Escursione alla Punta Udine, 3022 m – Valle Po

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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A nord-ovest del Monviso, tra le valli Po e Guil, spiccano diverse cime intermedie che degradano verso la valle Pellice. La punta Udine è posta a metà di questo percorso tra la punta Roma e Venezia. In giornate limpide può diventare un balcone panoramico d’eccellenza verso il vicino Monviso.

Accesso in auto:

Il pian del Re, base di partenza dell’escursione, si raggiunge da Saluzzo svoltando a ovest nella valle Po. Superati i paesi di Revello, Rifreddo, Sanfront e Paesana si perviene infine a Crissolo dove, a centro paese, si segue a destra la stradina asfaltata che sale al pian Melzè e infine al parcheggio di pian del Re (costo: 5,00 € per auto).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.090 metri circa
  • Distanza: 11,9 km circa
  • Altitudine partenza: 2.010 metri
  • Altitudine massima: 3.022 metri
  • Difficoltà: F (Facile)
  • Sul percorso: lago, passo, rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Torniamo per un bell’anello nella meravigliosa valle Po una settimana dopo aver salito il monte Meidassa. Il giro programmato per oggi comprende la salita al rifugio Vitale Giacoletti e alla punta Udine dal “coulòur del Porco”. Il ritorno verso il pian del Re lo facciamo ad anello attraverso il cosiddetto “sentiero del postino”. Per non trovarci avvolti nella nebbia fin dai primi passi come la volta precedente arriviamo al pian del Re alle 7:00 di mattina. Un bel sole sta già illuminando la parete est del Monviso. Ci incamminiamo dal parcheggio con semicerchio verso sinistra superando a monte le sorgenti del Po.

La mulattiera si innalza a brevi tornanti e ci porta rapidamente sulla riva del lago Fiorenza (2113 m) che ci regala bellissime immagini verso l’imponente sagoma del Monviso.

Lago Fiorenza e Monviso al fondo

Decine di salamandre nere, anfibio endemico delle Alpi Cozie (salamandra Lanzai), uscite dopo la pioggia notturna, sono presenti lungo il sentiero e sono state sorprese da noi prima di far rientro alla loro base. Non si tratta di animali a rischio di estinzione, ma inclusi nell’elenco delle specie di animali d’interesse comunitario.

A fine lago lasciamo proseguire la mulattiera in direzione del lago Chiaretto (2261 m) e seguiamo il sentiero V26 che, a destra, sale per scavalcare una barra rocciosa, concedendoci belle retrospettive sul lago Fiorenza.

Lago Fiorenza dall’alto

Il sentiero si innalza nel verde fra rododendri e una miriade di fiori, conducendoci su una balza dove giacciono il lago Lausetto (2324 m) ed altri minuscoli specchi d’acqua.

Con breve percorso in discesa di pochi minuti verso nord ci spostiamo fino ad un belvedere dal quale possiamo godere la magnifica veduta sul lago Superiore (2313 m).

Lago Superiore

Tornati indietro al bivio, riprendiamo il sentiero che sale in direzione del rifugio Giacoletti incrociando, poco sopra, un altro bivio che proviene dal lago Chiaretto.

Il sentiero riprende a salire a tornanti dai quali appaiono in basso tutti i laghi superati in precedenza rendendo ben visibile, a sud-est, la sagoma del Viso Mozzo.

In salita dal lago Superiore

Immagine in retrospettiva verso il lago Lausetto

In fondo a sinistra il Viso Mozzo

Giunti nei pressi di una pietraia (quota 2560 m) lasciamo proseguire il sentiero V18 che conduce al passo del Colonnello (2995 m) e alla punta Roma (3070 m) e svoltiamo a destra per superare la ripida china meridionale delle Rocce Alte.

Il percorso prosegue nel pietroso avvallamento sotto le pareti rocciose di punta Roma e Udine e diventa sempre più di alta montagna mentre la nebbia si fa ancor più presente.

