Escursione alla Punta Marguareis, 2651 m – Valle Tanaro

La punta Marguareis è la cima più elevata delle Alpi Liguri ed è collocata sul confine tra le valli Tanaro, Pesio e Roya. Grandioso il panorama a giro d’orizzonte dalla vetta. E' situata in una estesissima e geologicamente interessante zona carsica in cui tutto il circondario è interessato dal fenomeno erosivo del carsismo epigeo e ipogeo con presenza di inghiottitoi, doline, campi solcati, lapies e abissi.
Accesso in auto: Usciti dal casello autostradale di Ceva percorrere la strada statale n. 28 fino a Ponte di Nava (Ormea). Svoltare sulla provinciale n. 154 e imboccare i rimanenti 16 km che separano da Carnino (comune di Briga Alta). Superato Viozene, circa 5 km dopo ad un bivio seguire la strada verso destra che conduce alle borgate di Carnino. Parcheggiare alle porte di Carnino Superiore.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.330 metri circa
  • Distanza: 15,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.397 metri
  • Altitudine massima: 2.651 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Rifugio, Vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Il Marguareis è raggiungibile dalla valle Pesio, da Limone, da Tenda (val Roya) ma oggi lo vogliamo salire dalla sempre sorprendente val Tanaro con un bel percorso ad anello passando per il passo di Mestrelle, il colle Palù e tornare dal vallone dei Maestri.

Partiamo da Carnino (1397 m) poco dopo le 8:00. Il paesino custodisce ancora alcune case in pietra con tetti di paglia di segale a falde inclinate per favorire lo scivolamento della neve, racchiuso tra i frontespizi da due cordoli in pietra, determinando la tipica struttura del “tetto racchiuso”.

Passiamo all’interno della borgata e proseguiamo oltre lasciando poco dopo, a sinistra, una diramazione che conduce ad Upega e al passo del Lagarè (palina). Nel primo tratto superiamo un rio su un ponticello in legno e una cascatella dirigendoci nel vallone Carnino a zig-zag su una bella mulattiera lastricata tra file di frassini, betulle, ciliegi selvatici e arbusti di rosa canina.

Più avanti perveniamo alla fontana dei Giraudi dove riforniamo le borracce di buona acqua. La mulattiera prosegue il suo corso innalzandosi nel piano Ciucchea, lasciando in basso a sinistra un canyon sempre più marcato.

Verso quota 1650/1700 metri lasciamo proseguire il sentiero verso il rifugio Don Barbera (sarà la nostra via di ritorno) e ci inoltriamo a destra (palina) su quello ripido che si dirige al passo delle Mastrelle (2023 m) e al rifugio speleologico Saracco Volante (2209 m).

Ci innalziamo nella gola su un ripido percorso che non dà tregua fino a raggiungere il passo, che si trova poche decine di metri a lato del vistoso masso erratico denominato “Capel ‘d Napuleun”.

Il masso erratico “Capel ‘d Napuleun”

Dalla palina segnaletica riprendiamo quota compiendo un mezzo giro spostandoci sul versante sinistro tagliando la base della cima di Piaggia Bella (2189 m).

Sul sentiero dopo il passo delle Mastrelle

Proseguendo a nord-ovest andiamo a raggiungere il passo della Croce, detto anche passo di Piaggia Bella (2146 m), dove lasciamo, a sinistra, un sentiero che conduce al rifugio Don Barbera (2079 m).

Verso destra procediamo con alcuni sali-scendi tra erba e pietre che ci mantengono a debita distanza dal visibile rifugio speleologico Saracco Volante, posto al centro di una verde conca.

Nella conca è visibile la macchia rossa del rifugio Saracco Volante

Il percorso prosegue ancora per un buon tratto fino alla base di salita per il colle del Pas. Un’indicazione (colle Palù) ci indirizza ora a sinistra.

Salendo tra erba, pietre e massi (tacche rosso/bianche) raggiungiamo un canalone di rocce calcaree in alcuni punti attrezzato di staffe e corde per agevolare la salita che termina al colle Palù, inserito tra la cima omonima (2541 m) e la punta Emma (2529 m). Su questo tratto incontriamo l’amico Massimo, di ritorno dalla punta Emma, con cui abbiamo salito parecchie cime.

Tratto di salita al Colle Palù

Lo sguardo spazia ora sulle vicine cime e lontano sulla punta Marguareis che spicca grigiastra in direzione ovest.

La punta Marguareis dal colle Palù

Qualche minuto per fare il punto della situazione per poi ripartire superando un tratto roccioso (corda) ritrovando subito dopo il sentiero quasi in piano che va a tagliare le basi delle cime Bozano (2568 m) e Pareto (2532 m).

Un tratto in discesa ci porta all’imbocco del canalone dei Torinesi, (2450 m) che lasciamo a destra, una delle vie d’accesso al Marguareis dal rifugio Garelli.

Proseguendo la marcia verso sinistra, tra erba e sassi raggiungiamo uno spallone dove è collocato una palina segnaletica per la cima del Marguareis, lasciando scendere nella conca opposta il sentiero verso il colle delle Galline (2400 m).

