des Lacs (Cima dei Laghi), 2510 m – Valle Roya

La Cime des Lacs (Cima dei laghi), situata all’interno della Valle delle Meraviglie, è una cuspide isolata e rocciosa, collocata in posizione centrale rispetto all’ampia zona lacustre circostante. La cima si rivela uno splendido balcone panoramico sulla Cime du Diable, Mont du Grand Capelet e sul Bego, ma ciò che la caratterizza maggiormente è la splendida visuale che offre sui ben 9 laghi che la circondano.

  • Ascesa: 1.130 m circa
  • Distanza: 19,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.390 m
  • Altitudine massima: 2.510 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: lago, rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

La base di partenza dell’escursione è il lago delle Mesches (letteralmente “confluenza di corsi con molta acqua”) che si raggiunge, con un percorso di circa 9 km, da San Dalmazzo di Tenda prendendo la deviazione per Casterino.

Mercoledì 6 novembre 2013. Gelu, Riccardo, Fulvio, Valerio, Luciano ed io, dopo aver lasciato l’auto presso la centrale nel parcheggio delle Mesches (1390 m) intorno alle 8:35, proseguiamo per alcuni tornanti sulla strada asfaltata che porta a Casterino fino a raggiungere la palina segnaletica indicante la Vallée des Merveilles (un nome già citato nel XVII secolo da Pietro Gioffredo nella sua “Storia delle Alpi Marittime”).

Deviando a sinistra sulla stradina bitumata (jeppabile), ne percorriamo il tratto che, in breve, conduce tra gli insediamenti dell’antica miniera di piombo e argento di Valaura.

Dalla base degli edifici restaurati della miniera, attraversiamo il ponticello in legno per passare sul versante opposto e collegarci, svoltando a destra, alla sterrata carrozzabile utilizzata dagli addetti del Parco del Mercantour e dai mezzi abilitati a portare persone e viveri al rifugio delle Meraviglie.

Ci aspetta un lungo percorso nel Vallon de la Minière. Superato più avanti il lago della Miniera incrociamo e lasciamo poco dopo, ancora a destra, un sentiero che passa al di là del fiume e conduce alla Baisse de Vallaurette.

Proseguendo con pendenza regolare sulla sterrata, ci immergiamo in un estesissimo bosco di larici raggiungendo, qualche chilometro dopo, l’ingresso del Parco del Mercantour, segnalato da alcuni grandi cartelloni.

Con la visuale frontale del Monte Bego, che fa capolino tra le fronde degli alberi, continuiamo per un buon tratto di cammino tra questi boschi dai colori autunnali, raggiungendo un casolare in pietra posto sul lato destro della strada. Un cartello, ai margini, segnala che possiamo salire alle Merveilles “par Sentier”.

Abbandonata la strada, seguiamo quindi la scorciatoia che prosegue dolcemente alle spalle del casolare. Dopo alcuni tornanti raggiungiamo il Vallon de l’Enfer. Il cammino si fa più impegnativo e prosegue sulla destra orografica del vallone.

Dopo un lungo tratto di salita raggiungiamo l’ampia conca aperta dove sono ubicati il Lac Saorgine (2097 m), il Lac Long Inferieur e, poco sopra, il Lac Long Superieure.

Sulle sponde del Lac Long Superieure troviamo il Rifugio delle Meraviglie costruito dal CAI negli anni 1930 ed ora proprietà del CAF, raggiunto dopo circa 8 km dalla partenza.

La conca si allarga e il panorama che possiamo ora ammirare è splendido e si estende fino alla cima del Grand Capelet (2935 m) che spicca a nord-ovest con la sua mole triangolare.

Dopo una breve pausa al rifugio seguiamo la mulattiera che, poco sopra e verso ovest, costeggia in leggera salita il lago Lungo trasferendoci in un’ampia zona prativa, presso le rive del Lac Mouton (2193 m), situato ai piedi della mole della Cime des Lacs.

Contornando il lago, poco prima del bivio per il Pas de l’Arpette (2511 m) e la Baisse de Valmasque (2549 m), svoltiamo a sinistra sull’evidente sentiero che, a tornanti, risale il versante nord della cima. Nelle giornate precedenti le precipitazioni hanno scaricato a queste quote una spruzzata di neve, la prima di questo periodo che oggi troviamo soffice e farinosa.

Durante il primo tratto di salita possiamo già ammirare una parte dei laghi che occupano la zona circostante.

Proseguendo sul versante nord, ci spostiamo a zig-zag all’interno di una ripida gola, in direzione di alcuni torrioni di roccia e di un evidente colletto (2450 m). Un camoscio, dall’alto, ci tiene d’occhio vigilando i nostri passi.

La temperatura rigida ha mantenuto lungo tutto il tratto alcuni centimetri di neve farinosa. In alto e sulla sinistra degli imponenti torrioni raggiungiamo il colletto dal quale possiamo vedere, nel versante opposto, il Lac de l’Huile (2292 m).

Il sentiero si sposta poi verso levante con piccoli tornantini e prosegue più facilmente su un lungo traverso che conduce alla piattaforma erbosa dove, a poche decine di metri, si trova il grande cippo in pietre della cima (km 9,46 dalla partenza).

Il panorama che si gode dal punto più alto ci lascia veramente meravigliati (non a caso siamo nella Vallée des Merveilles). Oltre alla vista dei numerosi laghi, lo sguardo si posa sul mar Ligure che brilla verso sud e sulle alture della lontana Corsica.

Intorno a noi possiamo ammirare la Cime Escandail (2454 m), la Cime du Diable (2685 m), il Mont du Grand Capelet (2935 m) e il Monte Bego (2872 m). La giornata è splendida e la temperatura gradevole.

Dopo una buona mezz’ora di permanenza sulla cima riprendiamo il cammino di discesa fino al Rifugio delle Meraviglie dove possiamo finalmente fare la pausa pranzo.

Più tardi, tornando sui nostri passi, iniziamo la discesa verso le Mesches. Superato il casolare in pietra, raggiungiamo un bivio. Questa volta abbandoniamo la strada per seguire con un percorso diverso, sulla sinistra orografica, il sentiero che scende nel Vallon de la Minière (palina) e che si snoda dolcemente nel bosco.

Poco prima del Lac de la Minière, attraversiamo un ponticello in legno per seguire nuovamente la sterrata fino al parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (5)


  1. bello rivedere questi splendidi posti con una spruzzata di neve!bravi ragazzi…


  2. Partiti con l’intento di fare questa escursione con Alice a seguito, una bellissima e dolce meticcia sui 15 Kg.
    Meno male che abbiamo incontrato appena partiti alcuni locali con dei cavalli a seguito che ci hanno avvertiti che i cani non erano ammessi nemmeno al guinzaglio.
    Siamo ritornati in macchina ed abbiamo proseguirto fino al paesino di Casterino.
    Parcheggiato nella piazzola del paese siamo saliti sul monte di fronte, Mont Chajol 2293 m.
    Ritornati poi indietro con l’auto proseguendo al Colle di tenda senza tornare indietro ma da Casterino proseguendo sempre dritto per l’unica strada esistente (10 Km in meno)


    • Ciao Danilo, devi sapere che è assolutamente vietato portare i cani all’interno del Parco Nazionale del Mercantour, nemmeno al guinzaglio e nemmeno se li portaste in braccio. (nelle note tecniche lo avevamo specificato)


      • Vero…
        Non l’avevo notato e volevo specificarlo per eventuali altri escursionisti.
        Scusa dell’equivoco.

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