Nel pietroso avvallamento

Tratto di salita

Un ultimo tratto di salita, seguito da una breve discesa, ci conduce infine al colle Losàs, dove sorge il rifugio Vitale Giacoletti (2741 m) oggi al completo per le moltissime presenze.

Rifugio Giacoletti tra la nebbia

Per la salita alla punta Udine ci spostiamo pochi metri oltre il rifugio, dove parte la traccia di salita al canalino incassato denominato coulòur del Porco.

Superato un nevaio risaliamo un breve tratto di sfasciumi addentrandoci nel vivo di questo canalone.

Sul nevaio verso il coulòur

Ben presto ci troviamo a risalire un lungo tratto attrezzato di corde, catene e staffe in acciaio che aiutano a districarci tra ripide paretine e blocchi rocciosi.

Tratto di salita su staffe

Addentrandoci nel canalino

Con prudenza ci portiamo verso l’alto. Poco prima dell’uscita sul passo incrociamo un gruppo di escursionisti francesi provenienti dal vallone di Guil che stanno scendendo al Giacoletti.

Raggiungiamo il passo (2920 m) dal quale possiamo avere un’ampia visuale sul basso vallone francese di Guil.

Arrivo al passo

Da qui se si va a destra (nord), si arriva alla punta Venezia (3095 m) viceversa, a sinistra (sud), alla punta Udine. Oggi scegliamo questa seconda opzione iniziando la salita diagonale a vista tra blocchi e lastroni di pietre che ci porterà a raggiungere la croce di vetta.

Salita verso Punta Udine

La nebbia, purtroppo presente in valle Po, non ci permette di vedere il precipizio sul versante italiano e l’ampia visuale del Monviso e delle altre cime intermedie. Dalla parte opposta (nord) riusciamo però ad inquadrare in lontananza la punta Venezia (3095 m).

Luciano dalla croce dei vetta

Punta Venezia vista da punta Udine

Più tardi riprendiamo la discesa verso il passo e poi al coulòur del Porco per raggiungere nuovamente il rifugio Giacoletti.

Inizio discesa nel coulòur del Porco

Già in basso

Ritorno al Giacoletti

Riprendiamo la discesa con la prospettiva di compiere un anello nella direzione opposta (nord).

Qui il percorso (sempre ottimamente segnalato) è un po’ più accidentato ed attraversa una zona rocciosa ed alcuni residui nevai.

Dopo un bel po’ raggiungiamo un bivio e lasciando a destra il sentiero di discesa al pian del Re, svoltiamo a sinistra sul sentiero del Postino (V21), riservato ad escursionisti esperti, arrampicandoci su una scaletta di gradoni in ferro per poi proseguire tra salite e discese sotto le rocce di punta Venezia e Fourioun fino al bivio del buco del Viso per poi svoltare a destra (indicazioni).

Sul sentiero del Postino

Anche qui, purtroppo, la nebbia sempre presente non ci ha permesso di vedere più di tanto.

Raggiunto il sentiero V16 del giro del Viso svoltiamo a destra scendendo fino al parcheggio di pian del Re.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione al lago Reculaye, 2502 m – Val de l'Ubayette

Precedente Escursione al Monte Meidassa, 3105 m – Valle Po

Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

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Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (17)

  1. Mattia Bertero


    Ciao ragazzi.
    Bellissima questa escursione, peccato per la nebbia ma la zona del Monviso è sempre stata così.
    Dove avete lasciato gli zaini? Ho visto che prima di affrontare il Couloir del Porco non li avevate più sulle spalle…


    • Ciao Mattia. Gli zaini li abbiamo lasciati in un angolo all’inizio del percorso attrezzato fino al nostro ritorno.

