Escursione alla Punta Tempesta – 2679 m – Alpi Cozie – Valle Grana

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

16,00€ (spedizione gratuita)
Tutti i dettagli
La punta Tempesta divide la Valle Maira dalla Val Grana. Raggiungibile dal Vallone di Marmora, da Castelmagno e da Celle Macra, appartiene geograficamente alla Valle Maira.

Dati tecnici

  • Ascesa: 920 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.761 metri
  • Altitudine massima: 2.679 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali


Gigli di San Giovanni sul nostro cammino

Oggi, domenica 4 luglio 2010 non era mia intenzione salire la Punta Tempesta. Con Marina avevo pensato di recarmi in Valle Maira, a Chialvetta, per una semplice passeggiata verso il Colle della Gardetta. Giunti a Dronero ci imbattiamo in una fila di macchine ferme che sta attendendo il transito di una corsa in bici. Migliaia di ciclisti, mi riferiscono, si stanno dirigendo verso Marmora. Consci che non potremo accodarci nel lunghissimo serpentone che sale tutta la Valle decidiamo di fare marcia indietro e cambiare itinerario.

Dove andiamo ora? Beh, penso, potremmo salire al Santuario di San Magno e poi cercare lì un’alternativa. Ritornati a Caraglio deviamo per Valgrana e ci incamminiamo verso Pradleves. Superato il paese incontriamo gruppetti di ciclisti. Più avanti ne superiamo altri. Poi di nuovo più in su. Qualcuno di loro ci fa capire che ci siamo infilati nella ciclo-turistica della Fausto Coppi. Stupidi a non esserci informati prima! Ora che ci rendiamo conto di essere calati dalla padella alla brace non abbiamo neanche più la possibilità di far marcia indietro. Innestata la prima ci facciamo con l’auto tutta la salita fino al Santuario, arrivando quando oramai sono già abbondantemente passate le 9:00.

Ora dobbiamo decidere dove andare: verso il Fauniera assolutamente no: i ciclisti si stanno dirigendo proprio là. Optiamo di salire per prati verso il Colle Intersile e poi si vedrà. Dal piazzale del Santuario prendiamo un sentiero che taglia i primi declivi portandoci ad imboccare la sterrata.

Cammin facendo troviamo tre simpatici ragazzi di Alba che, come noi, hanno vissuto gli stessi inconvenienti. Compiamo in loro compagnia un lungo tratto di strada a zig-zag attraversando i verdissimi e lussureggianti prati. Una mandria di mucche al pascolo ci fa venire in mente che il loro latte verrà trasformato in prezioso formaggio Castelmagno.

Nei primi prati sopra il Santuario

La fioritura in questo periodo

Da queste mucche proviene il saporito “Castelmagno”

Sopravanziamo prima le grange Nollo (2008 m) e, più avanti, la grangia Sibolet (2073 m); qui facciamo rifornimento d’acqua ad una freschissima sorgente. Un paio di tornanti ci permettono di entrare nella parte alta del vallone che si apre a ventaglio formando un’immensa prateria che raggiunge le pendici dei monti Sibolet e Tibert terminando al Colle Intersile (2516 m).

Lasciata una pozza d’acqua a sinistra seguiamo il sentiero che prosegue al centro del vallone; più avanti riusciamo a intravedere anche la sagoma del Monte Tibert (2647), preceduta da un lungo crinale, in alto a destra. Verso quota 2200 m Marina decide, anche per via del caldo, di non più proseguire. Momentaneamente la lascio per fare una capatina alla Punta Tempesta. Senza seguire tracce o sentieri mi dirigo al dritto puntando leggermente a sinistra del Colle Intersile.

Nei tornanti sopra la grangia Sibolet

Nella parte superiore del vallone

Sentieri che si dirigono verso la punta Sibolet

Superata infine una pietraia raggiungo una placca nevosa oltre la quale ricompare il sentiero che in poco tempo mi guida alla facile Punta. Sono le 11:30. Mi ritrovo solo sulla punta, anche perché sembra che tutti si siano dati appuntamento al Tibert. Da qui infatti scorgo un via vai di gente che dal colle sale l’ultimo tratto del crinale.

Mi affaccio verso il versante nord e, in basso, vedo il lago Tempesta. Scattate alcune foto non mi resta che ridiscendere velocemente verso il colle e poi più giù nel vallone Sibolet dove Marina, senza viveri, è rimasta ad attendermi.

Traverso su placca nevosa e, al fondo, Punta Tempesta

Arrivo sulla Punta Tempesta

Nell’ombra si intravede il lago Tempesta

Dal Colle Intersile parte il crinale che conduce alla vetta del Tibert

Alcune nubi ci fanno decidere di scendere almeno fino alle grange Sibolet per pranzare. Più tardi, contenti di non aver sprecato questa giornata partita così male, riprendiamo la strada del ritorno, ora completamente sgombra di ciclisti.

