Escursione alla Punta Nord di Schiantalà – 2931 m – Valle Stura

Le Cime di Schiantalà sono collocate tra il Becco alto dell’Ischiator (2996 m) e la Rocca Rossa (2995 m) in uno dei posti più appartati delle alpi Marittime. Il luogo, selvaggio e di grande bellezza, è a torto poco conosciuto forse per il fatto di trovarsi vicino a cime più importanti. Questa gita rappresenta la prosecuzione dell'escursione alla Punta Zanotti (2734 m).

  • Ascesa: 1.460 m circa
  • Distanza: 18,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.480 m
  • Altitudine massima: 2.931 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Con un cielo così grigio che certamente non invoglia a proseguire oltre, l’escursione alla Punta Zanotti (2734 m) potrebbe già appagarci ma, tornando verso il laghetto semi ghiacciato, provo ad indicare a Massimo la Cima nord di Schiantalà (2931 m), che potremmo raggiungere con soli duecento metri di dislivello e con la quale ho anche un conto in sospeso. Inutile dire che Massimo aspettava solamente la mia decisione.

Prima di iniziare la salita andiamo ancora a fotografare il lago della Rocca Rossa situato sull’omonimo altipiano a 2680 metri di quota e che si presenta ancora in veste invernale.

Superato il laghetto scendiamo di qualche metro verso le lingue di neve che portano alla base della Nord di Schiantalà.

In continua progressione ci spostiamo verso la parte ovest della cima, aggirando e risalendo le sue pendici ora su neve ora su detriti mobili cercando di individuare il colletto che divide la Punta Nord dalla Centrale. Salendo faticosamente su sfasciumi raggiungiamo infine l’intaglio, sul quale deponiamo gli zaini (e con loro, involontariamente, anche il GPS).

Negli ultimi 50 metri bisogna un po’ mettere mano alla roccia. Scesi leggermente, ci spostiamo a sinistra su un terrazzino erboso (ometti) e dopo una decina di metri risaliamo un canalino di ripide rocce facili al termine del quale sbuchiamo in cresta.

Rimangono ancora alcuni metri di rocce rotte sulla destra che ci portano al cippo di punta. Sotto di noi compare la Comba di Schiantalà con il suo ghiacciaio roccioso e di fronte a noi si innalza maestoso il Becco alto dell’Ischiator (2996 m), alla sua destra le Cime della Montagnetta e poco più lontano la cima del Tenibres (3031 m).

Siamo finalmente appagati per aver raggiunto anche questa seconda punta e possiamo ricominciare la lunga discesa, col tempo che finalmente si sta portando sul sereno, ripercorrendo grosso modo l’itinerario di andata.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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