Escursione alla Rocca Cucuja, 2144 m – Valle Grana

La Rocca Cucuja è una cuspide rocciosa della Valle Grana, nel Comune di Castelmagno, ed è situata a nord della Punta dell’Omo (2297 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 720 metri circa
  • Distanza: 10,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.508 metri
  • Altitudine massima: 2.144 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Grangia, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

È da tempo che desideriamo salire questa cima dal nome così curioso. Il significato lo ricaviamo, come sempre, dai libri di Michelangelo Bruno, grande alpinista e appassionato di storia e cultura del territorio alpino. Cucuja sta per “cima rocciosa isolata e appuntita”. L’escursione si può compiere avendo a disposizione poco più di mezza giornata.

Venerdì 16 maggio 2014. Lasciamo l’auto sul ciglio della strada dalla borgata Chiotti, nei pressi della chiesetta di San Bernardo di Mentone e un’area attrezzata (1508 m). Il punto di partenza, da Cuneo, lo raggiungiamo seguendo la strada fino a Caraglio. Da qui svoltiamo verso la Valle Grana toccando i paesi di Valgrana, Monterosso e Pradleves. Si prosegue ancora fino a Campomolino e infine si arriva alla borgata Chiotti, situata qualche chilometro prima del Santuario di Castelmagno.

Dall’area attrezzata la strada scende verso il torrente Grana che attraversiamo sul ponte in cemento. Seguiamo il percorso che, a serpentina, si innalza dolcemente tra verdissimi prati.

I verdissimi prati iniziali

Lasciata poco dopo a destra una stradina, proseguiamo addentrandoci nella parte più incassata del vallone abbellito da una cascatella alimentata dal rio Lombarda.

Dopo un tornante la strada svolta in direzione nord accentuando maggiormente la pendenza. Durante la salita si hanno belle visuali sul resto della Val Grana, dal Santuario di Castelmagno al Monte Tibert.

Veduta sulla borgata Chiotti, sul Santuario di Castelmagno e sul Tibert

Oltre una curva che piega a sinistra lasciamo in basso alcuni casolari. Più avanti raggiungiamo la grangia Salin (1735 m) e, appena oltre, un casolare isolato.

Verso la grangia Salin

La strada termina qui. Ora svoltiamo a destra per risalire liberamente alcuni praticelli colmi di anemoni.

Cespo di anemoni

Dalla grangia Salin veduta sulla Rocca Cucuja

Al termine pieghiamo verso destra e in diagonale ascendente risaliamo alcuni piccoli nevai per raggiungere, più sopra, un sentiero trasversale che si dirige verso un dosso panoramico.

Piccoli nevai sul sentiero

Arrivo al dosso panoramico

Lo raggiungiamo trovandolo, in questa stagione, disseminato di crocus multicolore. L’erta Rocca è lì davanti a noi, e per raggiungerla seguiamo alcuni tratturi che, a destra, ne tagliano le pendici più ripide. Svoltando poi a sinistra saliamo liberamente la rampa fino alle rocce finali lungo prati colmi di viole dalle tinte più svariate.

Sulla rampa finale

Violette del pensiero

Purtroppo sulla sommità non esistono cippi o croci che ne personalizzino la cima. Bellissimo il panorama che dal vicino Monte Bram (2357 m) prosegue al Viribianc (2470 m), al Viridio (2478 m) fino a raggiungere il Monte Tibert (2648 m). Ad est la parete precipita ripidamente sotto la rocca verso il vallone di rio Grande, mentre a nord lo sguardo si spinge al lontano Colletto e alle piccole frazioni di Valliera e Santa Margherita.

Veduta verso il Colletto e le frazioncine

A sinistra il Monte Gram, a destra la Punta dell’Omo

Veduta verso il fondo della Valle Grana

la Rocca Cucuja e il Monviso

Dalla rocca sguardo verso il vallone di Rio Grande

Dalla cima ci spostiamo per un tratto sulla cresta verso la Punta dell’Omo, ammirando alcune creste di neve sporgenti e il paesaggio intorno a noi.

Più tardi riprendiamo la discesa tornando dapprima al dosso poi, verso destra scendendo un ulteriore tratto per raggiungere la Grangia Salin (con fontana) per il pranzo.

Ritorno tra i crocus del dosso panoramico

Infine la discesa che ci riporta dal ponte del Torrente Grana (1470 m), quindi verso l’ultimo trattino di salita per recuperare l’auto.

