Escursione alla Punta Zanotti – 2734 m – Valle Stura

La Punta Zanotti (2734 m) è una bella cima che si trova nel vallone del Piz e si erge al di sopra delle Rocce Mongioie dividendo il vallone superiore del Piz dalla Bassa di Schiantalà. La sua sagoma ardita offre alcune importanti vie di scalata. La salita per la via normale (che abbiamo affrontato noi) non presenta alcun ostacolo alpinistico.

  • Ascesa: 1.250 m circa
  • Distanza: 16,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.480 m
  • Altitudine massima: 2.734 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Mi sento con Massimo (autentico mostro della montagna: 6 escursioni in 7 giorni) e decidiamo di fare una capatina in Valle Stura. Salendo la valle verso le 6:00 di mattino di venerdì 10 luglio 2009 abbiamo le idee ancora poco chiare. Mi piacerebbe andare sul Becco Alto del Piz. Massimo, che è stato ieri da quelle parti, mi fa presente che aspetterebbe ancora qualche giorno perché nel vallone è presente ancora troppa neve. Mi viene in mente la Punta Zanotti e gliela propongo. D’accordo dirigiamo la macchina verso Pietraporzio e alle 6:50 ci parcheggiamo al Pian della Regina (1480 m).

La giornata si presenta grigia e velata, per cui anche l’umore non invoglia a darsi troppo da fare. Prendiamo la carrareccia che sale verso il rifugio Zanotti (2144 m) in direzione della bella cascata, ricca d’acqua, che incontreremo nella strettoia antistante il Vallone del Piz. Sul ripiano superiore troviamo ancora residui di neve e di pietre, che le slavine hanno portato giù.

Passando sotto il famoso Merze gros, larice ultracentenario, non possiamo fare a meno di pensare a quante generazioni di alpinisti saranno transitati sotto le sue immense fronde. Al bivio seguente, lasciamo la strada che conduce al Passo delle Scolettas e prendiamo a sinistra la direzione verso il rifugio Zanotti (2144 m), che troviamo aperto (aggiornamento 06/2010 – Le chiavi del rifugio si possono trovare all’interno del “Polifunzionale comunale” di Pietraporzio – presso la Soc. Pietraporzio Idee e Prodotti. Per informazioni Tel. 0171-96519), ma presso cui non ci fermiamo perché intendiamo subito proseguire nell’avvallamento antistante (tacche rosse) che porta alla Bassa di Schiantalà.

Raggiunto il bel pianoro lo percorriamo tutto orientandoci verso la bastionata rocciosa, incisa da una cascatella, che precede il Becco alto dell’Ischiator (2996 m). Lasciato il sentiero per il Passo di Rostagno seguiamo, verso destra (tacche blu), la mulattiera che con lunghi tornanti e in costante salita supera lo sbarramento che in cima racchiude il laghetto di Laris nella Comba di Schiantalà. Raggiunto il ripiano troviamo su un masso a destra l’indicazione per “Punta Zanotti” (2734 m) e “Cime della Montagnetta” (2954 m).

Il tragitto che stiamo per intraprendere, in ambiente suggestivo e appartato, è privo di sentiero, quindi occorre fare particolare attenzione in caso di nebbia. Alcune tacche rosse ravvicinate, che noi seguiremo pedestremente, ci guidano egregiamente.

Passiamo dapprima nelle vicinanze di alcuni specchi d’acqua per poi risalire a sinistra un lungo tratto di rocce montonate miste a erba.

Più in alto il percorso piega sulla destra della base della Cima di Schiantalà. In questo tratto di salita intravediamo già la nostra meta che da qui risulta più facile e molto meno impressionante che non vista dal rifugio.

Arrivati sulla balza superiore ci imbattiamo in un grazioso laghetto ancora un po’ innevato. Da questo punto si raggiunge la cima sulla destra con un percorso oramai pianeggiante.

Ci troviamo affacciati sul vallone superiore del Piz dinnanzi alla mole del Becco Alto e, duecentocinquanta metri più in basso, scorgiamo il lago Mongioie (2480 m).

Ai nostri piedi, con un impressionante precipizio, scorgiamo tra i larici il rifugio Zanotti (2200 m) alla cui sinistra compare tutto il vallone iniziale che abbiamo percorso per salire quassù.

Tornati un centinaio di metri sui nostri passi andiamo a vedere e fotografare anche il lago della Rocca Rossa.

Con il cielo diventato ancora più grigio che certamente non invoglia a proseguire oltre l’escursione di oggi potrebbe anche terminare qui ma, mentre stiamo tornando indietro, indico a Massimo la Cima nord di Schiantalà (2931 m) che con soli duecento metri di dislivello in più è lì che ci aspetta e con la quale ho ancora un conticino in sospeso.

Continua…


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (4)


  1. Mitico Elio,aspetto con ansia la seconda puntata del racconto.A parte gli scherzi,come sempre bravo….ci sentiamo per combinare una gita Ciao Massimo

    • cuneotrekking


      Ciao Massimo, purtroppo sai che l’inserimento non dipende da me. Comunque va bene per combinare una gita. Ciao, a presto. Elio

  2. Elsa pepino


    Ciao Elio. ..continuo a ‘copiarti”…..domenica il Monte Bettone trovato.sempre seguendoti è piaciuto tantissimo . Questa escursione la classifichi EE per via del tratto senza sentiero in caso di nebbia? …?grazie molte. Ciao buone gite.


    • Ciao Elsa. Più che altro credo aver messo EE per il tratto dalla Bassa di Schiantalà, su rocce montonate dove può essere facile smarrire il sentiero. Penso comunque che ora ci siano tutti i bollini rossi fino alla cima. Bel posto, comunque. Ciao

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