Escursione alla Punta Maladecia – 2745 m – Valle Stura

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La Maladécia fa parte di quella catena montuosa di gneiss granitoidi che con la Testa Gias dei Laghi, il Monte Aver, il Monte della Valletta e la Cima Lombarda fronteggia, a sud/est, il Santuario di Sant'Anna. E’ una punta molto interessante ed offre un ampio panorama a 360° sull’arco alpino.

Difficoltà: Dato che il percorso è quasi totalmente privo di sentiero è adatto ad escursionisti esperti che sappiano, all’occorrenza, cavarsela con qualche piccolo passo di arrampicata di I° grado. Tempo impiegato per la salita: ore 2:30 circa.

Dati tecnici

  • Ascesa: 720 metri circa
  • Altitudine partenza: 2.025 metri
  • Altitudine massima: 2.745 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Tante volte ho osservato questa bella punta dai laghi di Sant’Anna. Dal santuario te la trovi imponente di fronte se volgi lo sguardo verso il bivio che va in direzione del colle della Lombarda.

La Punta Maladecia (2745 m) vista dal santuario di Sant’Anna

Mercoledì 23 luglio 2008 Martino ed io decidiamo di salire su questa cima. Per arrivare alle sue pendici occorre prendere la strada che, dopo Vinadio, sale verso Sant’Anna. Raggiunto il bivio per il Colle della Lombarda si lascia la strada che prosegue sulla destra al Santuario. Si prosegue fino a che non si è raggiunto l’ultimo dei tornanti, poi si continua in direzione del colle per altri 800 metri, fin quando compare, a sinistra, un grande prato erboso con stradina sterrata al centro. Qui lasciamo la macchina. Sono le 8:36.

Iniziamo l’escursione percorrendo il primo tratto di strada in leggera discesa fino al fondo del prato. Facciamo un po’ di fatica a trovare il sentiero che, a destra, sale diagonalmente nel boschetto di larici. Scavalcata una montagnola scendiamo nei pressi di un laghetto un po’ in secca; ci teniamo alla sua destra e, una volta superata una prima barriera di sassi ed erba, ci portiamo nella parte soprastante. Davanti a noi abbiamo ora una ripida rampa detritica ed erbosa che, priva di sentiero, risaliamo faticosamente, tenendoci un po’ sulle pietre ed un po’ sull’erba. Verso il culmine pieghiamo diagonalmente a sinistra.

La rampa detritica ed erbosa

Arrivati in cima tagliamo a nord, scendendo di qualche metro, per continuare il nostro percorso su un sentiero che passa nei pressi di un pino isolato. Si continua con qualche leggero saliscendi per un bel tratto sotto la base rocciosa fino ad incontrare, sulla destra, il canalone centrale, che prende quota obliquamente verso destra tra alcuni grandi massi. Questo tratto di all’incirca 300 m di dislivello e particolarmente franoso lo si percorre cercando di tenersi a ridosso delle pareti sulla destra orografica del canalone (alcuni ometti qua e là).

Un torrione incontrato nella parte centrale del canalone

A pochi metri dalla cresta c’è la possibilità di un percorso alternativo (marcato da segni blu), che utilizza uno stretto canalino che sale diagonalmente verso sinistra. Noi saliamo per quello centrale ed in pochi minuti ci troviamo in cresta (2700 m circa).

Il canalone visto dalla cresta

Ora, svoltati a sinistra, non ci rimane che risalire la parte finale su pietraia e magra erba, che ci conduce finalmente in vetta, dove è posta una croce metallica coricata su un lato (probabilmente è stata colpita da un fulmine), con statuetta della Madonna.

Sono le 10:03. La giornata è magnifica e possiamo ammirare il grandioso paesaggio attorno a noi. Innanzitutto il Santuario di Sant’Anna, 735 metri più basso, con i suoi laghetti blu appena sopra e tutta la catena di montagne, dall’Argentera al Corborant a Rocca la Meja, fino alla catena del Monte Rosa.

Martino in vetta

Vista panoramica verso sud

Il Santuario di Sant’Anna e i luoghi di cui abbiamo parlato nel giro ad anello dei quattro colli di Sant’Anna

Ci fermiamo almeno per un’ora e poi scendiamo sullo stesso percorso dell’andata, facendo attenzione a non far rotolare pietre nel ripido canalone.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

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Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)


  1. Ciao,
    è da un bel po’ di anni che col mio oratorio vado ogni luglio a Sant’Anna di Vinadio per 15 giorni. E la Maladecia è sempre lì a sovrastarci, imponente con dei colori bellissimi verso sera. Ogni volta mi chiedo come si faccia a raggiungerla, il tuo post mi ha chiarito abbastanza.
    Credevo si salisse da dietro (prendendo come punto di riferimento Sant’Anna, ma il vostro percorso sale (anche abbastanza dritto) da davanti.

    Dato che mi è sempre interessato salirci, ma non ne ho mai avuto possiblità, ti vorrei chiedere se è possibile per un torinese pantofolaio come me, che fa due o tre escursioni in montagna all’anno arrivarci. Soprattutto contando il fatto che l’ho sempre vista molto impervia e non ho esperienze di arrampicata vera e propria. Tanto più vista l’assenza di un sentiero.

    Grazie.

    Gabbo

  2. cuneotrekking


    Rispondo dicendoti che per raggiungere questa punta non occorre essere alpinisti, basta soltanto partire con un po’ di allenamento e un buon paio di scarponi. Come avrai letto la salita non è così lunga; il tratto più ostico è il canalone centrale, nel quale puoi trovare pietre instabili. Per il resto fa più impressione a vederla da sotto che salirci su. Se hai bisogno di altri ragguagli chiedi pure.
    Ciao.

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