Ritorno  al ponte sul Grana

Torrente Grana

Mucche al pascolo

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Commenti (8)


  1. Ci sarà ancora neve o mi consigliate di aspettare?
    Grazie


  2. Ho effettuato l’escursione oggi, in compagnia di 2 amici. Fino alla Grangia Salin tutto bene (d’altra parte è una strada carrozzabile). I problemi iniziano qui perchè, mentre a valle c’era una nuova palina con le indicazioni di direzione e tempo, alla grangia Salin, dove finisce la strada non c’è traccia di sentiero. Visto che era sopraggiunta un’auto con 2 persone a bordo abbiamo chiesto loro e subito ci hanno detto di salire sul retro della Grangia. Errore! Siamo saliti “sul dritto” attraversando boschetti di ontani fino a raggiungere in quota il sentiero corretto. Sarebbe stato sufficiente mettere una palina alla Grangia Salin perchè, dietro di noi, altri gruppi di persone sopraggiunte hanno preso la nostra via uccidendosi le gambe come noi. L’escursione sarebbe bella per le vedute in quota ma la mancanza di segnalazione hanno inficiato la buona riuscita dell’escursione. Ma poi, pensandoci, noi potevamo anche sbagliare…ma abbiamo visto sbagliare altre 8 persone e 2 cani….
    Al ritorno….incontro con vipera (molto grossa) che sulla strada, beatamente l’attraversava. Cosa strana, eravamo passati in 2 e altri 2 ci seguivano a 3 metri. La vipera ha atteso il passaggio dei primi 2 per attraversare la strada, per nulla intimorita dalle nostre presenze.
    2 escursioni e 2 incontri con vipera. Chissà se la prossima volta…..
    Per Erika. Non c’è più assolutamente neve. Se vuoi puoi andare tranquilla ma…non sbagliare strada!
    Per Elio. Ho fatto un’osservazione la scorsa settimana a proposito del rif. Barbero dichiarando quante persone vi seguivano. Alla Grangia Salin quando non trovavamo il sentiero una delle persone che ci seguivano (una signora) tira fuori un tablet e comincia a leggere la vostra recensione…..incredibile vero? Però anche loro, come noi, hanno sbagliato strada…..


    • Ciao Albino. Pensavo di essermi spiegato bene, dicendo che al termine della strada occorreva svoltare a destra sul prato ed al suo termine piegare nuovamente verso destra con un diagonale ascendente fino a raggiungere il sentiero visibile più in alto. Forse noi abbiamo trovato meno difficoltà perché siamo passati sui nevai. Comunque hai ragione, basterebbe una palina in più per dissipare ogni dubbio sul percorso. In ogni caso, Albino, come avresti descritto la prosecuzione dalla grangia Salin? Magari mi dai una mano per farmi capire meglio. Sicuramente chi ha la possibilità di scaricare la traccia del percorso è avvantaggiato.
      Quest’anno pare proprio l’anno delle vipere. Anche altri escursionisti mi hanno segnalato la presenza. E’ sicuramente dovuto alla variabilità del tempo di questi mesi.
      Ciao e grazie ancora per l’aiuto.


      • Salve Elio,
        collaboro volentieri a dare una mano per fugare dubbi o altro. Dopo la Grangia Salin, e dopo aver ammazzato le gambe con la traversata del boschetto di ontani abbiamo raggiunto il sentiero ascendente e ci siamo portati su un pendio erboso (probabilmente teatro di allevamenti di pecore, visti i residui di anni precedenti) e, vedendo il traguardo ci siamo diretti sulla destra (guardando la Cucuia) per salire con una pendenza accettabile. Però la sfacchinata a raggiungere il sentiero ci ha resi muti e con il desiderio di raggiungere la mèta, senza scambiarci impressioni. Anzi il mio amico Armando mi confidava che se volesse del male a qualcuno gli indicherebbe di raggiungere la vetta con il nostro percorso, non con quello che avete descritto e che comunque abbiamo fatto al ritorno. Vedendo poi la mia traccia GPS appena scaricata ho scoperto che avevo “doppiato” il sentiero senza notarlo. Il tappeto erboso e gli anemoni ne avevano nascosto l’ubicazione. Se solo fossi salito di altri 4-5 metri l’avrei notato! Comunque è andata così.
        Per fugare ogni dubbio suggerirei, a chi arriva al termine della strada alla Grangia Salin di svoltare a destra e di salire in verticale lungo il bordo del dirupo che si troverà a sinistra. Si noteranno degli attraversamenti dei tubi che dalla captazione portano alla Grangia l’acqua. Bisogna attraversare il filo che il pastore ha teso per il bestiame, scavalcandolo, e proseguire in verticale. Il sentiero sicuramente apparirà. Guardando sotto la Rocca Cucuia, un pò sulla destra lo si scorge.
        E’ probabile che tra qualche tempo ci saranno le pecore perchè, scendendo, abbiamo trovato il pastore che salendo stava trasportando dei rami per le recinzioni.

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