Escursione alla Rocca dell’Abisso – 2755 m – Valle Vermenagna

La Rocca dell’Abisso (2755 m) è la prima montagna delle Alpi Marittime che si incontra dal Colle di Tenda (1871 m). Il percorso ci fa toccare e conoscere alcuni bei "Forti" fatti costruire dai Savoia nel XIX secolo a difesa del Colle di Tenda.

  • Ascesa: 880 m circa
  • Distanza: 14,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.870 m
  • Altitudine massima: 2.755 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Per questa gita Gelu è riuscito a coinvolgere anche l’amico Gianni. Non era ancora mai stato su questa bella e facile punta e ora si è presentata l’occasione propizia.

17 settembre 2008. Posata la macchina al Colle di Tenda (1871 m circa), nei pressi del bivio che, a sinistra conduce verso la Baisse de Peyrefique, iniziamo alle 8:36 la nostra salita sulla sterrata che sale dolcemente in direzione ovest. Intravediamo fin da subito la nostra meta: c’è un’ottima visibilità e le montagne attorno a noi appaiono molto limpide e chiare.

Proseguiamo per un lungo tratto in direzione del Forte Pernante che aggiriamo lasciandolo in alto alla nostra sinistra. Utilizzando poi una scorciatoia che passa alla sinistra della Cima di Salauta (2176 m) sbordiamo sul versante transalpino dove tutt’ora si possono scorgere resti di un vecchio acquedotto; più avanti rientrati sulla nostra strada ci avviciniamo al Forte Giaura.

Anche qui, volendo, poco prima di entrare nel vallone potremmo optare per una seconda scorciatoia (tacca gialla) che, su terreno un po’ verticale, in pochi minuti ci porterebbe al Forte, facendoci evitare i tornanti del tetro Vallone dell’Abisso, ma non la utilizziamo perché Gianni ha intenzione di vedere il laghetto al centro del Vallone. Dalla comoda stradina ora passiamo ad affrontare una parte di tragitto tra rocce rotte che ci permette di scorgere, in basso alla nostra destra, un primo laghetto.

Proseguendo ora su sentiero più marcato raggiungiamo il laghetto dell’Abisso (2221 m) che purtroppo troviamo in secca; non ce l’aspettavamo, dopo l’abbondanza di neve dello scorso inverno e le piogge di questa primavera. Dopo aver superato qualche tornantino su pareti scoscese e in frana, raggiungiamo il grandioso Forte Giaura (2253 m), di pianta pentagonale, circondato da un grande fossato e situato in ottima posizione panoramica.

La nostra vetta da qui appare più vicina. Lasciato alle spalle il Forte, risaliamo la china erbosa denominata “Pra Giordan” che con semicerchio verso destra finisce per incontrarsi con le rocce del castello basale, e qui pestiamo la prima neve della stagione.

Tacche rosse e gialle ci indicano ora il percorso che inizia con qualche saliscendi e ci porta ad affrontare il costone detritico posto alla destra della cima.

Poco prima di arrivare in cresta effettuiamo un traversone verso sinistra, al termine del quale, da una breccia compare, grandioso, lo spettacolo delle montagne della Valle Gesso e dei laghi di Peyrefique (2332 e 2358 m) situati alle falde dei torrioni Saragat.

Ormai pochi metri ci separano dalla vetta che raggiungiamo alle 11:12. Dalla punta possiamo godere lo splendido panorama che ammiriamo da est ad ovest. Ricordiamo anche che all’inizio di questo mese tre alpinisti hanno perso la vita nell’intento di raggiungere questa punta partendo proprio dai Torrioni Saragat.

Dopo un’oretta di sosta sulla vetta decidiamo di riprendere la via del ritorno per lo spuntino del pranzo.

Ridiscesi al Forte Giaura seguiamo un percorso ad anello per tornare alla macchina, ovvero prendendo il sentiero che, a sud del Forte, scende in territorio francese con alcuni traversi, prima su erba e poi su terreno roccioso e ci conduce alla comoda strada carrozzabile che dalla Baisse de Peyrefique ritorna al Colle di Tenda. Passati nei pressi del Fort de la Marguerie, dopo alcuni chilometri raggiungiamo la nostra auto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (10)

  1. Gianni Macario


    Grazie della bella giornata passata con te e Gelu…una camminata sulla prima neve e una vista magnifica arrivati in cima. Per il prossimo anno programmiamo delle escursioni sulle punte della val Mairo. A presto!!!

  2. cuneotrekking


    Ciao Gianni, accolgo volentieri la proposta della Val Maira; è una Valle meravigliosa e con te, profondo conoscitore di quei luoghi, e Gelu potremo sicuramente fare interessanti escursioni.
    Ciao, Elio.


  3. Bei posti noi stavamo andando alla rocca ma era gia pomeriggio quando abbiamo scoperto il posto e la nebbia già scendeva..ma ora a settembre ritorneremo..verrò con i miei genitori ..anche se mio papà si fermerà ogni 10 minuti per riposarsi…,no scherzo diciamo ogni 20..! ciao e buona montagna!

    • cuneotrekking


      Grazie Silvia per il tuo commento. Buona gita sulla splendida Rocca dell’Abisso: facci poi sapere com’è andata!


  4. Escursione fatta ieri… che spettacolo da lassù!! Grazie per le vostre recensioni..

  5. Graziano Coppa


    Sono andato ieri, ma la vera vetta non è quella con la croce, bensì, quella distante poche decine di metri che si raggiunge tramite la cresta un po’ esposta…


  6. 03/settembre/2017
    sono stato al monte matto per la prima volta giro della giornata bellissimo!!! da s. anna un po lunga ma ne vale la pena. Consiglio a tutti gli escursionisti da fare almeno una volta e saluto i ragazzi di cervasca e dintorni che mi hanno accompagnato. ciao

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