Parte del Vallone Sibolet

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

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Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Scrivo su questo articolo la mia escursione di oggi perché, nonostante non sia andato a Punta Tempesta, sono andato a Lago Tempesta, sotto alla montagna qui descritta.
    Oggi mia morosa torna con me tra i monti dopo 3 settimane di “inattività”.
    Alle 8:00 parcheggiamo in uno spiazzo vicino alla diramazione delle mulattiere che portano verso il Tibert e verso il Crosetta, sopra il santuario.
    Il tempo non è dei migliori, nonostante le previsioni annunciavano un discreto sereno intervallato da qualche nuvola: nuvoloso con qualche minaccia di pioggia.
    Almeno si sale al fresco 🙂
    Intraprendiamo la sterrata verso il Gias Sibolet, pochi minuti dopo arriva la nebbia dai monti che rende la visibilità di poche decine di metri.
    Siamo totalmente immersi e senza nessun punto di riferimento a parte la strada.
    Mia morosa mi guarda preoccupata, osservo l’altimetro e vedo che la pressione atmosferica è ancora un po’ alta, quindi presumo che in quota questa nebbia non ci sia o almeno che sia meno fitta.
    Deduzione esatta: quando la sterrata diventa sentiero nel mezzo del vallone la nebbia rimane alle nostre spalle e, grazie al vento uscito in quel momento, la spazza verso valle.
    La salita verso il Colle Intersile mette un po’ in difficoltà la mia compagna così sono costretto a qualche fermata per aspettarla.
    Si arriva piano-piano al colle.
    La nebbia è diradata completamente e da lassù osservo il panorama migliore della giornata: le montagne delle Alpi Marittime verso la Valle Grana ed le valli laterali di Celle Macra e Marmora verso la Valle Maira. La pianura nascosta da una coperta di nuvole e nebbia molto bella da osservare.
    Scolliniamo in Valle Maira, più avanti compare il Re Monviso e la zona di Elva.
    Il Tibert alla nostra destra e Punta Tempesta a sinistra ci accompagnano lungo la strada, più spostata a destra la Bassa di Narbona.
    Il sentiero per il Lago Tempesta è segnato nei cartelli ma all’atto pratico bisogna trovarlo affidandosi alla cartina ed al senso dell’orientamento, la traccia la si ritrova quando si inizia a scendere nella parte terminale del Vallone di Marmora ma è sempre capricciosa: a volte è bella evidente, altre volte scompare.
    Ad ogni modo riusciamo ad individuare la conca del lago.
    Infine ci arriviamo dopo un cammino di 2 ore e 40 minuti in totale.
    Il posto è molto ma molto tranquillo grazie al fatto che questo specchio d’acqua risulta un po’ isolato rispetto ai sentieri più conosciuti, infatti non c’era nessuno quando siamo arrivati noi, solo io e lei.
    Dopo aver mangiato pranzo ed una sosta di un’ora riprendiamo la via del ritorno.
    Qui il tempo migliora drasticamente, compare il sereno che dura fino all’arrivo al Gias Sibolet dove si riannuvola ed inizia a cadere una leggera pioggia.
    Ah, al Colle Intersile ho osato proporre una capatina al Tibert vista la sua vicinanza (una mezz’ora di cammino) ma lo sguardo della mia compagna parla da solo: niente Tibert, si torna a Castelmagno 🙂
    E’ stata un’escursione particolare anche perché abbiamo dovuto un po’ “trovare” questo lago isolato, fare un po’ di fuori sentiero, interpretare le tracce. E’ stato interessante.
    Un saluto da Mattia e questa volta anche da Silvia di Mondovì.


    • Ciao Mattia, è sempre molto simpatico il tuo modo di raccontare le escursioni, mi mette il buon umore specialmente quando parli di tua morosa… Giustamente, se non vuoi perderla, la devi assecondare e… (qualche volta) ascoltare. Per andare al lago Tempesta non hai pensato di arrivarci dalla Val Maira? Mi pare di ricordare che si possa anche arrivare da Celle Macra, ma devo accertarmi, specialmente su dove bisogna lasciare la macchina.
      Comunque hai fatto veramente una bella gita, peccato per la pioggia che proprio non ci voleva.
      Grazie ancora per averci fatto vivere questa bella camminata. Un saluto a te e a Silvia anche da parte dei miei amici.

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio. Si, per andare al Lago Tempesta si può intraprendere il sentiero da Celle Macra oppure un altro da Marmora ma è più ripido e più lungo. Ho preferito partire da Castelmagno perché come lunghezza il sentiero è più corto ed inoltre è più vicino rispetto a Mondovì come viaggio in auto. Un saluto


        • Ciao Mattia, forse hai fatto la scelta giusta, anche se poi hai dovuto farti nuovamente la salita fino al Colle Intersile.
          Ciao ed un saluto anche a Silvia.

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