Escursione alla Punta Gioffredo – 2960 m – Valle Stura

Dalla Cima del Corborant una nervatura della montagna scende in direzione di San Bernolfo. Su questa traccia, a poche centinaia di metri, sono posizionati la Punta Gioffredo, meta odierna, il Monte Laroussa e la Cima Saletta (2700 m) divisa dal Passo Laroussa.

  • Ascesa: 1.300 m circa
  • Distanza: 14,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.663 m
  • Altitudine massima: 2.960 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Non è una cima molto frequentata in quanto tutti quelli che salgono da queste parti vanno al più noto Corborant. Per questo motivo ed anche perché il Corborant l’abbiamo già salito parecchie volte, abbiamo desiderio di variare cambiando meta e visuale.

Verso le 7:30, Riccardo ed io parcheggiamo l’auto a San Bernolfo mettendoci subito in movimento. La giornata si presenta serena e il nostro umore è ottimo.

Seguiamo la via che porta ai laghi Lausfer, imboccando quindi il vallone di San Bernolfo. Quando ci troviamo in vista della cascata deviamo verso destra e ci portiamo con alcune scorciatoie al bivio per Barbacana.

Deviando nuovamente verso destra ci dirigiamo a nord, su sentiero fattosi meno ripido, percorrendo il primo tratto a mezza costa sotto le alture del Beccas del Corborant.

Più avanti ci accoglie la conca resa verde dal rio alimentato dal lago Lausfer sottano (2501 m) che ci prestiamo a raggiungere. All’arrivo, notiamo che qualche residuo di neve permane ancora sulle sue sponde. La magnifica giornata odierna lo rende splendente.

Superatolo sulla destra, saliamo in direzione dei quello superiore (2560 m), affiancando prima ancora altri splendidi piccoli specchi d’acqua.

Dal lago superiore dovremmo trovare, a destra del viottolo, la deviazione per la Punta Gioffredo, ma la neve ancora presente e copiosa ce la nasconde. Notiamo però un accenno di sentiero che traccia alcuni zig-zag sui prati soprastanti.

Saliamo in quella direzione ma, dopo un bel tratto, le tracce svaniscono nella pietraia. A questo punto, senza perdere quota, andiamo a raggiungere uno scivolo di erba che notiamo al di là della pietraia e che ci consentirà di portarci alla base di un piccolo tratto roccioso, oltre il quale ci attende un piccolo pianoro con residui di neve.

Da qui un tratto detritico va a finire sotto le rocce di cresta dando modo di portarci verso la direttrice della Punta.

Ancora un ultimo traverso verso sinistra per raggiungere la base del castello sommitale, da cui sale un canalino che si supera con l’aiuto delle mani e conduce in pochi minuti alla vetta di rocce cristalline. Non troveremo croci ad attenderci in punta ma un semplice cumulo di pietre. Un grandioso panorama si apre sulla vallata appena salita, ma soprattutto sul vicino Corborant che finalmente riusciamo a vedere da un’altra angolatura, sul Becco Alto dell’Ischiator e vallone sottostante a ovest e sul vicino Monte Laroussa (2905 m). Poi qualche nuvola e un po’ di nebbia tende a salire fino a noi ma non ci lasciamo impensierire e rimaniamo un bel po’ di tempo a goderci lo spettacolo di queste meravigliose vallate. Notiamo anche la presenza di una persona sul Corborant che salutiamo ad ampi gesti.

Quando siamo presi dai morsi della fame ci decidiamo a malincuore a ritornare sui nostri passi scendendo al lago inferiore di Lausfer, dove una bella pietra montonata, vista lago, è pronta a farci da poltrona e tavolino offrendoci tutto lo spazio per rilassarci in solitudine.

Più tardi,seguendo a ritroso il percorso di andata, ritorneremo a riprenderci l’auto a San Bernolfo.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)


  1. Ciaoo dal lago superiore quanto ci vuole per raggiungere la cima? Grazie

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