Escursione alla punta Ciarnier, 2573 m, dal vallone di Maladecia – valle Stura

Bellissima escursione verso la punta Ciarnier, situata sulla destra orografica della valle Stura nel vallone laterale di Sant'Anna di Vinadio, esattamente sul displuvio tra il vallone solitario di Maladecia e quello di Riofreddo. Offre una visuale incredibile a giro d'orizzonte. La cima è sormontata da un ottocentesco caposaldo.

Da Borgo San Dalmazzo imboccare la statale per il colle della Maddalena. Superato Vinadio svoltare a sinistra all'altezza della strada che conduce al colle della Lombarda e a Sant'Anna di Vinadio e proseguire per alcuni chilometri fino a raggiungere le strutture del Baraccone (1553 m), dove si parcheggia l'auto.

  • Ascesa: 1.040 m circa
  • Distanza: 9,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.533 m
  • Altitudine massima: 2.573 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: forte, gias, vetta
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Lasciata l’auto nel parcheggio tra le case del Baraccone (1533 m) seguiamo la strada che oltrepassa il rio (catena) infilandosi nel vallone di Maladecia.

Il percorso, che da qui porta al gias Soprano, e che mi è stato consigliato dall’amico Piero P., ricalca una stupenda sterrata circondata da larici ingialliti. Superato più avanti il rio, con sinuoso andamento passa sulla destra orografica infilandosi poi sotto la ripidissima china sfociante sulla cima Resdour e terminando il suo corso presso la struttura del gias Soprano (1750 m).

Il sentiero, poco visibile all’inizio, parte una quindicina di metri a monte della struttura e prosegue con un lungo traverso nel senso opposto della strada.

Dopo circa 150 metri, nei pressi di una scarpata, si lascia il sentiero che prosegue quasi in piano e, seguendo alcuni ometti verso destra, saliamo qualche metro per seguirne un altro in direzione nord.

Lo percorriamo obliquamente per un lungo tratto poi riprendiamo quota tra qualche larice nel senso inverso.

Più avanti la salita ci conduce presso un grande larice. Ottimo il panorama sullo sfondo del vallone che comprende la punta Maladecia (2745 m) e, più distante, la Testa Gias dei Laghi (2739 m)

Dopo un ulteriore tratto, svoltiamo su una rampa a sinistra e pervieniamo ad una piccola balza dove permangono resti in pietra di qualche vecchia costruzione. Il sentiero termina qui.

Con leggero diagonale svoltiamo verso destra riprendendo la marcia seguendo alcuni ometti. Qualche centinaio di metri dopo raggiungiamo un’altra balza nei pressi di un masso e un ometto (2100 m circa).

Ora il percorso punta a dirigersi verso la cima, appena visibile in alto. Affrontiamo le pendici erbose con l’aiuto di qualche ometto disseminato qua e là.

Volgendo in alto lo sguardo notiamo due solchi longitudinali nel terreno erboso.

Gli ometti conducono verso quella direzione e quando ci troviamo nella loro vicinanza, la traccia si sposta con un obliquo traverso verso sinistra in direzione del colletto (2440 m) collocato tra la cima Resdour (2474 m) e la punta Ciarnier (2573 m).

Da lì, lasciato il sentiero principale proveniente dal vallone di Riofreddo e diretto al Funs Ciarnier (2542 m) e alla Testa Cairiliera (2638 m), imbocchiamo una traccia che si inoltra sul retro della parete nord della punta Ciarnier e ne risaliamo con traversi e tornanti le ripide pendici erbose fino al forte, collocato sulla cima.

Dalle notizie in nostro possesso sappiamo che fu voluto dal re Carlo Alberto di Savoia e fu costruito nell’insieme dei forti di Vinadio tra il 1834 e il 1847 per lo sbarramento della valle Stura.

Nel complesso difensivo, oltre al forte centrale sono stati costruiti il forte Neghino sulla sinistra orografica, i forti Piroat e Sarziera sulla destra orografica ed i forti Testa Rimà e Punta Ciarnièr sullo spartiacque Rio Freddo/Sant’Anna di Vinadio.

Dal forte il panorama si amplia a 360 gradi consentendoci di ammirare la vicinissima Maladecia (2745 m), la cima Cairiliera (2638 m), la Testa Gias dei Laghi (2739 m), il Malinvern (2939 m), la Testa Rimà (2506 m), e più distante, la Rocca della Paur (2972 m).

Nonostante versi in cattivo stato, è interessante la visita all’interno del caposaldo per apprezzarne il modo in cui fu costruito. Particolari sono le feritoie, metà in pietra squadrata e metà in legno di olmo.

La bella giornata ci consente di rimanere quasi un’ora a contemplare il tutto prima di incamminarci per la discesa.

Riprendiamo più tardi il sentiero scendendo prima al colletto poi, con discesa più ripida, sulle falde erbose per raggiungere, a quota 2100 metri, il masso con ometto.

Lì ci fermiamo una mezz’oretta per rifocillarci prima di intraprendere nuovamente la discesa verso il gias Soprano.

Seguendo ancora una volta la bellissima sterrata facciamo ritorno al Baraccone dove termina l’escursione.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Puoi essere il primo a scrivere un commento.

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.