Escursione alla Punta del Van, 1969 m – Valle Gesso

Dalla Rocca d’Orel e dal Monte Bussaia parte una lunga cresta di roccia calcarea, direzione nord-ovest, che divide il dirupato vallone di Entracque da quello di Roaschia. Nel lungo percorso che va a morire lungo le rive del torrente Gesso, diverse cime si alternano sulla cresta. Tra le altre spicca la falesia calcarea della Punta del Van.
Accesso in auto: Per raggiungere la base dell’escursione, poco oltre le prime case di Roaschia segyure una strada asfaltata (indicazione per il colle del Van) che si inoltra in senso inverso sulla sinistra orografica del vallone. Passando vicino ad alcune borgate ignoriamo due diramazioni verso destra che portano ai tetti Viale e Barlot. Nei pressi dei tetti Crivella lasciamo l’auto in un piccolo spiazzo nel punto in cui, sulla destra, è visibile l’indicazione n. 44/02 - passo del Van.

Dati tecnici

  • Ascesa: 980 metri circa
  • Distanza: 8,9 km circa
  • Altitudine partenza: 990 metri
  • Altitudine massima: 1.969 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Mercoledì 22 maggio 2013. Le previsioni per oggi danno bel tempo ma le nubi tengono ben coperta tutta la pianura cuneese. Partiamo così da casa senza tante speranze, in direzione di Roaschia.

Seguendo un tratto di strada, asfaltato per un centinaio di metri, poco oltre raggiungiamo un bivio (palina n. 44/03 – Passo del Van e Colle Balur) dove svoltiamo a destra. Non rimane che seguire la strada sterrata che prosegue nei boschi di forra con aceri e, in sequenza, frassini e faggi. Per un lungo tratto ci accompagna la nebbia.

Sulla strada mentre si sta diradando la nebbia


A tre quarti di strada incontriamo un boscaiolo che sta scendendo dall’alto e ci rincuora dicendo che un centinaio di metri più su si è fuori dalla nebbia e risplende un bel sole. Con questa prospettiva percorriamo più speditamente il tratto che ci porta al di sopra ed ora, col blu del cielo, tutto appare più bello.

Finalmente fuori dalla nebbia

Attraversato qualche residuato di nevaio ci avviciniamo ad una faggeta, dove udiamo il richiamo del gallo forcello. La sterrata esegue infine un lungo traverso verso destra tagliando tutto il prato terminale che conduce al colle. Un centinaio di metri dopo la abbandoniamo tagliando sui prati verso sinistra in direzione dell’evidente sella perché non intendiamo proseguire al traliccio dell’elettrodotto 380 kV.

Sui prati terminali, sotto la Punta del Van

L’attuale periodo è favorevole per la fioritura della “Fritillaria tubiformis”, specie di tulipano di montagna e delle “anemoni” che qui troviamo di svariati colori e in gran quantità.

In pochi minuti completiamo la salita del prato raggiungendo il displuvio da cui appare un’ampia visuale sui dirupati valloni che scendono in direzione di Entracque e sulle montagne alle spalle del paese. In questo punto della cresta è stata posta un’insegna a ricordo di Giovanni Ghigo, deceduto nel 1999.

La Punta del Van – Valerio ha già raggiunto il Passo

Sguardo sulla Valle Gesso

Sguardo verso nord

Il Passo del Van (1761 m) si trova una trentina di metri più spostato verso sinistra, ed alcune tacche rosse sulle rocce indicano la ripida discesa verso le Gorge della Reina per chi intende scendere nel versante opposto.

Dopo aver sostato un momento in contemplazione del paesaggio, riprendiamo la salita verso la punta, che si trova duecento metri di dislivello più in alto del passo. Non ci sono sentieri marcati che portano su ma, seguendo a grandi linee il filo di cresta, in ripida salita aggiriamo alcune rocce raggiungendo velocemente il culmine della cima, sormontato da un’esile croce di vetta.

Osserviamo che lo strato nuvoloso persiste sulla pianura cuneese e dal punto in cui ci troviamo sembra di essere su un aereo che vola al di sopra delle nubi.

La Bisalta  al di fuori della nebbia

A sud-est invece, fuori dagli strati nebbiosi, si evidenziano il Monte Bussaia (2451 m) e il Servatun (2277 m), mentre in basso è adagiato l’ameno vallone Balur col suo rifugio; ad ovest spiccano l’Asta Soprana (2950 m) e Sottana (2850 m), il Lausetto (2687 m) e il Monte Ray (2318 m).

Salendo verso la Punta del Van, sguardo all’indietro

In lontananza il Servatun e, più distante, il Bussaia

Dalla cima, panoramica sul Colle Balur

Qualche decina di metri verso est, su una piccola punta, è collocata una statuetta della Madonna che andiamo anche a vedere prima di iniziare la discesa sui prati sottostanti.

Dalla statuetta della Madonnina

Dalla Madonnina un ultimo sguardo verso la cima

Un piccolo anello tra una miriade di anemoni ci riporta in basso, nei pressi del Passo del Van dove ci fermeremo per uno spuntino.

Inizio della discesa

Ritornando al Passo tra fiori di anemoni

Più tardi il ritorno verso Roaschia sul medesimo percorso dell’andata.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Commenti (6)


  1. MA COME AVETE FATTO A FARE L’ESCURSIONE E A METTERLA GIA’ SUL SITO? QUANDO SI PARLA DI EFFICIENZA….
    BRAVI!


  2. notevole la vista da lassu’…e con quella nebbia li’ sotto una gioia per gli occhi!bravi…

    • Cuneotrekking


      Quando ci si alza dal letto al mattino e si vede un cielo così grigio, la tentazione istintiva è di rimanere ancora un po’ sotto le coperte. Se hai la volontà di vincere la pigrizia riesci alcune volte a vedere questi spettacoli.

  3. Christian Gianti


    Avete idea perchè da dove proviene il nome Van?
    Grazie!!


    • Ciao Christian. Il nome “Van” (radice prelatina van, altezza, roccia) richiama l’aspetto ripido e dirupato del versante di una montagna (da libro Alpi Sudoccindentali di Michelangelo Bruno)

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