  2. Stefy Gheroppa IMontanari


    Complimenti per la relazione, mai troppo espansiva, ma essenziale e dettagliata al contempo, peccato per la nebbia, ma noi eravamo sulla Tete dell’Homme e si vedeva fin troppo bene che quella zona era immersa nel bianco candore :(:
    Gli zaini li avete lasciati al Giacoletti? Ve li han lasciati depositare? Gentilissimi 🙂
    Una sola domanda molto cortesemente, dal Colletto del Coulòr alla vetta il percorso è intuitivo?Segnalato in qualche modo? Ometti?
    grazie di tutto e buone salite!
    Stefy
    Gherò
    Kay


    • Grazie Stefy per i complimenti. Gli zaini li abbiamo portati fino all’inizio del percorso attrezzato, poi li abbiamo posati in un angolo fino al nostro ritorno. Il percorso oltre il coulòur è un po’ su traccia, qualche ometto ma per lo più è intuitivo.

      • Stefy Gheroppa IMontanari


        Grazie mille Elio!
        reduci da Oronaye e tete dell’Homme dove deve fare la giostra per trovare la via giusta, mi informavo se devi fare qualche giro strano o se è intuitivo puntando alla vetta e andando d’instinto 🙂 penso che faremo una 2gg Granero e Punta Udine con questo bel percorso, se il meteo tiene 😉
        buone salite!!


        • Ciao Stefy. Non male quello che hai fatto e ciò che hai in programma. Sono tutte ottime mete di una certa levatura. Buone gite!!!


  3. Grazie, ottimo report, conosco un poco la zona per esserci stato anni fa ad arrampicare e una volta per il giro di Viso, non conoscevo l’esistenza del sentiero del postino pertanto ho scaricato anche la traccia perché desidero ancora tornare da quelle parti e questo percorso mi intriga. Un saluto, buone salute e ancora grazie per il tuo impegno.


    • Grazie Aldo. Molto bello il sentiero del postino. Peccato aver trovato nebbia lungo il percorso. Ciao e buone camminate.

      • Stefy Gheroppa IMontanari


        Ti ringrazio 🙂 vedi se io e il mio compagno ora ci ritroviamo su una vetta sotto una croce a guardare quella meraviglia che offre la natura lo dobbiamo sopratutto a chi soffia sul fuoco della passione della montagna e lo fà, ne sono certo, solo perchè sa che è qualcosa che riempe l’anima e vuole far si che questo piacere arrivi anche ad altri, lucro, interesse, meschinita, tutto resta giu….molto giu, la sotto 🙂 lo dobbiamo a chi ha una voglia di salire si scoprire di vedere e all’insieme di scoprirsi e di vedersi dentro, lo dobbiamo a questo sito e altri, a forum, amici, a chiacchierete per bivacchi, rifugi, vette, ma daltronde l’amore non può avere confini e sarà sempre contagioso 🙂 o come si suole dire oggi virale.
        Un caro saluto


        • Brava Stefy, hai colto nel segno. Ciò che noi facciamo per passione è per condividere il piacere che proviamo con gli altri. Solo così possiamo essere veramente soddisfatti. Ciao.


  4. Non ho mai fatto escursioni di difficoltà alpinistiche. Questa, che è F, richiede l’uso di attrezzature particolari? Imbracature, corde? Dalle vostre foto non mi sembra.
    Secondo voi è rischiosa come punta se si ha solo esperienza di escursioni EE?


    • La salita del coulòur è attrezzata. Non occorrono particolari attrezzature ma non bisogna soffrire di vertigini. Più che altro, nel tratto superiore, occorre mettere su le mani in alcuni punti per la salita alla punta Udine. Ciao