Dopo il bivio del canalone dei Torinesi

Alle nostre spalle le cime Pareto e Bozano ed il colle Palù

Sul primo spallone pietroso

In salita verso destra proseguiamo in direzione della cima scavalcando, più avanti, un secondo spallone pietroso fino a raggiungere le ultime asperità e la croce di vetta.

La soleggiata giornata odierna ci concede una vista senza pari in ogni direzione. A pochi metri dalla croce ci troviamo su un abisso di 700 metri che guarda il rifugio Garelli. Verso sud-ovest vediamo anche la cittadina di Tenda (Valle Roya).

Ci scateniamo a far foto ed ammirare i paesaggi e da qui non vorremmo più scendere. Inutile dire che la vista spazia a giro d’orizzonte fino in cima al Piemonte.

Ultimi metri dalla cima

Sulla cima Marguareis

Dalla cima veduta del rifugio Garelli (valle Pesio)

Più tardi riprendiamo il cammino di discesa verso Carnino compiendo il giro ad anello attraverso il rifugio Don Barbera. Per raggiungere il Colle della Gallina (2358 m), a metà via tra la cima e il rifugio, ci sono due possibilità:

  1. tornare al bivio precedente di salita e scendere per la via normale, oppure
  2. scendere direttamente al colle della Gallina lungo la costa Marguareis (questa seconda è più diretta ma un pochino più impegnativa).

Noi scegliamo la seconda opzione, cioè scendendo la cresta verso sud percorrendo inizialmente ampi dossi, quindi proseguendo in picchiata decisa dall’anticima al colle della Gallina, dove c’è il punto d’incontro con la via normale di salita.

Inizio della cresta di discesa

Veduta verso il passo di Scarasson e la conca delle Carsene

Spettacolare veduta della zona carsica percorsa dalla carrozzabile Limone/Monesi

In discesa dall’anticima verso il colle dei Signori

Dal colle della Gallina, l’anticima del Marguareis che ci lasciamo alle spalle

Dal colle il sentiero si dirige verso destra (sud-ovest) attraversando poco più in basso estesi campi solcati, nel luogo dove sono locati diversi abissi (abisso Saracco, abisso Volante, abisso dei Passi Perduti) frequentati da gruppi di speleologi.

Colle della Gallina. Veduta verso la via normale di salita

Tra queste pietre troviamo un posto per la pausa pranzo.

Discesa dopo il colle della Gallina

Scendendo al colle dei Signori e al rifugio Don Barbera

In discesa raggiungiamo prima il colle dei Signori (2111 m), crocevia di strade e sentieri provenienti sia dalla valle Roya (vallon de Malabergue) che dalla Liguria (Monesi) e da Limone Piemonte.

A nord la strada si dirige verso il Plan Ambreuge (territorio francese) e, successivamente, verso la capanna Morgantini (2219 m). Da lì scendiamo al rifugio don Barbera (2079 m).

Scendendo lungo il vallone dei Maestri, facciamo una breve tappa presso la piccola cappella di Sant’Erim prima di scendere al pianoro della Chiusetta e far ritorno infine tra le belle case di Carnino.

Ringrazio l’amico Franco Leonuro, esperto delle Alpi Liguri nonché gestore del sito “Munta e Chinna Trekking“, per alcune dritte sul percorso.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Giro dei laghi di Chianale e colle Longet (2649 m) – Valle Varaita

Precedente Escursione al Monte Laroussa, 2905 m – Valle Stura

Strutture di appoggio nei dintorni

Locanda d’Upega

Locanda d’Upega

Upega

Cartografia essenziale

Carta n. 8, 1:50.000

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Istituto Geografico Centrale

Alpi Marittime e Liguri

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Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)


  1. ciao elio… il Marguareis è una bella gita che ho fatto tempo fa….magari tra qualche giorno se fa caldo così si può tornare su…Facendo parte di bicingiro mi sono iscritta al corso gps con loro…se non bastano i posti riservati all’associazione conto di venire per conto mio in altra data. Mi interessa imparare sullo smatphone…Ti avevo promesso foto ma sto organizzando altro e non ho tempo al momento di aprire l’hard disk …il 26 gennaio al monviso farò vedere le montagne della Patagonia, ti riservo posti, se vuoi,
    è al pomeriggio con unitre…ciaoo franca quella della Losetta


    • Ciao Franca, mi ricordo di te. Brava che ti sei iscritta al corso GPS.
      Verrò molto volentieri a vedere le tue foto della Patagonia. Tutt’altri panorami dai nostri. Se mi riservi due posti mi fai molto piacere.
      P.S. Metterò su anche la Losetta, ma prima ne ho ancora una in attesa.
      Ciao e fammi sapere.


  2. Spendido Marguareis!!!! È una delle mie montagne preferite. Siete stati fortunati per la splendida giornata: la vista impagabile dalla cima ripaga ampiamente la fatica della salita. Belle come sempre le foto, grazie.


    • Ciao Claudia. Il problema delle alpi Liguri è che spesso in estate sono avvolte nella nebbia. Per questo motivo abbiamo scelto una giornata autunnale con buone previsioni. Ciao.

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