Escursione alla Colla Vaccarile (2050 m) e alla Punta Mirauda (2157 m) – Valle Pesio

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

16,00€ (spedizione gratuita)
Tutti i dettagli

La colla Vaccarile e le Punte Mirauda e Agugion sono situate nel Parco naturale del Marguareis sul confine tra le valli Vermenagna (altezza di Limone Piemonte) e Pesio (altezza del pian delle Gorre). Accessibili da entrambe le vallate, hanno punti molto panoramici verso le cime delle Alpi Liguri e Marittime.

Accesso in auto:

Da Chiusa Pesio occorre inoltrarsi nella valle Pesio e superare in sequenza le frazioni di Vigna, San Bartolomeo e la località della Certosa. La strada asfaltata prosegue ancora per qualche chilometro e raggiunge il pian delle Gorre (1032 m) dove termina. Lasciare l'auto nel parcheggio antistante, a pagamento nei fine settimana estivi e tutti i giorni dal 1° al 23 agosto (3,00 €).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.180 metri circa
  • Distanza: 16,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.032 metri
  • Altitudine massima: 2.157 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, vetta
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Oggi, 4 giugno 2015, abbiamo intenzione di compiere un’escursione all’interno del Parco naturale del Marguareis. Per raggiungere la base di partenza, da Chiusa Pesio occorre seguire la valle Pesio e superare in sequenza le frazioni di Vigna, San Bartolomeo e la località della Certosa. La strada asfaltata prosegue ancora per qualche chilometro e termina al Pian delle Gorre.

Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante il Pian delle Gorre (1032 m, a pagamento nei fine settimana dell’estate, tutti i giorni dal 1 al 23 agosto). Superata la sbarra ci dirigiamo subito a destra della baita-rifugio percorrendo il tratto in diagonale che si infila nel bosco di stupendi abeti.

Si passano alcuni ponticelli in legno, che scavalcano prima un rio laterale, poi il torrente proveniente dalle cascate del Saut ed infine, dopo un ultimo tratto in discesa, si arriva presso un ultimo ponte che lasciamo a destra per svoltare sulla mulattiera (indicazioni per Pis del Pesio) che a sinistra sale nel fitto bosco.

In cammino verso il gias Fontana

Dopo aver percorso un buon tratto lasciamo a destra un sentiero che scende verso l’osservatorio faunistico, mentre brusche impennate ci conducono nei pressi del Gias Fontana (1218 m). Pochi metri dopo (segnalazioni) lasciamo proseguire il percorso che porta alla cascata del Pis del Pesio per imboccare quello che verso destra (sentiero H12 Colla del Vaccarile) scende fino al torrente dove facciamo una breve sosta per ammirare la bellissima cascata proveniente dalle sorgenti del Pesio.

La cascata alimentata dalle sorgenti del Pesio

Oltrepassato il ponte in legno ha inizio un percorso a zig-zag nel fitto bosco. Dopo alcuni minuti di cammino lasciamo a sinistra (sud) un viottolo che porta ad ammirare dall’alto le sorgenti del Pesio mentre noi proseguiamo tra i faggi verso ovest incuneandoci nella Gorgia Furnaza.

Usciamo infine allo scoperto sulla radura che si protende sotto la Cima Baban (2102 m) per raggiungere in salita il bivio che porta al Passo di Baban, al gias dell’Ortica e al Passo del Duca (1989 m).

Tratto di sentiero che conduce al Passo di Baban

Volgendo a destra (nord) tagliamo alcune scoscese pendici e, superata una spalla, verso sinistra andiamo a raggiungere il gias sottano del Vaccarile (1668 m).

Verso il gias sottano del Vaccarile

Gias sottano del Vaccarile

Proseguendo nel percorso a semicerchio, passiamo vicino ad alcuni vistosi roccioni; in particolare uno attira la nostra attenzione e lo battezzeremo “dente del gigante”.

Il gias sottano del Vaccarile già a distanza

Il “dente del gigante”

Aggirata la costa scendiamo in una gorgia per alcuni metri e, dopo aver ripreso la salita superando alcune roccette, ci portiamo sul pianoro erboso soprastante, spettacolare per bellezza e quantità di fiori. Un po’ spostato a sinistra è ubicato, in amena posizione, il gias soprano del Vaccarile (1911 m). Torneremo qui per pranzare.

Arrivo al gias soprano del Vaccarile

Procediamo per prati seguendo alcuni paletti segnaletici che ci conducono verso nord-ovest in direzione della colla del Vaccarile, non più molto distante da qui.