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi ci ha portato me e Silvia a fare l’anello qui proposto ad eccezione della Punta Udine e del Sentiero del Postino, quindi come punto d’arrivo nostro prendiamo il Rifugio Giacoletti.
    Le previsioni davano tempo sereno per oggi ma già da Revello ci rendiamo conto che la zona intorno al Monviso è già invasa dalle nuvole, tenendo conto dell’imprevedibilità del tempo decidiamo di proseguire.
    Così alle 8:45 eccoci in partenza dal Pian del Re in direzione del Lago Fiorenza che raggiungiamo in fretta, c’è già molta gente che sale per lo più verso il Quintino Sella, solamente tre gruppi per un totale di una decina di persone sceglie la via verso il Giacoletti.
    Al Lago Fiorenza lasciamo il sentiero per il Quintino per intraprendere il sentiero V26 verso il Lago Superiore.
    Tra una schiarita e l’altra sulla salita verso il Superiore veniamo colpito dalla nebbia.
    L’umidità è tanta e fatichiamo un poco a salire.
    Comunque arriviamo al Lago Lausetto che ci compare a sinistra, decidiamo di non andare sulle sponde del Lago Superiore e saliamo verso la seconda rampa di salita, il tempo migliora un poco, ogni tanto il Re di Pietra ed il Visolotto si fanno timidamente vedere.
    La vista del Lago Superiore e del Lausetto dall’alto è davvero bellissima.
    Questa rampa la saliamo agevolmente, al bivio per la Punta Roma però la nebbia ci assale nuovamente e purtroppo non ci abbandonerà fino alla fine dell’escursione.
    L’ultima rampa che ci permette di entrare nella conca del rifugio patiamo nuovamente l’umidità presente, inizia a fare freddo e la stanchezza accumulata inizia a farsi sentire.
    Un passo alla volta…
    Alla fine il Rifugio Giacoletti ci compare improvvisamente nella nebbia, dopo 2 ore e 30 minuti dalla partenza.
    C’è già molta gente in sosta al rifugio e notiamo anche 4 persone che stanno salendo arrampicandosi sulla parete Est di Punta Udine.
    Eccoci arrivati e ci mettiamo comodi per il meritato riposo, la nebbia però non va via e fa freddo sul serio.
    Dopo un’ora di sosta ripartiamo verso il Pian del Re prendendo lo stesso percorso di discesa di Cuneotrekking, intanto volgo lo sguardo verso la salita per il Coùlour del Porco per farmi un’idea del percorso (in futuro magari salgo per la Punta Udine oppure Punta Venezia).
    La discesa si presenta più ripida del previsto, non essendo mai scesi da li non conosciamo il sentiero.
    Subito dopo un brevissimo tratto attrezzato dobbiamo scendere su un nevaio molto ripido che ci ha creato un po’ di problemi, la neve è dura e abbiamo faticato a piantare gli scarponi.
    Più avanti il tratto che attraversa il torrente ci ha obbligato a prestare più attenzione del solito, dopo il bivio del Sentiero del Postino finalmente la via diventa più facile da intraprendere.
    Scendiamo alla svelta, ritroviamo il sole all’incrocio con la via verso il Buco di Viso, e dopo un’ora e mezza dalla partenza dal rifugio siamo al Pian del Re per il ritorno a casa.
    Un’escursione che nonostante il tempo poco clemente ci è piaciuta davvero tanto, una bella prova per le nostre gambe, con diversi paesaggi d’attraversare e il rivedere un rifugio che personalmente mi è sempre piaciuto molto.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Bravi Mattia e Silvia. Avete fatto veramente una bella escursione, che era piaciuta anche a me. Mi spiace molto per la nebbia; anche noi, purtroppo l’avevamo fatta in quelle condizioni. Il luogo comunque è veramente splendido. Anche il rifugio Giacoletti, che è molto frequentato, è inserito in un ambiente spettacolare. Purtroppo attorno al Monviso, nel periodo estivo, bisogna sempre aspettarsi un po’ di nebbia. Non ho ben capito se avete fatto il sentiero del Postino o se siete scesi giù direttamente dal bivio.
      Ciao.

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        No, il Sentiero del Postino non l’abbiamo intrapreso. Silvia ha poca dimestichezza con le vie attrezzate ed inoltre il terreno era a tratti bagnato per l’umidità dell’aria. Così siamo scesi direttamente giù verso il bivio con il sentiero per le Traversette.
        Ciao.

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