Dal gias, in salita verso la colla del Vaccarile

Negli ultimi metri prima della colla

Avvicinandoci abbiamo l’impressione di vedere verso l’alto neve fresca, ma l’illusione è data dalla grande quantità di fiorellini bianchi disseminati dappertutto. Raggiungiamo infine la colla Vaccarile (2050 m), oltre la quale si è in valle Vermenagna.

Arrivo alla colla

L’arrivo di Fulvio

È tutto talmente bello che abbiamo l’impressione di trovarci in un paradiso terrestre (mosche a parte).

Dalla colla lo sguardo raggiunge il massiccio del Marguareis

A poca distanza (nord) abbiamo le punte Mirauda (2157 m) e Agugion (2132 m) che ci aspettano ancora e che abbiamo intenzione di salire.

Il grande panettone che termina sulla Punta Mirauda

Verso sud abbiamo di fronte il Marguareis, il Passo del Duca (1989 m) la conca delle Carsene e la cima della Fascia (2495 m).

Sguardo verso la cima della Fascia

Un ultimo sforzo ci conduce sulla loro sommità, dalle quali è visibile il Bric Costa Rossa (2404 m) e tutta la Besimauda (2231 m) mentre, nel versante opposto, il gias sottano Pittè (1628 m) e il gias sottano del Colle (1588 m).

Dalla cima Agugion veduta sulla Besimauda

Tornando verso la colla troviamo un gruppo di tre ragazze provenienti da Limone, dirette anch’esse alla Mirauda.

A malincuore lasciamo questo angolo di paradiso per scendere fino al gias Vaccarile soprano per lo spuntino del pranzo.

Ritorno al gias Vaccarile soprano

A pochi metri dalla struttura, tra l’erba, fanno la loro comparsa due viperotti (di circa 30 cm l’uno) di qualche fresca nidiata che non faticano a mimetizzarsi tra l’erba bassa. Li fotografiamo e lasciamo andare al loro destino mentre noi, per non correre rischi, ci spostiamo poco più in là sulle pietre dove la presenza di rettili risulta più visibile.

Più tardi abbandoniamo questo bel posto per riprendere la via del ritorno, prima verso il gias Vaccarile sottano, poi al gias Fontana facendo ritorno infine al pian delle Gorre.

Sentiero di discesa al gias sottano

Nei pressi del “dente del gigante” (al centro del prato si noti il gias sottano)

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Pian delle Gorre

Rifugio Pian delle Gorre

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Cartoguida n. 2, 1:25.000

Cartoguida n. 2, 1:25.000

Blu Edizioni

Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (8)


  1. Grazie Elio per l’itinerario,una delle pochissime cose che mi mancano della Valle Pesio,sfruttero’ la traccia gpx molto volentieri!:-)
    …certo che son ben curioso della foto dei due viperotti!!!:-):-):-)


    • Non c’è che dire. La minuscola Valle Pesio offre un’infinità di magnifici itinerari e ne abbiamo in serbo altri per i prossimi giorni.
      Privatamente ti invio la foto di un viperotto. Ciao


  2. Ho tentato tre volte di raggiungere la Mirauda, sempre passando dal Vallone Cravina. Una volta mi ha fermato la nebbia, una volta la neve ancora alta e la terza mi sono perso tra le roccette senza riuscire a giungere al colletto (segnaletica pessima). Ci avevo rinunciato, ma la via che avete proposto mi ha ridato la voglia di provarci Come sempre bravi!
    P.S. I viperotti: deve essere una zona di ripopolamento, Da quelle parti non mancano mai.


  3. Bellissimo itinerario, assolutamente proverò! Ma quanto si impiega all’incirca a salire fino in cima dal Pian delle Gorre?
    Grazie


  4. Ciao Elio, finalmente al quarto tentativo ce l’ho fatta! Però: a) tormento ossessivo di mosche e tafani; b) segnaletica nella parte fuori dal bosco molto carente; c) ci ho impiegato 4 ore! Tre ore servono per il ritorno! Lassù tutto stupendo.


    • Ciao Ludi. Sono molto contento della tua performance! Spero di esserti stato utile con la traccia e le spiegazioni.
      Anche quando siamo saliti noi eravamo già tormentati dalle mosche. D’altronde, la parola Vaccarile sta anche a significare “luogo per mucche” che sono le padrone di quei posti. Sì, la segnaletica è un po’ carente nella parte alta, ma i bastoni infissi nel terreno servono a dare la giusta direzione. Il posto, comunque, ci era piaciuto moltissimo, anche per i tantissimi fiori presenti. Ciao e buone gite!!!

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